Casa protetta per anziani

La casa protetta per anziani è una struttura socio-sanitaria e assistenziale di tipo residenziale che accoglie le persone anziane sia temporaneamente che permanentemente; di solito si tratta di persone non autosufficienti e che non necessitano di cure ospedaliere ma solo di un percorso assistenziale e sociale.

Il requisito fondamentale: la non autosufficienza del pazienti

La casa protetta per anziani è una struttura che accoglie le persone ultra 65enni che non solo più gestibili nel loro domicilio; di solito sono sole oppure la famiglia non è in grado di accudirli ed assisterli. Il requisito fondamentale, affinché si ipotizzi l’entrata in una casa protetta è la situazione di non autosufficienza dell’anziano, il quale a causa di svariati motivi, necessità di un intervento assistenziale.

Tuttavia la funzione di queste residenze non è esclusivamente assistenziale ma anche sociale, rieducativa e sanitaria. Tale funzione sanitaria non va confusa con gli interventi ospedalieri , in quanto seppur è prevista la figura del medico o di altri professionisti sanitari, i loro interventi sono esclusivamente di cura e mantenimento dello stato di salute del paziente. Insomma non si tratta di un ricovero ospedaliero!

Casa protetta per anziani

Diciamo che lo scopo finale del ricovero in tali strutture è legato al bisogno di assistenza sociale e sanitaria, di cura igienica della persona, di socializzazione e di riabilitazione del paziente anziano.

Le diverse strutture per gli anziani

Nell’ambito dei ricoveri per anziani, esistono vari generi di strutture, di cui è bene fare una distinzione per poter avere un’idea più chiara in merito. Infatti se parliamo di case albergo, soggiorno anziani, case vacanza, case riposo, intendiamo tutte quelle strutture che accolgono le persone anziane che non devono essere necessariamente non autosufficienti o con un grado lieve di non autosufficienza.

Diversamente, quando parliamo di casa protetta per anziani o anche RSA (Residenza sanitaria assistenziale) ci riferiamo a quella particolare struttura socio-sanitaria che accoglie soggetti con un grado moderato o grave di non autosufficienza, persone quindi che non sono capaci di vivere da sole, nella loro casa, nemmeno momentaneamente. Persone, magari che hanno subito un intervento e che potrebbero necessitare di assistenza anche temporanea; infatti la permanenza nella casa protetta per anziani può essere anche di poco tempo.

A differenza delle altre strutture citate, la casa protetta per anziani ha una capienza (in media) di circa 100-120 posti divisi in padiglioni da 10-20 letti. Anche il personale che si occupa dell’assistenza in tale strutture è sicuramente maggiore rispetto alle altre. Esso si compone di una equipè, socio-assistenziale e sanitaria, ovvero un gruppo di professionisti, specializzati in diverse discipline e che si occupano del benessere del paziente.

Tali figure sono: il coordinatore responsabile, il medico di struttura, lo psicologo, l’ assistente sociale, il responsabile infermieristico, il responsabile delle attività assistenziali, l’ infermiere, l’ assistente di base-Operatore socio sanitario (ASA-OSS) , il fisioterapista e infine l’animatore. Il lavoro di queste figure nell’ambito della casa protetta per anziani è quello di redigere il cosiddetto PAI, ovvero il Piano di assistenza individualizzato formulato sulla base di interventi personalizzati e dei bisogni dell’individuo, riconoscendo così la diversità e l’unicità di ogni persona.

L’accesso alla casa protetta per anziani e i costi

L’Accesso alla casa protetta per anziani avviene attraverso la richiesta fatta all’assistente sociale del proprio comune di residenza (nel caso di strutture convenzionate) oppure della stessa struttura scelta (nel caso di strutture private) che si occuperà del caso. In seguito, sulla base della valutazione effettuata attivando l’Unità di Valutazione Geriatrica (U.V.G) verrà predisposto il programma assistenziale personalizzato. Per quanto riguarda il costo (retta) della struttura, esso può dipendere da diversi fattori, primo fra tutti il reddito, ma anche dal grado di non autosufficienza del paziente. Infine la retta può essere totalmente a carico del richiedente oppure solo in maniera parziale, perché una parte del costo potrebbe essere sostenuto dal Servizio Sanitario Nazionale.



Tags:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *