Disoccupazione per badanti

Quando si decide di assumere un lavoratore domestico, in particolare una badante, solitamente si raccolgono tutte le informazioni necessarie per poter procedere alle regolare assunzione, ma difficilmente ci si informa in caso di licenziamento. Tuttavia è bene sapere che esistono delle normative in merito alla disoccupazione per badanti, qualora esse vengano licenziate.

Disoccupazione per badanti

Tutela in caso di licenziamento: la disoccupazione

Prima di addentrarci nella materia specifica, diciamo per molti anni si è creduto che il lavoro svolto dalle badanti fosse una fonte inesauribile, in quanto esse coprivano la gran parte del bisogno assistenziale delle famiglie in difficoltà. Attualmente, causa anche la crisi economica che pervade, pure il lavoro delle badanti sta attraversando momenti difficili, tanto che non è raro, essere licenziati. Cosa è possibile fare per ottenere la disoccupazione per badanti? Così come per le altre categorie di lavoratori dipendenti, anche per i lavoratori domestici, colf e badanti esiste una forma di tutela nei casi di perdita di lavoro, a cui essi hanno pienamente diritto e si tratta della cosiddetta indennità di disoccupazione erogata dall’INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale).  Lo scopo con cui nasce tale indennità o sussidio didisoccupazione per badanti è quello di concedere un sostegno economico durante la ricerca di un nuovo posto di lavoro; esso viene concesso per una durata di 180 giorni, ovvero 6 mesi. Solo nei casi in cui il lavoratore abbia un’età maggiore di 50 anni, allora tale sussidio si può prorogare fino ad un massimo di 9 mesi. In ogni caso allo scadere di suddetti termini, l’indennità di disoccupazione non è più erogabile. Infatti, secondo le statistiche, tale periodo dovrebbe essere sufficiente alla ricerca di una nuova occupazione, anche se attualmente non sempre ciò avviene nel rispetto di tale tempistica e sempre più spesso chi resta senza lavoro, ha grosse difficoltà nel trovarne un altro.

Disoccupazione ordinaria e ridotta: quali requisiti?

Vediamo ora, quale procedura mettere in pratica per ottenere la disoccupazione per badanti e soprattutto di quale tipo di indennità di disoccupazione stiamo parlando. A tale  proposito è bene sapere che esistono due tipi di sussidi, ovvero: la disoccupazione ordinaria ed la disoccupazione ridotta. Nel primo caso, si ha diritto alla disoccupazione ordinaria se il lavoratore (in questo caso la badante) ha versato almeno 52 contributi settimanali, nell’arco di 2 anni e pertanto abbia un’anzianità assicurativa di un biennio. Invece hanno diritto a richiedere la disoccupazione ridotta, quei lavoratori che pur non avendo versato i 52 contributi settimanali nel biennio precedente, hanno però lavorato per almeno 78 giornate consecutive e abbiamo comunque due anni di assicurazione contro la disoccupazione involontaria. Se parliamo di badante extracomunitaria, questa avrà diritto a chiedere la disoccupazione per badanti solo se il suo contratto di lavoro non è stagionale e se non si tratta di un part-time verticale. Altro requisito importante per ottenere la disoccupazione per badanti consiste nel fatto che l’interruzione del lavoro debba avvenire per licenziamento subito dalla badante e non per dimissioni volontarie, fatta eccezione per le donne lavoratrici in maternità, ma se la badante disoccupata, in seguito a tale licenziamento espatria all’estero, ovvero in quei paesi non membri dell’Unione Europea, allora perderà il diritto alla disoccupazione.

Come presentare la domanda di disoccupazione

A chi va presentata la domanda di disoccupazione? Innanzitutto è bene verificare sempre il possesso dei requisiti, su indicati prima di presentare la domanda, che andrà inoltrata all’Inps. I termini di scadenza sono previsti in 7 giorni dalla data del licenziamento e comunque entro 68 giorni da tale data e il sussidio verrà poi erogato a partire dall’8° giorno. Il lavoratore, che intende chiedere la disoccupazione per badanti, dovrà presentarsi personalmente all’ufficio Inps allegando alla domanda di sussidio i seguenti documenti:

  1. Dichiarazione di disoccupazione, dove sotto la propria responsabilità di dichiara di essere stati licenziati e di aver provveduto a fare domanda al  Centro dell’impiego per un nuovo lavoro;
  2. Autocertificazione in cui si dichiara l’ultimo rapporto di lavoro avuto;
  3. Dichiarazione per le detrazioni di imposta richieste.

Per quanto riguarda invece l’ammontare dell’importo, riferito alla disoccupazione ordinaria, esso corrisponde al 40% dello stipendio percepito negli ultimi tre mesi, antecedenti alla data del licenziamento subito dalla badante.



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