Diventare montatore audio video
di Serena Fiorino
Cosa fa il Montatore audio video
Il montatore svolge un
ruolo fondamentale nella fase di postproduzione di un prodotto
video. E’ il responsabile del montaggio, cioè dell’assemblaggio di
tutte le immagini girate, in modo tale che il prodotto finale segua
la continuità narrativa della sceneggiatura, per questo dovrà
studiare attentamente la sceneggiatura e, attraverso numerose
riunioni, cercherà di comprendere il significato della trasmissione
o della fiction. Tutto ciò per raggiungere un solo obiettivo: quello
di realizzare la copia campione del prodotto audiovisivo.
Dal punto di vista della costruzione dell’opera filmica, il
montaggio è un momento fondamentale in cui si verifica e si
riscontra il funzionamento della storia e della sua consequenzialità
logica, nel tempo e nello spazio. Negli anni Novanta con l’avvento
delle tecnologie informatiche e l’introduzione del montaggio
elettronico, la professione ha subito una mutazione che ha cambiato
ritmi, tempi di lavorazione e modalità di approccio al prodotto
audiovisivo.
Il montaggio elettronico permette di trasportare le immagini dalla
pellicola al nastro magnetico o all’hard disk del computer e di
realizzare il montaggio utilizzando una centralina digitale al posto
dell’antica moviola meccanica, consentendo inoltre una maggiore
velocità di lavoro e la possibilità di modificare, attraversa la
computer grafica, alcuni errori di ripresa o di edizione.
Normalmente il cast tecnico e artistico è essenzialmente composto
dai professionisti che per affinità e affidabilità danno più
garanzie al regista e al produttore. La scelta del montatore è
importante e deve essere il risultato di un rapporto di lavoro già
sperimentato. Un vero affiatamento tra regista e montatore produrrà
il miglior risultato finale per l’opera audiovisiva.
Il montatore in primo luogo deve avere una profonda conoscenza dei
vari linguaggi audiovisivi unita a competenze di tipo informatico,
poiché oggi le macchine di montaggio hanno caratteristiche digitali
e sono costituite da computer con particolari capacità di
elaborazione grafica e di archiviazione. Pertanto il montatore deve
sempre tenersi aggiornato sulle nuove tecniche di montaggio digitale
e deve comunque possedere solide basi di elettronica, fisica e
informatica.
Spesso è una figura professionale che opera con contratti a tempo
determinato alle dipendenze elle società di produzione, ma può anche
essere inquadrato nell’ambito di società nazionali che lo
inseriscono nel contratto nazionale dello spettacolo.
Nel contesto cinematografico il montatore può essere un libero
professionista che presta la sua opera al miglior offerente e viene
retribuito secondo le competenze e la fama di cui gode
nell’ambiente. In America il montatore ha maggiore autonomia, può
avere un rapporto diretto più con il produttore che con il regista,
e in alcune situazioni contrattuali è possibile che venga data
proprio al montatore la possibilità del final cut, il montaggio
della versione definitiva.
La professione si inizia normalmente andando “a bottega” presso un
altro montatore, ma è molto meglio avere una preparazione
universitaria adeguata. Un corso per montatori è previsto anche nel
piano dell’offerta formativa della Scuola Nazionale del Cinema di
Roma, che forma le figure professionale dell’assistente al montaggio
e del montatore delle scene e del suono per le produzioni
cinematografiche e televisive, ed è destinato a soli sei allievi.
Oltre ad insegnamenti speciali quali: “effettistica” ed elaborazione
dell’immagine, sono previsti anche seminari riguardanti le
professioni di segretario di edizione, assistente al montaggio,
montatore vero e proprio. Grande importanza dell’ambito del corso è
stata assegnata alla fase del missaggio della colonna sonora,
durante la quale gli allievi studiano e collaborano con i colleghi
del corso dedicato al suono. Oltre alle visite e ai frequenti
contatti che gli allievi hanno con laboratori di sviluppo e stampa
di audiovisivi, il corso prevede anche numerose esercitazioni
condotte in video e pellicola, di cui il montaggio viene eseguito su
postazioni Avid e Pro-Tools.
Il lavoro del Montatore audio video
Il montaggio è
l’operazione con cui le diverse inquadrature vengono assemblate per
raggiungere particolari significati narrativi espressivi e estetici.
Il significati delle immagini può essere radicalmente cambiato in
relazione alla loro disposizione nella sequenza. Già negli anni
venti il regista e teorico del cinema Lev Kulesov aveva dimostrato
che affiancando una stessa immagine dell’attore Mozzuchin a
inquadrature di un piatto di cibo, una bara, e una bambina intenta
nel gioco, l’espressione dell’attore cambiava, assumendo prima
l’espressione di fame, poi di lutto e infine di gioia.
All’origine i programmi televisivi erano trasmessi in diretta e
l’unico montaggio possibile era quello in cabina di regia,
attraverso la simultanea selezione delle telecamere. Quando era
necessario un vero e proprio montaggio, si doveva ricorrere alla
pellicola e alle tecniche cinematografiche. Solo alla fine degli
anni cinquanta negli Stati Uniti fu perfezionato il sistema di
registrazione videomagnetica che rendeva possibile il montaggio in
postproduzione.
Una funzione basilare del montaggio è quella di restituire un
prodotto audiovisivo coerente, in cui sia immediatamente evidente la
relazione tra inquadrature e non vi siano passaggi bruschi e
imminenti. Si tratta di un montaggio di continuità, che restituisce
la sequenzialità temporale e la continuità spaziale. Ma per
realizzare la continuità è necessario seguire delle regole molto
rigide: evitare passaggi bruschi tra inquadrature molto larghe e
molto strette su un medesimo soggetto, mediandolo con inquadrature
progressivamente ravvicinate; evitare stacchi tra inquadrature molto
simili; evitare lo scavalcamento di campo.
Il montaggio di continuità costituisce le fondamenta per un
assemblaggio di immagini grammaticamente corretto. Tuttavia in
alcuni casi è necessario ricorrere a un montaggio discontinuo. Nel
montaggio narrativo ad esempio si assiste spesso a correlazioni di
inquadrature ambientate in luoghi distanti e in momenti lontani nel
tempo. La continuità è data in questi casi dal racconto. La più
celebre forma di montaggio narrativo è il montaggio alternato: due
sequenze si avvicendano ripetutamente in modo da suggerire loro
contemporaneità.
La discontinuità del montaggio è in grado di sortire effetto ricchi
di significato anche al di là del piano narrativo. Si tratta delle
varie forme di montaggio espressivo, capace di comunicazione
metaforica, poetica, simbolica. Nella storia del cinema ne sono
state teorizzate diverse forme, tra le quali il montaggio parallelo,
che consiste nel mettere due situazioni in relazione di analogia o
di contrasto per produrre un senso, e il montaggio intellettuale
teorizzato da Sergej Ejzestejn, basato su rafforzamenti percettivi.
Nel film Ottobre del 1927 Ejzestejn associa un massacro di soldati a
una macellazione di animali e il generale Kerenskij a un pavone.
Nella pratica di tutti i giorni il lavoro del montatore comincia
dopo aver caricato tutte le immagini sul PC, catalogato le sequenze
secondo criteri prefissati e sincronizzato le sequenze audio con
quelle video. Segue la fase di montaggio vera e propria, che prevede
la selezione di alcune immagini e suoni e l’esclusione di altre non
previste della sceneggiatura originale. In questa fase il montatore
e il regista lavorano in stretto contatto creando un rapporto di
collaborazione reciproca che non prevede gerarchie ma solo
un’interazione che si basa sulla libera espressione della creatività
e della sensibilità di ciascuno dei due.
Il processo continua con la visione del materiale premontato, dal
quale il regista sceglierà di togliere o aggiungere ulteriori scene
ed inquadrature. Nel caso del cinema, dopo aver ultimato la copia
finale elettronica si passa alla preparazione dei rulli e al taglio
del negativo, che per comodità sarà suddiviso in bobine da 300
metri, circa dieci minuti.
Nuove frontiere del montaggio audio video: il sistema Avid
Il sistema di montaggio
digitale non lineare ha rivoluzionato la figura del montatore,
creando possibilità espressive enormi e nella storia del montaggio
ha costituito un punto di non ritorno: dall’Avid in poi la strada
della creatività del montaggio è diventata illimitata.
L’Avid è un softwre di editing non lineare, con compressione
digitale delle immagini. In questi ultimi dieci anni si è vista una
rapida evoluzione dei sistemi di montaggio che convergono verso il
mondo dell’elaborazione grafica.
Il mondo del montaggio è cambiato anche quando l’azienda inglese
Quantel ha introdotto la rivoluzionaria Edit-box, che permetteva di
effettuare montaggi non lineari trasferendo tutti i dati delle
immagini a una memoria elettronica. Nel montaggio lineare legato al
classico nastro magnetico della cassetta, la visione delle
inquadrature è a senso unico nella direzione del nastro, e per
passare da una sequenza all’altra del filmato bisogna sempre
aspettare il tempo di scorrimento del nastro.
Il montaggio non lineare utilizza invece il computer e come supporti
ha dischi magnetico-ottici. I tempi si velocizzano enormemente, la
ricerca del materiale acquisito e il montaggio non sono vincolati
all’accesso a senso unico che ha il nastro. L’unico problema del
montaggio non lineare risiede nel fatto che il processo richiede
costi più elevati e più tempo per immagazzinare le immagini. E’
necessaria infatti una grande memoria hardware per contenere pochi
minuti di girato in immagini televisive.
La scelta della digitalizzazione è fondamentale anche per il
successivo utilizzo ed elaborazione delle immagini; pensiamo alla
trasformazione cromatica o al doppiaggio perfetto senza sbavature,
senza contare la totale assenza di rumore video e fruscio di fondo
dell’audio.
Con il sistema di montaggio digitale non lineare si aprono le porte
della creatività, si possono inserire immagini e figure in qualsiasi
punto dell’intero girato, realizzare effetti e colorazioni,
cancellare passaggi. In questo modo la creatività del regista e del
montatore può spaziare trasformando anche la professione del
montatore, e intersecandola con quella del grafic computer designer.
Letture consigliate per approfondire la professione di Montatore audio video
-
Carlo Grassi, a cura di, Tempo Spazio nel cinema. Antologia di testi sul linguaggio
nel cinema, Ed. Bulzoni
-
Noel Burch, Prassi del cinema, Pratiche Editrice
-
Diego Cassani, Manuale del montaggio. Tecnica dell’editing nella comunicazione
cinematografica e audiovisiva, Ed. Utet
-
Gilles Deleuze, L’immagine-movimento e L’immagine-tempo (Cinema 1 e 2), Ed.
Ubulibri
-
S. M. Eizestejn, Il montaggio: antologia di testi, a cura di Pietro Montani. Ed. Marsilio
-
Karel Reitz e Gavin Millar, La tecnica del montaggio cinematografico: analisi storica
e linguistica del montaggio dalle origini fino agli anni settanta, Ed. Sugarco
-
A. Tarkovskij, Scolpire il tempo, Ed. Ubulibri
-
Dominique Villain Il montaggio al cinema, Ed. Lupetti.
Link a siti web utili per approfondire la professione di Montatore audio video
Scuola Nazionale di Cinema
il sito della Scuola Nazionale di Cinema di Roma, dove trovare informazioni sull’offerta formativa della scuola e le modalità di accesso
Cineca
http://sito.cineca.it/must-daus/corsi_diplomi/
il sito dei corsi di laurea e diplomi universitari attinenti al
lavoro nello spettacolo: