Tecniche di stampa

Possiamo classificare le diverse tecniche di stampa proprie delle arti grafiche in tre macro gruppi, a seconda della posizione delle aree “stampanti” rispetto a quelle “non stampanti”. Quelle che sul prodotto finito devono rappresentare la stampa (rispetto a cià che resta “bianco) possono essere: in rilievo (in questo caso parliamo di matrice rilevata), in piano ( in questo caso parliamo di matrice piana) o incavate (parliamo quindi di matrice concava).

Tecniche di stampa a matrice rilevata

Iniziamo dunque la nostra esplorazione delle professioni e mestieri nelle arti grafiche dalle tecniche di stampa a matrice rilevata, il principale dei quali è la tipografia.

Tecniche di stampa in tipografia

Tra le tecniche di stampa la tipografia è il procedimento a caratteri mobili che viene utilizzata principalmente per eseguire lavori di carattere commerciale o editoriale, tra cui ha un’importanza particolare la stampa dei quotidiani. Il suo nome significa ‘stampa con matrice a rilievo’ e viene ottenuta con l’utilizzo diretto di caratteri tipografici che vengono composti sia manualmente che in modo automatico, e da cliché.

Tutti questi elementi vanno a formare la pagina tipografica che viene poi chiusa in un telaio: abbiamo così ottenuto la cosiddetta forma tipografica, che può essere stampata su un piano fisso che viene chiamato piano porta forme.

Altri elementi importanti di questo procedimento dono il cilindro di pressione, i piani portacarta, i piani di scorrimento del foglio, gli aspiratori orizzontali e verticali, pinze e squadre, il calamaio e i rulli inchiostratori. Solitamente le macchine sono piano cilindriche e il formato della carta che viene utilizzata può variare dai 35 x 50 cm ai 100 x 140 cm.

In ogni caso il formato di stampa deve essere di circa un metro inferiore a quello della carta, lasciando lo spazio necessario alla pinza e alla squadra. Questo tipo di stampa viene solitamente utilizzato per lavori di piccolo formato e piccola tiratura, ed offre un risultato finale di qualità media.

Tecniche di stampa

Processi di stampa a matrice piana

Le tecniche di stampa a matrice piana comprendono la litografia e la stampa offset (in questo caso la lavorazione delle matrici viene chiamata fotolitografia); la serigrafia e la fototipia.

Tecniche di stampa in litografia

La litografia è una tecniche di stampa che ha raggiunto il suo apice di successo nel scorso secolo, dove veniva impiegata per la produzione di materiali come carta da lettera, bigliettini da visita, cartine geografiche, etichette e tanto altro ancora. La forma di stampa era costituita da una lastra di pietra calcarea molto compatta e altrettanto fina, che veniva lisciata e levigata prima di essere utilizzata per scrivervi sopra con una matita litografia o speciali inchiostri a base di sapone, resina, grasso e nerofumo.

Successivamente la superficie scritta veniva lavorata con una particolare soluzione a base di acido nitrico e gomma arabica, che era in grado di attuare una trasformazione chimico-fisica della lastra in pietra senza però intaccare minimamente il disegno: questo trattamento quindi permetteva alla pietra di assorbire l’inchiostro solo nella parte del disegno, rimanendone impermeabile dalle altre parti. Per evitare che la lastra, molto asciutta, potesse sporcarsi di inchiostro per via del contatto con il rullo inchiostratore e a sua volta andare a sporcare la carta da stampare, se ne umettava la superficie con uno speciale rullo ricoperto di feltro.

La stampa litografica prevedere l’utilizzo di torchi a pressione strisciante, che si ottiene con una barra di legno che va a esercitare pressione sulla pietra, previamente ricoperta dalla carta e da uno speciale e protettivo strato elastico. Le vere macchine litografiche invece sono a pressione piano-cilindrica esattamente come quelle tipografiche.

Tecniche di stampa in offset

La stampa offset, chiamata anche stampa indiretta, è una tecniche di stampa che rappresenta la naturale evoluzione della litografia, si basa sul principio della repulsione tra acqua e materiali oleosi come gli inchiostri e consente un passaggio di inchiostro indiretto, passando da una superficie in gomma. Nella stampa offset una lastra metallica idrofila viene ricoperta di acqua, respingendo allo stesso tempo l’inchiostro, mentre una parte ricoperta di un’emulsione oleofila viene ricoperta di inchiostro, respingendo allo stesso tempo l’acqua.

La lastra matrice della macchina invece può essere realizzata sia in zinco che in alluminio e il processo di stampa viene realizzato da tre cilindri a contatto l’uni con l’altro, dove il primo porta la lastra a bagnarsi e a ricoprirsi di inchiostro, il secondo essendo realizzato in caucciù riceve la lastra e la accompagna a imprimere il foglio, che viene a sua volta prelevato dal terzo cilindro, chiamato cilindro di pressione. Quando i rulli umidificatori bagnano la lastra, l’acqua si attacca solo le parti non stampanti, così che quando i rulli fanno entrare l’inchiostro quest’ultimo si deposita solo sulle parti stampanti del cilindro di caucciù, e successivamente sul foglio.

Attualmente vengono utilizzati due tipi di macchina per la stampa offset, quella cilindrica a foglio disponibile in due formati, ossia 35 x 50 cm e 120 x 160 cm e la macchina rotativa offset, che stampa con la stessa modalità della offset cilindrica. La stampa offset è anche il metodo di stampa da alcuni anni anche dei quotidiani.

Particolarmente importante per questo tipo di carta è anche la conoscenza del senso della fibra della carta che si utilizza, e che scorre in modo parallelo a le senso di fuoriuscita della bobina dalla macchina continua. Solitamente questo tipo di stampa viene impiegato per grandi tirature e formati medi che richiedono una qualità di stampa ottimale. Oggi la stampa offset prevede l’utilizzo di lastre realizzate in alluminio, materiali plastici o acciaio che vengono poi avvolti attorno al cilindro stampante.

Tecniche di stampa in fototipia

La fototipia è una tecniche di stampa che permette di ottenere mezzetinte di ottima qualità senza reticolo, e che si basa sulle proprietà di modificazione della gelatina bicromata quando viene esposta alla luce, che in modo proporzionale alla quantità di luce che riceve diventa in tutto o in parte impermeabile all’acqua, trattenendo l’inchiostro oleoso quando è asciutta o rifiutandolo completamente quando è umida.

Questo tipo di stampa prevede l’utilizzo di una lastra in cristallo che viene sensibilizzata con una speciale gelatina e con un composto a base di bicromato di potassio. Successivamente viene posta in un torchio pneumatico ed esposta alla luce di una lampada ad arco.

Dopo l’esposizione alla luce di effettua lo sviluppo in acqua. Le parti esposte alla luce avranno perso la loro capacità di gonfiarsi, che rimane propria delle altre non colpite dalla luce. Le prime in più accetteranno l’inchiostro di stampa mentre le seconde li rifiuteranno. A causa della gradualità tra l’accettazione dell’inchiostro e il suo rifiuto, questo processo permette di ottenere bellissime mezze tinte e in modo piuttosto economico se comparato ad altri metodi.

La stessa natura di questo tipo di stampa però non permette di stampare né ad alte velocità né con grandi tirature, infatti si rimane nell’ordine di produzioni di circa 500 copie al giorno, ed è quindi ideale per realizzare cartoline illustrate di modesta tiratura, musiche, micro-fotografie ad utilizzo scientifico, cartelli a colori, etc.

Tecniche di stampa in serigrafia

La serigrafia è una tecniche di stampa dove la matrice stampante è un telaio su cui viene installato un tessuto, solitamente seta o nylon. Questo tessuto viene trattato in modo da chiuderne la trama nella parti non stampanti, dove l’inchiostro viene spremuto attraverso le maglie libere per andare poi a depositarsi sul supporto da stampare.

Per creare il disegno viene quindi realizzata una pellicola in positivo con il soggetto da riprodurre, che viene poi posta sopra il tessuto, la cui superficie è stata previamente ricoperta con una speciale pellicola fotosensibile. Con l’esposizione alla luce, la pellicola fotosensibile di indurisce chiudendo le maglie del tessuto.

Dove la luce non passa, invece, la pellicola rimane intatta e viene poi tolta con un getto d’acqua ad alta pressione, liberando le parti dove passerà l’inchiostro per andare a depositarsi sul supporto creando la forma presente sul telaio. La stampa può anche essere effettuata in modo manuale appoggiando il telaio sulla superficie da stampare, che può essere carta, legno, metallo, vetro e qualsiasi altro materiale, anche posizionato verticalmente, e poi ‘spennellato’ con una racletta. In alternativa si possono utilizzare particolari macchinari che effettuano questo processo in modo automatico.

Procedimenti a matrice incavata

Queste particolari tecniche di stampa comprendono la rotocalcografia e la rilievografia.

Tecniche di stampa in rotocalcografia

La rotocalcografia, chiamata anche rotocalco, è una tecniche di stampa dove le parti stampanti sono incavate e la stampa viene diretta dalla matrice alla carta, in modo contrario a come avviene con la stampa offset.

Il tipo più utilizzato di macchina a rotocalco è quello in cui il cilindro a matrice ruota in una vaschetta che contiene l’inchiostro, di modo che la superficie del cilindro se ne ricopra; successivamente l’inchiostro in eccesso sulle parti non incise della lastra viene eliminato da una speciale spatola flessibile in acciaio, che lascia ‘bagnati’ solo gli incavi. Al momento della stampa l’inchiostro viene depositato negli incavi dalla lama pulitrice e quindi da qui passato alla carta.

La matrice di queste macchine è una lastra realizzata in rame e montata su un cilindro porta lastra o sempre in rame. Per quel che riguarda la lavorazione del cilindro, l’impaginato da stampare viene riprodotto fotograficamente su una speciale carta al pigmento, che viene retinata con una trama a reticolo (chiamate cellette). Successivamente la carta viene applicata sulla superficie del cilindro e poi rimossa con un processo chimico che lascia sul cilindro solo il pigmento. Poi il cilindro viene inciso con uno speciale acido che scava il rame solo nelle parti libere dal pigmento.

E se mentre nel sistema tipografico offset il chiaroscuro viene determinato dal singolo puntino della retinatura, in questo sistema è invece determinato dalla profondità dell’incavo, che può quindi contenere più o meno inchiostro.

Una delle caratteristiche più vantaggiose di questo tipo di stampa è senza dubbio la riduzione dei tempi di stampa, per questo motivo viene utilizzata per la stampa di riviste e giornali con altissime tirature, anche se il principale motivo dell’utilizzo di questi impianti solo per le grandi tirature è l’elevato costo delle apparecchiature e della preparazione delle matrici, un costo che viene quindi ammortizzato solo dalla produzione di un altissimo numero di prodotti stampati.

Tecniche di stampa in rilievografia

Tra le diverse tecniche di stampa la rilievografia è quella che utilizza una matrice di acciaio incisa impiegata su macchinari ad alta pressione. Viene utilizzata principalmente per la produzione di biglietti da visita di grande qualità, per carte da lettera e prodotti commerciali di grande pregio e prodotti. In questo tipo di stampa l’inchiostro viene applicato sulla parte in rilievo, che viene riportato sulla carta o su altri tipi di supporto.

Approfondire le tecniche di stampa

  • Llitografia su wikipedia
    La pagina di Wikipedia dove approfondire l’arte della litografia
  • Stampa offset su wikipedia
    Una sezione di Wikipedia dove ottenere maggiori informazioni sulla stampa offset


Tags:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *