Master: come sceglierlo e dove farlo

Il master è un passo successivo al diploma di laurea che, a differenza del dottorato, è specificamente orientato all’attività professionale che hai deciso di intraprendere. Se vuoi sapere come scegliere il master più adatto alla tua aspettativa di carriera continua a leggere! Il master post laurea è una preziosa occasione formativa, che fornisce una vera "marcia in più" nel curriculum vitae

Il master dopo la laurea

Da un decennio in Italia si registra un aumento esponenziale del numero dei neolaureati che decidono di proseguire negli studi, iperspecializzandosi; il master è diventato la forma d’istruzione post-universitaria più apprezzata dai laureati e questa non è solamente una tendenza passeggera, una moda, ma un’ulteriore occasione per ottenere più opportunità d’ingresso in un mondo del lavoro sempre più competitivo e che non tiene sufficientemente conto della professionalità del candidato.

Per capire come s’innesta una dinamica di questo tipo, bisogna tener presente che la laurea è un traguardo che viene raggiunto da un numero crescente di individui che il mercato del lavoro non è pronto ad assorbire in maniera adeguata al loro titolo accademico.

Con l’apertura effettiva delle università a tutti gli studenti interessati, a prescindere dal ceto sociale, l’istruzione diventa di massa. Diventare dottore non è più una prerogativa dei figli di persone abbienti, ma diventa un titolo che tutti possono conseguire.

Master

Certo, ancora oggi molti laureati sono i primi a fregiarsi del titolo di dottore rispetto ai loro familiari, altri non arrivano a terminare il percorso di studi, infatti si registra un tasso elevato di dispersione tra gli universitari italiani, però tutto questo non ha intaccato le fila di un numero crescente di dottori desiderosi di trovare una sistemazione nell’agognato, ma asfittico e ristretto, mercato del lavoro.

Perchè fare un master post laurea

Molti laureati sentono la necessità di acquisire maggiori competenze per potersi differenziare ed emergere, altri invece vogliono rendere più incisivi gli studi, soprattutto coloro che, avendo conseguito una laurea più “debole” rispetto al mercato del lavoro, cercano di apprendere degli skills più “tecnici” e spendibili. Infatti un master è generalmente basato su un approccio meno teorico e più orientato alla pratica, quindi sembra l’ideale per effettuare una transizione positiva tra il mondo universitario notoriamente avulso e lontano dall’effettivo mercato del lavoro.

Ecco spiegato perché anche da noi ha preso piede la convinzione che vince chi va avanti nella formazione. Potrebbero esserci motivazioni anche meno scoperte, come ad esempio voler prolungare la condizione di studente per ovviare all’ansia che genera l’ingresso nel mondo del lavoro, soprattutto in tempi di recessione e incertezza come quelli odierni; in ogni caso sono sempre più numerosi i laureati che mettono in conto un altro anno di studio dopo la laurea e sempre più numerosi sono gli enti che si prodigano a soddisfare questo tipo di esigenza.

Valutare il master prima di scegliere

I master post-laurea possono essere un investimento quando servono ad entrare nel mondo del lavoro, ma bisogna stare attenti perché molte proposte suggestive si rivelano delle vere e proprie truffe, inutili e dispendiose. Tutto questo è normale in un settore come quello dell’istruzione post-universitaria in continua crescita e privo di controlli normativi. Infatti l’offerta formativa post-universitaria è molto ampia e proviene sia da Enti pubblici che privati.

E’ importantissimo verificare che siano riconosciuti dalla legge e dunque autorizzati a rilasciare titoli validi. Poichè la normativa in questo settore è carente, bisogna essere cauti. Le Università statali o legalmente riconosciute, i Politecnici e gli Istituti di studio che sono stati riconosciuti con Legge o Decreto ministeriale sono “sicuri”, gli altri Enti potrebbero essere una valida porta d’ingresso per il mercato del lavoro, oppure celare delle vere e proprie truffe.

In linea generale, frequentarlo in un’università pubblica è meno rischioso, poiché l’Ateneo garantisce la serietà e la qualità dell’offerta formativa. Inoltre il Miur costantemente monitorizza le università italiane e periodicamente pubblica i dati riguardo a questo censimento generale dell’università che è una buona fonte d’informazione per valutare la resa formativa.

Per gli enti privati non esiste alcun tipo di attenzione statistica, di censimento sulla resa formativa e questo rende meno trasparente capire la storia di un determinato percorso di specializzazione. Dal 1990, per avere un certo grado di sicurezza nel vagliare le proposte formative del settore privato, si può prestare attenzione alla certificazione Asfor, una società che certifica, in seguito alla richiesta dell’Ente, la loro qualità e spendibilità.

L’Asfor attraverso il “Processo di Accreditamento dei programmi Master in presenza”, processo che viene aggiornato costantemente, vuole migliorare la validità della formazione. Dal 2005 il Processo di Accreditamento è stato anche tarato sulle specificità dei master e-learning.

L’accreditamento dell’Asfor si attiene a numerosi parametri che tengono conto del piano di studio, della metodologia adottata, delle strutture messe a disposizione degli studenti, dell’assistenza data ai corsisti attraverso tutor, della possibilità di ricerca o di operare sul campo e del placement. Rispetto a quest’ultima voce, l’Asfor dà la propria certificazione a quei master di cui almeno l’80% dei propri diplomati abbia trovato lavoro a sei mesi dalla conclusione del corso stesso.

L’accreditamento Asfor è a discrezione dell’ente, dunque, per quegli enti che hanno deciso di non richiedere l’accreditamento, non bisogna escludere a priori le loro proposte, ma sicuramente è opportuno acquisire quante più informazioni sull’ente che eroga il master e su quelli che hanno partecipato al master nelle edizioni precedenti.

Valutazione del master

Anzitutto i master “veri” durano mediamente tra i 12 e i 18 mesi e possono essere di tre tipi:

  • primo livello
    pensato per chi ha una laurea di primo livello, ma possono partecipare anche quelli che hanno la laurea di secondo livello;
  • secondo livello
    pensato per chi ha una laurea vecchio ordinamento o chi ha una laurea di secondo livello;
  • Master in Business Administration (MBA)
    che si rivolge a chi ha alle spalle già una certa esperienza lavorativa.

Tutti gli altri tipi di corsi con una durata inferiore possono essere interessanti, magari anche utili, ma non sono master. In generale è buona regola diffidare di quelli che si presentano con titoli altisonanti, con una pubblicità accattivante, ad effetto, o con un programma di studio troppo di nicchia o da quelli che prevedono personaggi famosi nel corpo docente, perché potrebbero essere specchietti per allodole.

Uno troppo di nicchia, apparentemente appetibile per l’unicità della materia nella quale ci si specializza, potrebbe risultare di scarso interesse per il mercato; d’altro canto, un master troppo generico, poco mirato, rischia di dare una competenza essenziale di saperi differenti, che alla prova sul campo risultano insufficienti.

Bisogna avere chiaro l’obiettivo che si vuole raggiungere attraverso il master, quale area “debole” o carente del proprio percorso formativo si vuole rafforzare e incrementare. E’ opportuno diffidare di quegli enti che cercano con insistenza i candidati, che chiedono delle cifre astronomiche per partecipare alle selezioni, che danno informazioni generiche e vaghe sul percorso di studi che si affronterà. E’ importante valutare l’Ente che eroga il master e vedere quale ruolo o quale impatto ha realmente sul mercato del lavoro.

Per valutare l’organizzazione è bene verificare che piano di studi e calendario delle lezioni siano consultabili anticipatamente, in questo modo si evince che l’organizzazione è accurata, definita e non improvvisata; inoltre si deduce intorno a che cosa ruota effettivamente il master.

E’ di grandissima rilevanza la possibilità di frequentare uno stage, cioè un periodo di formazione in aziende partner dell’ente organizzatore, alla fine degli studi. Anzitutto, perché spesso lo stage diventa l’anticamera di un lavoro vero e proprio, ma anche perché è una prova concreta dei legami che l’ente ha col mondo del lavoro, infine perché è sul campo che si possono testare le competenze acquisite e vedere dall’interno la realtà lavorativa.

Allo stesso modo vale per le borse di studio. Se ci sono significa che le aziende che le finanziano hanno un reale interesse ad investire su una certa professionalità, dunque sarà più facile presumere che quelle competenze che si vanno ad acquisire col master saranno poi spendibili lavorativamente.

Rischi da evitare nella scelta

Scegliere bene un master è determinante per non incappare in una serie di problemi legati a una decisione errata. Scegliere un master sbagliato implica anzitutto uno spreco di soldi, ma soprattutto di tempo, e di questi tempi, il tempo è una risorsa che va economizzata e ben impiegata. Seguire un master “errato” equivale a vanificare l’investimento fatto in termini monetari, ma anche in termini psicologici di sentirsi di aver buttato via tempo prezioso, di sentirsi raggirati o semplicemente disillusi rispetto alle proprie attese.

Inoltre, se per seguirlo ci si è spostati in una grande città, questo avrà comportato una spesa di energia emotiva, in primis, che non trova più giustificazione là dove il master fallisce. Dunque soldi, tempo e anche l’autostima maturata con gli anni meritano di averne cura e per questo la scelta del master deve essere ponderata.

Master, se lo conosci non lo eviti

Spesso, semplicisticamente si pensa che arricchire il c.v. con un’esperienza post-lauream sia la meta, ma in realtà è un mezzo per acquisire nuove competenze o per rafforzare quelle già possedute.

Alla luce di questa considerazione, bisognerebbe evitare master troppo di nicchia che difficilmente possono avere uno sbocco lavorativo, è importante valutare il master alla luce del mercato lavorativo di sbocco. Si dovrebbero evitare i master che sono fotocopia del proprio precedente corso di laurea, cioè quelli che sono solo la summa di nozioni che si sono già apprese e che non hanno alcun riferimento all’esperienza concreta.

Quindi se si è in possesso di una laurea debole ha senso seguire un master più “tecnico”, se ci si è laureati in una laurea tecnica, si può scegliere di seguire un master per approfondire snodi cruciali della materia, oppure per acquisire abilità in un settore chiave come quello della comunicazione o dei new media, insomma per sintonizzarsi in modo ancora più puntuale con il proprio settore di lavoro, ampliando l’area delle competenze a skill più trasversali.

In ogni caso il master sarebbe un’esperienza da mettere in programma nei casi in cui la laurea non è sfociata in uno sbocco lavorativo adeguato o dove si avverte il bisogno di rafforzarsi su certi fronti, insomma, se non si è in grado di rispondere alla più semplice delle domande che un selezionatore del personale può fare, ossia <<Cosa sai fare?>>.

Nel senso che anche se si ha la consapevolezza di avere un solido background culturale e degli strumenti teorici di azione in un certo settore, ma sfuggono le possibilità applicative di questi strumenti, allora un master può servire per fare ordine nella propria cassetta degli attrezzi.

Siti internet per approfondire

  • Miur
    www.miur.it
    Ministero dell’Università e della Ricerca
  • Asfor
    www.asfor.it
    sito ufficiale della società che li accredita; per consultare i parametri utilizzati e per scoprire i master accreditati
  • Cestor
    www.cestor.it
    sito sulla formazione e l’orientamento
  • Orientaonline
    www.isfol.it/orientaonline/
    informazioni sulle professioni e sui percorsi formativi
  • GuidaMaster
    www.guidamaster.it
    portale interamente dedicato alla formazione post-lauream, molto approfondito e aggiornato, tratta anche quelli finanziati dal Fondo Sociale Europeo.
  • Studenti punto it
    www.studenti.it
    Community di studenti di ogni ordine e grado, con una sezione specifica e il forum degli studenti.
  • Università Luiss
    www.lbs.luiss.it
    Sito della Business School della Luiss Guido Carli
  • Università Bocconi
    www.uni-bocconi.it
    Sito dell’univeristà che propone l’unico Mba italiano ad essere sempre presente nella classifica che la prestigiosa rivista Forbes redige indicando gli Mba che formano i top manager del futuro
  • Publitalia
    www.masterpublitalia.it
    Sito considerato dagli addetti ai lavori un ottimo trampolino di lancio per preparati efficacemente nel Marketing e Comunicazione


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Una risposta

  1. sally85

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