Omega 3 in gravidanza

La gravidanza e il periodo postparto sono momenti importanti nella vita di ogni donna, ma allo stesso tempo anche molto delicati. Le ricerche hanno dimostrato che gli Omega 3 sono indispensabili per un corretto sviluppo del feto e per far sì che durante la gravidanza, il parto e il periodo postparto i potenziali problemi per la madre si riducano significativamente.

L’importanza degli Omega 3 in gravidanza

Gli Omega 3 in gravidanza sono indispensabili, per tutto  il periodo prenatale, dal momento che:

  • favoriscono lo formazione delle membrane cellulari e delle sinapsi, ovvero le connessioni tra cellule nervose
  • favoriscono lo sviluppo del sistema respiratorio e cardiaco
  • migliorano le future capacità cognitive e di apprendimento del bambino

Gli Omega 3 in gravidanza, promuovendo la circolazione, sono inoltre in grado di migliorare il flusso di sangue che passa attraverso la placenta, il che si traduce in un migliore scambio di nutrienti e di ossigeno tra la madre e il feto.

È interessante sottolineare che l’organismo umano è in grado di convertire gli acidi grassi polinsaturi in Omega 3 a catena lunga, come DHA (acido docosaesaenoico) ed EPA (acido eicosapentaenoico), con un’efficienza inferiore al 5%. Nelle donne, tuttavia, questo tasso di conversione è nettamente superiore e questo è visto come una risposta biologica alle esigenze del feto durante la gravidanza.

Omega 3 in gravidanza a sufficienza per madre e bambino

A causa degli elevati fabbisogni del feto, nel sangue di una gestante vi sono concentrazioni di DHA e di EPA molto inferiori rispetto alle donne non incinte, dal momento che questi Omega 3 vengono trasferiti in grandi quantità al bambino.

Può quindi accadere che alcune donne rischino di andare in carenza da Omega 3 durante la gravidanza. Come fare? Molto semplice: prima della gravidanza è opportuno fare una ‘scorta’ di Omega 3 consumando grandi quantità di cibi che li contengono, e proseguire con una simile alimentazione per tutta la gestazione.

Le ricerche indicano inoltre che le donne che per tutta la gravidanza si sono alimentate con adeguate quantità di Omega 3 presentano un rischio minore di essere colpite dalla depressione postparto.

La riduzione dei rischi legati al parto

Gli Omega 3 in gravidanza sono importanti anche durante il difficile momento del parto, dal momento che riducono il rischio di preeclampsia. Questa pericolosa sindrome è causata dall’aumento della pressione sanguigna e da elevati livelli di trigliceridi nel sangue.

Proprio perché gli Omega 3 regolano questi fattori e normalizzano la pressione, l’assunzione di adeguate quantità di questi nutrienti può aiutare a scongiurare qualsiasi complicazione prima, durante e in seguito al parto.

Questi effetti benefici sono stati dimostrati dai ricercatori dello Swedish Medical Center di Seattle (USA), che hanno scoperto come aumentando del 15% il rapporto tra Omega 3 e Omega 6 somministrati durante la gravidanza vi sia una riduzione del 46% del rischio di preeclampsia.

Un grande aiuto da parte degli Omega 3 arriva anche per quanto riguarda le nascite premature, dal momento che questi acidi grassi polinsaturi possono aiutare a prevenire i parti pretermine. Scongiurando questo pericolo, il feto potrà svilupparsi in modo corretto e il bambino nascerà con un peso nella norma, e con l’apparato respiratorio ben sviluppato.

Includere gli Omega 3 nell’alimentazione della neo mamma

Mentre ormai la maggior parte delle persone è oggigiorno al corrente del fatto che per la salute del bambino bisogna assumere acido folico durante la gravidanza, sono in molte ad ignorare l’importanza degli Omega 3.

Ecco perché è importante ricordare che le donne in gravidanza devono consumare quantità adeguate di alimenti contenenti Omega 3, come ad esempio pesce azzurro, frutta secca e semi.

Secondo i nutrizionisti, è bene che le donne assumano almeno 300 milligrammi al giorno di Omega 3 in gravidanza. Il rispetto di tali apporti è importante soprattutto durante gli ultimi tre mesi di gravidanza, quando si fanno elevati i fabbisogni sia da parte della madre che del bambino.

Attenzione però: i nutrizionisti consigliano di consumare molto pesce ed oli di pesce, ma di evitare i semi di lino per due motivi. Innanzitutto questi contengono meno DHA (acido docosaesaenoico) rispetto al pesce; inoltre alcune sostanze contenute nei semi potrebbero interferire con l’attività degli ormoni femminili tra cui anche gli estrogeni. È quindi sempre opportuno farsi consigliare dal proprio medico l’alimentazione più corretta da seguire in gravidanza, specialmente per quanto riguarda il ricorso agli integratori.



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