Esame di Stato per architetto

Molto pensano che una volta laureati si diventi automaticamente architetti, ma le cose non stanno esattamente così. Se è vero che la laurea è il primo passo necessario per diventare architetto, è altrettanto vero che poi è necessario superare una ulteriore barriera per poter accedere alla libera professione. Può sembrare una inutile formalità o un non necessario balzello da pagare, eppure è così: si deve sostenere e superare l’Esame di Stato per architetto. Vediamo di cosa si tratta.

L’esame di Stato per architetto abilitato

L’Esame di Stato per architetto abilitato è suddiviso in diverse categorie dove, per ognuna di queste, sono previste prove differenti. Le categorie sono:

  • architetti edili
  • paesaggisti
  • pianificatori territoriali
  • conservatori-restauratori

Per poter comunque accedere all’esame di Stato per architetto di queste categorie occorre per ognuno possedere una laurea specialistica, oppure di vecchio ordinamento. Una volta superato l’esame di Stato ci si può iscrivere all’ordine professionale della sezione A.

Esame di Stato per architetto

Per quanto riguarda la categoria “architettura”, che comprende l’architetto edile, l’architetto d’interni e il bio-architetto, l’esame di Stato per architetto prevede una prova pratica che consiste nel progettare un’opera di edilizia civile oppure di un intervento a scala urbana. Poi una prova scritta che ha per oggetto la giustificazione del dimensionamento strutturale riguardante la prova pratica. Inoltre, un’altra prova scritta che riguarda i vari problemi culturali dell’architettura. Infine, per concludere, una prova orale che consiste nel commentare l’elaborato del progetto e nell’approfondire le varie materie che sono state oggetto delle prove scritte. Occorre anche conoscere la deontologia della professione architetto.

Per quanto riguarda la categoria “paesaggistica”, che comprende l’architetto paesaggista, si hanno tre prove. La prima prova è pratica e riguarda i vari temi paesaggistici e ambientali. La seconda prova è scritta e prende in esame temi di natura ambientale e paesaggistica. Per finire, è prevista una discussione che riguarda le materie che sono state oggetto della prova pratica e scritta, oltre a sapere gli aspetti deontologici della professione.

Sulla categoria “pianificazione territoriale”, che comprende l’architetto pianificatore, anche in questo caso le prove previste sono tre. Si inizia con una prova pratica che consiste nell’analizzare tecnicamente i fenomeni della città e del territorio oppure nel valutare i programmi di trasformazione urbana, territoriale e ambientale. Si ha poi una prova scritta che riguarda le materie di legislazione urbanistica. Infine, l’ultima prova, consiste nel discutere delle materie che sono state oggetto della prova pratica e scritta e sugli aspetti deontologici della professione.

Per quanto riguarda, infine, la categoria “conservazione dei beni architettonici e ambientali”, che comprende l’architetto conservatore, le prove previste sono tre. Si hanno due prove scritte che riguardano temi culturali e tecnici della conservazione e un’altra prova è la discussione riguardante le materie che sono state oggetto delle due prove scritte, oltre che gli aspetti deontologici professionali.

Esame di Stato per architetto per i laureati triennali

Coloro, invece, che sono laureati secondo il nuovo ordinamento, (quindi con laurea triennale), possono sostenere l’esame di Stato per architetto per iscriversi all’ordine professionale nella sezione B. Coloro che risultano iscritti a questa sezione vengono chiamati architetti junior e possono svolgere funzioni che riguardano progetti in ambito edile e urbanistico. Questo nell’attesa di ottenere la laurea specialistica e potere così sostenere l’esame relativo alla propria categoria e ricevere il titolo di architetto. Questa sezione comprende due indirizzi: architettura e pianificazione.

Per quanto riguarda la categoria “architettura” sono previste quattro prove. La prima prova è pratica e consiste nello sviluppare graficamente un progetto esistente e nella stesura sempre grafica di un determinato architettonico. Poi si ha una prova scritta che consiste nel valutare dal punto di vista economico-quantitativo la prova pratica. Un’altra prova scritta che ha in esame una prova grafica nelle materie che sono state oggetto del percorso formativo. Infine, una prova orale che riguarda le materie oggetto delle prove scritte, oltre che gli aspetti deontologici professionali.

Per quanto riguarda, invece, la categoria “pianificazione”, anche in questo caso le prove previste sono quattro. Una prima prova pratica che consiste nell’analizzare tecnicamente i fenomeni della città e del territorio. Poi una prova scritta che consiste nell’analizzare la compatibilità dal punto di vista urbano di un’opera pubblica. Un’altra prova scritta che riguarda una prova grafica nelle materie che hanno caratterizzato il percorso formativo. Infine, una prova orale che riguarda le materie che sono state oggetto delle prove scritte e gli aspetti relativi alla deontologia professionale.



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