Intervista al nutrizionista Alessandro Gubbini sugli Omega3

Abbiamo intervistato il biologo Alessandro Gubbini nutrizionista su Omega3 e Omega6.

“Numerosi studi scientifici hanno inoltre dimostrato altri effetti positivi, come il miglioramento dell’insulino resistenza, la diminuzione dei trigliceridi nel sangue e l’abbassamento, seppur lieve, della pressione arteriosa.”

Cosa sono gli Omega3 e gli Omega6?

Gli Omega 3 e gli Omega 6 appartengono alla famiglia degli acidi grassi polinsaturi, ossia lipidi che possiedono più di un doppio legame tra le molecole di carbonio che costituiscono la molecola. Vengono così chiamati perché il loro primo doppio legame chimico si trova rispettivamente dopo il terzo ed il sesto atomo di carbonio, a partire dall’estremità terminale della molecola.

Qual è la loro funzione?

Essi hanno un’importantissima valenza per il nostro organismo. Come tutti gli acidi grassi, svolgono importanti funzioni strutturali, metaboliche ed energetiche. Una loro carenza creerebbe gravi patologie.

Quali benefici trae l’organismo dall’assunzione di questi elementi?

Numerosi studi clinici hanno dimostrato che queste due famiglie di lipidi possono avere notevoli effetti positivi per il nostro organismo, in particolare a livello cardiovascolare. Se sostituiti agli acidi grassi saturi, presenti soprattutto in prodotti da forno, merendine, salumi, burro e carni rosse, aiutano a ridurre sensibilmente i livelli sierici del colesterolo LDL, ovvero quello associato ad un maggior rischio di aterosclerosi e formazione di trombi.

Numerosi studi scientifici hanno inoltre dimostrato altri effetti positivi, come il miglioramento dell’insulino resistenza, la diminuzione dei trigliceridi nel sangue e l’abbassamento, seppur lieve, della pressione arteriosa.

Quali conseguenze comporta una loro eventuale carenza ?

Un’alimentazione particolarmente sbilanciata verso l’assunzione di grassi di origine animale, è correlata ad un aumento di malattie cardiovascolari. La dieta occidentale ha il difetto di non rispettare il corretto equilibrio che dovrebbe esserci tra acidi grassi saturi ed insaturi.

Il rapporto ideale tra queste due famiglie di lipidi dovrebbe essere di 6 :1 a favore degli acidi grassi saturi (comunque maggiormente presenti nei cibi che normalmente mangiamo). Invece si calcola che nella realtà questo rapporto sia di 10:1 e ciò espone le nostre arterie al rischio della formazione di placche aterosclerotiche, le quali sono precursori di ictus e infarti.

L’organismo riesce a produrre questi acidi grassi da solo?

Nella famiglia degli acidi grassi Omega 6 ed Omega 3 abbiamo alcuni componenti che sono definiti essenziali ed altri non essenziali. I primi non sono sintetizzabili dal nostro organismo, quindi dobbiamo necessariamente introdurli con la dieta. Tra gli Omega 6 l’acido grasso essenziale è l’acido linoleico (sigla LA), tra gli Omega 3 l’acido alfa-liolenico (sigla ALA).

Quali alimenti li contengono?

Gli Omega 6 sono presenti principalmente negli oli vegetali, in particolar modo in quello di lino e di girasole, nelle noci e nei cereali integrali, ma anche in carne, pesce e uova

Gli Omega 3 invece abbondano nel pesce azzurro, nelle noci, olio d’oliva , nelle alghe e nella soia.

Ci fa un esempio di dieta equilibrata per garantirsi la giusta dose di Omega3 e 6?

Raggiungere il giusto apporto di acidi grassi Omega 6 non è affatto difficile, poiché questo tipo di lipidi sono molto diffusi nei cibi che comunemente assumiamo con la nostra alimentazione. Si rischia più facilmente invece una carenza di Omega 3, poiché essi si trovano maggiormente od esclusivamente in alcuni cibi che in una comune dieta occidentale di solito tendono a scarseggiare.

Si dovrebbe quindi usare quotidianamente l’olio d’oliva per condire le nostre portate, cominciare a prendere la sana abitudine di mangiare 4-5 noci al giorno e consumare il pesce azzurro (salmone, merluzzo, sgombro, acciughe) non meno di 2 volte a settimana.

Una dieta che contenga eccesso di Omega3 e 6 è consigliabile?

Come spesso accade, il troppo non fa mai bene! Dosi eccessive di questi acidi grassi polinsaturi sono associate, infatti, ad un aumentato rischio di emorragie e ad importanti alterazioni nella risposta immunitaria. Inoltre, è stata evidenziata un’interazione tra questi lipidi ed alcuni farmaci che agiscono sulla coagulazione del sangue (aspirina, ciclosporine, warfarina, statine).

Per questo chi sta assumendo queste tipologie di medicinali deve prestare particolare attenzione ad una eccessivo introito di Omega 3 ed Omega 6. Comunque va ricordato che, per quanto riguarda gli Omega 3, è molto difficile superare le dosi consigliate con la semplice alimentazione.

La quantità da assumere varia in base all’età dell’individuo?

Non esistono quantità specifiche di assunzione consigliate nelle varie fasi d’età di un individuo. Si è comunque stabilito che per una persona adulta l’apporto quotidiano di Omega 6 debba rappresentare all’incirca il 2% delle calorie totali giornaliere della dieta, mentre, per quanto riguarda gli Omega 3, la percentuale dovrebbe rappresentare lo 0,5 % del montante calorico totale.

E c’è differenza tra uomo e donna?

No, non esistono differenze per quanto riguarda le percentuali d’assunzione raccomandate appena citate. Ovviamente, i grammi corrispondenti a queste percentuali saranno differenti in un soggetto standard di sesso maschile rispetto ad uno di sesso femminile.

Questa differenza è dovuta esclusivamente al maggior apporto calorico giornaliero di una dieta seguita da un uomo rispetto a quella seguita da una donna. In un solo caso la donna dovrebbe però aumentare l’assunzione di queste molecole, quando cioè sta affrontando una gravidanza. Alcuni studi infatti hanno dimostrato che questi lipidi, ed in particolar modo gli Omega 3, hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo della vista e del cervello del feto.

Da alcune ricerche è emerso che gli Omega3 evitano l’accumulo di grassi pericolosi per l’organismo, è vero?

Sì. Come accennavo in precedenza, questi acidi grassi sono capaci di facilitare un abbassamento di quei lipidi considerati dannosi per la nostra salute. Essi sono capaci di causare la diminuzione dei livelli ematici di colesterolo e trigliceridi. Hanno inoltre un’importante azione antitrombotica, aiutando perciò a proteggerci dal rischio di ictus ed infarti. Anche i livelli di trigliceridi vengono abbattuti, grazie al fatto che ne viene inibita la formazione a livello epatico.

Sembra che i benefici che queste molecole posso dare alla nostra salute non finiscano qui. Sembrano infatti essere coinvolte anche nel miglioramento dell’ipertensione, nel controllo della glicemia e nel proteggerci da numerose malattie infiammatorie.

E’ preferibile assumerli solo tramite il cibo o anche con l’uso di integratori?

Il consiglio, ogni volta che c’è una sorta di “competizione” tra molecola naturale e molecola artificiale, è sempre quello di cercare di privilegiarne l’assunzione attraverso i cibi, salvo il caso in cui il soggetto trovi oggettive difficoltà a raggiungere la dose giornaliera consigliata. Mi riferisco a persone che non trovano appetibili o non hanno la possibilità di consumare quegli alimenti che sono naturalmente ricchi di acidi grassi polinsaturi. In questo caso allora, è senz’altro raccomandabile un’integrazione .

Nel caso specifico degli integratori, sono effettivamente efficaci?

L’efficacia degli integratori dipende sempre dalla quantità effettiva della molecola presente nel prodotto. E’ importante quindi leggere bene l’etichetta e controllare che il cosiddetto “principio attivo” sia presente in quantità sufficienti. Nel caso degli Omega 3, ricordiamoci che l’assunzione consigliata è non inferiore ai 3 grammi al giorno. Recentemente è uscito uno studio sul Journal of the American Medical Association che ha provocato molto clamore. Nello studio in questione infatti, si afferma che l’uso di integratori a base di Omega-3 non recherebbe alcun vantaggio nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Sono emerse molte polemiche riguardo queste affermazioni, anche perché sembra che lo studio si basi su alcuni errori di base. La mia opinione è che, allo stato attuale della ricerca, non abbiamo elementi tali che ci possano permettere né di santificare la supplementazione di questi acidi grassi tramite integratori, né di demonizzarne un uso corretto.

Gli integratori hanno controindicazioni?

Nel caso specifico degli integratori di Omega 3 ed Omega 6, basta attenersi alle dosi consigliate per non incorrere in quei rischi che sono legati ad un sovradosaggio. E’ molto importante che persone che stanno assumendo farmaci anticoagulanti, sentano il parere del proprio medico curante prima di procedere all’assunzione di questi integratori.

Personalmente, lei cosa pensa in merito al loro uso?

Penso che negli ultimi anni si sia forse abusato dell’uso di questi integratori, spinti dalla forte pubblicità mediatica che questi prodotti hanno ricevuto. Spesso si pensa che una pillola possa renderci immuni dalle malattie, dimenticandoci che il modo migliore per assumere queste preziose molecole è, e rimane sempre, l’alimentazione.

Una pillola prodotta in laboratorio non riuscirà mai a mimare quello che accade in natura, dove il connubio di migliaia di elementi diversi fa si che la molecola X abbia quel particolare effetto all’interno del nostro organismo. Inoltre, farei anche una distinzione tra integratori di Omega 3 ed Omega
6.

Mentre i primi potrebbero in alcuni casi risultare effettivamente molto importanti per raggiungere la dose quotidiana raccomandata, gli integratori di Omega 6 sono, a mio modo di vedere, piuttosto inutili. Ricordo infatti che gli Omega 6 sono largamente presenti negli alimenti che mangiamo tutti i giorni e non corriamo alcun rischio quindi di andare incontro ad una loro carenza.

Da specialista del settore, qual è il suo consiglio in relazione agli Omega3 e 6?

Il mio consiglio è quello di cercare di seguire un’alimentazione il più variata possibile, facendo particolarmente attenzione ad inserire nella nostra dieta quei cibi che sono naturalmente ricchi di Omega 3. Mangiare tutti i giorni qualche noce, magari per condire una buona insalata insieme a dell’ottimo olio extravergine d’oliva, e consumare pesce azzurro 2-3 volte a settimana ci aiuterebbe senz’altro a prenderci cura del nostro cuore.



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