Combattere il dolore alla cervicale

A seconda dei motivi che l’hanno causato (eventi traumatici, situazioni di tensione, posizione errata quando si dorme), il dolore cervicale può essere contrastato con i farmaci (FANS, cortisonici, anti-dolorifici), con il collare ortopedico, con esercizi specifici o con la terapia del ghiaccio: sarà il medico curante a indicare quale trattamento seguire. Scopriamo insieme come combattere il dolore alla cervicale.

Combattere il dolore alla cervicale

La cervicalgia, comunemente indicata come dolore cervicale, rappresenta un disturbo piuttosto frequente provocata da sintomi differenti tra loro. Il tratto cervicale costituisce senza dubbio una delle zone più vulnerabili e delicate di tutto il corpo umano: esso si compone di sette vertebre, che sostengono la testa e le consentono di compiere movimenti di carattere estensorio, flessorio e rotatorio.

Dolori di origine diversa

I dolori che danno origine alla sindrome cervicale hanno una natura varia, e possono riguardare le strutture nervose, ossee, ligamentose, vascolari o muscolari del tratto cervicale.

In sostanza, alla base di un dolore cervicale possono esserci traumi pregressi – il classico colpo di frusta, per esempio -, eccessivi e ripetuti sovraccarichi sui muscoli del collo, colpi di freddo – e conseguenti torcicollo -, spondilosi e osteoartrite delle vertebre, posizioni sbagliate che si assumono durante la giornata o mentre si dorme, degenerazione di un disco intervertebrale, un eccesso di attività fisica, una carenza totale di attività fisica, un riposo notturno inadeguato in quanto basato su cuscini e materassi non adatti e infine situazioni di stress.

L’accumulo di tensione

Molti soggetti, infatti, sono soliti assumere posizioni contratte e rigide come conseguenza della tendenza a scaricare le tensioni di tutti i giorni: tensioni che agiscono specialmente sui muscoli del collo e della spalla irrigidendoli. Il trattamento del dolore cervicale, quindi, non può prescindere da una diagnosi appropriata, effettuata con TAC e raggi X per individuare i problemi che coinvolgono il tratto cervicale.

Occorre specificare, tuttavia, che nella maggior parte dei casi alla base della cervicalgia si colloca una banale contrattura dei muscoli delle spalle e del collo, soprattutto in giovane età, quando i problemi di natura cartilaginea e ossea risultano piuttosto rari.

L’importanza di esercizi mirati

Considerando che i dolori cervicali interessano il 70 % della popolazione, è evidente che spesso per risolvere il problema è necessario un programma di esercizi mirati, da seguire con regolarità e costanza: esercizi finalizzati a sciogliere le tensioni che si accumulano nel corso della giornata, e a rendere più mobili le vertebre cervicali.

L’efficacia di un’attività di questo tipo va rintracciata nello stato di rilassatezza che essa determina: tali esercizi, infatti, devono essere portati a termine in maniera delicata e lenta. Un’esecuzione brusca e veloce, al contrario, non solo si rivelerà inutile, ma potrà anche provocare dei danni.

Primo esercizio

Un primo esempio di esercizio consiste nel flettere il collo lateralmente, con lentezza, sia in piedi che seduti, rimanendo nella posizione di partenza per alcuni secondi tra una flessione laterale e l’altra. Si tratta di un movimento evidentemente semplice, che può anche essere praticato in qualsiasi momento della giornata, anche davanti al computer sul posto di lavoro.

Secondo esercizio

Un altro esercizio consiste nel flettere il collo lateralmente, e, mentre si sta piegando il collo, afferrare con una mano il polso dell’altra mano, tirandolo verso il basso con delicatezza così da tendere i muscoli controlaterali della spalla e quelli del trapezio. La posizione va tenuta per una ventina di secondi prima di cambiare lato. Anche questa esercitazione deve essere praticata con regolarità tutti i giorni, possibilmente sotto il controllo di una persona esperta o di un professionista (per evitare di compiere, inconsapevolmente, movimenti errati o dannosi).

Terzo esercizio

Un esercizio da compiere in piedi, invece, è quello che prevede di flettere il collo e spingere con una mano la testa verso il basso, così da provocare una lieve tensione, mentre si piega a novanta gradi l’altro braccio spostando la mano dietro la schiena.

Farmaci contro i dolori cervicali

Sono, questi, solo alcuni esempi di attività che è possibile mettere in pratica per alleviare il dolore cervicale, che tuttavia può essere combattuto anche con il ricorso a medicinali.

Premesso che prima di assumere un farmaco di qualsiasi tipo per la cura della cervicalgia è necessario consultare il proprio medico curante – e se necessario anche uno specialista – è possibile comunque individuare i prodotti farmaceutici più usati nel trattamento di questo fastidio.

La scelta dei medicinali

È bene precisare, in primo luogo, che la scelta di un determinato prodotto avviene in funzione della motivazione per cui il dolore è comparso: ciò significa che per una cervicalgia di entità tutto sommato leggera sarà utile assumere farmaci anti-dolorici (per via orale) che permettono di diminuire il dolore, mentre per tenere sotto controllo forme più severe sarà opportuno impiegare farmaci corticosteroidi o analgesici sotto forma di iniezione.

FANS

Precisato, quindi, che è compito del medico individuare il principio attivo più appropriato per ogni paziente, a seconda della gravità del disturbo e delle risposte alle cure da parte del malato, segnaliamo che i farmaci impiegati con maggiore frequenza nel trattamento del dolore cervicale sono i cosiddetti FANS.

Tra di essi indichiamo l’ibuprofene (presente nel Subitene, nel Moment e nel Brufen), raccomandato per un dolore medio o moderato, da assumere per via orale in una dose non superiore a quattrocento milligrammi (in bustine effervescenti o compresse) ogni sei ore o dopo i pasti; il naproxene (presente nel Naprius, nel Naprosyn, nel Prexan e nell’Aleve), da assumere per via orale due volte al giorno (in dosi da 550 milligrammi); e la diidroergotamina (presente nel Diidergot e nel Seglor), consigliata soprattutto quando il dolore cervicale si traduce in mal di testa, da assumere per via sottocutanea, endovenosa o intramuscolare (un milligrammo ogni ora fino a quando i sintomi scompaiono).
Paracetamolo
Non va dimenticato, comunque, anche l’acetaminofene, più conosciuto come paracetamolo (presente nella Sanipirina, nell’Efferalgan e nella Tachipirina): si assume sotto forma di supposte per via rettale, o sotto forma di sciroppo, compresse o bustine effervescenti per via orale, ogni quattro o sei ore non superando i cinquecento milligrammi per dose. Nei casi in cui il dolore cervicale risulti particolarmente intenso, comunque, tale principio attivo può anche essere introdotto per via endovenosa.
Cortisonici
Se il dolore cervicale è particolarmente forte e in più si accompagna a un’infiammazione dei nervi del collo, si è soliti ricorrere ai cortisonici, da assumere tramite iniezione topica vicino ai muscoli del collo o alle radici nervose. Si tratta, in particolare, del metilprednisolone (presente nel Medrol, nell’Urbason e nel Solu-medrol), un anti-infiammatorio piuttosto potente il cui effetto terapico è quello di rendere meno fastidiosa la flogosi che caratterizza il dolore (la cui posologia deve essere decisa dal medico), e del prednisolone (presente nella Deltamidrina e nel Solprene), da utilizzare solo con la prescrizione medica.
Tramadolo, lidocaina e pregabalyn
Altri farmaci impiegati per ridurre forme acute di dolore cervicale sono il tramadolo (lo si trova nel Tramadolo, nel Fortradol e nel Tralenil), un medicinale che rilassa i muscoli contribuendo ad alleviare il dolore (le dosi devono essere decise dal medico a seconda della causa scatenante e dell’intensità del dolore, ma comunque non devono superare i 400 milligrammi giornalieri), la lidocaina (presenta nello Xilo Mynol, nel Lidrian e nella Xylocaina), un analgesico che deve essere iniettato sulla zona interessata e che serve per anestetizzare il punto dolorante, mascherando momentaneamente il disturbo, e il pregabalyn, un farmaco impiegato per il trattamento generale del dolore neuropatico (da assumere in dosi di 50 milligrammi per tre volte al giorno, fino a un massimo di 300 milligrammi quotidiani).
La terapia del ghiaccio

Una efficace analgesia, inoltre, si ottiene anche con la terapia del ghiaccio, la cosiddetta crioterapia: in questo caso, è raccomandabile applicare sacchetti o borse del ghiaccio sulla zona interessata (ma non a contatto diretto con la pelle), nei primi due o tre giorni che seguono il trauma. Trascorso questo periodo, la terapia del ghiaccio dovrà essere sostituita dalla terapia del calore, caratterizzata da impacchi di acqua calda sul tratto cervicale e da docce calde.

Il collare ortopedico

Nei casi più gravi, poi, si manifesta la necessità di immobilizzare, con collari appositi, il collo: si tratta di una soluzione adottata specialmente quando il dolore è la conseguenza di un colpo di frusta o di uno strappo muscolare. Il collare ortopedico contribuisce a diminuire il dolore praticando una pressione leggera nelle strutture del collo; in ogni caso, non deve essere portato per più di quindici giorni consecutivi.
L’intervento chirurgico
La chirurgia, infine, rappresenta un’opzione cui ricorrere solamente nei casi più gravi: gli interventi servono, in tal caso, a alleggerire la compressione dei nervi e del midollo spinale.
L’importanza del trattamento corretto
In conclusione, che sia derivante da un semplice affaticamento muscolare o da un accumulo di tensione, da una patologia come l’ernia del disco o da un infortunio pesante, da una degenerazione dei dischi tra le vertebre o da un colpo di frusta, il dolore cervicale (quando non rappresenta il sintomo di una patologia più grave come artrite reumatoide, meningite o cancro della colonna vertebrale) deve essere curato con un trattamento adeguato, che deve essere indicato da uno specialista.



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