Irritazione da medusa: cosa fare?

Molte volte un bagno in mare può rivelarsi un po’ spiacevole se ci imbattiamo in una medusa, un animale dalla forma e dal colore molto affascinante che però è in grado di pungere l’uomo sprigionando le sue sostanze urticanti. E allora che cosa fare in caso di irritamento da medusa? Ecco allora tutto quello che c’è da sapere a riguardo e quali sono i metodi per contrastare il bruciore.

Cosa fare in caso di irritazione da medusa

Cosa fare in caso di irritazione da medusa

La medusa è un animale marino che appartiene alla specie dei planctonici, si riproduce attraverso processo sessuata dando vita a una sorta di polipo ed è conosciuto come un animale dal forte potere urticante quando la sua superficie viene a contatto con la pelle umana. La sua funzione è difensiva e il suo comportamento è finalizzato a paralizzare la preda. Per questo motivo quando si viene in contatto con la superficie della medusa questa provoca una forte reazione infiammatoria, che può manifestarsi attraverso bruciore, gonfiore, eritema e sensazione di dolore.

Questa reazione è causata dall’effetto tossico che il liquido contenuto nei tentacoli della medusa sprigiona. Il fastidio provocato è molto variabile, ma è sempre bene sapere come comportarsi in caso di irritazione da medusa, per sapere come agire e come fare per attenuare dolore e bruciore.

La presenza delle meduse nei nostri mari e la critica situazione ambientale in cui versa il pianeta sono strettamente correlate. Complici le temperature che si stanno progressivamente alzando e le modalità di pesca spesso scellerate, le meduse cominciano a popolare sempre di più le acque. Questo significa che dobbiamo abituarci ad avere a che fare sempre più spesso con le meduse che rispetto al passato abitano sempre di più i nostri mari.

Come si presenta una medusa

La medusa è un animale molto bello dal punto di vista estetico. Si presenta di colore trasparente o di alcune sfumature cromatiche che la rendono molto accattivante alla vista. Potremmo paragonare la forma della medusa a quella di un polipo, dal momento che è munita della parte superiore, una sorta di cappuccio fluttuante, e di una parte inferiore formata dai tentacoli, all’interno del quale si racchiude il veleno urticante.

Le meduse prediligono le acque molto limpide e pulite quindi, se durante una nuotata ne incontrate una, potrete almeno essere certi che state nuotando in un mare pulito e non inquinato. Non sempre è possibile vedere una medusa a occhio nudo; spesso questi animali si camuffano e la loro presenza si avverte proprio a seguito della puntura, che provoca prurito, dolore e fastidio.

Sapere cosa fare in questi casi è fondamentale, per mettere a rischio la propria pelle da fastidi e gonfiori e per limitare il più possibile i dolori. In prossimità dell’estate, televisioni, giornali e anche stabilimenti balneari organizzano alcune campagne di informazione per comunicare ai turisti e ai bagnanti cosa fare e che cosa non fare in caso di irritazione da medusa.

L’unico vero modo per evitare le meduse è quello di evitare di fare il bagno e di tuffarsi in acqua. Eventualità che la maggior parte delle persone in vacanza preferisce evitare, rischiando di fare un tuffo nonostante tutto. Del resto basti sapere che le meduse non attaccano di loro spontanea volontà e non si avvicinano con l’intento di fare del male; quando avvertiamo la puntura della medusa significa che siamo stati noi a scontrarci accidentalmente con loro.

Le meduse si muovono nell’acqua in senso verticale e sono in grado sia di sprofondare sul fondale sia di emergere sulla superficie dell’acqua con molta facilità. Per il resto, la medusa si sposta in base alla direzione della corrente e per questo motivo si possono trovare in qualsiasi punto.

Se avvistate alcune meduse in mare è meglio non fare il bagno e aspettare che la corrente le sposti altrove. Le meduse che pungono sono facilmente riconoscibili e sono quelle che hanno i tentacoli piuttosto lunghi; questo significa che se anche vedete la testa della medusa molto lontana da voi i suoi tentacoli potrebbero essere molto più vicino di quanto sembra.

Come fare in caso di puntura

A volte le meduse si spingono a riva e non sono rari i casi in cui questi animali si possono avvistare sul bagnasciuga, destinate a squagliarsi letteralmente al sole perché non più immerse nell’acqua, loro ambiente naturale. Nella maggior parte dei casi, infatti, le meduse vengono avvistate al largo, quando l’acqua è ancora più pulita rispetto al tratto di mare in prossimità della costa.

Le probabilità aumentano durante una gita in barca o una nuotata al largo in solitaria ed è bene sapere come comportarsi in questi casi proprio perché, la maggior parte delle volte, per prestare soccorso alla zona colpita è necessario raggiungere di nuovo la riva. Per prima cosa, quindi, in caso di puntura di medusa è necessario mantenere la calma e cercare di nuotare fino a riva per raggiungere alla terraferma. Se il dolore al momento limita i vostri movimenti, fatevi aiutare da qualcuno che si trova in acqua vicino a voi o, se vi trovate all’interno di uno stabilimento, chiedete l’aiuto del bagnino.

I sintomi dopo la puntura di una medusa sono molto semplici da riconoscere; bruciore, prurito e dolore localizzato, spesso accompagnati da un arrossamento della zona interessata. La prima eventualità grave da scongiurare è uno shock anafilattico; quindi se dopo la puntura accusate sintomi di malessere che si allontanano dal semplice bruciore della zona colpita, recatevi immediatamente al pronto soccorso più vicino.

Una volta usciti dall’acqua, la cosa più importante da fare è rimanere calmi. Questo consiglio potrebbe sembrare banale e scontato, ma in realtà si tratta di un aspetto fondamentale dal momento in cui il panico e la paura aumentano l’adrenalina e di conseguenza le tossine sprigionate dal veleno circoleranno nel corpo a una velocità maggiore.

In secondo luogo è necessario ispezionare il corpo per assicurarsi che, oltre alla puntura, non ci siano parti del corpo della medusa rimaste attaccate alla pelle. Se così fosse, le parti del corpo della medusa vanno staccate immediatamente e la zona colpita andrà lavata abbondantemente con l’acqua del mare. L’utilizzo dell’acqua del mare, che è salata, è molto importante perché, a differenza di quella dolce, l’acqua del mare non aumenta i sintomi da puntura della medusa.

La parte di pelle colpita dalla puntura deve essere coperta dai raggi del sole; la puntura l’avrà resa molto sensibile e il contatto diretto con il sole la porterebbe a scurirsi provocando cicatrici poco estetiche e difficili da far andare via con il tempo.

La puntura della medusa, per alcuni aspetti, è molto simile all’ustione. Le cellule urticanti che si trovano all’interno dei tentacoli attivano dei particolari filamenti che si inseriscono nella pelle sprigionando proteine neurotossiche, urticanti e paralizzanti. Proprio come l’ustione, gli effetti della puntura della medusa possono durare qualche ora oppure qualche giorno, in base al tipo di aggressione e al tipo di pelle del soggetto colpito.

Prima compaiono bruciore e prurito, poi la zona colpita andrà incontro a un forte arrossamento e la superficie della pelle tenderà a salire in rilievo. Alle volte questi sintomi possono essere accompagnati da nausea, giramenti di testa, aumento della sudorazione, vertigini e difficoltà a respirare. In questo caso, alla presenza di questi fenomeni, è meglio recarsi al pronto soccorso, per scongiurare qualsiasi altro tipo di reazione e di shock anafilattico.

Escluse queste eventualità, che sono considerate i casi più gravi a seguito di una puntura di medusa, ci sono alcuni rimedi che si possono mettere in pratica subito dopo l’episodio per trarre immediato giovamento dai fastidi provocati dalle sostanze urticanti delle meduse. Il primo riguarda l’uso del cloruro di alluminio, facilmente reperibile sotto forma di gel astringente da applicare direttamente sulla parte colpita. Questo prodotto si può acquistare in farmacia e richiedere direttamente una preparazione che abbia una concentrazione compresa tra il 3% e il 5%.

Da evitare, invece, sono tutti i prodotti a base di antistaminico o cortisone; si tratta di sostanze che entrano in azione dopo circa 30 minuti dall’applicazione, ossia dopo che la massima manifestazione della reazione tende già a regredire in modo spontaneo.

4 cosa da NON fare in caso di puntura di medusa 

Se è molto importante sapere cosa fare in caso di puntura di medusa, è altrettanto fondamentale sapere cosa non fare invece in caso di irritazione. Ecco allora un breve prospetto da tenere sempre a mente qualora vi troviate in una situazione del genere.

  • Non strofinare la zona colpita: per evitare ulteriori irritazioni o danni alla pelle
  • Niente rimedi della nonna: ammoniaca, alcool o aceto sono tutti rimedi casalinghi che è meglio evitare in questi casi per scongiurare il rischio di ulteriori infiammazioni
  • Non grattarsi: anche se la reazione potrebbe essere istintivo è importane resistere per non liberare più quantità di veleno
  • Evitare di prendere il sole sulla zona interessata: finché la zona colpita non sarà guarita è necessario non esporre la pelle al sole. I raggi del sole, infatti, potrebbero influire sulla pelle con la formazione di macchie scure decisamente poco anti-estetiche. Qualora vi sia impossibile evitare l’esposizione al sole, optate per una crema solare a protezione totale.


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