Diritti sindacali delle mamme in attesa

Introduzione ai diritti delle donne lavoratrici in gravidanza
Un tempo
la donna era più casalinga, accudiva i figli in una sempre più
numerosa famiglia, e tutti vivevano con un solo stipendio, quello
del papà, che lavorava magari 15 ore al giorno e campava tutti i
componenti. Con l'emancipazione della donna, oggi sono davvero in
minoranza le casalinghe.
Molte sono coloro che vogliono far carriera, e poi, diciamocelo
chiaro, oggi è praticamente impossibile o comunque difficile,
mantenere una famiglia con uno stipendio base di 900 euro circa, con
mutuo ( o affitto che sia), rata della macchina e figlio al seguito.
Difficile vedere nella società in cui viviamo famiglie numerose, non
per niente, il tasso di natalità nel nostro Paese è tutt'altro che
soddisfacente. Tuttavia, l'unione del matrimonio, porta
inevitabilmente almeno ad un figlio, alla gioia più bella della
vita.
C'è chi lo cerca subito dopo il matrimonio, chi invece preferisce
aspettare qualche anno, ma il risultato non cambia: un bimbo è il
frutto dell'amore nato tra due persone. Ma quali sono i diritti
sindacali per una mamma che lavora? Innanzitutto, occorre avvisare
il proprio datore di lavoro (se lavorate alle dipendenze), alla fine
del 3° mese.
Con largo anticipo infatti, si può ricercare una sostituta per il
tempo in cui resterete a casa in maternità. Ma anche i papà possono
usufruire della paternità? Certo, ma vediamo di seguito, tutte le
condizioni. Da tenere presente comunque, che il posto di lavoro non
si perde, a meno che non arrivi la scadenza del contratto.
Maternità obbligatoria
La legge
fissa in 5 mesi complessivi il congedo obbligatorio di maternità. Ci
sono due alternative per poter usufruire di questo periodo. Se la
gravidanza prosegue bene e il vostro lavoro non è faticoso, potete
permettervi di lavorare fino ad un mese prima della data probabile
del parto e rimanere a casa 4 mesi dopo la nascita del bimbo. In
caso contrario, potete lavorare fino a 2 mesi prima del parto e
stare a casa i 3 mesi successivi alla nascita.
Se la gravidanza è accompagnata da rischi o se il vostro lavoro
rientra tra quelli faticosi per una donna gravida, con presentazione
del certificato medico, potete trascorrere a casa la tutto il
periodo che precede la maternità obbligatoria dei cinque mesi. E'
sottinteso che se il bimbo dovesse nascere prima della data
prevista, i giorni di astensione obbligatoria non goduti, si
recupereranno in coda al periodo di congedo, previsto dopo la
nascita del bimbo. Il padre invece può usufruire di 3 mesi di
paternità nei primi 3 mesi di vita del bimbo solo ed esclusivamente,
in assenza della madre o se ha l'affidamento esclusivo.
Per quanto riguarda la retribuzione, bisogna fare distinzione tra le
aziende del settore pubblico e privato. Nel primo caso, l'indennità
di retribuzione è pari al 100%, mentre nelle ditte private, scende
all'80% dello stipendio percepito. Attualmente, sono tante anche le
aziende private che arrivano al 100%. Nei 5 mesi di astensione
obbligatoria, vengono maturate le ferie, si ha diritto alla
tredicesima, e laddove lo riporta il contratto nazionale di lavoro,
alle eventuali mensilità aggiungive, e inoltre, verranno versati,
senza distinzione tutti i contributi previdenziali.
Permessi allattamento
Terminato
il periodo obbligatorio di maternità, la neo mamma ( se non ha
intenzione di prolungare con l'astensione facoltativa), torna a
lavorare. Tuttavia, può godere dei cosiddetti “permessi di
allattamento”. Se l'orario giornaliero di lavoro è di almeno 6 ore,
la mamma può usufruire di due permessi di un'ora ciascuno, che può
gestire come meglio crede.
Può ad esempio dividere le due ore oppure cumularle, e uscire dal
lavoro due ore prima. Se invece le ore di lavoro giornaliero sono
meno di sei, il permesso di cui può usufruire la mamma è di un'ora.
Entrambi i permessi sono regolarmente retribuiti. Nel caso di
gemelli, il numero delle ore giornaliere di permesso vengono
raddoppiate.
Astensione facoltativa dal lavoro per maternità
Entrambi i
genitori, hanno a disposizione anche l'astensione facoltativa. Il
periodo è di 10 mesi totali sia per la mamma sia per il papà, così
suddivisi: alla neo mamma spettano 6 mesi ( non necessariamente
consecutivi) o 10 mesi in assenza del padre, da usufruire fino al
compimento dell'8° compleanno del bambino; anche per il padre
valgono gli stessi principi, in aggiunta però vi è un mese entro i
primi 12 mesi di vita del bimbo, ma solo se l'astensione facoltativa
supera i tre mesi.
Per i primi sei mesi di astensione facoltativa, la retribuzione è
pari solamente al 30% del normale stipendio. Vengono garantiti i
contributi previdenziali e gli scatti di anzianità, e tutto il
periodo di astensione facoltativa è valido ai fini del conteggio
pensionistico. Ciò di cui, invece, non si può usufruire, sono le
mensilità aggiuntive (quindi la 13esima) e la maturazione delle
ferie.
Aspettativa per malattia
Fino al
compimento del 3° anno di vita del bimbo, la madre può usufruire
della cosiddetta aspettativa. Occorre presentare il certificato
medico, e stare quindi a casa tutto il tempo necessario, fino alla
completa guarigione del bimbo. In seguito, e fino all'8° compleanno
del bimbo, si ha diritto solo a 5 giorni.
Anche il padre può approfittare dell'aspettativa per malattia del
figlio, con le stesse modalità che ci sono per la madre, ma può
farlo solo in alternativa alla mamma. Per quanto riguarda
l'indennità di retribuzione, bisogna conoscere le clausole inerenti
all'argomento, del proprio contratto nazionale di lavoro.
Lavoratrice autonome in gravidanza
Fanno parte di questa categoria, coloro che hanno esercizi commerciali, le artigiane, ma anche le coltivatrici dirette. Durante i 5 mesi di astensione obbligatoria la retribuzione è pari all'80%. Nel caso di un bimbo in affido o in adozione, la donna può usufruire di un periodo di astensione dal lavoro che va dai tre mesi all'anno di vita del piccolo. In questo caso, la retribuzione è pari al 30% così come l'astensione fino all'8° anno di vita del bambino.
Lavoratrice professioniste in maternità
L'astensione obbligatoria dal lavoro, è sempre di 5 mesi per i figli naturali, oppure di 3 mesi a partire da giorno di affido o di adozione del bimbo. L'indennità di retribuzione, è pari all'80% dei cinque dodicesimi del totale del reddito percepito due anni prima dalla nascita del bambino. Occorre presentare domanda all'inps a partire dal 6° mese di gravidanza e comunque non oltre il 180° giorno di vita del bambino, oppure a partire dal giorno di affido o di adozione.
Casalinghe e lavoratrici atipiche
Presentando una domanda corredata di tutta la documentazione, deve essere inoltrata al Comune di residenza entro i sei mesi di vita del bimbo. A seconda del reddito e di altri fattori, la mamma casalinga può percepire l'assegno di maternità. In casi particolari, viene corrisposto un importo di valore superiore rispetto al primo. Per questo occorre presentare domanda all'INPS.
Altre informazioni sui diritti sindacali della maternità
Oltre all'assegno di maternità e a tutte le agevolazioni che abbiamo visto, lo Stato italiano mette a disposizione anche assegni familiari. Il valore varia a seconda del reddito familiare annuo, dalle condizioni particolari della famiglia, del bimbo stesso e dal numero di persone a carico. La tabella completa per quanto riguarda gli assegni familiari, potete visualizzarla, anche con altre utili informazioni all'indirizzo www.inps.it
Link a siti web utili per approfondire le problematiche legate ai diritti sindacali delle donne lavoratrici in gravidanza
Europa
http://europa.tiscali.it/futuro/dossier/200305/congedo_parentale.html
Un confronto tra i diversi Paesi Europei per quanto riguarda il periodo di astensione per la maternità. News 2000 http://news2000.libero.it/speciali/sp47/pg1.html Un interrogativo: Lavoro o figli? Un link per conoscere cosa decidono le mamme europee. Stranieri in Italia http://www.stranieriinitalia.it/news/corriere13ott2005.htm Un articolo che spiega come il tasso di natalità nel nostro Paese aumenti grazie agli stranieri. Cafe babel http://www.cafebabel.com/it/article.asp?T=T&Id=4345 Un sito che offre statistiche a livello europeo per quanto riguarda il tasso di natalità dei vari paesi incluso il nostro