Come funzionano i fondi pensione

Il tema delle pensioni è un argomento sempre più attuale e sempre più caldo e, data la precarietà della situazione, sono sempre di più le persone che decidono di fare ricordo a un fondo pensione integrativo. Ma come funziona un fondo pensione e che cos’è esattamente la pensione integrativa? Cerchiamo di rispondere a tutte queste domande e di fare un po’ di chiarezza sull’argomento.

Come funzionano i fondi pensione

Durante il rapporto lavorativo ciascuno cittadino è tenuto a versare all’INPS dei contributi al fine di assicurarsi una pensione nel momento in cui si smetterà di lavorare. Questo, in teoria, dal momento che nel panorama politico e sociale, questo argomento è dei più roventi.
Soprattutto per quel che riguarda i giovani e le nuove generazioni che da poco si sono affacciate sul mercato del lavoro, la pensione potrebbe non arrivare mai, o comunque potrebbe non essere sufficiente a garantire ai cittadini che andranno in pensione un’esistenza dignitosa.

Il tema, del resto, è in continuo fermento e il governo attualmente sta ancora discutendo su diverse ipotesi, che vanno dalla pensione anticipata alla possibilità di riscattare anche gli anni della laurea. Questo, significa, per i giovani, riscattare gli anni passati all’università come se si trattasse di anni lavorativi per cui si sono versati i contributi. Ma se è vero che quest’ultima opzione rischia di essere davvero troppo costosa, lo è meno la possibilità di accedere a un fondo pensione, soluzione che sempre più cittadini stanno prendendo in considerazione.

Secondo i dati del Covip, infatti, circa 7,3 milioni di italiani hanno scelto una pensione alternativa e sono sempre di più i genitori che scelgono di iniziare a versare i contributi per i figli proprio attraverso un fondo di questo genere. Ed ecco che entra in gioco il fondo pensione integrativo. Come il suo nome preannuncia, la pensione integrativa è una pensione che va a integrare quella statale e a rimpinguarla laddove questa si dimostri troppo esigua. Tutti possono decidere di di fare una pensione integrativa e risparmiare così, mese per mese, denaro in vista dell’integrazione della pensione vera e propria.

Il mercato bancario offre diverse tipologie di prodotti e basta anche solo rivolgersi alla propria banca di fiducia per conoscere quali sono i pacchetti di pensione integrativa che lo stesso istituto propone. Allo stesso modo, ci si può rivolgere anche alle assicurazioni e stipulare il tipo di contratto maggiormente consono alle proprie esigenze.

In ogni caso, se la pensione pubblica non basta, per garantirsi un reddito congruo non resta che risparmiare dei soldi e metterli da parte. Del resto, le stime e i numeri non fanno buone previsioni e si è calcolato che chi andrà in pensione con il sistema contributivo avrà un assegno pensionistico pari a circa il 50% del proprio stipendio medio.

Ad oggi, quindi, la pensione integrativa rappresenta una delle maggiori forme di risparmio, e soprattutto di investimento, per il proprio futuro. Ma vediamo di capire meglio come funziona il sistema previdenziale e perché in molti casi ricorrere alla pensione integrativa rappresenta la scelta migliore.

Come funziona il sistema previdenziale

Il sistema previdenziale fa leva sui meccanismi statale ed è un meccanismo ripartito. Questo significa che i contributi che vengono versati dai lavoratori sono erogati ai cittadini che sono in pensione e che devono percepire il proprio assegno mensile.

La previdenza obbligatoria comprende tutte le prestazioni di tipo pensionistico che sono garantite per legge a tutti i cittadini e si basa sulla contribuzione obbligatoria, ossia sul versamento dei contributi allo stato. La previdenza complementare, invece, è un sistema di tipo integrativo pensato per offrire ai lavoratori, in particolare ai più giovani e agli studenti, un modo per disporre di ulteriore denaro una volta che saranno andati in pensione.

Abbiamo detto che le persone che vanno in pensione ricevono, mensilmente, dall’INPS la propria pensione erogata dallo Stato. Ad oggi il calcolo della pensione avviene attraverso tre sistemi diversi di calcolo; il sistema retributivo, il sistema contributivo e il sistema misto.

Esiste poi il TFR, il tanto discusso Trattamento di fine rapporto, che permette a ogni lavoratore di lasciare parte del denaro presso l’azienda e di riscuoterlo alla fine del rapporto di lavoro. Lo stesso TFR, a decisione di ognuno, può essere poi trasferito in un fondo pensione.

Che cos’è un fondo pensione

Il fondo pensione è considerato un fondo di investimento. In altre parole, si risparmiano dei soldi che possono essere riscossi al momento del raggiungimento della pensione statale. In questo modo, ci si assicura un’entrata fissa oltre alla pensione statale che, soprattutto nel caso di calcolo con il sistema contributivo, rischia davvero di essere troppo esigua.

Per capire quale fondo pensione potrebbe fare al caso nostro, la prima cosa su cui riflettere è quello che viene definito come “gap previdenziale”, ossia su quanto, in termini economici, si potrà contare sulla pensione. L’INPS mette a disposizione uno strumento utile, chiamato “la mia pensione” a cui si può accedere direttamente dal sito e che consente di calcolare, attraverso stime e previsione, il valore della pensione.

Alla cifra ottenuta, bisognerà poi aggiungere il denaro che deriva dall’investimento fatto del TFR, presso l’azienda o presso un fondo pensionistico. Quando la stima e la previsione della pensione sarà più chiara, apparirà chiaro anche il gap previdenziale, che rappresenta a questo punto la differenza tra il denaro che ci si aspetta di ricevere come pensione e quello che realmente verrà corrisposto dall’INPS.

A questo punto, sarà più chiara la cifra che si intende mettere da parte per assicurarsi un’entrata il più possibile vicino alle proprie aspettative. Poi, chi decide di aderire a un fondo pensione, dovrà corrispondere ogni mese una cifra prestabilita che, per i lavoratori dipendenti, potrà aggiungersi anche un contributo aziendale. I lavoratori autonomi, invece, possono scegliere in modo indipendente quanto versare.

Le tipologie dei fondi pensione

Esistono diverse tipologie di fondi pensioni, che ognuno può scegliere in base alle esigenze, al tipo di rendimento che offrono e anche in base all’investimento necessario per stipulare un accordo del genere. I fondi pensione cui la maggior parte delle persone ricorrono sono tre, diversi per caratteristiche e per condizioni di contratto.

I fondi pensione aperti sono quelli gestiti dalle banche e dalle assicurazioni e sono aperti a tutti i lavoratori. I fondi pensione chiusi, invece, sono il frutto dell’accordo tra sindacati e organizzazioni di imprenditori e, per questo motivo, possono aderirvi soltanto alcune categorie di lavoratori. Esistono poi i piani individuali per la previdenza, molto simili ai fondi pensioni ma strutturati in modo tale da funzionare come una polizza di assicurazione sulla vita.

Chi sottoscrive un fondo pensione può scegliere di investire il capitale attraverso diversi strumenti finanziari, come le azioni o le obbligazioni. A seconda del contratto stipulato, è possibile scegliere tra diverse strategie di investimento, che possono avere un rischio più o meno alto a seconda degli accordi.

Il rendimento previsto è quanto i titolari del fondo si aspettano di poter ottenere in termini economici, mentre il rischio rappresenta la possibilità di perdere i soldi che si sono investiti. Più il rischio è maggiore, più aumenta la possibilità di guadagnare, ma questo ovviamente dipende dalle esigenze di ognuno e dalla possibilità, o meno, di rischiare con un investimento di questo tipo.

Alcuni fondi seguono strategie più azzardate, altre strategie più prudenti. Più passa il tempo, poi, il capitale e il rendimento si accumula, mentre se si investe sul mercato finanziario non si può mai conoscere quale sarà il risultato effettivo. In ogni caso, una volta che il cittadino accede alla pensione, la metà del capitale potrà essere ritirato subito, mentre la parte restante può trasformarsi in una rendita a tutti gli effetti.

Oppure, altra alternativa, è possibile ritirare l’intero controvalore alla scadenza se le rendite del capitale sono inferiori al 50% della pensione erogata dallo Stato. Tutto ciò che viene maturato nel tempo all’interno di un fondo pensione può, a seconda dei casi, essere riscattato anche prima dell’effettiva entrata in pensione, ma solo se ci sono motivi urgenti e provati, come l’acquisto di una casa, lo stato di disoccupazione o motivi di salute. In altri casi è possibile ritirare il 30% dell’importo versato, ma solo se sono trascorsi otto anni dalla stipula.

Consigli per scegliere un fondo pensione

Il modo migliore per iniziare a scegliere il fondo pensione che maggiormente risponde alle vostre esigenze è quello di essere informati il più possibile sull’argomento. Non abbiate fretta, quindi, ma informatevi, leggete, chiedete pareti e confrontate più opzioni.

Quando avrete le idee un po’ più chiare, non esitate a contattare la banca o un istituto assicurativo per richiedere maggiori informazioni. Potete anche prendere diversi appuntamenti in banche e filiali diverse, richiedere opuscoli informativi e scegliere poi con calma la soluzione che vi sembra più vantaggiosa per voi, anche in base al denaro che volete investire.

In ultima cosa, non fate passi azzardati e considerate bene le vostre scelte, in base a quelle che sono le vostre entrate attuali, quanto denaro potete destinare al fondo pensione, senza che questo incida in modo negativo sul vostro attuale benessere economico.



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