Come organizzare un matrimonio civile in comune

L’organizzazione di un matrimonio implica diversi passaggi, dalla redazione della lista degli invitati all’acquisto degli abiti, passando attraverso la scelta del ristorante, del fotografo, delle bomboniere e così via. Insieme a queste piacevoli attività è necessario seguire anche precisi iter burocratici, sia che si opti per una funzione religiosa che per un rito civile. Vediamo cosa bisogna considerare nell’organizzazione di un matrimonio civile in comune.

Come organizzare un matrimonio in comune

Se per il vostro matrimonio avete optato per un rito civile dovete tenere presente che, anche se celebrando un matrimonio civile avrete meno obblighi e di conseguenza minori preoccupazioni e compiti da svolgere, anche in questo caso sarà necessario seguire un ben preciso iter burocratico.

Il matrimonio civile viene scelto tendenzialmente da persone atee, ma come accade per il rito religioso la coppia dovrà accettare una serie di obblighi, diritti e doveri che scaturiscono proprio dal rito civile.

Il primo consiglio in merito all’organizzazione di un matrimonio civile è quello di iniziare a pianificare il tutto almeno un paio di mesi prima della data concordata, in modo da non trovarsi in situazioni di difficile gestione all’ultimo momento.

Vediamo ora nel dettaglio i vari aspetti da considerare.

Le tempistiche e le fasi burocratiche

Nella maggior parte dei casi il matrimonio civile si svolge presso il Comune di residenza di uno o di entrambi gli sposi, ma nulla vi vieta di decidere per il Comune di un altro paese o città. In questo caso dovrete spiegare al Comune di residenza, per iscritto, i motivi per cui avete effettuato una scelta alternativa ed ottenere da questo una delega che andrà presentata al Comune presso il quale si vorrebbero celebrare le nozze.

Una volta che il Comune avrà svolto le varie pratiche pertinenti, la coppia sarà contattata per fissare la data del giuramento, il quale dovrà avvenire alla presenza di almeno un genitore di uno degli sposi, questo per avere testimonianza di non consanguineità tra i fidanzati, e di un testimone. Nel caso non ci fosse la possibilità di partecipare al giuramento da parte di nessun genitore della coppia sarà necessario munirsi di una copia dell’atto di nascita dei futuri sposi.

Dopo il giuramento dovrete presentarvi in comune per il consenso; quel giorno richiederete le pubblicazioni e comunicherete la data delle nozze. Le pubblicazioni hanno lo scopo di rendere nota alla comunità l’intenzione della coppia di convolare a nozze affinché chiunque, con un valido motivo, possa opporsi alle nozze.

La pubblicazioni resteranno affisse alla Porta della Casa Comunale per 8 giorni; trascorsi 4 giorni dal termine delle pubblicazioni il Comune, in caso non abbia ricevuto alcuna opposizione, rilascerà il nullaosta in cui sarà dichiarato che la celebrazione non presenta impedimenti agli effetti civili e che la coppia può celebrare le proprie nozze.

Il termine per potersi sposare è di 180 giorni a partire dalla data di scadenza delle pubblicazioni, oltre questo tempo la validità dei documenti verrà ritenuta nulla e sarà necessario ripetere tutto l’iter burocratico.

I documenti

Nel caso si decida di sposarsi presso il comune di residenza l’iter burocratico da seguire sarà molto semplice, grazie alla legge Bassanini 13/5/97 n.127 i futuri sposi dovranno semplicemente presentarsi presso l’Ufficio di Stato Civile del Comune con un documento valido e una dichiarazione su carta semplice o modulo prestampato che attesti la loro intenzione di sposarsi. Se uno dei due fidanzati si trovasse impossibilitato a presentarsi di persona sarà sufficiente che l’altro porti una fotocopia del suo documento d’identità, al resto e alla verifiche su residenza, cittadinanza e stato libero penserà direttamente il Comune.

Nel caso uno dei due futuri sposi sia straniero, dovrà presentare al proprio Comune un nullaosta che viene rilasciato dal consolato o dall’ambasciata del proprio Stato di provenienza, e successivamente legalizzato dalla prefettura; fatto questo sarà sempre il Comune ad procurare tutti i documenti che servono.

Se uno dei due fidanzati è divorziato, dovrà fornire la sentenza di divorzio, nel caso sia vedovo sarà necessario presentare l’atto di morte del coniuge defunto.

Chi celebrerà il rito civile

Normalmente il matrimonio civile viene celebrato dal Sindaco o da un suo delegato, in Comune e in presenza di due testimoni che abbiano compiuto la maggiore età. Ad ogni modo, secondo quanto stabilito dal vigente decreto, ogni maggiorenne che non abbia perso i propri diritti civili può essere scelto dagli sposi per officiare al matrimonio.

È quindi possibile richiedere che a celebrare le nozze sia un amico o un parente della coppia, previa firma di alcuni documenti e indicazione di tutte le sue generalità.

La location

Generalmente il matrimonio civile si svolge presso la sede comunale, che potrà essere addobbata con decorazioni floreali proprio come accade per il rito religioso in chiesa. Le amministrazioni cittadine possono però mettere a disposizione location alternative, quali dimore d’epoca o ville con parchi, dove potersi sposare con rito civile.

Il rito civile

Il rito del matrimonio civile è molto più breve e semplice rispetto a quello religioso; durerà all’incirca 20 minuti ed è diviso in 5 passaggi:

  • Lettura degli articoli del codice civile da parte del Sindaco o di chi celebrerà le nozze;
  • Domanda di rito: “Vuoi tu…”;
  • Scambio degli anelli;
  • Firma degli sposi e dei testimoni;
  • Discorso di chi officia il rito.


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