Controindicazioni per gli Omega 3

La scienza ha dimostrato che gli acidi grassi polinsaturi, tra cui anche gli Omega 3, sono composti naturali in grado di influenzare positivamente la nostra salute. Tuttavia non bisogna dimenticare che anche essi possono presentare effetti collaterali, legati alle quantità giornaliere assunte ed alla presenza di sostanze nocive negli alimenti che li contengono.

Controindicazioni per gli Omega 3: le soglie di sicurezza

Molti si domanda se esistano o meno delle controindicazioni per gli Omega 3. Certamente questi grassi polinsaturi sono in grado di migliorare la circolazione sanguigna, ma se assunti in quantità eccessive si può avere l’effetto opposto, ovvero l’aumento del rischio di ictus emorragico. Un’assunzione giornaliera di tre grammi di Omega 3 è considerata generalmente una soglia di sicurezza al di sotto della quale non vi sono effetti collaterali.

In alcuni studi, tuttavia, non sono stati notati effetti collaterali nemmeno in caso di quantità più consistenti (oltre i sei grammi al giorno).

Questa soglia di tre grammi al giorno è stata adottata nel 2000 tra le linee guida della Food and Drug Administration americana, che ricorda come un eccesso continuativo di Omega 3 nella propria alimentazione possa portare a:

  • Maggiore incidenza di emorragie
  • Ictus emorragico
  • Ridotto controllo glicemico nei diabetici
  • Aumento dei livelli di colesterolo ‘cattivo’ (LDL) per chi soffre di diabete e iperlipoproteinemia (eccesso di lipidi nel sangue)

Si raccomanda, pertanto, di non superare queste dosi consigliate soprattutto se si soffre già di altre patologie.

L’accumulo di metalli pesanti nell’organismo

La principale delle controindicazioni per gli Omega 3 riguarda il rischio metalli pesanti. Questo problema non ha nulla a che vedere con gli acidi grassi polinsaturi in sé, quanto piuttosto con gli alimenti nei quali essi sono contenuti. Il consumo continuativo di grandi quantità di pesce, ma soprattutto di integratori a base di olio di pesce, può causare l’accumulo nell’organismo di metalli pesanti come mercurio, piombo, cadmio, nickel ed arsenico, ma anche di pericolosi contaminanti organici (PCB, diossine, PBDE e furani).

Sia i metalli pesanti che i composti organici sono contenuti soprattutto nei pesci di grandi dimensioni, e sono dovuti all’inquinamento degli oceani che fa sì che i contaminanti si accumulino in quantità sempre maggiori nella catena alimentare. Sono soprattutto i pesci carnivori che stanno all’apice di questa catena, come ad esempio il salmone o il tonno, ad essere più facilmente interessati da questa contaminazione.

Tuttavia, dopo aver condotto una serie studi scientifici approfonditi, nel 2006 la Harvard School of Public Health ha concluso che i benefici derivanti dal consumo di pesce generalmente superano di gran lunga i potenziali rischi per la salute. Ecco quindi che se controindicazioni per gli Omega 3 ci sono, esse sono del tutto trascurabili.



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2 Commenti

  1. Giovanni Lattanzi
  2. donato

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