Lenti a contatto
Cosa sono le lenti a contatto
Le lenti a contatto sono
delle lenti di ridottissime dimensioni che si applicano sulla
cornea, ovvero sulla parte trasparente esterna ed anteriore
dell’occhio, davanti alla parte colorata (iride), che permettono di
correggere quasi tutti i difetti visivi, quali la miopia,
l’ipermetropia, l’astigmatismo e la presbiopia. Possono essere
utilizzate tutti i giorni, facendo però riposare l’occhio almeno di
notte (generalmente si consiglia di indossarle per non più di otto
ore al giorno, ma questo periodo può variare secondo la
sopportabilità individuale), senza alcun limite di età e possono
essere usate anche dai bambini.
E’ necessario usarle sempre su occhi sani, possibilmente con buona
lacrimazione e sospendendone l’utilizzo nel caso di congiuntiviti o
infiammazioni. Queste lenti si sono diffuse nella seconda metà del
ventesimo secolo e se all’inizio presentavano grossi problemi di
sopportazione, dovuti specialmente ai materiali con i quali erano
prodotte, attualmente le portano moltissime persone e permettono
anche di eliminare tutti quei fastidi che comportano gli occhiali
tradizionali, quali ad esempio la pesantezza, la fragilità, il
ridotto campo visivo, l’impossibilità di praticare alcuni sport e
via dicendo, non ultimo il lato estetico.
In particolare, le nuove generazioni di lenti a contatto contengono
altissime percentuali di acqua e, se usate in maniera corretta, sono
sopportate molto bene dalla maggior parte delle persone. E’
necessario rivolgersi sempre all’oculista sia perché valuti la
compatibilità con i nostri occhi sia per prescrivere la gradazione
corretta (generalmente un po’ differente da quella degli occhiali
classici), a questo punto ci si troverà a dover scegliere dove
acquistare le nostre lenti. Ce ne sono infatti, come vedremo,
moltissimi tipi così come ci sono differenze di prezzo, anche per lo
stesso prodotto.
Breve storia delle lenti a contatto
La prima intuizione
riguardante la lente a contatto risale all’inizio del 1500, da parte
di Leonardo da Vinci, il quale notò che la cornea aderiva
perfettamente alla parte concava di una sfera contenente acqua,
nella quale veniva immerso l’occhio. Sviluppando il concetto di
Leonardo, nel 1636 Cartesio pubblicò La Diottrica, studio dove
dimostrava che, ponendo sull’occhio un tubo contenente acqua alla
cui estremità era fissata una lente, in modo che tra l’occhio e la
lente restasse del liquido, si riducevano, fino ad annullarsi, i
difetti di vista.
In seguito, attraverso numerosi studi eseguiti soprattutto in
Europa, furono prodotte lenti a contatto rigide, in materiale
vetroso, a forma di conchiglia, ma più grandi e pesanti delle
attuali e di conseguenza meno sopportabili. Le prime lenti in
materiale plastico furono invece fabbricate in America, nella prima
metà del XX secolo, grazie ai risultati delle ricerche
dell’ungherese Dallos e dell’americano Fleinbloom.
Solo dopo il 1950 troviamo le prime lenti più piccole della cornea
(ovvero di diametro inferiore), innovazione che si deve all’inglese
Bier, il quale aveva già in precedenza ideato le lenti sclerali
perforate (ovvero lenti che appoggiavano direttamente sulla sclera,
la parte visibile bianca dell’occhio e che attraverso un foro
lasciavano passare il liquido lacrimale, in modo che quest’ultimo
potesse scorrere tra lente ed occhio).
Nel 1960 appaiono infine le prime lenti a contatto morbide, la cui
paternità compete ai ricercatori cecoslovacchi Lin e Wichterle.
Caratteristiche principali delle lenti a contatto
Per valutare la
sopportabilità delle lenti a contatto è molto importante considerare
il “coefficiente di permeabilità” (al passaggio di un gas).
Questo coefficiente è un numero che, nel nostro caso, indica in
quale misura può essere attraversato dall’ossigeno il materiale di
cui sono fatte le lenti a contatto. Più grande è questo numero,
maggior quantità di ossigeno passa attraverso le lenti, di
conseguenza il nostro occhio (o meglio la nostra cornea) risulterà
più ossigenato e soffrirà di meno.
Naturalmente questa caratteristica che può essere influenzata da
vari fattori, tra i quali lo spessore della lente stessa.
I vari modelli di lente a contatto
Esistono diversi modelli di lenti a contatto, che possiamo dividere in due grandi famiglie, le lenti rigide e quelle morbide.
Lenti rigide
Sono di due tipi, a seconda che abbiano o no la caratteristica di trasmissibilità all’ossigeno (ovvero, come abbiamo già visto, se permettono oppure no il passaggio dell’ossigeno attraverso la lente). Sono chiamate rispettivamente “gas permeabili” (conosciute come “semirigide”, anche se questo termine non è esatto) e “non gas permeabili”.
Lenti morbide
Anche queste si dividono
in due tipi principali: idrofile (ovvero che assorbono liquidi) e
non idrofile. Pur se le non idrofile hanno una capacità maggiore di
trasmissibilità all’ossigeno, sono da preferirsi le idrofile, che
contengono grandi quantità di acqua e sono più confortevoli.
Oltretutto, nelle lenti idrofile di ultima generazione (in gel) lo
spessore è stato ridotto e di conseguenza è aumentato il grado di
trasmissibilità all’ossigeno.
In commercio si trovano lenti morbide a sostituzione variabile, che
rispondono ad esigenze diverse: giornaliere (usa e getta),
quindicinali, mensili o annuali. Le prime, a differenza degli altri
due tipi, non hanno bisogno di soluzioni per la pulizia e la
disinfezione, vengono maneggiate una sola volta (limitando
considerevolmente, di conseguenza, l’eventuale produzione di batteri
sulla loro superficie) e si rivelano molto pratiche specialmente per
le persone che le usano saltuariamente, ad esempio per chi le
indossa solo per praticare sport. All’interno di queste due famiglie
di lenti a contatto si spazia poi dalle colorate (per modificare il
colore dell’iride) alle toriche per astigmatici, a quelle asferiche,
notturne e così via.
Manutenzione delle lenti a contatto
Esistono in commercio diverse soluzioni, generalmente liquide, per assicurare una perfetta pulizia e disinfezione delle lenti. Possono essere specifiche (in questo caso si usano contemporaneamente più prodotti, in altre parole uno di pulizia, uno per la disinfezione, uno per la conservazione ed eventualmente un altro per la lubrificazione, in particolar modo per le lenti rigide) oppure un solo liquido può riunire tutte le qualità ed essere usato sia per la pulizia sia per la conservazione. Ovviamente, le lenti devono essere toccate con le mani perfettamente pulite ed essere sempre riposte nell’apposito contenitore, che dev’essere a sua volta costantemente sterilizzato utilizzando l’apposita soluzione.
Pro e contro delle lenti a contatto
Quando si acquistano per
la prima volta le lenti a contatto, l’ottico deve consegnare anche
la “Guida al corretto utilizzo delle lenti a contatto – Avvertenze,
precauzioni e rischi”, predisposta dal Ministero della Salute, come
da decreto ministeriale G.U. n. 64 del 18/03/2003 (art. 1, comma 3).
Questa guida elenca le principali norme per utilizzare le lenti a
contatto, onde evitare fenomeni di intolleranza o danni alla cornea
(ad esempio, raccomanda di utilizzare sempre liquidi non scaduti e
mai acqua o addirittura saliva per sciacquare le lenti, inoltre
elenca le categorie di farmaci che possono provocare secchezza
dell’occhio – diuretici, antistaminici, decongestionanti,
tranquillanti – con conseguente eventuale difficoltà di
sopportazione delle lenti), così come chiarisce alcune
caratteristiche che potrebbero essere mal interpretate (ad esempio,
il fatto che “le lenti a contatto con protezione UV non
sostituiscono gli occhiali da sole”). Tale guida può essere anche
scaricata dalla rete Internet.
A volte si presentano problemi di sopportabilità in determinati
ambienti, come le palestre, il mare o la montagna, spesso perché sia
il sudore sia l’eccessiva lacrimazione dovuta al vento od al freddo
provocano l’appannamento delle lenti. In questi casi, è bene
rimuoverle e procedere alla pulizia, oppure utilizzare per tali
attività le lenti monouso, da gettare dopo l’utilizzo. Le lenti in
ogni caso tendono a sporcarsi anche a causa della polvere e degli
agenti atmosferici e spesso la causa principale di bruciore agli
occhi è proprio dovuta all’inquinamento delle città.
Le lenti a contatto e il codice della strada
L’articolo 173 del Codice della Strada prescrive l’uso di lenti correttive durante la guida e a tal fine sono riportate sulla patente due diciture diverse: “Obbligo di lenti durante la guida” (prescrizione L) che consente di utilizzare indifferentemente sia gli occhiali sia le lenti a contatto e “obbligo di lenti a contatto durante la guida” (prescrizione C) che impone di usare esclusivamente le lenti a contatto, le uniche a poter correggere il particolare difetto di vista di cui soffre quello specifico guidatore. Guidando con le lenti a contatto sarebbe sempre meglio essere muniti di un paio di occhiali di scorta per ogni evenienza (perdita fortuita di una lente a contatto, problemi di insopportabilità, bruciori e così via), anche se il nuovo Codice della Strada non prevede più tale obbligo.
Da sapere prima di acquistare le lenti a contatto
Con la prescrizione
dell’oculista è possibile acquistare le lenti a contatto recandosi
in un negozio di ottica, dove l'ottico-contattologo optometrista
procederà alle specifiche misurazioni e proverà vari tipi di lenti,
fino a trovare quelle più adatte. Di solitoxzsx le lenti di prova
vengono date in omaggio, anche nel caso che se ne cambi più di un
tipo.
Sottolineando la necessità di controlli periodici presso l’oculista
ed il contattologo di fiducia, è senz’altro utile rivolgersi a più
esercizi commerciali, documentandosi sui prezzi di uno stesso
prodotto, che possono differire tra loro, nonché considerare i siti
che trattano la vendita on line, a prezzi spesso vantaggiosi.