Le analisi cliniche: facciamo il ‘tagliando’ al nostro metabolismo

Le analisi cliniche sono indispensabili per valutare il corretto funzionamento del metabolismo e anche per scoprire se ‘qualcosa non va’ nel nostro corpo. Si tratta di esami spesso semplici, che possono essere condotti chiedendo l’impegnativa al medico di base. Vediamo quali sono le analisi cliniche più comuni e a cosa servono:

analisi cliniche

  • Glicemia: si tratta di un valore che evidenza il metabolismo degli zuccheri nel sangue e che si rivela fondamentale per rilevare la presenza del diabete. La glicemia normale si attesta nei valori del 70-110 mg% e questa analisi chiede di essere effettuata se si avvertono problemi quali la stanchezza diffusa, i crampi continui e anche i tremori, sintomi dell’iperglicemia. L’analisi della glicemia può inoltre indicare la presenza di fenomeni di ipoglicemia, ovvero di bassi livelli di zuccheri nel sangue;
  • Azotemia e creatinina: si tratta di analisi cliniche importanti per evidenziare il buon funzionamento dei reni. Queste sostanze sono infatti il frutto del turnover cellulare, quindi il rilievo di valori troppo elevati può significare che i reni non funzionano a dovere e quindi aprire le porte alla richiesta di effettuare delle analisi più approfondite che interessano gli organi di depurazione;
  • Uricemia: questa analisi clinica permette di valutare i residui di acido urico presenti nel sangue ed è anch’essa legata alla produzione di ‘materiale di scarto’ da parte dell’organismo. L’uricemia alta può essere sintomatica della formazione di calcoli, ma anche di problemi come la gotta;
  • Bilirubina: si tratta di un valore che valuta la funzionalità del fegato ed è tecnicamente una sostanza che deriva dalla distruzione dei globuli rossi. Anomali valori di bilirubina possono essere significativi di un malfunzionamento di questo organo vitale;
  • Le gamma GT: si tratta dei valori che determinano la funzionalità delle vie biliari e del fegato, perché le gamma GT sono degli enzimi che in caso di valori anomali possono rivelare malfunzionamenti e danni al fegato;
  • Transaminasi: anche in questo caso si tratta di valori legati al fegato, ma strettamente connessi anche alla buona salute del cuore e dell’apparato scheletrico.
  • Amilasi: si tratta di analisi utili per verificare il buon funzionamento del pancreas, perché si tratta di sostanze preposte a scindere gli zuccheri e quindi ad attuare la corretta digestione degli alimenti. Un aumento della amilasi è significativo del cattivo funzionamento del pancreas;
  • Fosfatasi alcalina: questa analisi clinica rivela se esistono danni alle vie biliari, ma si propone importante anche per verificare lo stato di salute delle ossa.

Le maggiori analisi cliniche interessano quindi la salute del sistema ematico e si concentrano sugli organi vitali, soprattutto sul fegato, sul pancreas e sui reni, che sono responsabili della depurazione e legati al turnover cellulare.

Anche se non si avvertono sintomi, è buona norma controllare la salute degli organi facendo le analisi almeno una volta all’anno, per valutare il buon funzionamento dei reni e del fegato. Come indicato nel sito dedicato al benessere e alla salute sanioggi.it, i valori di creatinina e di azotemia possono infatti dimostrare con un semplice prelievo se sussistono problemi a livello di turnover e tenere monitorato lo stato di salute personale in modo continuo, obiettivo e votato alla prevenzione.



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