Master dopo la laurea
Quale MASTER dopo la
laurea:
leggere attentamente le istruzioni per non sbagliare la scelta
Da un decennio in
Italia si registra un aumento esponenziale del numero dei
neolaureati che decidono di proseguire negli studi,
iperspecializzandosi; il master è diventato la forma d’istruzione
post-universitaria più apprezzata dai laureati e questa non è
solamente una tendenza passeggera, una moda, ma un’ulteriore
occasione per ottenere più opportunità d’ingresso in un mondo del
lavoro sempre più competitivo e che non tiene sufficientemente conto
della professionalità del candidato.
Per capire come s’innesta una dinamica di questo tipo, bisogna tener
presente che la laurea è un traguardo che viene raggiunto da un
numero crescente di individui che il mercato del lavoro non è pronto
ad assorbire in maniera adeguata al loro titolo accademico.
Con l’apertura effettiva delle università a tutti gli studenti
interessati, a prescindere dal ceto sociale, l’istruzione diventa di
massa. Diventare dottore non è più una prerogativa dei figli di
persone abbienti, ma diventa un titolo che tutti possono conseguire.
Certo, ancora oggi molti laureati sono i primi a fregiarsi del
titolo di dottore rispetto ai loro familiari, altri non arrivano a
terminare il percorso di studi, infatti si registra un tasso elevato
di dispersione tra gli universitari italiani, però tutto questo non
ha intaccato le fila di un numero crescente di dottori desiderosi di
trovare una sistemazione nell’agognato, ma asfittico e ristretto,
mercato del lavoro.
Perchè il MASTER dopo la laurea
Molti laureati sentono
la necessità di acquisire maggiori competenze per potersi
differenziare ed emergere, altri invece vogliono rendere più
incisivi gli studi, soprattutto coloro che, avendo conseguito una
laurea più “debole” rispetto al mercato del lavoro, cercano di
apprendere degli skills più “tecnici” e spendibili. Infatti un
master è generalmente basato su un approccio meno teorico e più
orientato alla pratica, quindi sembra l’ideale per effettuare una
transizione positiva tra il mondo universitario notoriamente avulso
e lontano dall’effettivo mercato del lavoro.
Ecco spiegato perché anche da noi ha preso piede la convinzione che
vince chi va avanti nella formazione. Potrebbero esserci motivazioni
anche meno scoperte, come ad esempio voler prolungare la condizione
di studente per ovviare all’ansia che genera l’ingresso nel mondo
del lavoro, soprattutto in tempi di recessione e incertezza come
quelli odierni; in ogni caso sono sempre più numerosi i laureati che
mettono in conto un altro anno di studio dopo la laurea e sempre più
numerosi sono gli enti che si prodigano a soddisfare questo tipo di
esigenza.
Prima di scegliere fare il CHECK-UP al MASTER
I master post-lauream
possono essere un investimento quando servono ad entrare nel mondo
del lavoro, ma bisogna stare attenti perché molte proposte
suggestive si rivelano delle vere e proprie truffe, inutili e
dispendiose. Tutto questo è normale in un settore come quello
dell’istruzione post-universitaria in continua crescita e privo di
controlli normativi. Infatti l’offerta formativa post-universitaria
è molto ampia e proviene sia da Enti pubblici che privati.
E’ importantissimo verificare che siano riconosciuti dalla legge e
dunque autorizzati a rilasciare titoli validi. Poichè la normativa
in questo settore è carente, bisogna essere cauti. Le Università
statali o legalmente riconosciute, i Politecnici e gli Istituti di
studio che sono stati riconosciuti con Legge o Decreto ministeriale
sono “sicuri”, gli altri Enti potrebbero essere una valida porta
d’ingresso per il mercato del lavoro, oppure celare delle vere e
proprie truffe.
In linea generale, frequentare un master di un’università pubblica è
meno rischioso, poiché l’Ateneo garantisce la serietà e la qualità
dell’offerta formativa. Inoltre il Miur costantemente monitorizza le
università italiane e periodicamente pubblica i dati riguardo a
questo censimento generale dell’università che è una buona fonte
d’informazione per valutare la resa formativa.
Per gli enti privati non esiste alcun tipo di attenzione statistica,
di censimento sulla resa formativa e questo rende meno trasparente
capire la storia di un determinato percorso di specializzazione. Dal
1990, per avere un certo grado di sicurezza nel vagliare le proposte
formative del settore privato, si può prestare attenzione alla
certificazione Asfor, una società che certifica, in seguito alla
richiesta dell’Ente, la qualità e la spendibilità dei master.
L’Asfor attraverso il "Processo di Accreditamento dei programmi
Master in presenza”, processo che viene aggiornato costantemente,
vuole migliorare la validità della formazione. Dal 2005 il Processo
di Accreditamento è stato anche tarato sulle specificità dei master
e-learning.
L’accreditamento dell’Asfor si attiene a numerosi parametri che
tengono conto del piano di studio, della metodologia adottata, delle
strutture messe a disposizione degli studenti, dell’assistenza data
ai corsisti attraverso tutor, della possibilità di ricerca o di
operare sul campo e del placement. Rispetto a quest’ultima voce,
l’Asfor dà la propria certificazione a quei master di cui almeno
l’80% dei propri diplomati abbia trovato lavoro a sei mesi dalla
conclusione del corso stesso.
L’accreditamento Asfor è a discrezione dell’ente, dunque, per quegli
enti che hanno deciso di non richiedere l’accreditamento, non
bisogna escludere a priori le loro proposte, ma sicuramente è
opportuno acquisire quante più informazioni sull’ente che eroga il
master e su quelli che hanno partecipato al master nelle edizioni
precedenti.
Radiografia di un MASTER
Anzitutto i master
“veri” durano mediamente tra i 12 e i 18 mesi e possono essere di
tre tipi:
-
primo livello
pensato per chi ha una laurea di primo livello, ma possono partecipare anche quelli che hanno la laurea di secondo livello;
-
secondo livello
pensato per chi ha una laurea vecchio ordinamento o chi ha una laurea di secondo livello;
-
Master in Business Administration (MBA)
che si rivolge a chi ha alle spalle già una certa esperienza lavorativa.
Tutti gli altri tipi di
corsi con una durata inferiore possono essere interessanti, magari
anche utili, ma non sono master. In generale è buona regola
diffidare dei master che si presentano con titoli altisonanti, con
una pubblicità accattivante, ad effetto, o con un programma di
studio troppo di nicchia o da quelli che prevedono personaggi famosi
nel corpo docente, perché potrebbero essere specchietti per
allodole.
Un master troppo di nicchia, apparentemente appetibile per l’unicità
della materia nella quale ci si specializza, potrebbe risultare di
scarso interesse per il mercato; d’altro canto, un master troppo
generico, poco mirato, rischia di dare una competenza essenziale di
saperi differenti, che alla prova sul campo risultano insufficienti.
Bisogna avere chiaro l’obiettivo che si vuole raggiungere attraverso
il master, quale area “debole” o carente del proprio percorso
formativo si vuole rafforzare e incrementare. E’ opportuno diffidare
di quegli enti che cercano con insistenza i candidati, che chiedono
delle cifre astronomiche per partecipare alle selezioni, che danno
informazioni generiche e vaghe sul percorso di studi che si
affronterà. E’ importante valutare l’Ente che eroga il master e
vedere quale ruolo o quale impatto ha realmente sul mercato del
lavoro.
Per valutare l’organizzazione è bene verificare che piano di studi e
calendario delle lezioni siano consultabili anticipatamente, in
questo modo si evince che l’organizzazione è accurata, definita e
non improvvisata; inoltre si deduce intorno a che cosa ruota
effettivamente il master.
E’ di grandissima rilevanza la possibilità di frequentare uno stage,
cioè un periodo di formazione in aziende partner dell’ente
organizzatore del master, alla fine degli studi. Anzitutto, perché
spesso lo stage diventa l’anticamera di un lavoro vero e proprio, ma
anche perché è una prova concreta dei legami che l’ente ha col mondo
del lavoro, infine perché è sul campo che si possono testare le
competenze acquisite e vedere dall’interno la realtà lavorativa.
Allo stesso modo vale per le borse di studio. Se ci sono significa
che le aziende che le finanziano hanno un reale interesse ad
investire su una certa professionalità, dunque sarà più facile
presumere che quelle competenze che si vanno ad acquisire col master
saranno poi spendibili lavorativamente.
I rischi nella scelta del MASTER
Scegliere bene un
master è determinante per non incappare in una serie di problemi
legati a una decisione errata. Scegliere un master sbagliato implica
anzitutto uno spreco di soldi, ma soprattutto di tempo, e di questi
tempi, il tempo è una risorsa che va economizzata e ben impiegata.
Seguire un master “errato” equivale a vanificare l’investimento
fatto in termini monetari, ma anche in termini psicologici di
sentirsi di aver buttato via tempo prezioso, di sentirsi raggirati o
semplicemente disillusi rispetto alle proprie attese.
Inoltre, se per seguire il master ci si è spostati in una grande
città, questo avrà comportato una spesa di energia emotiva, in
primis, che non trova più giustificazione là dove il master
fallisce. Dunque soldi, tempo e anche l’autostima maturata con gli
anni meritano di averne cura e per questo la scelta del master deve
essere ponderata.
MASTER, se lo conosci non lo eviti
Spesso,
semplicisticamente si pensa che arricchire il c.v. con un’esperienza
post-lauream sia la meta, ma in realtà è un mezzo per acquisire
nuove competenze o per rafforzare quelle già possedute.
Alla luce di questa considerazione, bisognerebbe evitare master
troppo di nicchia che difficilmente possono avere uno sbocco
lavorativo, è importante valutare il master alla luce del mercato
lavorativo di sbocco. Si dovrebbero evitare i master che sono
fotocopia del proprio precedente corso di laurea, cioè quelli che
sono solo la summa di nozioni che si sono già apprese e che non
hanno alcun riferimento all’esperienza concreta.
Quindi se si è in possesso di una laurea debole ha senso seguire un
master più “tecnico”, se ci si è laureati in una laurea tecnica, si
può scegliere di seguire un master per approfondire snodi cruciali
della materia, oppure per acquisire abilità in un settore chiave
come quello della comunicazione o dei new media, insomma per
sintonizzarsi in modo ancora più puntuale con il proprio settore di
lavoro, ampliando l’area delle competenze a skill più trasversali.
In ogni caso il master sarebbe un’esperienza da mettere in programma
nei casi in cui la laurea non è sfociata in uno sbocco lavorativo
adeguato o dove si avverte il bisogno di rafforzarsi su certi
fronti, insomma, se non si è in grado di rispondere alla più
semplice delle domande che un selezionatore del personale può fare,
ossia <<Cosa sai fare?>>.
Nel senso che anche se si ha la consapevolezza di avere un solido
background culturale e degli strumenti teorici di azione in un certo
settore, ma sfuggono le possibilità applicative di questi strumenti,
allora un master può servire per fare ordine nella propria cassetta
degli attrezzi.
Link a siti web utili per conoscere i migliori master e per informarsi sull'argomento
Miur
Ministero dell’Università e della Ricerca
Asfor
sito ufficiale della società che accredita i master; per consultare i parametri utilizzati e per scoprire i master accreditati
Cestor
sito sulla formazione e l’orientamento; con schede sui master
Orientaonline
informazioni sulle professioni e sui percorsi formativi
Guida Master
portale interamente dedicato alla formazione post-lauream, molto approfondito e aggiornato, tratta anche i master finanziati dal Fondo Sociale Europeo.
Studenti punto it
Community di studenti di ogni ordine e grado, con una sezione dedicata ai master e il forum degli studenti.
Università Luiss
Sito della Business School della Luiss Guido Carli
Università Bocconi
Sito dell’univeristà che propone l’unico Mba italiano ad essere sempre presente nella classifica che la prestigiosa rivista Forbes redige indicando gli Mba che formano i top manager del futuro
Master Publitalia
Sito del master
considerato dagli addetti ai lavori un ottimo trampolino di lancio
per preparati efficacemente nel Marketing e Comunicazione