Teatro terapia

Guida alla teatro terapia, una interessante e utile forma di psicoterapia psicologica che permette di intervenire favorevolmente su diverse patologie e disturbi del comportamento umano. Ecco quindi una guida facile e agile alla teatro-terapia, con informazioni e consigli utili per conoscerla e capirne le potenzialità nella cura di sindromi e problematiche di tipo psicologico.

teatro-terapia

“Il teatro è la più antica ed efficace forma di psicoterapia, quale luogo protetto di ricerca dell’animo umano. Questa forma di arte terapia insegna a d esprimere liberamente la creatività e a gestire l’ansia”.

La teatro-terapia: come, dove e perchè

Il teatro è la prima forma di comunicazione delle emozioni e per questo, una delle più efficaci sfumature di psicoterapia che l’uomo si sia dato nel corso della sua storia.

La psicologia, materia di approfondimento dell’animo umano, insieme al teatro è un ottimo strumento per intervenire e provocare un cambiamento. Con il termine arte terapia si definisce la messa in scena, all’interno di un gruppo, dei propri vissuti, emozioni e paure; prevede l’educazione alla sensorialità e alla percezione del proprio corpo e della voce, avvalendosi anche di altre forme di arte come la danza, la poesia e la musica.

Durante le improvvisazioni teatrali si sperimentano situazioni e stati d’animo mai esperiti nella vita quotidiana, e talvolta avviene la scoperta di una possibilità di comportamento nuovo che crea stupore e meraviglia. Il fatto è che, se noi proviamo un’emozione, se viviamo intensamente (nella realtà immaginaria della scena) un’esperienza nuova, questa entra a far parte del nostro bagaglio esperenziale di vita così come se l’avessimo vissuta nella realtà quotidiana. Il punto è che se siamo capaci di gioire nella vita lo saremo anche nel teatro e viceversa.

In quali situazioni si applica la teatro-terapia

Questa forma di terapia si può applicare sia in situazioni di prevenzione sia in ambito terapeutico e riabilitativo. Nel primo caso agisce su eventuali blocchi creativi, sull’incapacità di creare nuovi ruoli e farli propri. Nelle altre situazioni il teatroterapeuta, che è uno psicologo e teatrante specializzato, cura il paziente inserendolo piano piano all’interno di un gruppo, cercando di mettere in contatto la parte sana della persona con quella malata.

I soggetti più adatti sono persone con disturbi nevrotici e border-line, che attraverso questa forma di terapia, riescono a sviluppare l’io adulto. Nei casi di depressione e in soggetti autistici il teatro riesce ad aprire spiragli di comunicazione, buon inizio per un cambiamento. Molto spesso la funzione della messa in scena, è quella di consentire alle persone di imparare a socializzare (è il caso dei tossici, dei disabili, ma anche delle persone anziane che hanno perduto la capacità di comunicare) entrando in contatto con la spontaneità e lasciando indietro paure e passato. Anche gli ambiti pedagogici, aziendali e le comunità varie si avvalgono di questo strumento terapeutico poiché si è scoperto che nel teatro di ricerca, la finzione induce alla verità; in scena si sciolgono le resistenze e reticenze ai processi psichici.

Funzione terapeutica del teatro

Lo scopo della teatroterapia è rendere armonioso il rapporto con sé stessi e gli altri attraverso il corpo, la voce e la mimica. Gli effetti benefici delle sedute di gruppo producono risultati anche al di fuori della scena, poiché gli stimoli ricevuti precedentemente diventano parte integrante della vita delle persone. Questa forma di terapia non si sostituisce ad una psicoterapia individuale, ma può affiancarla per dare alle persone la possibilità di avere più visioni di sé. La sua finalità non è propriamente artistica, non si lavora per costruire una scenografia anche se a volte nasce l’esigenza di allestire le scene.

Durante i primi incontri lo scopo è depurare il rapporto tra corpo, voce e mente nella relazione con gli altri e se stessi attraverso il linguaggio non verbale ottenuto dalla postura, dalla mimica e dal movimento. Lavorare con questa forma di terapia significa operare sulle numerosi parti che compongono il nostro individuo, sugli aspetti sconosciuti, quelli rifiutate, quelli che non vogliamo riconoscere perché li temiamo e abbiamo paura di cambiare. Il teatro diviene così il mezzo per raggiungere uno stato di benessere perché ci consente di porre attenzione su noi stessi.

Così come i bambini attraverso il gioco sperimentano i loro sé per costruirsi un identità, gli adulti attraverso la messa in scena dei propri sogni e paure conoscono e riconoscono altri aspetti della loro personalità fino ad allora nascosti. Il metodo della teatro terapia si avvale dell’improvvisazione che consente all’attore di far emergere dall’inconscio sentimenti e bisogni. Improvvisare significa “fare finta”, uscire dal nostro personaggio principale, quello che ogni giorno portiamo in giro attraverso atteggiamenti e comportamenti e che definiscono il nostro essere. Attraverso la finzione molto spesso si riesce a dare voce ad altri “noi”, perché ci sentiamo protetti e non giudicati. Il tutto avviene in una scena che l’attore stesso si crea usando materiali e oggetti che gli sono più adatti.

Come si lavora nella teatro terapia

All’interno del percorso di teatro terapia si lavora su diversi livelli; l’attore stando in scena agisce su se stesso e improvvisa parti individualmente o con gli altri facendo emergere una serie di personaggi extraquotidiani. Il lavoro si divide in tre fasi:

  1. pre espressiva durante la quale si studia un nuovo linguaggio corporeo, la messa in scena e la meditazione
  2. nella fase espressiva si inizia ad improvvisare e a creare il nuovo personaggio
  3. post espressiva in cui si analizza ciò che è avvenuto nella messa in scena

In tutti i processi entra in gioco la creatività personale e attraverso il gruppo emergono nuovi lati di personalità. Affinché il percorso sia utile è importante che agisca sull’espressività, affettività e sensorialità, coinvolgendo perciò la persona nella sua totalità. La voce, la respirazione e la danza danno il via all’improvvisazione.

Come si diventa teatroterapeuta

Insegnati, educatori, psicologi e insegnanti di teatro possono frequentare la scuola di specializzazione della durata di tre anni. Questo corso permette di sperimentare in primis la teatroterapia su se stessi, per poi imparare a progettare e guidare il gruppo. La scuola prevede una parte teorica (studi di psicologia, del teatro come ricerca, tecniche di mediazione corporea) e una parte pratica.

Un po’ diverso è lo psicodramma

Anche lo psicodramma è una tecnica metodologica di gruppo nata da un’intuizione di J.L. Moreno in ambito teatrale. Gli stili relazionali di ogni persona e il proprio mondo interiore vengono messi in scena e resi concreti attraverso l’azione e l’agire dei vari personaggi sul palcoscenico. Lo psicodramma mette in azione i contenuti del mondo interiore delle persone attraverso il “gioco” che concretizza pensieri, rappresentazioni mentali e sogni all’interno della scena. Attraverso diverse tecniche (specchio, cambio di ruolo, soliloquio etc) si sbloccano le situazioni interiori che creano problemi e crisi ed è possibile il cambiamento.

Questa metodologia, a differenza della teatroterapia (maggiormente usata con pazienti psichiatrici o persone particolarmente disturbate) può essere utilizzata per una crescita individuale e personale (come tipo di psicoterapia) perché consente a conoscere sé stessi e ad armonizzare i propri vissuti interiori. Molto spesso è una tecnica usata anche nella formazione professionale perché permette l’acquisizione di competenze nella gestione delle relazioni interpersonali. Nello psicodramma sono presenti e necessari:

  • il gruppo di persone che danno la possibilità di mettere in scena i ruoli
  • lo psicodrammista cioè il professionista che conduce il gruppo
  • il palcoscenico dove si mette in scena l’azione
  • la messa in scena diretta dallo psicodrammista

Differenze principali tra teatroterapia e psicodramma

Lo psicodramma consente all’attore/personaggio di improvvisare spontaneamente una parte di sé, spesso ispirata alla sua vita vera. Nella teatroterapia la persona si prepara al lavoro vero e proprio con esercizi importati dall’attività teatrale e quindi lontani dal suo mondo reale; solo dopo aver eliminato le proprie resistenze all’azione spontanea potrà incominciare a rappresentare qualcosa. Mentre lo psicodramma va a toccare immediatamente il problema, in teatroterapia il percorso è più graduale e lento; è l’attore/paziente che decide quando affrontare i suoi conflitti interiori. Spesso lo psicodramma è un aggiunta al percorso di teatroterapia, usato quando bisogna smuovere situazioni e vissuti che non si sbloccano.

Link a siti web utili per approfondire la teatro-terapia e lo psicodramma

Federazione Italiana Teatroterapia
www.fedteatroterapia.it
sito ufficiale della federazione teatroterapia costituita da psicologi, educatori, attori;
fornisce informazioni su appuntamenti e pubblicazioni.

Scuola di teatroterapia
www.nonchiamateciattori.it
portale della scuola di Teatro solistico e scuola di formazione in teatroterapia; sono presenti date e informazioni sui corsi.

Psicodramma
www.psicodramma.it
sito che fornisce informazioni su questa metodologia, indica una bibliografia per approfondire il tema, e ha un breve dizionario per spiegare i concetti chiave di questa tecnica.

Scuola di psicodramma
www.scuoladipsicodramma.com
portale della scuola di psicodramma di Bologna; sono presenti attività, eventi, video della scuola.

 



5 Commenti

  1. Maria
  2. Luigi Maselli
  3. Roumi
  4. Laura
  5. sara

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