Come scegliere un telescopio

Per molti appassionati il binocolo è l’unico strumento a disposizione per i primi approcci alla vita da osservatore della volta stellata; almeno all’inizio, rappresenta un eccellente “primo telescopio”, e soltanto in seguito si comprende come l’uso di questo semplice strumento avvicini di fatto ancora di più a questa passione. Quando il binocolo non basta più scatta inevitabile l’ambizione: costruirsi un telescopio, se si è degli amanti del bricolage, oppure acquistarlo, se non si tempo e voglia di cimentarsi con l’autocostruzione. Scopriamo insieme come scegliere un telescopio.

Comunque sia, per l’appassionato quello dal binocolo al telescopio è un passo obbligato. Per chi ha questa passione arriva infatti il momento di chiedersi se acquistare o meno un telescopio, anche per chi è alle prime armi; e probabilmente per ogni astrofilo questa è tra le decisioni più importanti da prendere.

Fare la scelta giusta significa avere tra le mani uno strumento che renderà piacevoli numerose serate trascorse esplorando la volta celeste, scegliere male invece comporta solitamente frustrazione e disinteresse per questa attività, fino ad arrivare a rivendere lo strumento che ha spento sul nascere questa passione, magari attraverso un’inserzione su riviste specializzate, certamente “in ottime condizioni” per non averlo pressoché mai utilizzato.

Come scegliere un telescopio

Come scegliere un telescopio

La giusta decisione dipende da numerosi fattori, non solo dal telescopio stesso ma da tutta una serie di condizioni al contorno che è necessario considerare. Ad esempio, se la Luna e i pianeti vi affascinano e abitate in città, magari in un appartamento al quinto piano e con un limitato spazio a disposizione, dovrete scegliere un telescopio totalmente diverso da quello che acquisterebbe un astrofilo residente nelle campagne toscane, appassionato di galassie e con un capannone a disposizione da adibire ad osservatorio personale.

Ugualmente importante è tener conto dei costi della strumentazione, del peso da trasportare, dell’esperienza pregressa nell’osservazione della volta, a occhio nudo e/o col binocolo.

L’apertura del telescopio, cioè il diametro dello specchio primario o della lente principale, è sicuramente la caratteristica più importante dello strumento, poiché determina il contrasto e la luminosità di tutto quanto è possibile osservare. Uno strumento con apertura di 6 centimetri non vi permetterà mai di vedere stelle deboli o dettagli come un telescopio di 15 cm. E quello da 15 cm non può essere paragonato ad un buon 25 cm.

Al momento dell’acquisto, la potenza non è la caratteristica da considerare principalmente, perché la capacità di ingrandimento può essere variata con il semplice utilizzo di oculari differenti a seconda delle necessità. Un oculare non è altro che un barilotto rimovibile costituito da varie lenti, ed è proprio attraverso di esso che si compiono le osservazioni.

Gli oculari possono essere acquistati separatamente, e comunque i telescopi in commercio ne hanno incluso almeno uno. Inutile tuttavia utilizzare alti ingrandimenti con piccoli telescopi, il risultato infatti sarebbe soltanto una macchia ingrandita e non dettagli o particolari.

Per poter osservare immagini a 200x o di definizione ancora superiore, è necessario avere uno strumento dalla larga apertura e montato opportunamente: tuttavia gli usi più comuni si limitano ad ingrandimenti inferiori, e la potenza più bassa, che consente comunque di ottenere piacevoli immagini da osservare, risulta la più semplice da usare.

In condizioni di cielo ideali, la massima potenza utile dello strumento viene calcolata considerando 25 ingrandimenti ogni centimetro di apertura: ad esempio, un 15 cm avrà una potenza utile di 300x, persino troppo!

Il consiglio è dunque quello di evitare l’acquisto di telescopi pubblicizzati per l’alta capacità di ingrandimento: se il fabbricante di un 60 cm enfatizza i “475 ingrandimenti” del suo strumento, sappiate che vi ritiene ignoranti o creduloni, oppure sta tentando di celare gravi carenze costruttive: enfatizzare a tal punto l’ingrandimento raggiungibile è spesso sinonimo di telescopio giocattolo.

Anche se l’apertura risulta essere veramente importante, non pensate comunque che per acquistare un buon telescopio sia sufficiente comprare quello con l’apertura più grande che rientri nel budget a vostra disposizione: fare la scelta giusta non è così facile. Considerate infatti che farete raramente uso di uno strumento difficile da montare, oppure di uno dalle dimensioni troppo grandi per gli spazi offerti dalla vostra casa.

Addirittura a parità di apertura alcuni telescopi sono più maneggevoli, altri hanno rese migliori in termini di contrasto ed altri ancora prezzi più contenuti. A seguire, una serie di consigli che, portandovi a valutare le numerose possibilità che si presentano, vi aiuteranno a prendere la decisione migliore.

Quale modello di telescopio scegliere

  • rifrattori
  • riflettori
  • catadiottrici

tre i tipi di telescopi tra cui scegliere il vostro. Ogni tipo ha caratteristiche peculiari, pregi e difetti che dovrete sicuramente prendere in considerazione affinché combacino con le vostre abitudini e con quanto desiderate osservare.

Caratteristiche del telescopio rifrattore

Telescopio rifrattore

La luce viene raccolta e focalizzata dalla lente frontale del tubo ottico, che si presenta lungo e relativamente sottile. Nella vasta gamma esistente, la scelta di un telescopio rifrattore può andare dal modello giocattolo fino a strumenti di ottima qualità, forse i migliori sul mercato. Nei grandi magazzini spesso vendono commercializzati quelli che rientrano nella prima categoria. La qualità ottica bassa e la montatura solitamente molto instabile difficilmente permettono di puntare qualcosa. Il consiglio è optare per un binocolo, almeno se la spesa che intendevate sostenere vi limita a questo tipo di strumento.

Se invece possedete già un telescopio di questo tipo, rassegnatevi: Galileo ad esempio ne sarebbe stato felice. E se vi dà un po’ di problemi, siate pazienti e senza infuriarvi limitate le vostre ambizioni. In fondo è l’atteggiamento che tenete utilizzando il telescopio che conta, e ricordate che molti astrofili per le loro prime esperienze si sono serviti di strumenti simili: per osservare la Luna o gli altri corpi luminosi che si individuano facilmente, potrebbero andare bene.

I telescopi rifrattori degni di questo nome, d’altro canto, sono molto costosi. Alcune società hanno offerto nuove configurazioni nelle lenti, le cosiddette “apocromatiche”, che sul mercato degli strumenti amatoriali hanno portato alla diffusione di ottimi telescopi, tra i migliori e più costosi di sempre. Queste nuove lenti, non sono da confondersi con le “acromatiche” dei comuni rifrattori. In genere sono dotati di montature di elevata qualità che lavorano bene allo stesso modo.

  • Vantaggi
    I telescopi rifrattori sono essenzialmente robusti, non necessitano di particolare manutenzione e hanno i tubi sigillati, così da tener lontana la polvere e da ridurre i movimenti interni di aria che provocano il degrado dell’immagine. Tanto più le lenti sono buone, tanto le immagini fornite da un rifrattore risultano luminose e a forte contrasto, sempre in funzione dell’apertura, una delle caratteristiche più desiderabili ai fini dell’osservazione dei pianeti e della Luna.
  • Svantaggi
    L’apertura dei rifrattori è solitamente piccola, varia tra i 13 e gli 80 cm, e questi valori per alcuni campi dell’astronomia sono troppo bassi: ad esempio galassie e nebulose, se osservate, risulteranno molto fioche, così come gli altri oggetti deboli della volta celeste. Inoltre, per una confortevole posizione di osservazione, spesso necessitano di uno specchio a 90° da sistemare prima dell’oculare: l’immagine destra e sinistra vengono invertite da questo specchio, e si rende difficile comparare quanto osservato con le carte. In termine di costi, il prezzo per centimetro di apertura di un buono strumento rifrattore è più alto rispetto agli altri tipi di telescopio.

Caratteristiche del telescopio riflettore

Telescopio riflettore

Uno specchio concavo, relativamente grande e pesante, raccoglie e focalizza la luce andando a sostituire una lente. Di lato, nella parte superiore del tubo ottico, trova posto l’oculare, attraverso cui è effettuata l’osservazione. Per molti anni, e per alcuni ancora oggi, nel campo dell’astronomia amatoriale il telescopio riflettore l’ha fatta da padrone. Nello schema precedentemente illustrato e per i principianti della materia, “riflettore” significa Newtoniano.

  • Vantaggi
    A parità di spesa, il riflettore è il migliore tra i tipi di telescopio sul mercato. Molti riescono a costruirselo da sé grazie alla semplicità della configurazione (in Italia specchi di alta fattura sono prodotti da almeno due venditori/costruttori, NdT), e inoltre si possono raggiungere ottimi livelli di qualità ottica. L’immagine non viene specchiata ma “corretta” perché gli specchi sono in numero pari (due), e un non si presenta il problema della condensa dovuta all’umidità notturna, fastidio comune invece alle altre tipologie di configurazione. La montatura, bassa e stabile, conferisce stabilità allo strumento e consente di mantenere l’oculare ad un’altezza confortevole.
  • Svantaggi
    Spesso i riflettori necessitano di maggiore cura e manutenzione. Infatti il tubo ottico, essendo aperto, lascia entrare e depositare la polvere sull’ottica, anche se lo strumento viene tenuto chiuso e coperto (tuttavia una modesta quantità di polvere non riesce ad influenzare significativamente la resa). L’allineamento degli specchi deve essere saltuariamente regolato e corretto, la procedura è semplice ma tediosa: basta soltanto ruotare in modo opportuno le viti presenti in corrispondenza della montatura dello specchio. Durante l’osservazione inoltre, l’aria all’interno del tubo muovendosi può dar vita a correnti, e queste possono disturbare l’immagine, almeno fino a che la temperatura del telescopio e quella dell’aria circostante non si equiparano. Il problema non si pone se il tubo è ben ventilato.

Caratteristiche del telescopio catadiottrico

Telescopio catadiottrico

Questo tipo di telescopio utilizza sia lenti che specchi: quello più popolare è il modello di Schmidt-Cassegrain, sul mercato dagli anni ’70 e ancora strumento attuale e ricercato allo stesso modo dei riflettori e rifrattori, diffusi invece da secoli. Vengono descritti di seguito vantaggi e svantaggi dei catadiottrici.

  • Vantaggi
    Sicuramente, la trasportabilità, i prezzo modici rispetto alle altre configurazioni ottiche ed alcune peculiarità di questo strumento (come la regolazione elettronica dell’inseguimento), sono punti forti del telescopio Schmidt-Cassegrain. Ad esempio, un 20 cm entra in un baule trasportabile con una mano, anche se il treppiede è separato, mentre un telescopio riflettore da 20 cm risulta goffo e pesante nelle manovre. Infatti il catadiottrico entra nel portabagagli, mentre il riflettore occuperebbe l’intero volume interno dell’auto. Il fotografare la volta celeste è reso meno difficoltoso, ma non facile, dalla motorizzazione sviluppata per l’inseguimento delle stelle, che grazie al tubo più corto risulta molto più affidabile. Gli Schmidt-Cassegrain sono dunque ottimi per l’astrofotografia: sia per la fotografia che per l’uso di camere CCD sono state sviluppate complesse elettroniche che permettono di controllare la guida delle montature di questi telescopi. Addirittura sono in commercio alcuni modelli capaci di puntare in maniera del tutto autonoma.
  • Svantaggi
    Specialmente nell’osservazione dei pianeti, l’immagine resa da uno Schmidt-Cassegrain ha una resa meno buona in termini di contrasto rispetto ad un riflettore dalla stessa apertura. Sempre a parità di apertura, il costo del catadiottrico è più elevato. Spesso si utilizza uno specchio diagonale (ad angolo retto), per rendere più comoda la posizione dell’osservatore, e la visione risulta ovviamente invertita. Le regolazioni, soprattutto quelle principali, devono essere eseguite dal fabbricante, ed è inoltre da notare che la messa a fuoco ha un meccanismo delicato e spesso impreciso.

Cosa significa il rapporto f/: in un telescopio

La prestazione di un telescopio dipende dal rapporto f/, che incide particolarmente nella resa dei telescopi riflettori. Tanto più questo rapporto è grande, tanto migliori saranno le prestazioni. Dire che un telescopio ha un rapporto f/6 oppure f/15, non significa altro che dividere la lunghezza focale, ossia la distanza tra obiettivo e oculare, per l’apertura.

Quindi un 10 cm dalla lunghezza focale di 1 m viene definito f/10. In strumenti complessi come quelli con configurazione Cassegrain, si utilizza in base allo stesso principio non la reale distanza tra le due parti, bensì l’ “effettiva lunghezza focale”. Dunque per un Cassegrain da 12 cm con distanza focale effettiva di 2,5 m, il rapporto suddetto sarà f/20.

Il contrasto dell’immagine si riduce quando lo specchio secondario è di dimensioni relativamente elevate, e sempre in questi casi il rapporto è inferiore a f/6 oppure f/5: vicino ai bordi del campo visivo la distorsione dell’immagine risulta più evidente e il disallineamento del sistema ottico può presentarsi molto facilmente.

Non è facile realizzare specchi buoni con bassi rapporti, e inoltre tanto più piccolo è il valore di f/, tanto migliori e dunque più costosi saranno gli oculari da utilizzare per avere immagini contrastate ai lati e non solo al centro del campo.

Per questi motivi, un telescopio riflettore f/4 non è paragonabile ad un f/8 costruito parimenti bene. D’altronde, un f/4 è anche più maneggevole e molto più facile da trasportare: la lunghezza è infatti metà di quella di un f/8!

Un apparecchio riflettore f/4 di 25 cm è lungo al massimo 1,20 m, ed entra senza problemi sui sedile posteriori di un’auto per andare ovunque ad osservare il cielo più scuro. L’f/8 di 25 cm è lungo oltre 2 m, e non è così comodo da trasportare: qualsiasi cosa ha pregi e difetti.

Scegliere la montatura del telescopio

La montatura è un’altra caratteristica importante, perché anche il miglior telescopio, su una cattiva montatura, diviene pessimo: ogni lieve tremolio si trasforma in un terremoto, qualunque ingrandimento stiate utilizzando. E non è facile compiere osservazioni con un terremoto in atto. Purtroppo, un difetto di tutte le montature è quello di manifestare vibrazioni, e di solito questo è dovuto ad errori di progettazione (o al fabbricante che ha tagliato le spese di produzione) di uno o più nodi, anche se spesso la motivazione sta nel tentativo di rendere la montatura sempre più leggera, al fine di evitare di trasportarla con un carrello elevatore.

Ricordate sempre di non accettare compromessi su dimensioni e peso della montatura, qualunque sia quella che andrete a scegliere. Niente più di una vibrazione continua uccide l’entusiasmo, e solo una montatura solida che quasi non si muove se toccata o quando mettete a fuoco riempie di gioia chi la usa. Fondamentalmente, due sono i tipi di montatura più comuni:

  • equatoriale
  • altazimutale

Vediamo dunque insieme come sono strutturate, a cosa servono e quali sono le differenze.

Montatura equatoriale

Questo tipo di montatura è stato studiato per poter seguire facilmente il moto della volta celeste dovuto alla rotazione terrestre, che già ad ingrandimenti di 75x o 100x porterebbe in un solo minuto gli oggetti osservati fuori dal campo. Il moto del cielo è seguito automaticamente dal “motore orario”, nella maggior parte dei casi già integrato alla montatura equatoriale.

Altro motivo per cui questa montatura risulta utile consiste nel fatto che in risposta ai suoi movimenti, nell’oculare vengono indicate le direzioni nord- sud e est-ovest: partendo da una carta diventa quindi molto più facile individuare quanto si cerca tra le stelle. Per lavorare, all’inizio di ciascuna osservazione questo tipo di montatura deve essere allineata col polo nord celeste: non è necessario però che questa operazione sia troppo accurata, basta infatti che l’asse polare punti all’incirca la stella Polare.

Montatura altazimutale

Più semplici delle equatoriali, si muovono nei due versi alto-basso e destra-sinistra: per seguire gli oggetti celesti bisogna dunque agire sui due assi. A parità di stabilità, le montature altazimutali risultano meno costose e più leggere, e questi vantaggi sono ben dimostrati da quelle dei telescopi riflettori Dobsoniani, giganti di basso costo.

Per maneggiare grandi strumenti su montature di questo tipo, occorre avere comprovata esperienza e conoscenza elevata della navigazione tra gli oggetti celesti: proprio i Dobsoniani per gli appassionati di larghe aperture sono tra i telescopi migliori da utilizzare.

Accessori per la montatura: movimento computerizzato

Il controllo computerizzato della motorizzazione degli assi, unito ad un ampio database dei corpi celesti, rappresentano gli optional più nuovi per gli Schmidt-Cassegrain e per alcuni telescopi rifrattori di alta qualità. Inizializzato il computer, aiutandosi con un paio di stelle nuove e qualche altra opportuna regolazione, questi apparecchi puntano automaticamente gli oggetti richiesti, come per magia. Non essendo necessario conoscere il cielo, in questi termini l’astronomia potrebbe sembrare una cosa semplice.

Sono molte le opinioni su questi telescopi computerizzati, che sicuramente rappresentano la strada del futuro. C’è chi, ormai pratico dell’osservazione, li loda per il maggior tempo da spendere ad osservare gli oggetti invece che perderne a cercarli e c’è chi, come il sottoscritto, ritiene che uno strumento simile sia contemporaneamente troppo costoso e poco adatto all’apprendimento, senza considerare che il controllo elettronico toglie gran parte del divertimento.

Come trovare il telescopio giusto per i vostri interessi astronomici

  • Pianeti e luna
    Se i vostri interessi si concentrano su oggetti che necessitano di ingrandimenti elevati, buon contrasto e nitida risoluzione (come i pianeti o la Luna), gli strumenti più adatti a voi saranno probabilmente rifrattori o riflettori ad alto valore del rapporto f/.
  • Galassie e nebulose
    Invece, se la vostra passione sono gli oggetti deboli (galassie e nebulose), dovrete scegliere un grande riflettore, con un’apertura molto, molto grande. E farete la scelta più logica.
  • Di tutto un po’
    Se invece non volete specializzarvi ma desiderate un telescopio che possa andar bene a tutto campo, optate per uno Schmidt-Cassegrain di 20 cm eppure per un riflettore f/8 o f/6 di 15-20 cm.

Inquinamento luminoso

Un ulteriore fattore che può condizionare la scelta del telescopio che più si adatta alle vostre esigenze è l’inquinamento luminoso. Luna e pianeti principali infatti sono visibili anche col più bieco tra gli inquinamenti luminosi, mentre oggetti quali galassie e nebulose, molto più deboli, possono addirittura restare invisibili. Potrebbe essere paragonabile quindi la visione della Luna effettuata dall’abitante di città, che sul balcone al quinto piano osserva il cielo col suo rifrattore, con la resa dell’osservazione del toscano di campagna. Ad entrambi però, quasi tutti i corpi del cielo profondo, rimarranno invisibili.

Luogo di osservazione: dove abitate?

Il telescopio ci permette di osservare il cielo, ma lo strumento, una volta acquistato, va anche riposto e trasportato. Per usarlo, quando chi non è astrofilo come voi va a dormire, dovrete ogni volta montarlo e poi smontarlo. E se anche il vostro entusiasmo per questa passione inizialmente può sembrarvi grande, a lungo andare questo fatto potrebbe rappresentare una difficoltà, e le osservazioni diverranno sempre più rare.

Troppi alle prime armi sorvolano il problema e si ritrovano un “elefante bianco” tra le mani, che difficilmente poi utilizzano. Dunque prima di fissarsi su annunci allettanti di strumenti giganteschi, ricordate che un piccolo telescopio, magari un 10 cm, se utilizzato di più, mostrerà certamente più universo di un telescopio da 40 cm non utilizzato.

Il miglior telescopio da acquistare dunque sarà quello che userete di più. Infatti non sarà il diametro dello strumento che avrete a disposizione a farvi divertire e diventare un bravo astronomo, ma questo sarà tanto più possibile tanto più tempo dedicherete all’osservazione del cielo. Al momento della scelta pensate sia a dove lo userete che a dove lo riporrete: se in mezzo ci sono dei gradini, riflettete bene prima di spingervi oltre un 15 cm.

Per riporlo, l’ideale sarebbe un portico chiuso, oppure un locale asciutto e ventilato come un capannone, posti comunque preferibilmente vicini a dove lo userete e che consentono di trovarlo già alla giusta temperatura. In questo modo infatti, passando dalla temperatura calda della casa al freddo esterno della notte, si ridurranno di molto gli effetti della distorsione delle immagini causato dai moti d’aria interni al tubo ottico, nonché la condensa che si forma riportandolo dentro casa.

Se il luogo scelto per riporre il telescopio è freddo, state attenti alla condensa che può formarsi con i cambiamenti meteorologici, e comunque sia se esiste la possibilità di formazione di condensa, lasciate aperto il tubo ottico per ventilarne l’interno e con una coperta avvolgete l’intero telescopio. Ricordate che potrete coprirlo solo se l’interno risulta perfettamente asciutto.

Eviterete alberi e luci trasportando il telescopio? Se il vostro sito di osservazione è permanente, il consiglio è installare un piedistallo così da non dover spostare il treppiede avanti e indietro. Piantando un palo telefonico nel terreno o riempiendo di sabbia un tubo grande avrete più stabilità che non usando i costosi treppiedi. E proprio dove lo userete, ideale sarebbe un riparo e comunque un osservatorio intorno al telescopio.

Consigli per la scelta del telescopio

Ristretto il campo fra cui scegliere, probabilmente tra un catadiottrico da 20 cm e un riflettore da 15-20 cm, sfogliate i cataloghi dei vari costruttori confrontandone le caratteristiche, e considerando bene dimensioni e peso. Quasi tutti i seri fabbricanti pubblicano annunci sulle riviste del settore, sia in Italia che all’estero, soprattutto in USA dove si trova la rivista Sky & Telescope. Per il prezzo migliore informatevi da diversi negozianti ma fate attenzione anche alle politiche sui resi e sulle riparazioni (che per alcuni nuovi strumenti a volte divengono sfortunate necessità).

Se acquistate da società estere (ad esempio americane), sappiate che in alcuni casi la consegna del vostro ordine può superare un anno dal momento del vostro ordine, quindi cercate di insistere per ottenere una data certa di consegna, forti del fatto che la legge americana sostiene che, dall’avvenuto pagamento, la spedizione di un prodotto ordinato deve avvenire entro 30 giorni. Passato questo tempo, il venditore è obbligato a restituire il denaro oppure a chiedere il vostro consenso per una consegna ritardata. Credo che cercare un buon servizio e una celere spedizione sia più importante che inseguire il prezzo più basso.

Molti gruppi di astrofili si dedicano all’attività di costruirsi autonomamente un telescopio riflettore, e se volete, potete considerare anche questa opportunità: comprando lo specchio già molato e levigato, non serviranno strumenti troppo complessi, giusto un trapano elettrico. Risparmierete certamente denaro e conoscerete perfettamente il funzionamento del vostro telescopio.

Verifica della qualità dell’ottica

Prima di acquistare il telescopio, se possibile, provatelo: puntate una stella. Oppure fatelo subito dopo se sul momento non è possibile. Infatti se trovate uno strumento usato e quindi fuori garanzia, questo è importante per farsi immediatamente un’idea sulla qualità delle ottiche, dal momento che questa può variare di parecchio anche tra strumenti apparentemente identici, provenienti magari dalla stessa linea di produzione.

Questo accade perché parti delle ottiche prodotte in larga quantità non sempre hanno qualità garantita, non solo perché ciascuna viene rifinita a mano, ma anche perché il personale impiegato dovrebbe essere qualificato, e non sempre è così. Dunque non potrete essere sicuri del vostro acquisto fin quando non l’avrete provato.

Una prima prova semplice da fare, molto indicativa, è la seguente: con lo strumento alla stessa temperatura dell’esterno (circa dopo una o due ore dopo averlo prelevato dal caldo della casa), e le ottiche ben allineate o “collimate” (seguite le istruzioni allegate), puntate con un ingrandimento molto elevato una stella di magnitudine 2 o 3, come ad esempio la Polare, che neppure si muove.

Poi ruotate per mettere a fuoco la manopola apposita, da una parte e poi dall’altra, rispetto all’ottimale messa a fuoco. L’immagine della stella, così come gli anelli di diffrazione, da entrambe le parti dovrebbero mostrarsi uguali, ovvero con la stessa forma e dalla stessa distribuzione di luce all’interno.

Questo test è reso più difficoltoso con un basso “seeing”, ovvero quell’effetto di distorsione dovuto dall’instabilità dell’atmosfera terrestre. Riprovate le notti seguenti, sperando in condizioni di seeing migliori.

Pochi telescopi superano questa severa prova senza incertezze. Se in entrambe le direzioni le immagini sfocate della stella sono molto simile, avete un buon telescopio. Se invece risultano chiaramente diverse, c’è qualcosa che non va. Ma prima di trarre conclusioni frettolose, riprovate le notti seguenti e non dimenticate di dare allo strumento il giusto tempo per raffreddarsi.
Test di caduta
Non superando poi il test di seguito descritto, il telescopio presenterà sempre problemi di messa a fuoco. Il difetto si presenta ad alti ingrandimenti, quando le stelle gradualmente sembrano impastarsi e attraversare il punto massimo di messa a fuoco, in maniera del tutto diversa da un buon telescopio, che invece lascia “cadere” la stella in quel punto.

Il “test di caduta” è meno significativo del precedente, ma permette comunque di valutare lo strumento. Il fenomeno del seeing atmosferico deforma tutte le stelle, ma se avrete provato un buon telescopio e uno dalle prestazioni scarse noterete certamente la differenza,

La raccomandazione da dare è quella di effettuare il test sempre ad elevati ingrandimenti, poiché le imperfezioni della vostra vista potrebbero creare fuorvianti effetti ai bassi ingrandimenti, a prescindere dalla qualità dello strumento e dell’oculare.

Riscontrati questi difetti, considerate di farlo riparare o di riportarlo dove lo avete acquistato. I fabbricanti migliori riescono quasi sempre a risolvere i problemi che si possono manifestare. Comunque sia, non conta chi ha costruito il vostro telescopio: avete il diritto che almeno funzioni in modo decente, e quindi comportatevi di conseguenza.

Affidatevi all’esperienza e alle opinioni degli altri astrofili per scegliere bene il vostro telescopio: l’aiuto e i consigli sinceri delle associazioni astronomiche locali saranno preziosi. Magari potrete anche provare qualcuno tra i loro strumenti, e questo vi aiuterà a valutare quanto ne valga la pena o meno di acquistare un telescopio raddoppiando l’apertura su cui eravate orientati, affrontando una spesa quattro volte maggiore e ritrovandosi con un oggetto dal peso sestuplicato.



Potreste trovare interessanti anche questi articoli:





Questo articolo ha 2 commenti

  • Valeria scrive:

    ciao! articolo molto interessante, non posso dire che mi abbia completamento chiarito le idee perchè di articoli così ne trovo a migliaia, vorrei qualcosa di più completo.
    mi sto avvicinando anche io alla pratica di osservare il cielo, vorrei quindi acquistare uno strumento, direi buono, che mi permetta di vedere almeno qualcosa e con un buon livello di visione, luminosità e contrasto; purtroppo i telescopi in vendita sono tantissimi e la scelta si fa sempre più ampia. Vorrei un consiglio più concreto, ad esempio su quale modello/marca puntare, ne vedo di mille tipi: celestron, skywatcher, schmidt.cassegrain,maksutov, non conoscendo ancora bene le differenze non so proprio come orientarmi, vorrei un commento su questi modelli. Vorrei aggiungere che per osservare il cielo mi trovo in un posto perfetto, è una casa che è completamente immersa nel verde, però vorrei un telescopio comodo e facile da trasportare.
    Ti cito degli esempi di telescopi che trovo: ( ho un budget un pò limitato, diciamo che per la prima esperienza non vorrei superare i 200 euro circa)

    SkyWatcher SkyMax 90/1250 EQ1 MAK
    Celestron 822035
    Celestron 31042, Telescopio Astromaster 114EQ
    ho sentito parlare anche dei Dobson, ma non ne ho trovato nessun modello fino ad ora, e non so orientarmi con il prezzo.
    Grazie per l’attenzione.
    Valeria

  • Massimo scrive:

    Mi sembra d’aver capito che un riflettore da 15cm abbinato ad una base molto pesante e quindi stabile sia la scelta migliore, confermi?
    Io sono alla prima esperienza, uso tutte le sere alcune app dell’iphone per orientarmi sulla mappa celeste.
    Abito a Roma, non in città per fortuna, ma in una zona non molto illuminata, quindi da questo punto di vista sono fortunato cosa mi consigli?
    Ciao Massimo

Lascia una risposta

Si prega di inserire solo commenti inerenti l'articolo e l'argomento trattato.