Diventare speaker alla radio

“Speakerare (in gergo) davanti a un microfono e a invisibili persone che ascoltano proprio te è un’esperienza inebriante, elettrizzante, adrenalinica, entusiasmante; in una parola è un evento straordinario. Ecco perchè diventare speaker per la radio è un sogno ambito da molti, soprattutto giovani. Ma si tratta di un lavoro che non tutti possono essere in grado di svolgere, né si tratta di una professione facile da raggiungere. La sua voce ci tiene compagnia con le sue parole quando ascoltiamo la radio, ma ovviamente deve possedere delle qualità intrinseche che vanno valorizzate con un buon percorso di formazione professionale.

Come si diventa speaker radiofonico

Come si diventa speaker radiofonico

In questo articolo si parlerà di alcuni elementi basilari e necessari per diventare speaker radiofonico, e di alcune strade che si possono percorrere per cercare di arrivare alla meta (un microfono vero), ma nessuna di queste cose rappresenta una strada certa per arrivare a svolgere questo lavoro come prima professione, remunerata e sicura; spesso al microfono ci si arriva, anche in piccole radio locali, ma sottopagati o addirittura gratis, senza alcuna sicurezza sulla durata e la continuità del lavoro.

Ci vuole quindi molta passione alla base di una ricerca del genere che deve essere costante e senza cedimenti e ci vuole carattere per inseguire un sogno che molto raramente dà delle certezze.

Lo speaker alla radio: qualità necessarie

Per poter essere e fare lo speaker radiofonico, non bisogna possedere solo alcune qualità che rendono professionisti e che quindi si imparano seguendo determinati corsi; bisogna invece, prima di accingersi a studiare determinate materie e a imparare alcune competenze, essere consapevoli di possedere delle qualità innate.

Essere spigliati

Innanzitutto bisogna essere spigliati, il che non significa necessariamente essere esuberanti ed eccentrici; si può anche essere spigliati e timidi allo stesso tempo, l’importante è avere (ed ecco cosa si intende per spigliatezza) una buona capacità di conversazione, una parlantina sciolta, saper incastrare bene e velocemente le parole giuste nella propria lingua e saper parlare in modo approfondito e interessante di qualunque argomento.

Conoscenza dell’italiano

La qual cosa non è affatto facile né alla portata di tutti: occorre conoscere bene la propria lingua madre, la sua grammatica, un suo quanto meno ampio vocabolario, e una sintassi semplice ma efficace e piacevole da ascoltare.

Riflessi pronti

Abbinata alla spigliatezza, un’altra caratteristica innata fondamentale è quella dei riflessi pronti: soprattutto quando si conducono programmi in diretta, possono capitare spesso momenti non previsti da riempire, pause imbarazzanti, problemi tecnici da coprire; servono i riflessi pronti e un cervello sempre attivo e pieno di idee (prepararsi poi materiale “di scorta” per evenienze del genere è sempre utile), per poter recuperare gli attimi di panico.

Conoscere i propri limiti

In secondo luogo bisogna avere un’ottima coscienza di sé e dei propri limiti; questo significa essere sicuri delle proprie capacità e possibilità. Senza una certa dose di sicurezza in se stessi, una strada di scalate difficili non si riesce a percorrere, perché si getta la spugna ancora prima di aver fatto qualche gradino in salita e ci si abbatte alla prima sconfitta. Bisogna sapere che, come in tutte le cose, si può piacere oppure no e che quella è una questione di gusti, ma se si possiedono certe qualità, queste sono oggettive e prima o poi da qualche parte porteranno se supportate da costanza e forza d’animo.

Voce gradevole

Requisito innato fondamentale poi, anche se appare forse stupido da dire, è avere una voce gradevole all’ascolto. Ciò significa che la voce non deve essere per forza bellissima, profonda, calda e avvolgente (che sono ovviamente ottime qualità per uno speaker), ma deve essere quanto meno piacevole. Esistono persone che possiedono una voce fastidiosa all’orecchio, magari stridula, oppure che non permette di capire bene le parole che si dicono. La voce di uno speaker invece deve essere gradevole, chiara e perfettamente comprensibile. Bisogna tenere conto che la voce naturale non sempre è esattamente quella che arriva agli ascoltatori: concorrono a formare quest’ultima anche le distorsioni che possono derivare dai microfoni, dagli strumenti tecnici in studio, dalle onde radio e infine dagli altoparlanti che la trasmettono.

Saper parlare

Un’altra qualità irrinunciabile è un modo di parlare né troppo veloce né troppo lento, che non sia esageratamente controllato ma che risulti invece il più naturale possibile; le parole devono essere ben scandite ma con molta scioltezza, in modo che la voce risulti musicale, e occorre saper respirare nei momenti giusti, in modo anche da conoscere quando e come sia giusto e necessario inserire le pause in un discorso, elementi fondamentali nella conduzione. Questa però è una qualità che occorre anche imparare e per impararla è necessario provarla e riprovarla: soltanto facendo esperienza diretta e continua, e soprattutto RIASCOLTANDOSI, ci si può rendere conto di cosa è gradevole e cosa non lo è, di cosa funziona e cosa invece risulta insignificante o addirittura fastidioso. Se non si può fare esperienza diretta sul campo, allora si devono trovare strade fai-da-te: speakerare davanti al microfono del proprio pc e riascoltarsi tante volte, può essere una buona palestra da eseguire da soli.

Pubblicare poi le proprie realizzazioni sul proprio blog personale o su siti come Youtube, può essere un buon banco di prova per testare la risposta di un possibile pubblico. Infine per percorrere questa strada in salita è necessario essere animati come già detto da grande passione, essere perseveranti e costanti, e non lasciarsi abbattere dalle sconfitte.

Le competenze che deve acquisire lo speaker

Esistono poi delle qualità non innate che lo speaker deve possedere. Si può avere una spiccata predisposizione naturale per queste caratteristiche, ma il solo modo per possederle veramente è impararle.

Dizione corretta

La prima di queste caratteristiche da imparare è una dizione corretta. Nella maggior parte dei casi, inflessioni dialettali e influenze linguistiche di vario genere, non permettono di parlare un italiano perfettamente corretto. Occorre imparare la pronuncia esatta di tutte le consonanti, l’impiego preciso di tutte le vocali, conoscendo quando sono aperte e quando sono chiuse (infatti nella fonetica italiana esistono ben 7 vocali e non 5 come si pensa), nonché la respirazione giusta da utilizzare.

Respirazione giusta

Respirare nel modo corretto è un altro requisito fondamentale che purtroppo si deve imparare, in quanto molto spesso per ragioni sfuggenti ma concrete, non si respira mai nel modo più giusto. Occorre invece saper utilizzare la respirazione diaframmatica per essere sostenuti da un buon appoggio di fiato mentre si parla per tanto tempo, saper effettuare respiri brevi ma importanti quando si ha poco tempo a disposizione tra una frase e l’altra (infatti bisogna sapere che una caratteristica fondamentale del funzionamento di una radio sono i tempi, generalmente sempre stretti), fare in modo di non arrivare mai a corto di fiato nel mezzo del significato di una frase, quindi dosare bene il respiro durante la lettura di un testo o la formulazione di un pensiero, effettuare le pause per respirare nei momenti adatti e saper utilizzare anche qualche piccolo trucco per poter prendere fiato quando non si potrebbe ma si ha la necessità, come ad esempio saper inserire le giuste “pause ad effetto”. La respirazione corretta viene di solito insegnata insieme alla dizione: le due cose sono una il complemento dell’altra.

Tonalità di voce

Inoltre occorre saper imparare, ma questo nessuno lo insegna bisogna capirlo da soli, come plasmare la tonalità di voce e l’intonazione da utilizzare davanti al microfono, in modo che sia piacevole, accattivante, appetibile per gli ascoltatori e soprattutto originale.

Usare la strumentazione tecnica

Un altro requisito fondamentale è saper maneggiare e far funzionare tutta la strumentazione tecnica che si ha a disposizione in uno studio radiofonico: utilizzare il mixer, programmare e avviare la messa in onda, montare servizi e registrazioni, sono operazioni che uno speaker deve saper svolgere autonomamente, in quanto non sempre è costante la presenza di un fonico in ognuna di queste operazioni. Inoltre conoscere il funzionamento tecnico che sta dietro le quinte di una conduzione radiofonica, permette di svolgere quest’ultima al meglio delle possibilità, perché si hanno a disposizione tutti gli ausili tecnici, da utilizzare nei momenti più opportuni anche da soli.

A questo proposito, bisogna anche conoscere a fondo l’organizzazione di una radio: le competenze di ogni figura professionale, cosa sono palinsesto, clock, scalette, a cosa servono le varie redazioni, le segreterie di redazione, etc. Infine occorre essere esperti di qualche argomento in particolare: è raro che si possa arrivare a parlare del nulla in radio; per effettuare la scalata è necessario presentarsi come appassionati o esperti di qualcosa di cui saper parlare in modo approfondito e interessante.

Speaker non è mai una definizione univoca, può esserlo

  • colui che legge i testi delle pubblicità, le news del Giornale Radio, le informazioni sul traffico e la viabilità
  • il giornalista di cronaca del programma di attualità e approfondimento
  • il giornalista politico del programma sulle elezioni
  • l’esperto di musica che conduce il programma musicale
  • il presentatore che conduce il programma di intrattenimento

Sono tante le declinazioni di uno speaker radiofonico e più competenze e conoscenze si hanno, più si ha la possibilità di entrare a far parte di un ambiente radiofonico e magari arrivare alla fine allo speakeraggio che più interessa.

A questo punto si capisce che il requisito illustrato nell’ultima parte del paragrafo precedente è fondamentale: conoscere in modo approfondito un argomento, che si possiede per passione o per un determinato percorso di studi che si è fatto, è fondamentale per speakerare davanti a un microfono senza leggere un testo. Certo il bravo speaker è anche colui che, non conoscendo a fondo un argomento di cui deve parlare in puntata, sa opportunamente informarsene e prenderne coscienza in poco tempo, per essere pronto ed esperto di quell’argomento alla messa in onda in diretta.

Ma per arrivare a potersi preparare anche in pochi minuti a una puntata specifica, bisogna prima dimostrarsi capaci di parlare di qualcosa in modo approfondito e magari anche originale: uno sguardo particolare a un determinato argomento è anche la caratteristica che può rendere unici e appetibili per il pubblico dei radioascoltatori, altrimenti si rischia di essere uguali a mille altri e di non far capire mai quanto si può valere.

Tra gli argomenti vincenti durante la scalata verso il microfono c’è sicuramente la musica, e in questo caso essere innanzitutto dei tuttologi e poi degli specialisti in qualche genere in particolare se ci si presenta in una radio appunto di genere, è la cosa migliore. Essendo la radio nata per trasmettere canzoni, e ancora oggi essendo il traino principale di quasi tutte le emittenti radiofoniche, la musica è sicuramente l’argomento principe da conoscere per avviarsi alla professione dello speaker.

In secondo luogo, gli argomenti che possono aiutare in questa scalata sono quelli inerenti al giornalismo: l’attualità, la politica, la cronaca, e la capacità di parlare di questi argomenti collegandoli fra loro anche storicamente, sono altri requisiti fondamentali.

Un altro argomento con cui si può puntare al microfono è lo sport. I programmi sportivi infatti sono sempre tantissimi, ma proprio per questo occorre essere particolarmente bravi in questo argomento per poter spiccare sugli altri. Infine, se non si è esperti di nessun argomento, la capacità che può far vincere la scalata è l’arte dell’intrattenimento: presentare, saper ridere e soprattutto far ridere, imitare, raccontare storie e barzellette oppure saper effettuare montaggi divertenti di cose già sentite, sono requisiti fondamentali per condurre programmi di intrattenimento, che sono sempre presenti nel palinsesto di una radio.

Essere esperti invece di argomenti “non radiofonici” non è utile alla scalata al microfono: infatti bisogna sempre tenere presente come funziona il mezzo radiofonico e qual è il target che si deve raggiungere, cioè il pubblico. Ricordarsi che la radio si sente e non si vede, sembra una stupidaggine, ma in realtà è fondamentale: se si è esperti di argomenti in qualche modo “visivi” come può essere la pittura ad esempio, è praticamente impossibile parlarne in radio; o meglio, se ne può parlare, ma senza poter vedere nulla, l’argomento risulta noioso e poco appetibile.

Cosa studiare per diventare speaker alla radio

Un percorso di studi specifico per una professione del genere, in Italia non esiste.

Gli studi che è consigliabile fare sono quelli prevalentemente umanistici, quindi dal liceo classico alle università come Lettere o Scienze della Comunicazione, fino ai corsi di Giornalismo. Anzi: spesso essere laureati in questo ambito non serve se non come cultura personale e per la conoscenza approfondita dell’italiano. E’ consigliabile invece seguire corsi specializzati in Giornalismo Radiofonico e corsi di Dizione con insegnanti esperti e competenti. Inoltre esistono anche corsi per Tecnici Audio, per imparare ad utilizzare le strumentazioni tecniche di uno studio di registrazione come quello radiofonico.

Passi concreti per tentare la professione di speaker

Questo è il punto più complicato: avere competenze, qualità e conoscenze di argomenti, non basta affatto per diventare speaker di professione. Non esistono percorsi certi e cristallizzati per arrivare a questo lavoro, occorre cercare, tentare, provare, conoscere piano piano persone e ambienti. Anche in questo ambito le pubbliche relazioni sono importantissime: più persone dell’ambiente si conoscono, più è possibile avere le informazioni giuste per presentarsi a provini, audizioni e corsi, informazioni che non sono quasi mai alla portata dei non addetti ai lavori.

Stage in radio

Innanzitutto, se si frequenta un’Università che tratti di comunicazione o di giornalismo, spesso è possibile ottenere degli stage convenzionati con la stessa Università presso radio locali o anche nazionali; questo significa imparare sul campo (che è fondamentale per questa professione), ma anche lavorare gratis. Il sacrificio però è utile sia per imparare, sia per farsi delle conoscenze, sia infine perché può capitare di trovarsi nel posto giusto al momento giusto, quando cioè viene a mancare una figura professionale all’interno della radio e lo stagista viene scelto per rimpiazzarla, perché durante lo stage si è dimostrato bravo, preciso e puntuale.

Corsi in radio

Un altro modo per entrare a far parte di un ambiente radiofonico è frequentare corsi indetti dalle radio stesse: monitorare sempre i siti web di radio locali della propria zona e di radio nazionali, aiuta a conoscere quali possono essere questi corsi e se conviene frequentarli. Oltre a imparare da dentro una radio il suo funzionamento, si possono ottenere collaborazioni successive al corso stesso, sempre se ci si dimostra bravi e precisi anche come persone (essere puntuali con gli orari e gentili con tutti sono per esempio due caratteristiche che aiutano in questo senso).

Provini

Il terzo modo per entrare in una radio è partecipare ai provini che spesso le radio stesse effettuano per trovare nuove figure professionali: anche qui monitorare i siti web delle radio è il mezzo più veloce per conoscere quando vengono fatti questi provini, dove e come. Altrimenti, conoscere qualcuno all’interno dell’ambiente, è ancora meglio: spesso si vengono a sapere di provini a porte chiuse e non pubblicizzati, oppure si viene a sapere dei provini pubblici con largo anticipo, per potersi preparare meglio.

Inviare demo

Realizzare con una propria strumentazione tecnica, che può essere il computer dotato di microfono e di un software per il montaggio, dei demo di pochi minuti con mix di parlato e canzoni, dove si riescono a chiarire le proprie qualità vocali, le proprie doti tecniche, gli argomenti che si conoscono e il gusto musicale di cui si è dotati, può essere un altro modo per presentarsi alle radio. Reperire poi indirizzi di posta elettronica o di posta tradizionale delle radio locali e nazionali è il secondo passo da fare. Infine inviare i demo realizzati agli indirizzi trovati è il terzo passo: a questo punto non resta che attendere delle risposte. Ricordarsi a questo proposito di includere negli invii tutti i propri dati, soprattutto quelli relativi alla propria reperibilità, quindi telefono, mail e indirizzo. Spesso i demo non vengono nemmeno ascoltati, ma alcune volte potrebbero capitare nel posto giusto al momento giusto.

Comprare gli spazi radiofonici in radio locali

Infine, un modo per poter speakerare davanti a un microfono di molte radio locali che utilizzano questo tipo di organizzazione, è quello di comprare gli spazi del palinsesto. Questa è un’operazione che solitamente si svolge prima dell’inizio della stagione, quindi in estate, e per poter avere a disposizione il capitale necessario, o si possiedono di tasca propria i soldi, oppure occorre avere alle spalle degli sponsor disposti a sostenere il proprio progetto. Gli sponsor sono da cercare tra negozi e ristoranti, proponendo efficaci sistemi di pubblicità e di ritorno per loro; occorre quindi cercare sponsor che siano appetibili per un mezzo come la radio, soprattutto se locale, e avere bene in mente il programma da condurre e il target che si vuole raggiungere, cercando di ottenere un orario che si addica al tipo di programma e al pubblico che si è scelto, in modo che anche le pubblicità agli sponsor funzionino, altrimenti questi ultimi o non ci supportano o ci abbandonano strada facendo.

Trovare sponsor è molto difficile, ma spesso aiuta il fatto che certe attività commerciali cerchino comunque pubblicità su altri canali (cartelloni, tv, etc), quindi potrebbero essere più propensi alla pubblicità in radio.

I passi da fare in questo caso, in ordine, sono:

  • stesura e progettazione di un programma: argomento, struttura e scaletta, target ideale, durata, orario preferibile, campagna pubblicitaria da proporre agli sponsor
  • ricerca di sponsor porta a porta con la presentazione del proprio progetto
  • trovati gli sponsor e gli accordi con essi, occorre firmare dei contratti che durino almeno una stagione
  • ricerca in estate soprattutto, di una radio disposta ad accogliere il nostro
    progetto e che presenti prezzi convenienti.

Anche la ricerca della radio va fatta porta a porta: si cercano i numeri delle radio locali, si telefona per chiedere un appuntamento col direttore, ci si presenta di persona portando con sé il proprio progetto. A quel punto se il progetto interessa, il direttore proporrà un orario e il costo delle ore al giorno, alla settimana o al mese. Una volta decisi tutti i dettagli, è assolutamente necessario firmare un contratto almeno per una stagione intera, cioè da settembre fino a giugno. Senza contratto nulla è sicuro.

Entrare nell’ambiente

Infine, se si riesce ad entrare nell’ambiente radiofonico in qualunque modo, potrebbe sempre presentarsi l’occasione di evolvere. Anche se ci vengono proposte professionalità che non sono quella a cui noi aspiriamo, se il nostro sogno è proprio quello, occorre accettare: lavorare in redazione, quindi dietro le quinte, o come tecnico, o come lettore di pubblicità o notizie sul traffico, è comunque un ottimo modo per sperare poi, dopo qualche tempo, di passare allo speakeraggio vero e proprio e alla conduzione di programmi in diretta (o registrati, questo dipende dalla radio e dalla sua organizzazione). Occorre comunque anche in questi casi, dimostrarsi sempre abili, bravi, precisi, gentili con tutti e disponibili, ricordandosi che le pubbliche relazioni sono fondamentali in questo ambiente.

Diventare speaker nelle web radio

Una valida alternativa agli studi radiofonici veri e propri, sono le web radio, quelle che nascono e vivono solo sul web, non utilizzando quindi le frequenze radiofoniche (che in Italia sono sature e non si possono più comprare, a meno che qualcuno non le venda, e che sono costosissime). Se queste radio riescono a reggersi sfruttando un buon sistema di sponsor e pubblicità, abbattono molto i costi: non ci sono locali specifici da mantenere con affitti o mutui né con utenze di luce, acqua, etc; non ci sono strumentazioni tecniche avanzate come quelle di uno studio radiofonico tradizionale da comprare e mantenere; non ci devono nemmeno essere tutte le figure professionali che invece sono necessarie in uno studio radiofonico tradizionale.

Per essere speaker in queste radio, è necessario monitorare i loro siti e sapere quando eventualmente effettuano provini, oppure contattarli (queste radio sui propri siti mostrano sempre almeno una mail per i contatti) e proporsi per un provino, oppure ancora inviare loro un nostro demo.

Approfondire il mondo dello speaker radiofonico

Lavorare in radio
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7 Commenti

  1. Ciriaco
  2. Mattia
  3. michele
  4. Max
  5. Silvano porta
  6. Valeria Castelletto
  7. Roberto Mulas

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