Post partum (le conseguenze del dopo parto)
Guida per la neo mamma alle conseguenze psicologiche
del dopo parto. Una guida al dopo parto con informazioni e consigli utili per evitare traumi psicologici del
post partum e le possibili conseguenze, a volte davvero pesanti dal punto di vista
psicologico
Vi invitiamo quindi a leggere questa
guida dedicata alle conseguenze psicologiche del dopo parto, augurandoci che sia di vostro gradimento e possa esservi
utile. Vi saremo grati se vorrete segnalarci eventuali imprecisioni
o inesattezze rilevate.
POST PARTUM
conoscere e affrontare correttamente le conseguenze psicologiche del
dopo parto
La
maternità rappresenta per ogni donna un profondo cambiamento. Con la
nascita fisica del bambino in lei, si crea una nuova identità:
l'essere madre. Questa nuova donna emerge gradualmente attraverso
un’ esperienza interiore intensa, per molti aspetti inaspettata ed
ambivalente, così come il suo amore per il nuovo essere che crescerà
tra le sue braccia. La formazione di questa identità materna è graduale, passa attraverso il dolore fisico e psicologico dovuto prevalentemente al passaggio da diversi ruoli; la donna si trova in poco tempo da figlia a madre! E quel bambino immaginato per mesi si concretizza, divenendo figlio reale. In questi momenti la mamma, viene investita da numerose trasformazioni psicologiche che si riflettono sulla vita intrapsichica, affettiva, relazionale, cognitiva e sociale.
Diventare madre significa accettare enormi cambiamenti fisici e personali ma anche e soprattutto modifiche emotive e sociali: la vita di ogni donna che diventa madre cambia profondamente. Si tratta di cambiamenti naturali ma molto delicati, che vanno ascoltati e valorizzato al fine di raggiungere una personalità "sana" della donna, del bambino e della coppia. Una trasformazione naturale che svilupperà in lei, pensieri, ansie, fantasie e influenzerà emozioni e azioni.
Quando il piccolo nasce l'interesse è prevalentemente rivolto a lui e tutte le attenzioni che, durante la gravidanza, erano dedicate alla mamma vengono indirizzate al bambino, creando spesso nella mamma una privazione reale. Questo cambiamento che dedica maggiore spazio al figlio più che alla mamma, non è solo esterno ma soprattutto interno e profondo: avere un bambino significa abbandonare una parte di se stesse, dire addio alla propria infanzia e assumere un nuovo ruolo adulto e responsabile.
E' un'esperienza forte che per alcune mamme può essere destabilizzante e generare un disagio e un dolore silenzioso che non trova le parole giuste e un ascolto adeguato.
Il puerperio
Con il termine puerperio si indica quel difficile periodo che segue la nascita del piccolo e che mette a dura prova la neomamma, sia fisicamente che psicologicamente. Inizia subito dopo il parto e dura circa 6 settimane. In questo primo mese e mezzo alla felicità per il nuovo nato si associano spesso malinconia e senso di inadeguatezza dovuti soprattutto agli assestamenti ormonali e all’impegno costante richiesto dal bebè. Perché questo momento venga vissuto al meglio è importante che la neomamma chiarisca i suoi dubbi e timori e capisca di non essere l’unica a non sapere come comportarsi.Questo periodo è anche contrassegnato dalle perdite di sangue chiamate lochiazioni, simili a una mestruazione abbondante. Iniziano immediatamente dopo il parto e durano in media 40 giorni (possono prolungarsi anche a 80). La loro funzione è innanzitutto quella di riportare l’utero alle condizioni normali e ripristinarne il rivestimento. La loro intensità si riduce gradualmente fino a quando si trasformano in perdite giallastre simili a quelle che compaiono tra una mestruazione e l’altra.
Quel senso di tristezza dopo la nascita del bimbo
Le variazioni ormonali dei gironi successivi al parto e l’impegno fisico ed emotivo dei primi tempi possono mettere a dura prova le neo mamme. È molto facile che la donna in questo periodo incorra nel baby blues, una sorta di malinconia accompagnata da ansia, sensazione di instabilità e tristezza. A questo si accompagna spesso una certa irritazione nei confronti del bambino e delle persone che ci circondano. La donna spesso si trova a piangere senza un vero motivo, ha disturbi del sonno e dell’alimentazione.Solitamente questi disturbi sono del tutto normali e tendono a scompaire nel giro di un paio di settimane, quando la mamma si è abituata ai nuovi ritmi. Diversa è invece la depressione post-partum, che ha all’incirca gli stessi sintomi del baby blues, ma decisamente più intensi e non si risolvono da soli. In genere compaiono a 2-4 mesi dal parto, soprattutto nelle mamme che non hanno un supporto famigliare saldo ( donne sole, senza compagno e genitori), che hanno cambiato città o che hanno già sofferto di depressione. Alcuni segnali vanno tenuti sotto controllo: la paura paralizzante di far male al bebè, il timore di rimanere da sola con lui, attacchi di panico e pensieri suicidi. In questi casi bisogna rivolgersi a uno specialista senza aspettare che il problema si risolva da solo. Con le giuste cure la situazione si risolve in poco tempo.
Ancora più grave, ma rara ( 1 mamma su 1000) è la psicosi puerperale, una condizione che porta ad una alterazione di personalità. È sbagliato associare questo disturbo a quelli precedenti, perché le donne con psicosi hanno comportamenti e umore molto disturbato caratterizzato da un’eccessiva disorganizzazione e perdita del contatto con la realtà, confusione disagio sociale, paranoie,allucinazioni e tendenze suicide o omicide. Ovviamente richiede un intervento medico tempestivo.
Come prevenire la depressione del dopo parto
Anche se spesso le cause di queste depressioni sono legate alle fisiologia, è possibile cercare di prevenire o diminuire le sensazioni negative legate al post partum. Per prima cosa la mamma ha bisogno di riposo per riprendersi dalle fatiche della gravidanza e del parto quindi dovrebbe cercare di dormire quando il bebè riposa, seguire una dieta adeguata ed eviti alcol, caffè e sostanze eccitanti. Altra cosa molto importante è chiedere aiuto quando se ne sente la necessità. I famigliari, il partner e gli amici possono offrire un aiuto nelle faccende domestiche, alleviare gli impegni della neo mamma e dare anche un sostegno psicologico.Molto utili sono anche i corsi post partum, organizzati dalle Asl, da ospedali e ostetriche e psicologhe che conducono gruppi per genitori, danno consigli sull’allattamento e su comportamenti utili da adottare con il bebè. Lo scopo di questi incontri è anche mettere insieme più donne che stanno vivendo la stessa situazione così da offrire l’opportunità di scambiarsi consigli e vissuti.
È molto importante che le donne che hanno poco latte non se ne facciano una colpa, anche perché oggi esistono in commercio formulazioni di latte artificiale che permette al piccolo di crescere nel migliore dei modi. Per riprodurre il rapporto speciale che si crea tra mamma e bambino durante l’allattamento si può dargli il biberon guardandolo direttamente negli occhi, sorridendogli e tenendolo abbracciato.
Come essere buoni genitori
per prima cosa bisogna dimenticare le scene da film perché nella vita reale non esistono genitori perfetti. È normale aver paura di sbagliare, non capire immediatamente i bisogni del piccolo e commettere degli errori. Con il passare del tempo si imparerà a decifrare le esigenze del neonato. L’importante è che i genitori comunichino tra loro, e si scambino idee e perplessità.È importante che le mamme sappiano che non esiste l’istinto materno, perché la maternità è un’attività complessa che richiede esperienze. Così come non esiste il figlio perfetto: ogni piccolo ha la propria personalità che manifesta fin dalla nascita e va rispettata. È anche normale che i genitori non provino un immediato trasporto per il bambino; l’affetto cresce con la conoscenza, la confidenza e il passare del tempo.
La sessualità dopo la gravidanza
I medici consigliano di aspettare 15-30 gironi dal parto per la ripresa dei rapporti sessuali in seguito al parto, soprattutto se si è fatto il cesareo. Chi ha subito l’epistomia ( il taglietto per facilitare la nascita del bimbo) potrà avvertire dolore ai primi rapporti che però passerà nel giro di qualche settimana. In ogni caso è importante rispettare l’igiene intima.Già 40-50 giorni dopo il parto può riprendere l’ovulazione, compaiono le prime mestruazioni (capoparte) e si può rimanere nuovamente incinta. Se si allatta, l’ovulazione e le mestruazioni arrivano più tardi ma l’allattamento di per sé non costituisce un contraccettivo sicuro al 100%. Per evitare una gravidanza indesiderata bisogna usare un anticoncezionale: la pillola, l’anello o il cerotto ( se non si allatta) o la minipillola a base solo di progestinico (ormone che non passa nel latte) se si allatta.
Il profilattico è adatto per tutte le neo mamme.
Può capitare che molte donne in seguito ad una gravidanza abbiano un calo del desiderio. È del tutto normale perché la montata lattea aumenta la prolattina che fa diminuire il desiderio. In oltre la stanchezza e il rapporto esclusivo con il bebè possono spostare l’attenzione della mamma che ha come ultima esigenza quella di riprendere i rapporti con il partner. Spesso si aggiungono secchezza vaginale e carenza di estrogeni che causano rapporti dolorosi e privi di desiderio.Non bisogna farne un dramma ma parlarne con il compagno in modo sereno e rilassato e riprendere pian piano il contatto fisico con coccole e carezze senza aver fretta.
Possono essere molto utili anche gel lubrificanti emassaggi con olio di iperico che ammorbidiscono i genitali femminili facilitando il rapporto. Da non trascurare è la ginnastica riabilitativa del perineo ( la zona vaginale e anale) che aiuta a recuperare la tonicità dei muscoli vaginali e previene l’incontinenza.
Letture utili sulle conseguenze del dopo parto
Quando le madri non sono felici- la depressione post partumDi Massimo Ammaniti, Silvia Cimino e Cristina Trentini
Ed. il pensiero scientifico
Libro che affronta le difficoltà del periodo della maternità cercando di offrire un sostegno alla genitorialità per prevenire e ridurre gli effetti della depressione materna sullo sviluppo del bambino
Dopo la nascita del bambino
Di Robin Lim
Ed.Urra
Questo testo dedica ampio spazio ai giorni successivi al parto e alle prime settimane di vita del bambino. L’autore sostiene che se la gravidanza dura 9 mesi il post partum dura tutta la vita.
Accogliere una nuova vita
Di Ingeborg Stadelmann
Ed. Urra
L’autrice vuole mettere a disposizione dei lettori la sua esperienza nell’affrontare i periodi che precedono e seguono la nascita di un figlio.