Il taping neuromuscolare

Il taping neuromuscolare è una terapia basata sull’utilizzo di particolari cerotti che, stimolando le zone di applicazione mediante pressioni calibrate, può essere di grande utilità nel campo dell’ortopedia e della medicina generale. In questa guida scopriremo le origini e i principi sui quali si basa il funzionamento del taping neuromuscolare, un valido aiuto per risolvere problemi articolari, muscolari, posturali e non solo.

Taping neuromuscolare

Le caratteristiche del taping neuromuscolare

Il taping neuromuscolare, spesso abbreviato con la sigla TNM e conosciuto anche come Kinesiotaping, è una terapia nata in Giappone che si basa sulla scienza kinesiologica. Questa pratica si basa sull’utilizzo di cerotti molto particolari che non contengono alcun principio attivo, ma esercitano invece un’azione di tipo meccanico. I cerotti vengono ritagliati nelle forme più consone ed applicati sulla pelle secondo disposizioni finalizzate al trattamento di quel particolare disturbo.

Questa innovativa metodologia terapeutica è basata su un approccio correttivo che agisce sul piano neuromeccanico e biomeccanico, ed è in grado di migliorare la locale circolazione sanguigna e linfatica. Grazie alla stimolazione del ricambio dei liquidi, il taping neuromuscolare permette un più veloce recupero fisico in seguito a traumi o disfunzioni a carico dell’apparato muscolo-scheletrico.

L’efficacia del taping neuromuscolare è dovuto alla presenza, a livello dell’epidermide, di numerosissimi recettori nervosi che, stimolati dal cerotto, trasmettono segnali al sistema nervoso centrale. Da qui vengono inviati segnali alle parti del corpo interessate dal cerotto, ottenendo l’effetto di rilassare i muscoli, stimolare la circolazione del sangue, ristabilire la scioltezza articolare e lenire le affezioni dolorose dell’apparato muscolare ed articolare.

Il cerotto applicato nel taping neuromuscolare non contiene principi attivi farmacologici, ma è comunque in grado di agire sui naturali meccanismi di autoguarigione del corpo, permettendo un più rapido recupero funzionale.

La storia del taping neuromuscolare

Il taping neuromuscolare venne inventato in Giappone all’inizio degli anni ’70 da Kenzo Kase, un chiropratico che scoprì il grande aiuto che l’applicazione di cerotti sulla pelle poteva dare ai muscoli e ai tessuti del corpo. Inizialmente Kenzo Kase si avvalse del cosiddetto “Athletic tape”, un cerotto abitualmente impiegato nel mondo sportivo, ma nel 1973 sviluppò una sua tipologia di cerotto detto “Kinesio Tex”. A differenza dell’Athletic Tape, che forniva semplicemente un sostegno di tipo meccanico alle strutture del corpo, l’innovativo Kinesio Tex era stato studiato per avere un’elasticità paragonabile a quella della pelle e dei muscoli. In questo modo, divenne possibile favorire il processo di guarigione del corpo in modo ancor più naturale ed efficace.

Questa pratica, inizialmente battezzata come “Kinesio Taping”, venne dapprima sperimentata nell’ambito della medicina sportiva, dove ebbe in breve tempo una notevole diffusione; in particolare, nel 1988 la tecnica del Kinesio Taping divenne popolare nel corso delle Olimpiadi di Seoul, utilizzata dagli atleti della delegazione giapponese. Successivamente il taping neuromuscolare venne introdotto anche nel campo della medicina riabilitativa e pochi anni dopo approdò definitivamente in occidente.

Da pratica terapeutica inizialmente rivolta esclusivamente agli sportivi, soprattutto professionisti, il taping neuromuscolare è ora diventato una prassi piuttosto comune anche in altri campi. Si stima che attualmente solo il 25% delle persone sulla quale è impiegata sono dediti ad attività sportive: il rimanente 75% è costituito da non sportivi alle prese con problemi fisici di varia natura.

Le caratteristiche del cerotto

Il cerotto utilizzato nell’ambito del taping neuromuscolare lascia traspirare la pelle, ed essendo privo di lattice o altre sostanze chimiche è totalmente anallergico. Per questo, non presenta né controindicazioni né effetti collaterali e può essere impiegato su individui di qualunque età e condizione fisica, comprese le persone che assumono particolari terapie farmaceutiche e le donne in stato di gravidanza o allattamento.

Il cerotto viene applicato sulla pelle pulita, asciutta e depilata, almeno parzialmente; solitamente si preferisce rimuovere i peli alla radice, oppure tagliarli molto corti per garantire la perfetta aderenza. Grazie al potente adesivo acrilico di cui è dotato, il cerotto rimane ben attaccato sulla pelle anche per sei o sette giorni; durante la sua applicazione ci si può tranquillamente lavare perché l’adesivo è resistente all’acqua.

Questi cerotti presentano la stessa elasticità della pelle, e si possono allungare sino al 40%; possono essere tagliati nella forma e nelle dimensioni desiderate, ed essere adattati alla conformazione fisica del paziente. Ad esempio, per girare intorno alla spalla vengono solitamente tagliati “a L” o “a X”, la conformazione “a Y” è indicata per l’avambraccio e il polso, quella “a stella” per la nuca; la disposizione “jigged”, formata da una serie di cerotti incrociati, è adatta per la colonna vertebrale, mentre quella “a ragnatela”, costituita da numerosi cerotti lunghi e sottili, è particolarmente indicata per il ginocchio.

I cerotti sono rivestiti di cotone al 100% e sono disponibili in tre colori ai quali corrispondono diverse caratteristiche. I cerotti blu riflettono la radiazione luminosa, mentre quelli di colore fucsia la assorbono dando così una sensazione di calore. Esistono anche cerotti color carne, molto più discreti. I cerotti utilizzati in questo approccio terapeutico possono essere applicati su qualsiasi articolazione del corpo: spalla, gomito, polso, ginocchio, caviglia, ma anche a livello della colonna vertebrale o sulla nuca.

I principi di funzionamento del taping neuromuscolare

Il taping neuromuscolare presenta quattro campi di azione principali: cutaneo, muscolare, articolare e linfatico.

 

  • Cutaneo: a livello della cute, il cerotto è in grado di alleviare il dolore sia superficiale che profondo attraverso la stimolazione tattile del naturale sistema analgesico dell’organismo. Il sistema viene stimolato a produrre oppioidi endogeni, il cui effetto antidolorifico è simile a quello della morfina.
  • Muscolare: a seconda di come viene applicato il nastro si determina un’inibizione o, al contrario, una facilitazione della funzione muscolare. La presenza del cerotto non compromette l’escursione articolare, ma stimola la corretta contrazione e i processi di autoguarigione.
  • Articolare: la presenza del cerotto permette di normalizzare il tono muscolare diminuendo progressivamente il disallineamento causato da retrazioni muscolari o spasmi. Progressivamente si osserva la diminuzione del dolore all’articolazione ed il miglioramento dell’ampiezza del movimento.
  • Linfatico: a livello meccanico, l’applicazione del cerotto determina il sollevamento della pelle; quando una persona si muove, si crea un aumento di pressione in certi punti, ed una diminuzione in altri. Questa modulazione facilita il drenaggio dei liquidi extracellulari e la riattivazione del flusso linfatico. Il movimento è indispensabile affinchè questo effetto possa verificarsi, e la pratica è conosciuta con il termine specifico di linfotaping. Nell’ambito del linfotaping i cerotti vengono disposti a formare una fitta ragnatela.

Le applicazioni terapeutiche del taping neuromuscolare

La terapia del taping neuromuscolare è particolarmente indicata per persone che soffrono di mal di schiena, dolori articolari e cervicali, contratture muscolari, rigidità articolare, fitte che si trasmettono al braccio o alla gamba, formicolii e limitazione nella capacità di movimento. Molto frequentemente accade che questi disturbi siano dovuti a condizioni non ottimali della colonna vertebrale come, ad esempio, lo schiacciamento di un disco intervertebrale o problemi alle vertebre. I nervi spinali ed i muscoli risentono di queste problematiche, che nella maggior parte dei casi hanno origine posturale, traumatica o reumatica: il taping neuromuscolare va ad agire direttamente sulle cause di questi sintomi.

La pratica del taping neuromuscolare è efficace anche quando le origini del dolore sono funzionali, ovvero determinate da situazioni come stress, disturbi psicosomatici, scarso tono muscolare, ridotta mobilità e flessibilità articolare, sovrappeso, obesità, traumi fisici, attività professionali intense e/o logoranti, stile di vita sedentario, alimentazione non equilibrata o lavoro in condizioni difficili (es. in ambienti particolarmente freddi e umidi). Un’altra causa di disturbi fisici è data da una postura non corretta, ad esempio dovuta a problemi agli arti inferiori (es. piedi piatti, una gamba più corta dell’altra…), ma anche da difetti della vista (es. difetti di convergenza, miopia, un occhio che vede meno dell’altro…): in questi casi i dolori alla colonna vertebrale sono causati dai meccanismi di compensazione posturale che il corpo involontariamente adotta. Il taping neuromuscolare è in grado di riallineare il corpo e di ridurre i dolori e il disagio fisico.

Il taping neuromuscolare presenta molte altre applicazioni, come ad esempio:

  • stabilizzazione e decompressione delle articolazioni e delle strutture legamentose e tendinee, ad esempio in caso di infiammazioni;
  • decompressione del sistema nervoso, ad esempio per il trattamento di un’infiammazione del nervo sciatico (lombosciatalgia);
  • decompressione del sistema linfatico, per migliorare il drenaggio dei liquidi e trattare gli edemi;
  • decompressione del sistema circolatorio, ad esempio per trattare un ematoma;
  • decompressione della muscolatura, per il trattamento delle contratture muscolari.

Dal punto di vista delle performance fisiche, è stato dimostrato che il taping rappresenta un valido aiuto per aumentare la potenza e la stabilità delle articolazioni grazie alla sua azione di sostegno della muscolatura. Per questo, viene impiegato anche dagli atleti durante gli allenamenti e le competizioni.

Il ricorso al taping è indicato anche in età pediatrica, dal momento che può aiutare a correggere problemi posturali, educare all’apprendimento dei corretti schemi motori e sostenere l’apparato muscolo-scheletrico. Anche in agopuntura, nel massaggio Shiatsu e nel Tui Na la pratica del taping viene utilizzata come coadiuvante per il trattamento di problemi infiammatori, muscolari ed articolari.

Siti internet

TNM – Taping NeuroMuscolare

http://www.tapingneuromuscolare.eu/

Portale dedicato interamente al taping neuromuscolare ed alle sue applicazioni. Nelle diverse sezioni è possibile consultare approfondimenti riguardanti le applicazioni di questa tecnica, numerosi casi studio e le testimonianze di chi ha tratto benefici da questa tipologia di trattamento per i problemi di salute più svariati.

 

Taping Kinesiologico

http://tapingkinesiologico.wordpress.com/i-principi-del-taping-kinesiologico/

Blog ricco di informazioni e approfondimenti riguardanti il Taping Kinesiologico e le sue numerose applicazioni terapeutiche.

 

Pagine di approfondimento sul taping neuromuscolare e sul linfotaping:

Sportmedicina.com: http://www.sportmedicina.com/kinesio_taping.htm

Linfotaping – Cos’è: http://www.linfodrenaggio-linfotaping.com/linfotaping_cos_e/

 

Il taping neuromuscolare – Un nuovo approccio alla riabilitazione

http://www.tuttosullascoliosi.com/taping.pdf

Documento in formato .pdf, scaricabile gratuitamente, che contiene informazioni dettagliate sulla pratica del taping neuromuscolare.

Video sul taping neuromuscolare

Taping Neuromuscolare

http://www.youtube.com/watch?v=130SqKhjSXQ

 

Taping neuromuscolare per la spalla

 

Raccolta di video sul taping neuromuscolare

http://terapiamanuale.assfer.it/tecniche_taping_elastico.html

 

Letture consigliate

Titolo: Il taping kinesiologico nella traumatologia sportiva. Manuale di applicazione pratica

Autori: Rosario Bellia, Francisco Selva Sarzo

Curatore: Associazione italiana Taping Kinesi

Editore: Alea

Anno: 2011

Lunghezza: 218 pagine



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