Che cos’è il peeling

Il peeling è una trattamento dermoestetico che consiste nell’esfoliazione della pelle allo scopo di migliorarne l’aspetto oppure di curare patologie più o meno gravi. Diverse sono le tecniche di applicazione e le metodologie impiegate; in questa guida approfondiremo le conoscenze sugli aspetti dermatologici, sanitari ed estetici legati all’utilizzo di questo trattamento.

Per comprendere su quali principi si basa l’utilizzo di questa metodica e come essa agisce, è bene richiamare brevemente alla memoria quali sono le caratteristiche essenziali della pelle umana, in particolare la sua stratificazione e le sue funzioni.

che cos'è il peeling

La cute e le sue funzioni

La cute, o pelle, rappresenta il rivestimento esterno del corpo umano ed è formata da diverse tipologie di tessuto che differiscono fra loro per caratteristiche e funzioni; si calcola che ciascun essere umano di età adulta la superficie della pelle sia addirittura di due metri quadrati, per un peso complessivo variabile da 8 a 10 chilogrammi!

Lo strato più esterno della pelle viene definito come epidermide, ed è spesso circa 0.2 millimetri; la sua porzione più superficiale è detta strato corneo, ed è costituita da cellule cheratinizzate morte il cui ricambio avviene in maniera continua. Il ricambio integrale dello strato corneo si completa in circa tre o quattro settimane, e consiste nel processo fisiologico di esfoliazione. Complessivamente nell’epidermide la tipologia di cellule più abbondante è quella dei cheratinociti, che svolgono una importante funzione di protezione dagli attacchi provenienti dall’esterno: smog, radiazioni ultraviolette, microorganismi patogeni, vento e così via. Al di sotto dell’epidermide si trova il derma, un tessuto connettivo di spessore pari a 3-4 millimetri circa che si divide in derma papillare (più superficiale) e derma reticolare (più profondo). Questo tessuto è costituito principalmente da tessuto connettivo, dove abbondano particolari cellule dette fibroblasti. Tali cellule sono in grado di produrre collagene, glicoproteine e fibre di elastina garantendo perciò l’elasticità della pelle. Ancora più profondo è infine l’ipoderma, formato anch’esso da tessuto connettivo dove abbondano particolari cellule di riserva dei grassi dette adipociti.

Anche se può sembrare strano, la cute è considerata come un vero e proprio organo che fa capo all’apparato tegumentario e svolge funzioni fondamentali come la protezione dell’esterno, la recezione sensoriale, la termoregolazione, la sudorazione e la sintesi di vitamina D.

Che cos’è il peeling e come si fa

Poiché svolge ruolo tanto importanti, è necessario prendersi cura con regolarità della propria pelle ed il peeling è un trattamento particolarmente utile perché consente di accelerare il naturale ricambio (turnover) cellulare. Il nome di questa tecnica deriva dal verbo inglese to peel, che significa “spellare”, “sbucciare”: in ambito estetico e medico il peeling serve ad esfoliare la cute danneggiata o vecchia, stimolando l’organismo alla produzione di nuovo tessuto cellulare giovane e in salute.

Il peeling viene utilizzato ad esempio per eliminare fastidiose macchie cutanee causate da iperpigmentazione, ovvero la produzione di un eccesso di melanina che causa la comparsa sulla cute di colorazioni antiestetiche, oppure in caso di melasma, ovvero le macchie cutanee scure tipiche dell’età che avanza. Il trattamento è anche molto utile in caso di pelle interessata da fotoinvecchiamento, ovvero il peggioramento delle caratteristiche e della funzionalità dell’epidermide causato dall’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti solari o delle lampade abbronzanti. La cute fotodanneggiata presenta danni che per certi versi assomigliano molto a quelli causati dall’invecchiamento, come ad esempio la comparsa di rughe e grinzosità e la notevole perdita di tono che causa lassità del tessuto cutaneo. I raggi ultravioletti sono i responsabili di questa degradazione, poiché penetrano nel derma distruggendo le fibre elastiche ed il collagene, ed alterando il DNA delle cellule della pelle. Associati al fotoinvecchiamento sono anche segni distintivi come macchie scure sulla pelle e dilatazione dei vasi capillari superficiali.

In casi più gravi, ovvero quando l’esposizione ai raggi ultravioletti è ancora più prolungata ed intensa, si può arrivare anche alla comparsa di cheratosi attiniche, altresì dette cheratosi solari, che consistono in tessuti arrossati e che si desquamano. Queste cheratosi non sono da considerare solo un problema estetico, ma anche di salute, dal momento che la loro evoluzione può portare allo sviluppo di gravi tumori cutanei.

Oltre al trattamento di vere e proprie alterazioni patologiche, il peeling è utilizzato anche per scopi meramente estetici, come ad esempio per eliminare i comedoni (noti ai più con il nome di “punti neri”) e le impurità della pelle. La sua applicazione permette anche di ridurre l’attività delle ghiandole sebacee, trattando dunque in maniera efficace i casi di iperseborrea (pelle grassa), acne ed acne rosacea.

Il peeling solitamente viene utilizzato per la pelle del viso, ma non solo: questa tecnica può essere anche impiegata per tutte le altre parti del corpo che ne hanno bisogno, come ad esempio spalle, braccia, collo o ancora, nelle persone con calvizie, la parte superiore della testa che è per sua natura la zona del corpo più esposta al sole.

Gradi di intensità del peeling

A seconda della tipologia e delle quantità di sostanze o agenti utilizzati, il peeling è in grado di esfoliare gli strati cellulari più superficiali dell’epidermide oppure arrivare sino al derma sottostante. Si distinguono pertanto, sulla base dell’intensità dell’intervento, quattro diverse categorie di peeling:

  • molto superficiale
    viene utilizzato per rimuovere solo lo strato superficiale di cellule cheratinizzate morte, ed è impiegato a scopi estetici per ravvivare la pelle e darle luminosità. Il trattamento viene sospeso prima che sulla pelle compaiano eritemi o significativi arrossamenti. Viene utilizzato ad esempio per il trattamento del melasma e dell’iperpigmentazione.
  • superficiale
    il trattamento causa la morte (necrosi) delle cellule che compongono solo lo strato dell’epidermide, a profondità variabile e sino a raggiungere nei casi più intensi lo strato basale dell’epidermide. Viene utilizzato in caso di fotoinvecchiamento in fase iniziale, e viene solitamente sospeso quando compare sulla pelle un eritema di colore rosa intenso.
  • media profondità
    in questo caso il trattamento determina necrosi sia nello strato epidermico che nel sottostante derma papillare. Questo tipo di trattamento viene usato in caso di pelle interessata da fotoinvecchiamento di media gravità, e quando viene sospeso la pelle è interessata da un forte eritema simile a quello causato da una scottatura solare.
  • profondo
    il trattamento è molto impattante e causa la necrosi di epidermide e derma papillare arrivando sino al più profondo derma reticolare. Viene utilizzato in caso di gravi casi di fotoinvecchiamento, e determina sulla pelle lo sviluppo di un significativo eritema accompagnato da edema (accumulo di liquido sottocutaneo).

Può sembrare strano che, per “curare” la pelle, questa venga stressata così tanto da causare la comparsa di eritemi e la formazione di edemi sottocutanei. In realtà l’effetto del peeling è proprio questo: attraverso l’irritazione dei tessuti, i fibroblasti presenti nei tessuti cutanei vengono stimolati a produrre nuove fibre di collagene e glicoproteine, ripristinando in tal modo l’elasticità della cute.

La tecnica del il peeling si divide in due branche principali: il peeling chimico e quello mediante laser.

Che cos’è  il peeling chimico

Il peeling chimico viene utilizzato per rimuovere gli strati più superficiali della pelle utilizzando particolari agenti esfolianti di natura chimica. Questi agenti esfolianti ed irritanti vengono applicati direttamente sulla cute per un tempo variabile in funzione dell’effetto che si vuole ottenere: il danneggiamento causato sulla pelle è calcolato, prevedibile e selettivo.

Fra le sostanze più utilizzate dal peeling chimico troviamo:

  • soluzione di Jessner;
  • acido glicolico;
  • acido piruvico;
  • acido retinoico;
  • acido tricloracetico (TCA);
  • acido salicilico;
  • fluoro uracile (5-Fu);
  • resorcina (metadifenolo);
  • fenolo;
  • alfa-idrossiacidi;
  • alfa-chetoacidi.

La maggiore o minore intensità del trattamento chimico sono dovuti a fattori come, ad esempio, il numero di ripetizioni e la tecnica utilizzata per l’applicazione, la tipologia di pelle del paziente (più o meno spessa e/o sensibile) e la zona di applicazione, gli eventuali pretrattamenti effettuati sulla cute ed il tempo di contatto delle sostanze utilizzate.

Le variabili in gioco, come abbiamo visto, sono molte: il medesimo trattamento può infatti, su diversi pazienti, dare origine a risultati differenti. Per questo è indispensabile che ad eseguire il peeling chimico siano professionisti riconosciuti del settore, in grado di valutare e calibrare in base alla propria esperienza qual è il trattamento ideale per ciascun paziente.

Solitamente nelle due settimane precedenti ad un trattamento di peeling chimico viene consigliato di preparare la pelle mediante l’applicazione a casa propria di creme contenenti acido glicolico e alfa-idrossiacidi. Questi composti consentono un più rapido ripristino del tessuto epiteliale della pelle (riepitelizzazione), riducendo i tempi di cicatrizzazione e diminuendo i rischi di eventuali infezioni cutanee. Il loro impiego consente inoltre di scongiurare la comparsa di macchie scure (iperpigmentazioni) in seguito al trattamento. Molto utili per evitare la formazione di macchie anomale postinfiammatorie sono anche i pretrattamenti a base di sostanze schiarenti (depigmentanti) come, ad esempio, acido cogico, idrochinone ed acido azelaico.

Durante il trattamento chimico il paziente avverte una sensazione di pizzicore e bruciore sulla pelle, più o meno intensa a seconda della sensibilità individuale e della tipologia di trattamento. Si tratta comunque di un fastidio sopportabile, che non deve in alcun modo spaventare.

In seguito al peeling chimico è indispensabile che la pelle sia curata adeguatamente per favorire il processo di guarigione ed evitare complicanze o infezioni. Il tempo di guarigione solitamente varia fra i 5 giorni e le due settimane a seconda dell’intensità del trattamento, ed è normale che per i primi 10 giorni si osservi la desquamazione della cute. La pelle deve essere lavata solo con un sapone non aggressivo, detergendola ed asciugandola con grande delicatezza evitando di sfregarla. Nel periodo post-peeling è bene non utilizzare asciugamani di spugna ma di cotone o di lino, da cambiare frequentemente. La pelle va protetta da qualsiasi fonte di raggi ultravioletti per almeno 6-8 settimane dal trattamento, evitando di esporsi al sole ed escludendo nel modo più tassativo l’utilizzo di lampade abbronzanti. È bene applicare una crema con filtro protettivo totale prima di recarsi all’aperto, mentre quando si rimane in casa la pelle va costantemente mantenuta idratata utilizzando una crema emolliente delicata. Le creme vanno spalmate in piccole dosi, evitando di sfregare o premere sulla pelle.

Che cos’è il peeling laser

Il peeling laser utilizza tecnologie a laser CO2 pulsato, che consiste nella produzione di un raggio infrarosso ad onda continua. Questo potente raggio, colpendo le cellule della cute, è in grado di vaporizzare l’acqua in esse contenuta senza tuttavia causare né il danneggiamento né l’ustione dei circostanti tessuti.

I vantaggi legati all’utilizzo del laser sono diversi: innanzitutto è un metodo più rispettoso della pelle rispetto all’utilizzo di sostanze chimiche, che causa solo lievi arrossamenti e microferite che in breve tempo si cicatrizzano senza problemi. La potenza del laser è inoltre perfettamente regolabile e consente di trattare la pelle sino alla profondità desiderata, senza danneggiare inutilmente altri tessuti; inoltre il laser consente di trattare in modo uniforme la superficie cutanea. Il peeling laser è talmente efficace che in molti casi ormai ha sostituito diversi trattamenti di chirurgia estetica che una volta richiedevano l’utilizzo del bisturi. Non a caso, questo dispositivo viene anche definito come “bisturi laser” per via della sua precisione ed efficacia.

Il laser può essere utilizzato senza problemi anche sulla pelle molto danneggiata e caratterizzata da scarsa elasticità dal momento che non solo rimuove gli strati di cellule più esterni e rovinati, ma stimola anche la produzione di nuove fibre elastiche nei tessuti sottostanti con il vantaggio di aumentare la tonicità della pelle.

Prima di effettuare un trattamento con laser è CO2 bisogna evitare di esporsi ai raggi solari o alle lampade abbronzanti, e sospendere qualsiasi terapia farmacologica che aumenti la sensibilità della pelle nei confronti della luce (fotosensibilità) come ad esempio le tetracicline (antibiotici), i prodotti sulfamidici o l’amiodarone (farmaco anti-aritmico). Sulla pelle da trattare viene preventivamente applicata una crema ad azione anestetica, e ultimato il trattamento può essere consigliato l’utilizzo di una pomata ad azione antinfiammatoria o antibiotica da utilizzare per i giorni successivi. È un fatto del tutto normale che, dopo il trattamento con laser, la pelle rimanga arrossata per qualche settimana; durante il periodo di guarigione, è tassativamente vietato esporsi a qualsiasi fonte di raggi ultravioletti (sole e/o lampade UV).

Sempre fatto da professionisti

Il peeling è una tecnica dermoestetica che deve essere esclusivamente praticata da personale qualificato, serio ed esperto: il rischio di danneggiare seriamente il paziente, piuttosto che migliorarne le condizioni, è infatti concreto se le metodologie vengono messe in mano a persone poco preparate.

È bene quindi affidarsi a centri specializzati dove lavorano professionisti affidabili, e per distinguere un buon centro da uno sui generis bisogna prestare attenzione ai dettagli. Innanzitutto l’informazione per il paziente deve essere precisa ed accurata, fornendo indicazioni su cosa fare prima, dopo e durante il trattamento. Al paziente devono essere mostrati esempi di applicazione della tecnica (fotografie e/o video), con i quali sia possibile confrontare la situazione “prima” e “dopo” il trattamento su persone precedentemente sottoposte a peeling.

La professionalità si riconosce anche da un attento esame della cute dell’interessato, della quale devono essere scattate fotografie allo scopo di evidenziare i benefici ottenuti dall’impiego del trattamento. È molto frequente, infatti, che il paziente si dimentichi di come appariva la sua pelle prima del trattamento sottovalutando i benefici ottenuti, oppure che imputi all’utilizzo della terapia effetti collaterali come nevi, macchie o cicatrici già preesistenti.

Al pari di qualsiasi altro trattamento sanitario o medico il paziente deve firmare il consenso informato: se questo manca, il trattamento viene considerato un reato. Apponendo la sua firma il paziente dichiara di essere al corrente di tutto ciò che il trattamento implica, rischi compresi.

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Siti internet da consultare

Il peeling del viso in medicina estetica
http://www.medici-estetici.com/trattamenti/peeling2.html
Pagina informativa esclusivamente dedicata al peeling a cura di Medici-estetici.com. Il sito è possibile reperire informazioni su strutture, professionisti e centri specializzati nei trattamenti di medicina estetica organizzati provincia per provincia.

Letture di approfondimento

Titolo: Peeling chimici

  • Autore: Mark G. Rubin
  • Curatore: R. Pelliccia
  • Tradotto da: A. Ballestrazzi
  • Editore: Elsevier Srl
  • Anno: 2007
  • Lunghezza: 208 pagine

Titolo: Peeling

  • Autore: Claudio Menegatti
  • Curatore: C. Oliva-Klos
  • Editore: HB International Edizioni
  • Anno: 2007
  • Lunghezza: 112 pagine

Titolo: Il peeling chimico. Dalla biologia alla clinica

  • Autori: Giuseppe Guerriero,
    Francesco L. Landi
  • Editore: Piccin-Nuova Libraria
  • Anno: 2009
  • Lunghezza: 128 pagine

Titolo: Vis à vis. I trattamenti per illuminare la pelle e migliorare l’espressione del volto

  • Collane: Stare bene
  • Autore: M. Angela Masino
  • Editore: Armando Editore
  • Anno: 2001
  • Lunghezza: 176 pagine


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