Diventare mediatore linguistico-culturale

Viviamo in una società sempre più multietnica. Si calcolano attualmente in Italia circa 2.200.000 immigrati. Ma il numero di sicuro aumenterà nel corso degli anni. La presenza massiccia di stranieri che popolano le nostre città fa emergere un complesso sistema di bisogni, esigenze, diritti che necessitano di risposte concrete. Dobbiamo muoverci nella prospettiva di una rapida ed efficace integrazione tra culture e tradizioni diverse tra di loro. In questo contesto gioca un ruolo determinante la mediazione linguistico-culturale, che è lo strumento per favorire l’accoglienza e l’inserimento degli stranieri nei servizi pubblici e nel mercato del lavoro.

Professione mediatore linguistico-culturale

La funzione del mediatore linguistico-culturale prevede l’impiego di persone straniere nei settori pubblici e privati per facilitarne l’integrazione, e di conseguenza fornire un servizio utile per gli immigrati che si rivolgono a tali servizi, e che hanno difficoltà per via della lingua o altri problemi di inserimento.

Questa nuova figura professionale si sta affermando negli ultimi anni. Fondamentalmente il mediatore linguistico-culturale svolge due tipi di attività, che il più delle volte confluiscono in una sola. L’attività di mediazione linguistica si concretizza nella traduzione da una lingua ad un’altra. Questo comporta che il mediatore deve possedere una buona cultura di base e la conoscenza di più lingue straniere. La mediazione culturale consiste nell’insieme di attività legate alle tradizioni, culture, usanze e religione che favoriscono l’integrazione dei migranti.

Il mediatore linguistico-culturale non è solo un interprete che traduce da una lingua ad un’altra, ma esercita una funzione di orientamento culturale nei confronti degli immigrati, per favorire la loro completa integrazione. Può essere straniero egli stesso, oppure un profondo e attento conoscitore delle realtà degli stranieri con cui viene in contatto. In questo modo si instaura un dialogo più profondo e diretto, che permette di stabilire anche un rapporto di fiducia.

Diventare mediatore linguistico-culturale

Non esiste ancora una definizione normativa di “mediatore linguistico-culturale”, può essere infatti identificato con varie denominazioni (mediatore linguistico, mediatore culturale, mediatore linguistico-culturale, mediatore linguistico interculturale, animatore interculturale). Il mediatore viene impiegato nel settore giudiziario (uffici per l’immigrazione nelle prefetture, tribunali), nelle strutture assistenziali pubbliche e private (ASL, ospedali, cliniche, case di riposo), scuola, pubblica amministrazione, settore socio- sanitario, settore della pubblica sicurezza (carceri), aziende private.

Facciamo qualche esempio per spiegare come opera in concreto un mediatore linguistico-culturale. Se in una classe arriva un bambino straniero profugo, il ruolo del mediatore sarà quello di aiutarlo a relazionare con i nuovi compagni e a sensibilizzare l’insegnante ad un approccio sereno e il meno traumatico possibile per il nuovo allievo. Il mediatore può lavorare anche al telefono, fornendo informazioni in diverse lingue, oppure facendosi portavoce delle denunce di stranieri che hanno subito eventuali discriminazioni.

Come diventare mediatore linguistico-culturale

La professione di mediatore linguistico-culturale, proprio in quanto nuova, non è ancora disciplinata in maniera univoca. La maggior parte dei mediatori ha frequentato un corso di formazione per mediatori linguistici appunto, con una durata di ore variabile a seconda degli enti organizzatori. E che rilascia un attestato di qualifica spendibile nel mercato del lavoro. Bisogna stare attenti nella scelta del corso di formazione da frequentare.

Meglio un corso organizzato dalla Regione, con un monte di mille o più ore, che rilasci un attestato di qualifica e non un semplice attestato di partecipazione, e che preveda un percorso di studio vario e articolato, con almeno un mese di stage presso una struttura pubblica o privata. La Regione Piemonte organizza dal 1993 un corso di formazione per mediatori che garantisce l’accesso diretto a questo tipo di attività. Tenere d’occhio quindi i bandi dei corsi di formazione professionale (che di solito vengono emanati ogni anno), per trovare il corso giusto cui iscriversi. Di solito è prevista anche un’indennità oraria di frequenza.

La Regione Lazio, per esempio, ha istituito un corso online per mediatore linguistico-culturale. Il costo è di 300 ore, e rilascia un attestato di frequenza. A Roma ci sono poi altre organizzazioni non governative (come il Cies- Centro informazione educazione allo sviluppo) che preparano professionisti in questo settore. I mediatori del CIES prestano diversi servizi: la presenza programmata con postazioni fisse, la presenza saltuaria su chiamata, l’interpretariato telefonico. Il Cies dispone di una banca dati di circa 600 mediatori, provenienti da circa 50 paesi diversi.

Accanto ai corsi professionali, dal 2000 in poi sono nati anche dei corsi specifici di laurea, come quello dell’Università per stranieri di Siena e dell’Università di Milano. Il corso di laurea triennale istituito dall’Università degli stranieri di Siena reca la denominazione di” Mediazione linguistica e culturale”. All’Università di Milano invece il corso triennale in “Mediazione linguistica e culturale” è in particolare applicata all’ambito economico, giuridico e sociale. Il corso è infatti interfacoltà tra la facoltà di Lettere e Filosofia e la Facoltà di Scienze Politiche. Tra gli insegnamenti previsti: economia aziendale e politica, geografia politica ed economica, la cultura dei paesi stranieri, diritto costituzionale comparato.

Poi c’è la Scuola Superiore per Mediatori linguistici di Pisa (già Scuola Superiore per interpreti e traduttori- SSIT-), dove è istituito il Diploma triennale di Mediatore linguistico equipollente al Diploma di Laurea in Scienze della Mediazione linguistica conseguito nelle università statali. La Scuola organizza anche Master post-laurea in questo settore: il Master in mediazione linguistica in ambito turistico- aziendale e il Master in traduzione giuridica e assistita. La Scuola Superiore per mediatori linguistici “Carlo Bo” ha invece, oltre alla sede centrale di Milano, altre sedi in Italia: Roma, Bologna, Firenze e Bari.

Particolarità della professione di mediatore linguistico-culturale

Dato che c’è ancora confusione nell’individuare le funzioni e le caratteristiche precise di questa figura professionale (che alcuni tendono impropriamente ad associare ad un interprete), gli stessi lavoratori del settore hanno creato a Roma il “Comitato costituente per l’associazione professionale dei mediatori culturali”. In un incontro successivo l’associazione si è data uno statuto. I mediatori chiedono che la loro professione venga “istituzionalizzata”, con la creazione di un apposito “albo nazionale”.

Così come al momento non esiste una precisa definizione ufficiale del ruolo svolto dal mediatore linguistico-culturale, così anche le norme che regolano la retribuzione e il contratto di lavoro sono alquanto vaghe e imprecise. Non vi è un albo di categoria, e di conseguenza nemmeno un preciso tariffario standard da adottare per i pagamenti.

La maggior parte dei mediatori lavora in modo precario e senza stipendio fisso. Il contratto a loro applicato- quando si è fortunati- è quello a progetto, la cui durata varia a seconda degli appalti vinti dalle singole organizzazioni (spesso cooperative sociali). Anche per chi ha seguito un percorso di studio accademico (i primi corsi sono stati istituiti nel 2002), il futuro non è ancora chiaro.

Ci sono alcune conoscenze che il mediatore linguistico-culturale non può trascurare. Innanzitutto le lingue (sono particolarmente richieste quelle medio-orientali, il cinese, giapponese, arabo), e poi in generale il mondo dell’immigrazione (testi di legge, novità normative, ecc.). Riferimento principale per l’immigrazione è la legge “Bossi- Fini”, la legge che ha modificato la precedente legge “Turco- Napolitano”. Di essa è importante conoscere le norme in materia di rinnovo del permesso di soggiorno (che da poco è anche possibile online), e di ricongiungimento familiare.

Il mediatore negli sportelli unici per l’immigrazione

Attivi presso ogni prefettura, sono stati istituiti in base all’art. 18 della legge Bossi Fini (che a sua volta ha modificato l’art.22 della legge Turco-Napolitano). Gli sportelli unici per l’immigrazione si occupano in particolare del disbrigo delle pratiche di prima assunzione dei lavoratori stranieri, di ricongiungimento familiare e di conversione del permesso di soggiorno. Sono diretti da un dirigente prefettizio o da un dirigente della Direzione provinciale del lavoro.

Lo sportello sarà composto da un rappresentante della Prefettura, da uno della Direzione provinciale del lavoro e da uno della polizia, designato dal questore. Naturalmente la figura del mediatore in questo contesto serve a svolgere la mediazione- anche solo linguistica- tra gli addetti allo sportello e gli immigrati.

Approfondire il mestiere di mediatore linguistico-culturale

Universita di Milano
Sito dell’Università degli Studi di Milano. Cliccando su “didattica” si ha una panoramica dei corsi di laurea. Quello di “mediazione linguistico-culturale” si trova alla Facoltà di Scienze Politiche.

Università per stranieri di Siena
Sito dell’Università degli Stranieri di Siena. Qui è istituito il corso triennale di “Mediazione linguistico- culturale”.

Scuola Superiore per Mediatori linguistici – http://www.ssmlcarlobo.it/
Il sito ufficiale della Scuola Superiore per Mediatori linguistici “Carlo Bo” con sedi a Milano, Roma, Bologna, Firenze e Bari.

Cies – http://www.cies.it
Il sito del Centro di informazione educazione allo sviluppo di Roma. Il sito racchiude le iniziative del centro, e i contatti cui rivolgersi per svolgere la professione di mediatore.

Scuola superiore per mediatori linguistici – http://www.mediazionelinguistica.it
E’ la Scuola Superiore per Mediatori linguistici di Pisa. Questa rilascia il diploma di “Mediatore Linguistico”, equipollente al Diploma di Laurea in Scienze della Mediazione Linguistica conseguito nelle Università statali. Questo corso di studi ha durata triennale.



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Questo articolo ha 28 commenti

  • Ciot Nina scrive:

    Ciao ! Voglio sapere come mettere le mie capacità in lingua russa . Sono laureata in lingua russa ,che futuro posso avere ? Non sono sicura di passare il concorso di mediatore interculturale per la poca probabilità di pochi posti . Come e dove mi posso inserire ?

  • iryna scrive:

    buon giorno. vorrei fare il corso come mediatore interculturale. un po di tempo che voglio farlo senza aver avuto fortuna…qualcuno mi puo orientare? se per il 2012 ci sono corsi? finanziati della regione lazio..

  • iryna scrive:

    Laureata in Lingua e Letteratura Russa e Ucraina e Geografia
    e con regolare permesso di soggiorno.cerco qualsiasi lavoro
    Vorrei fare il mediatore linguistico/interculturale…
    Potete aiutarmi/orientarmi…?Grazie
    Iryna 3208307774 3208307734

  • riccardo scrive:

    buongiorno : avendo la laurea triennale alla Statale di Milano in Mediazione linguistica e culturale, posso partecipare ai concorsi pubblici per mediatore interculturale o devo frequentare qualche corso particolare per attestati specifici ?
    grazie

  • leticia scrive:

    buon giorno. vorrei fare il corso come mediatore interculturale. un po di tempo che voglio farlo senza aver avuto fortuna…qualcuno mi puo orientare? se per il 2011 ci sono corsi? finanziati della regione lazio.. o anche no…

  • Abdel scrive:

    Buongiorno a tutti,
    Sono marocchino di madrelingua araba,laureato in literatura francese e parlo con padronanza l’italiano e l’inglese.
    Vorrei fare il mediatore linguistico/interculturale…
    Potete aiutarmi/orientarmi…?? Grazie

  • Jaby Beshai scrive:

    Buona domenica,sono egiziano e dal 2000 sono anche cittadino italiano.Ufficialmente sono residente a Verona anche se passo la maggior parte del tempo a Luxor.Mi sono laureato in italiano,arabo e francese al Cairo nel 1987 e ho conseguito un diploma di laurea in lingue e culture dell’Eurasia e del Mediterraneo presso Cà Foscari di Venezia nel 2006. Dal 1990 fino a fine gennaio di quest’anno ho fatto saltuariamente la guida turistica in Egitto.Ho fatto il traduttore e l’interpete per il tribunale di Verona nel 2003 ma mi piace tanto fare il mediatore linguistico culturale per delle scuole in Lombardia.Ringrazio anticipatamente chiunque mi potrà dare qualche consiglio.

  • Youness scrive:

    Buongiorno a tutti,
    Mediatore culturale con esperienza nell’ ambito dell’immigrazione e l’integrazione di immigranti nella societa italiana, parlo 4 lingue e tecnico informatico, lavoro presso un ente semi-pubblico, dopo un’esperienza con un cooperativa conosciuta sul territorio nazionale per quello chi riguarda i rifugiati politici, richiedenti di asilo..etc…

  • Cristiana Lenoci scrive:

    Salve Samuela! Purtroppo la laurea non basta per svolgere la professione di mediatore culturale. E’ indispensabile frequentare un corso di specializzazione oppure un corso di formazione organizzato dalla Regione. In bocca al lupo!

  • Samuela scrive:

    Salve! sono una laureata in lingue e letterature moderne euroamericane (laurea SPECIALISTICA), per la precisione, sono una francesista. Mi piacerebbe molto fare il mediatore linguistico ma non so proprio da dove cominciare, le mie lauree (triennale e specialistica) bastano o devo frequentare qualche corso particolare? Inoltre, in questo particolare periodo di forte immigrazione nella mia Sicilia, il francese potrebbe avere un importantissimo ruolo per comunicare con chi arriva da zone francofone dell’Africa. Chiedo tutte le informazioni del caso.
    Cordiali saluti!

  • Cristiana Lenoci scrive:

    Carissimo Marco, ti consiglio di reperire informazioni riguardo ai corsi di “mediatore culturale” a Torino e dintorni recandoti presso il Centro per l’impiego o gli sportelli Informagiovani. Spesso questi corsi vengono organizzati anche da cooperative ed enti che si occupano del settore sociale, ma conviene verificare sempre che siano accreditati. In bocca al lupo!

  • Marco Tito scrive:

    Buonasera,

    mi chiamo Marco e sono laureato in Lingua e Letteratura Polacca presso l’Università di Torino. Oltre al Polacco ho studiato anche la lingua russa, faceva parte del mio corso di studi.
    Non riuscendo a spendere in nessuna maniera la mia laurea, sarei interessato ad intraprendere questa nuova professione del mediatore culturale.
    Sapreste dirmi se a Torino è stato attivato qualche corso che prepari a questa professione? Dove posso informarmi? Ci sono limiti di età per partecipare ai corsi? Ho 38 anni.
    Grazie. Ciao.

  • Nazha scrive:

    Ciao tutti
    Vorrei avere qualche informazione per poter seguire un corso per professionisti come miadiattrice culturale linguistica.
    Grazie

  • Nazha scrive:

    Ciao Sara, mi chiamo Nazha
    Ti contatto perché mi trovo nella tua stessa situazione e forse ci possiamo aiutare a vicenda
    Io faccio l’interprete/traduttrice presso i tribunali della lombardia e mi piacerebbe fare la mediatrice linguistica culturale. Contattami che approfondiamo.
    Ciao
    Nazha

  • VUSHAJ DRITA scrive:

    Attensine! Un mediatore linguistico non può essere mai un Mediatore Culturale, è tutto ben diversa. Un mediatore lingustico è soltanto un interpete di lingue. Un Mediatore Culturale ha un svolgimento più allargato nel processo immigratorio. Comunque su queso io personalmente ho spedito un emmendamento al Parlamento Italiano su i ricuisiti che deve avere un Mediatore Culturale e che disciplina il suo ruolo fondamentale, ma non ho ricevuto nessuna risposta anche se la lettera è stata indirizzata al presidente della Camera Dei Deputati.Forse gil immigrati per i politici sono di poca importanza, ma che in realtà sono protagonisti e maggioranza della forza produtive nei lavori che l’italiani non desidereberò più farli, è prprio questo lavoro che manca lo sviluppo della economia italiana, in purtroppo è fondato dalle tasse dei cittadini. Su questo i politici devono riflettere. Dott/ssa e-mail missdrita@tiscali.it

  • VUSHAJ DRITA scrive:

    Il processo dell’integrazione deli immigrati non deve essere considerato come un problema iragiungibile, ma come un Processo di EMMERGENZA Sociale per internazionalizzare la convivezza democratica multi etnica attraverso la Libertà Civile e di frontare insieme i problemi con i cittadini italiani e per ritituire la loro fiduccia. Dott/ssa DRITA VUSHAJ e-mail missdrita@tiscali.it

  • VUSHAJ DRITA scrive:

    Salve! Sono albanese. Ricercatrice e Mediatrice Culturale professioniste, riconosciuta dagli organi copetente, politiche sociale e enti locali. Vorrei entrare in politica in qui studio molto nelle mie ricerche per proggettare e finalizzare l’integrazione deli immigrati nella società italiana nel fenomeno immigratorio. Attensione perchè in qualche modo le mie idee sono conpattibile della mgioranza del nostro Governo, anche se questo processo immigratorio non ha colore. Spero che qualche politico lega il mio messaggio e mi da possibilità di realizzare tanti proggetti sul l’itegrazione. Dott/ssa Drita Vushaj e-mail

  • SARA scrive:

    SALVE,
    Sono una ragazza marocchina e mi sto laureando in amministrazione e finanza presso la Facoltà di Economia e commercio a Modena, parlo e scrivo correttamente la lingua araba e la lingua italiana.
    Ho lavorato per 3 anni come mediatrice linguistico culturale al centro per l’impiego e al centro stranieri.
    Vorrei qualche informazione per poter lavorare nel tribunale di Bologna come interprete,mediatore interculturale o traduttore. Attualmente sto anche frequentando un corso per mediatori a modena.
    grazie anticipatamente
    CORDIALI SALUTI

  • iswilem mohammad scrive:

    salve,sono raggazzo giordano,parlo 5 lingue ,arab,italianmo,romeno,russoe inglese,mi fa piacere a lavorare nella tribunale di bologna come mediatore interculturale ,o traduttore.grazie

  • Mahmoud Mohamed scrive:

    Salve a tutti, sono un ragazzo di origine egiziana, laureato in lingua italiana.Parlo e scrivo correttamente la lingua italiana e araba.
    Vorrei qualche informazione per poter lavorare nel tribunale di Bologna come interprete mediatore interculturale o traduttore; ho lavorato per 5 anni in egitto presso un touroperator italiano e quindi sempre in contatto con turisti italiani la mia mansione principare era quella di guida turistica e assistenza.
    Chiedo di avere maggiori informazioni possibili per poter lavorare come interprete.
    Cordialmente Mahmoud Mohamed

  • DRITA VUSHAJ scrive:

    vorrei sapere se essistono immigrati in ITALIA o no? Perche la figura dei mediatore culturale non c’interssa a nessuno. Allora facciamo finte che non essistono anche gl’immigrati.I politici e tutta politica sociale si devono vergigniarsene, anche se l’integrazione dei nostri immigrati lavoratori nella società italiana è ORDINE del giorno del Consiglio Europea.Dott/ssa VUSHAJ DRITA.

  • Elisa scrive:

    salve.. io l’anno prossimo mi laureo in mediazione culturale con l’europa orientale. vorrei un consiglio. è necessaia una laurea specialistica per proseguire e trovare un impiego oppure un buon master magari all’estero?

  • Silvia scrive:

    Salve, io ho una laurea triennale in Mediazione Linguistica (classe n.3) ma sinceramente non so come posso sfruttare questa laurea visto che non esiste un albo per mediatori e questa figura professionale, se così si può chiamare, è piuttosto precaria e poco diffusa…e poi è vero che il mediatore linguistico è differente dal mediatore culturale? mah………

  • DRITA VUSHAJ scrive:

    quanto tempo ancora devonno aspettare i mediatori culturale per essere inseriti nelle stritture sociale per dare il loro contributo?dott/ssa DRITA

  • DRITA VUSHAJ scrive:

    Vorrei precisare un espressione ch’è purtroppo è molto difusa. ATTENSINE: Un mediatore liguistico non può essere mai un Mediatore Culturale. Ma è semplicemente un interpete linguistica, un troducente. La figura del Mediatore Culturale è più delicate, più responsabbile e molto importante che favorishe l’integrazione dgl’immigrati come punto riferimenti delle creazione, nuovazione di una cultura multi-etnica, pura pulita, sincera, democratica atraverso la strada delle LIBERTA civlle nel rispetto erciproco di varie lingue,culture e religione diverse. Su questo i polici devonno fare una ragione di coscienza.

  • Gino scrive:

    >”(che alcuni tendono impropriamente ad associare ad un interprete)”

    Forse sarebbe necessario seguire dei corsi di teoria&prassi dell’interpretazione alla SSLMIT di Trieste per capire che in sostanza il mediatore culturale e l’interprete si equivalgono. Mi rincresce che ancora si ignori il ruolo socio-culturale dell’interprete e si continui a considerarlo un mero traduttore di parole. Non è così, assolutamente, e quando si dice che il mediatore culturale non è solo un interprete si denigra una valida e preziosa, nonché impegnativa professione.
    Grazie,Gino.

  • najet habachi scrive:

    sono tunisina e quindi di cultura e lingua araba , sono gia laureata in lingua e letteratura italiana , parlo e scrivo fluentemente in 3 lingue, arabo , francese e italiano.
    Ho gia fatto un training presso ad un’agenzia di formazione a Milano accreditata dalla regione lombardia il mio obbiettivo e quello di lavorare come mediatrice culturale, oppure come interprete linguistico .
    mi domando a questo punto come posso mettere a frutto a livello proefessionale le mie capacità e competenze specifiche nel campo della mediazione culturale e linguistico.
    vi ringrazio e rimango in attesa di una vostra risposta.

  • Antonella scrive:

    Salve, vorrei sapere come si fa ad ottenere il titolo di mediatore linguistico se si ha già una laurea (in giurisprudenza) e un impiego: nello specifico, ci sono dei corsi organizzati a Bologna che ti permettono di ottenere questo titolo e che ti consentono una frequenza conciliabile con un lavoro a tempo pieno? Preciso che ho già un’ottima conoscenza dell’inglese e che più volte ho svolto traduzioni da uesta lingua.
    Grazie

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