Psichiatria

La psichiatria è un’importantissima disciplina medica che si occupa della cura della nostra mente, se serve anche mediante la prescrizione di farmaci. Spesso i non addetti ai lavori hanno una conoscenza superficiale e approssimativa di essa, e tendono a considerarla in maniera errata. Per saperne di più su questa disciplina, su che basi si fonda e come reperire maggiori informazioni in rete, continua a leggere questa guida.

Psichiatria: storia e informazioni sulla scienza della mente

Che cos’è la psichiatria

La psichiatria è la branca della medicina che studia le malattie mentali: le classifica, ne stabilisce le cause, riconosce i quadri clinici e fissa i metodi di cura degli stati morbosi indicandone i trattamenti. Studiando l’uomo malato, la psichiatria resta in contatto con altre scienze affini: con la medicina interna (psicosomatica), con la neurologia (alterazioni morbose del cervello) e con la farmacologia. Gli psichiatrici utilizzano vari metodi per individuare disturbi nei loro pazienti. Il principale strumento di cui si servono è il colloquio psichiatrico.

Lo psicopatico è sovente pericoloso a sé e agli altri, per cui la psichiatria deve risolvere, oltre che il problema dell’assistenza, anche quello della sorveglianza di questi ammalati. La diagnosi per chi soffre di disturbi psichiatrici varia da individuo a individuo. Infatti, in alcuni soggetti le cure sono minori, mentre per altri è fondamentale che vengano curati e seguiti per lungo tempo e in alcuni casi anche per tutta la vita, in quanto alcune malattie psichiche sono croniche e gravi.

Differenze tra psicologo e psichiatra

Quando si parla di psichiatria, è bene fare una distinzione tra psichiatra e psicologo, in quanto molto spesso, nell’uso comune, si tende a confondere questi due termini. Gli psichiatri sono laureati in medicina e dopo la laurea proseguono la specializzazione in psichiatria. Molti sono anche specializzati in sottospecialità diciamo, come ad esempio la psichiatria infantile. I pazienti che curano vengono curati in ambulatori privati, ospedali pubblici o in istituti adeguati per i malati mentali (come ad esempio, centri psicosociali e ospedali psichiatrici).

Possiamo così dire che il campo della psichiatria è abbastanza ampio per quanto riguarda la specialità medica. Infatti, i disturbi mentali possono colpire quasi tutti gli aspetti della vita del paziente, partendo dalle funzioni fisiche e proseguendo per ciò che riguarda il comportamento, le emozioni, i rapporti interpersonali, la sessualità e il lavoro dei pazienti stessi. Questi vari disturbi sono provocati da un insieme di fattori che possono essere biologici, psicologici e sociali.

Gli psicologi, invece, non sono dei medici, nonostante molto spesso si trovano a lavorare in stretto rapporto con gli psichiatri e si prendono cura dei loro stessi pazienti. Non si occupano di diagnosticare malattie fisiche e neanche di prescrivere farmaci, in quanto questo compito spetta appunto agli psichiatri. Non possono quindi utilizzare farmaci come metodo di lavoro. Lo psicologo è una persona laureata in psicologia che è abilitata all’esercizio della professione. Dopo la laurea deve superare l’esame di Stato per iscriversi all’Albo Professionale della sua Regione.

Alcune persone hanno una strana percezione dello psicologo o dello psichiatra e sono un po’ diffidenti. Pensano che rivolgendosi a loro vengano considerate dagli altri come dei “pazzi” e non come persone normali. Oppure ancora che rivolgendosi allo psicologo/psichiatra la loro situazione psicologica possa aggravarsi ancora di più. Un metodo di pensare un po’ antico. Succede, quindi, che spesso le persone si rifiutano di andare da uno psicologo/psichiatra pensando che i propri problemi possano risolverli da sé. Bisogna, invece, far capire loro che lo psicologo/psichiatra è una persona che riconosce un problema nel paziente e tenta in tutti i modi di risolverlo, scegliendo la soluzione più adatta (nel caso dello psichiatra assumendo farmaci).

I disturbi della psiche

Con il termine di psiche si intende un complesso di funzioni, dalla percezione alla memoria, dal pensiero all’intelligenza, dall’affettività alla coscienza, alla personalità. Ognuna di queste funzioni può andare incontro a disturbi.

  • I disturbi della percezione
    La percezione è la proprietà che ci consente di raccogliere i dati della realtà al di fuori di noi. I disturbi che può subire la percezione possono essere:

    di tipo quantitativo
    si tratta di stimoli piccoli o medi che provocano sensazioni molto elevate. Ad esempio, un suono banale viene avvertito come un rumore stordente

    di tipo qualitativo
    si ha quando la visione può essere colorata ad esempio in rosso, in verde, in giallo o dare immagini più piccole o più grandi di quelle reali;
    illusioni: sono percezioni nelle quali lo stimolo reale, che quindi esiste, viene percepito in maniera distorta. Ad esempio, un albero è visto come un uomo, un mulino a vento come un guerriero gigante, ecc…;

    allucinazioni
    sono percezioni senza oggetto. Ad esempio, l’individuo crede di vedere un uomo, laddove non c’è assolutamente nulla oppure sente delle voci o avverte un profumo che in realtà non ci sono.

  • I disturbi della memoria
    La memoria è la facoltà che registra i ricordi, per poi riportarli alla coscienza quando li si richiama. Si possono avere così:

    disturbi quantitativi
    ipermnesia, quando si ricordano più cose di quanto non se ne ricordi la media degli uomini; ipomnesia, nel caso contrario. L’amnesia è, invece, l’assenza dei ricordi;

    disturbi qualitativi
    sono detti anche paramnesie e sono costituiti da deformazioni dei ricordi come falsi riconoscimenti (si crede di ricordare e di riconoscere una persona), confabulazioni (racconti e rievocazioni di fatti mai accaduti), emnesie (fatti reali, ma rivissuti in epoca sbagliata).

  • I disturbi del pensiero
    Il pensiero è un’attività psichica molto complessa, grazie alla quale, tramite il ragionamento, l’immaginazione, la fantasia, si riconosce la realtà, se ne derivano nozioni astratte come idee e concetti, se ne fanno valutazioni, confronti e conclusioni.

    disturbi della forma del pensiero
    sono l’accelerazione delle idee, fino alla cosiddetta fuga delle idee: i pensieri si susseguono rapidissimamente, con parole fluide e velocissime; oppure il rallentamento delle idee (lentezza nelle risposte, parlare scialbo, pensieri aridi, ecc…) o la dissociazione delle idee, così che ogni singola frase ha talora un suo significato, ma la sequenza delle frasi non ne ha alcuno, il linguaggio è sconnesso, bizzarro e assurdo.

    disturbi del contenuto del pensiero
    sono i tipici deliri: si tratta di idee o di gruppi di idee che non corrispondono alla realtà, ma che vengono sostenute o credute con netto convincimento. Tra i deliri più noti quello di persecuzione, di gelosia, ecc…

  • I disturbi dell’affettività
    Con il termine di affettività si comprende, in psicologia, tutta la risonanza gradevole o sgradevole di fatti esteriori sull’animo. E’ un concetto composito, formato di sentimenti, emozioni, umore. I principali disturbi dell’affettività sono:

    ansia
    uno stato emotivo di spiacevole aspettativa, che va dalla semplice tensione alla più grave angoscia

    fobia
    spiacevole stato affettivo di timore o paura quando ci si trova in un locale chiuso o in una piazza

    depressione
    abbassamento del tono dell’umore, tristezza, rammarico, nostalgia, pessimismo generico.

  • I disturbi psicomotori
    Possono essere:

    aumento dell’attività psicomotoria
    dagli strati di eccitamento alle crisi di furore;

    riduzione dell’attività psicomotoria
    dal rallentamento fino all’arresto psicomotorio;

    stereotipie
    ripetizione monotone e persistenti di movimenti semplici o complessi o di frasi senza significato

    catalessia
    con mantenimento per lunghissimi periodi di tempo di posizioni, anche assurde e scomode

    manierismi
    con ripetizione di atteggiamenti o gesti o frasi manierate, o di azioni strane;

    negativismo
    con opposizione e resistenza e tutto quanto si fa o si cerca di far fare al soggetto;

    automatismo
    con esecuzione passiva di comandi o suggerimenti anche senza senso: il soggetto ripete o imita ciò che vede fare, ciò che sente, ciò che vede scritto.

Le malattie mentali

Le malattie mentali colpiscono individui di qualiasi età, razza e condizione culturale e sociale. Non dipendono né dal carattere né dall’intelligenza della persona. Qualsiasi malattia mentale può essere curata mediante terapie, gruppi di aiuto e terapie farmacologiche. L’individuo non può comunque pensare di potersi curare da solo con la sola forza di volontà. Le malattie mentali si possono classificare in:

  • psicosi
  • nevrosi
  • personalità psicopatiche

Psicosi

Le psicosi provocano una notevole alterazione della personalità dell’ammalato. Egli non ha alcuna coscienza di essere ammalato, molto spesso si meraviglia che ci si prenda cura di lui e talora si ribella. Oltre a queste forme primitive, delle quali non si conoscono le cause, vi sono psicosi dette organiche, che nascono invece da un danno: ad esempio, da arteriosclerosi e da intossicazioni. In una prima fase la persona è solo un po’ strana, isolata, chiusa, si dedica a strane pratiche religiose o a problemi astrusi di matematica.

Nevrosi

La nevrosi è un disturbo del sistema nervoso centrale. La nevrosi è avvertita come una malattia dall’ammalato: questi non solo si accorge benissimo di essere ammalato, ma soffre i disturbi da cui è affetto.

Si possono distinguere vari tipi di nevrosi:

  • nevrosi ansiosa
    il segno più tipico, comune a tutte le nevrosi, è l’ansia. L’ansia può essere definita come un sentimento penoso di attesa. In questa nevrosi, l’ansia può assumere due aspetti. Abbiamo l’ansia manifestata dove l’individuo ansioso è facilmente identificabile. Ha, infatti, espressioni e comportamenti che lo caratterizzano, come l’irrequietezza, la ricerca di qualcosa che lo sollevi, lo stringersi continuamente le mani tra loro, il respiro affannoso. Il soggetto che soffre di questo tipo di ansia è il primo a denunciare i suoi sintomi e ad accorgersi di soffrire proprio di ansia. Poi abbiamo l’ansia occulta o latente, molto più frequente, ma anche meno nota e da solo l’ammalato non riconosce nell’ansia l’origine dei suoi disturbi. Questi sono molto spesso indefiniti, come una sensazione di inquietudine e di tensione. Molte altre volte vi sono disturbi organici, come una sensazione di “nodo alla gola”, l’aumento della sudorazione e la stitichezza.
  • nevrosi nevrastenica
    il sintomo più caratteristico è l’astenia, la stanchezza, la debolezza. Si riducono così capacità come l’apprendimento, la memoria e la volontà. E’ provocata da varie condizioni come arteriosclerosi, grandi dispiaceri, la perdita di una persona cara, una disillusione amorosa, preoccupazioni economiche, dissidi familiari e sovraccarico di lavoro intellettuale disordinatamente e affannosamente attuato.
  • nevrosi fobica
    il sintomo principale è costituito dalla fobia, un timore morboso per qualcosa o per qualche situazione, timore che lo stesso ammalato riconosce infondato, ma al quale non riesce a sottrarsi. Il fobico compie tutta una serie di atti a causa della fobia. Così, ad esempio, chi soffre di patofobia (paura delle malattie e delle infezioni), arriva a lavarsi le mani un numero infinito di volte, senza alcun criterio, o a disinfettarsele, anche se non ha svolto alcuna attività o compiuto alcuna azione.
  • nevrosi ossessiva
    l’ossessione, sintomo fondamentale di questa nevrosi, è costituita da pensieri o stimoli ad azioni che si presentano alla mente dell’ammalato. L’ossesso è spinto a ripetere certe azioni, pur essendo perfettamente conscio della loro inutilità. Tipico è il caso del dubbio che si presenta alla mente di un soggetto una volta andato a letto la sera, se la porta di casa o il rubinetto del gas siano ben chiusi. Quindi si alza, e si accerterà che sia tutto a posto. Tornato a letto con la certezza che la porta di casa o il rubinetto del gas sono chiusi, dopo poco il dubbio torna a presentarglisi: non lo fa riposare, lo tormenta, gli mette addosso agitazione. Egli è così costretto a rialzarsi e a tornare ad accertarsi di cose delle quali è già certo.
  • nevrosi isterica
    al centro di questa nevrosi c’è l’atteggiamento isterico: è un atteggiamento dimostrativo, che tende a richiamare l’attenzione di tutti gli altri. I sintomi organici sono rappresentati da paralisi, da afosia (perdita della parola), che non trovano spiegazione in alcuna lesione degli organi centrali o periferici. Tipica di queste forme è la comparsa di crisi a seguito di situazioni molto emotive per le quali il malato ha una particolare sensibilità. Questi segni vengono interpretati come lo scarico di una tensione emotiva o di un conflitto psicologico. I sintomi psichici possono essere transitori o permanenti. Fra i sintomi transitori vi sono le amnesie (perdita del ricordo di avvenimenti anche molto vicini). Con il termine di sintomi permanenti si indicano le caratteristiche di base della personalità isterica: vi è una tendenza all’esagerazione drammatica di ogni avvenimento alla menzogna; vi è una facile vanitosità e capricciosità.

Personalità psicopatiche

Si manifestano in soggetti che soffrono e fanno soffrire. Si possono classificare diversi tipi di soggetti psicopatici:

  • psicopatici ipertimici
    sono soggetti vivaci, ottimisti, con alta opinione delle proprie possibilità, molto attivi e imprudenti, litigiosi
  • psicopatici depressivi
    sono soggetti depressi, pessimisti, che non provano mai una vera gioia, timorosi, scoraggiabili, scontenti e diffidenti
  • psicopatici inquieti
    soggetti insicuri di se stessi, timidi, dubbiosi, timorosi delle responsabilità, ipersensibili, pignoli; talora arroganti e prepotenti per nascondere timidezza e timori
  • psicopatici fanatici
    soggetti dominati da idee spesso assurde per le quali lottano per tutta la vita; quindi litigiosi, combattivi o invece solo fanatici tranquilli che però non rinunciano mai alle idee fisse
  • psicopatici bisognosi di farsi valere
    vanitosi, eccentrici, spinti dall’ossessione di “far sempre bella figura”, badando più alla forma che alla sostanza; grandi bugiardi, pervasi dalla smania del successo e pronti a tutto pur di raggiungerlo
  • psicopatici instabili
    incostanti, reagiscono con reazioni inconsuete a varie circostanze, passando senza alcuna logica dall’entusiasmo alla depressione e viceversa
  • psicopatici esplosivi
    individui collerici, violenti, prepotenti, impulsivi, attaccabrighe
  • psicopatici atipici
    soggetti freddi, aridi, senza amici; senza senso della fedeltà, del pudore, dell’onore
  • psicopatici astenici
    soggetti con difficoltà alla concentrazione, incapaci di orientarsi verso obiettivi definiti, con memoria ridotta.

Link a siti web utili per saperne di più sulla psichiatria

PSICHIATRIA
http://it.wikipedia.org/wiki/Psichiatria
Il sito offre nozioni generali sulla psichiatria

CENTRO ASPEN
www.centroaspen.it/guidapsicologo.htm
Tutto ciò che occorre sapere sulle principali differenze tra psicologo e psichiatra

SALUS.IT
www.salus.it/psichiatria/
Un sito medico che parla di psichiatria fornendo aiuto ai medici e a i pazienti

E-PSICHIATRIA.IT
www.xagena.it/news/e-psichiatria_it_farmaci/
Il sito offre informazioni sulle terapie psichiatriche.



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