Diventare Regista
Il grande mestiere del
cinema per emulare Fellini e Tornatore:
come diventare regista
Il termine regista è
stato coniato dal linguista Bruno Migliorini e indica colui che
nell’ambito della produzione televisiva o cinematografica dirige
un’équipe tecnico-artistica svolgendo un’opera di guida e
coordinamento nei confronti di autori, sceneggiatori, attori,
scenografi, costumisti, cameraman, tecnici audio e delle luci. Il
regista è quindi il responsabile ultimo della qualità complessiva
del programma, in quanto è colui che fin dall’inizio sceglie ciò che
si vedrà nel video. Un buon regista è tenuto a conoscere tutti i
campi della produzione televisiva e cinematografica (fotografia,
montaggio, costumi, scenografia) riuscendo a collaborare
proficuamente con tutti i componenti della troupe per realizzare il
suo progetto audiovisivo o quello di altri.
La produzione è il momento più importante del processo di creazione
di un’opera multimediale, che attraverso la combinazione di elementi
tecnici, operativi e artistici si conduce al momento della
realizzazione del prodotto. Il rapporto tra il regista e la troupe,
nell’ambita di una produzione televisiva o cinematografica, deve
essere pertanto improntato alla massima collaborazione e serenità,
cosa fondamentale per la riuscita della lavorazione del prodotto.
Molto spesso l’ansia e l’insicurezza del regista creano malumori
nella troupe che porterà a termine comunque il lavoro ma non al
meglio. Il regista più amato dal team di produzione sarà sempre
quello con le idee più chiare, che con coraggio si assume la
responsabilità di operare di continuo le scelte necessarie
nell’ambito della lavorazione del film.
Il lavoro del regista
Nella tradizione europea,
il regista viene visto come l’autore per eccellenza, che dopo aver
steso la sua idea in una sceneggiatura riesce anche a realizzarla
direttamente. Nel sistema americano invece il regista
cinematografico e televisivo, oltre che autore, viene anche
considerato un tecnico, un professionista chiamato per realizzare il
progetti scritto da un altro autore.
Per quanto riguarda il versante delle opere multimediali, il regista
deve possedere un background completo che spazi dalla conoscenza dei
linguaggi multimediali alle tecniche del cinema e della televisione.
Soprattutto in questo momento particolare di convergenza
multimediale, l’ottima padronanza delle competenze tecniche ed
informatiche, e dei rispettivi linguaggi, sono diventate l’unico
mezzo utile per potersi muovere agilmente tra siti web, cdrom, spot
e promo.
Al regista, insieme al produttore, spetta anche la scelta dei
principali collaboratori, attori e tecnici: sceneggiatore,
montatore, direttore della fotografia, scenografo, autore delle
musiche, attori, segretaria d’edizione. Durante le riprese il
regista, in accordo con il direttore della fotografia, stabilisce la
posizione della macchina da presa, sceglie le ottiche, prevedendo
così di realizzare la ripresa con piani o campi, mettendo insieme al
meglio le indicazioni della sceneggiatura.
Comprimari importanti: l'aiuto regista e l'assistente alla regia
Con lui collaborano l’aiuto regista e l’assistente alla regia. L’aiuto regista (nel cinema segretaria d’edizione) si può considerare come l’hard disk del regista, la memoria che registra tutto quello che accade tra una scena e l’altra del copione. Deve ricordare e annotare ogni particolare delle scene girate o registrate in un determinato giorno, in modo da riproporre la scena con attori, costumi e scenografie quando verrà ripresa in un altro momento la sceneggiatura della fiction, evitando i bloopers, ovvero quegli errori per cui un vaso che in una scena era pieno di fiori gialli, in quella successiva appare colmo di fiori rossi.
Cosa fa il regista
Simile a quella
cinematografica nel caso della realizzazione di sceneggiati,
fiction, film per la televisione, il regista si occupa del casting
degli attori, della loro direzione durante le riprese, della messa
in scena della sceneggiatura e del montaggio delle immagini; per
tutti gli altri generi la regia televisiva se ne differenzia
soprattutto nella fase realizzativi. In televisione infatti
l’esecuzione degli interpreti e la realizzazione tecnica si svolgono
simultaneamente in quanto l’aspetto artistico e quello tecnico sono
fusi inscindibilmente.
Nella fase finale della produzione il regista dirige le riprese da
una speciale saletta (la regia), seduto alla consolle da cui comanda
le varie apparecchiature, seguendo l’andamento della trasmissione
dai numerosi monitor collegati alle telecamere. Nei programmi di
informazione e intrattenimento il regista opera a stretto contatto
con la redazione degli autori, di cui cerca di comprendere le
esigenze proponendo soluzioni di rappresentazione. Durante la
registrazione o la messa in onda gestisce lo studio e i conduttori
indicando l’esatta successione delle azioni che vanno compiute. Le
decisioni che si trova a prendere sono spesso istantanee.
In Italia , tra i registi che hanno lavorato per la televisione
durante la fase sperimentale (1952-1954), più di uno proveniva da
una precedente esperienza in radio, come Anton Giulio Majano e
Guglielmo Moranti; sul finire degli anni Cinquanta invece un buon
numero di registi teatrali si è cimentato con il nuovo mezzo, tra
cui troviamo i nomi di Mario Ferrero, Giacomo Vaccai e Sandro
Bolchi. Ma numerosi sono anche i registi cinematografici che
occasionalmente hanno realizzato programmi o fiction per la
televisione, ricordiamo tra i più grandi Michelangelo Antonioni,
Luigi Comencini, Roberto Rossellini, Nanni Loy.
Intraprendere la carriera del regista
Per il giovano che voglia
intraprendere queste affascinate carriera, è dunque bene ricordare
che il percorso sarà difficile e irto di delusioni. Solo una forte
vocazione riesce a superare gli ostacoli che si frappongono ai
nostri obiettivi. Diventare registi è il sogno nascosto di tutti
quelli che lavorano nel mondo dello spettacolo, quindi la
concorrenza è altissima, e spesso la realtà non è come quella dei
più fortunati. Si inizia diventando assistenti e successivamente
aiuto registi. E’ consigliabile una buona preparazione di base,
frequentando la Scuola Nazionale di Cinema o l’Università, come le
facoltà di Scienze della Comunicazione o il Dams.
Il corso di regia della Scuola Nazionale di Cinema di Roma, della
durata di tre anni, riservato a soli sei allievi, di cui uno può
essere extracomunitario, prevede corsi e seminari che toccano
l’intera sfera dell’opera cinematografica: aiuto regia, segretaria
d’edizione, analisi del film e del montaggio, inquadratura,
direzione della troupe. Durante il primo anno di corso
rispettivamente nelle sezioni “Cinema e Realtà” e “Raccontare con le
immagini”, gli studenti realizzano un corto di stampo
documentaristico e uno di fiction.
Al secondo anno, nella sezione “Adattamento dell’opera letteraria”
realizzano invece un corto in pellicola tratto da un racconto o
romanzo breve. L’ultimo anno è invece interamente dedicato alla
produzione del saggio di diploma. La cosa importante, che rende
ancor più interessante il progetto della scuola Nazionale di Cinema
di Roma, è che alcuni lavori realizzati dagli studenti hanno avuto
la possibilità di essere finanziati da RaiCinema; i film di diploma
e qualche esercitazione particolarmente riuscita sono stati spesso
promossi e selezionati per Festival italiani e stranieri.
Dopo la scuola bisogna ovviamente cercare di conoscere e frequentare
le persone che lavorano all’interno delle produzioni ed iniziare
piccole collaborazioni presentando cortometraggi o spot che si sono
prodotti in autonomia, magari mandandoli a qualche festival, e
facendo così vedere che si è intelligenti e bravi. Il resto
dipenderà dalle proprie capacità realizzative ma anche da quelle
diplomatiche.
Per saperne di più sul
mestiere di regista
Scheda di approfondimento: La regia digitale.
La ripresa digitale
differisce da quella tradizionale analogica per la caratteristica
del segnale video che genera, che fornisce nuovi livelli di
prestazione e una quantità di informazioni tali da garantire la
possibilità di una completa elaborazione grafica dell’immagine.
Inoltre durante le fasi del montaggio offre una maggiore precisione
d’intervento, sia sulle immagini che sul suono. Per quanto riguarda
le immagini, ad esempio, si può intervenire su una singola
inquadratura variando i colori e la definizione di parti specifiche
dell’immagine. La tecnologia digitale rende anche possibile
riversare il contenuto delle immagini direttamente sul pc o sulla
stazione grafica di montaggio.
La regia digitale rappresenta il centro operativo dove si svolge la
produzione video/audio e tutte le elaborazioni di montaggio,
titolazione e creazione di effetti video. Fisicamente, la parte
centrale della regia ospita la consolle che contiene il mixer video,
il mixer audio, la titolatrice, i monitor e gli interfoni. La regia
è la control room, la sede da dove viene diretto il programma, dove
il regista lavora con tutti i suoi collaboratori: aiuto regista,
tecnico mixer, tecnico audio, addetto alla titolatrice. In una
stanza attigua c’è l’area di controllo video, dove lavora il tecnico
video cioè colui che regola la colorimetria e l’apertura del
diaframma delle telecamere durante la registrazione o la diretta.
Accanto a questa consolle si trova il banco di controllo delle luci,
dove il capo elettricista, sotto la direzione del direttore della
fotografia, manovra una centralina computerizzata che regola i
dimmer di tutti i proiettori delle luci in studio. La possibilità di
disporre oggi di segnali video in formato digitale offre
l’opportunità di organizzare gli studi televisivi come un insieme di
stazioni di lavoro collegate in rete di miniaturizzare delle
componenti delle macchine e delle apparecchiature, consentendo la
riduzione degli spazi e la possibilità per i membri del team di
assolvere più funzioni nello stesso tempo.
Bibliografia utile per saperne di più sul lavoro di regista
-
D. Arijon, L’ABC della regia, grammatica del linguaggio cinematografico, 2 voll., Dino Audino, Roma 1999
-
S. Di Leo, I mestieri della televisione, Editrice Cinematografica, Faenza 2001
-
S.M. Ejzenstejn, Lezioni di regia, Einaudi, Torino, 1964
-
C. Pinelli, L’abc del documentario, Dino Audino, Roma 2001
Link a siti web utili per approfondire il mestiere di regista o per sapere come diventare un regista
Centro Sperimentale di Cinematografia
www.csc-cinematografia.it/csc/pages/homepage.php
il sito ufficiale del Centro Sperimentale di Cinematografia, Scuola Nazionale di Cinema (Cineteca Nazionale) di Roma.
Accademia dell’Immagine
www.accademiaimmagine.org
L'Accademia dell’Immagine per le arti e le scienze dell’immagine è una importante istituzione didattica all'avangiardia nel settore delle arti visive che ha sede a L’Aquila
Cecov
Si tratta del sito web del Centro per la comunicazione visiva di Firenze
Cinelife
www.cinelife.it
Sito della società Cinelife, con sede a Milano
Cucinema
www.cucinema.com
Il sito della Scuola di cinema di Milano
Griffith Duemila
Il sito dell' Accademia Europea di cinema e televisione di Roma
Istituto Roberto
Rossellini
www.cine-tv.it