Si possono toccare le fontanelle nel neonato?

Con il termine “fontanelle” si indicano le membrane che rivestono le zone in cui le ossa del cranio del neonato non si sono ancora saldate: lo faranno nell’arco di alcuni mesi tramite un graduale processo di calcificazione.

le fontanelle nel neonato

Fontanelle nel neonato: quante sono?

In totale, le fontanelle sono sei, ma quattro di loro, quelle due laterati anteriori e le due posteriori) risultano già chiuse al momento della nascita e quindi ne rimangono aperte soltanto due:

  • la fontanella anteriore (o bregmatica), a forma di rombo, collocata appena sopra la fronte e le cui dimensioni sono comprese tra i 2×2 e i 4×3 centimetri;
  • la fontanella posteriore (o lambdoidea), dalla forma circolare, postitonata nell’area della nuca, con un diametro di 0,5-0.8 contimetri.

A cosa servono le fontanelle nel neonato?

Durante il travaglio le fontanelle, composte di un tessuto fibroso e resistente, rendono

la testa del piccolo più elastica e, di conseguenza, più adattabile alle compressioni che subisce mentre passa attraverso il canale del parto, proteggendola dal rischio di traumi.

Nel corso della crescita, contraddistinta da un ritmo molto rapido nei primi 18 mesi di vita la loro presenza permette al cranio di adeguarsi allo sviluppo del cervello prima di ossificarsi in modo definitive. E’ importante sapere che le fontanelle non sono una zona a rischio. Un tempo, infatti, era molto diffuso il timore di poter causare Danni alla testa o al cervello del piccolo toccando le fontanelle, ritenute un’aria fragile e delicata. In realtà è una preoccupazione del tutto infondata, in quanto esse si compongono di una membrane fibrosa molto resistente ed elastic, in grado di proteggere il capo del bimbo anche da colpi o urti. Quindi è necessario sempre toccare queste zone con delicatezza.

Quando si chiudono le fontanelle nel neonato?

Anche i tempi di ossificazione delle fontanelle variano in base ai ritmi di maturazione individuali del bambino, anche se, nella gran parte dei casi, quella posteriore tende a saldarsi nel corso dei primi 3 mesi di vita, mentre quella anteriore si chiude di solito entro

i 18-20 mesi. Può del resto capitare che la fontanella posteriore risulti già chiusa alla nascita, proprio come quelle laterali: se ciò si verifica alle dimissioni dall’ospedale sulla cartella del neonate verrà riportata la dicitura “obliterata”, cite significa appunto saldata.

Quando rivolgersi al pediatra?

Mentre il bambino piange o urla è del tutto normale che la fontanella antedore risulti lievemente ingrossata o, al contrario, un po’ gonfia e pulsante. Viceversa è consigliabile consultare il medico se appare molto infossata (perchè potrebbe segnalare un problema

di disidratazione) o se risulta gonfia quando il bebè è tranquillo e non sta piangendo: ciò potrebbe indicare, infatti, l’aumentata pressione interna del cranio causata da un disturbo the riguarda il sistema nervoso (per esempio, una meningite)

Nel corso delle visite periodiche effettuate al neonuto, II pediatra controlla, comunque, dimensioni e ritmo di chiusura delle fontanelle: In particolare, se esso dovesse risulture troppo lento, il medico potrebbe prescrivere alcuni esami per verificare le cause di questo ritardo

tra cui rientra la carenza di vitamina D, una sostanza che favorisce Ia fissazione del calcio e del fosforo contenuti nelle ossa, e che viene compensata in genere grazie alla somministrazione di integratori.



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