Come funzionano i buoni lavoro

I buoni lavoro, conosciuti anche con il nome di voucher rappresentano un valido strumento di pagamento per il cosiddetto lavoro occasionale o accessorio, utilizzabili in diverse categorie, dal lavoro manuale fino a quello professionale. Ma come funzionano i buoni lavoro?

Come funzionano i buoni lavoro

Buoni lavoro, un nuovo strumento per essere in regola

Prima di spiegare come funzionano i buoni lavoro, vediamo cosa sono e chi può utilizzarli. Si tratta di un metodo di pagamento delle prestazioni di lavoro considerate (per loro natura) occasionali o accessorie. Ciò significa che parliamo di uno strumento temporaneo e non certo di un rapporto di lavoro duraturo nel tempo. Il loro impiego, trova ampio a spazio in diverse categorie di lavoro, infatti vengono usati in agricoltura, per i lavori domestici, educativi, assistenziali, professionali e per moltissime altre occasioni. Ovviamente, hanno una durata limitata e dei vincoli a temporanei di spendibilità. Il vantaggio per chi li utilizza è proprio quello di essere in “regola” senza dover stipulare un contratto di lavoro (ovviamente molto più oneroso per il datore di lavoro); mentre il lavoratore avrà il vantaggio di poter integrare il proprio reddito, senza che questo venga tassato dal fisco, anche se i buoni lavoro vengono conteggiati ai fini della pensione. Insomma, un sistema comodo e sicuro, che si sta diffondendo nel mercato del lavoro, soprattutto in un periodo di grande precarietà.

Buoni di lavoro: dove e come acquistarli e il loro valore

Dopo aver spiegato (per grandi linee) di cosa si tratta, vediamo ora come funzionano i buoni lavoro. Innanzitutto diciamo che il loro valore nominale (lordo) è di 10 euro di cui 7,50 euro netti andranno nelle tasche del lavoratore, mentre la restante parte (a carico del datore di lavoro che li acquista) andranno a compensare una quota di contributi , una quota INAIL e una quota di servizi dell’INPS. Ovviamente esistono anche buoni lavoro multipli da 20 o 50 euro lordi, fino a un massimo di 500 euro. Normalmente ogni buono serve per pagare un’ora di lavoro del prestatore, ma questa è una scelta del datore di lavoro e può variare a seconda della prestazione effettuata e degli accordi fra le parti. Non vi è un vicolo a ciò, anche se è bene spiegare che esistono dei limiti per quanto riguarda l’utilizzo di questi buoni, ovvero:

  1. ogni lavoratore non potrà incassare più di 5.050 euro netti nell’anno solare (in tutto) e non più di 2.020 euro netti da un solo datore di lavoro;
  2. se il lavoratore percepisce già una misura di sostegno al reddito (ad esempio la disoccupazione) allora il suo limite massimo sarà di 3.000 euro netti nel corso dell’anno solare.

I buoni lavoro possono essere acquistati in via telematica e quindi incassati tramite l’apposita InpsCard, oppure presso Uffici Postali, Banche abilitate, Tabaccherie e pertanto riscossi nei medesimi sportelli. La durata entro la quale andranno incassati i buoni lavoro è di 24 mesi per quelli emessi dalle Poste o acquistati all’INPS, e 12 mesi per tutti gli altri.

La normativa che regola il funzionamento dei buoni lavoro

Per capire bene come funzionano il buoni lavoro, bisogna ricordarsi che la normativa che li tutela è sempre in continuo aggiornamento, pertanto secondo le ultime direttive previste dalla Legge 92/2012 un’importante novità riguarda l’introduzione del settore agricolo, con alcuni vincoli riferiti al loro volume di affari e i Committenti pubblici (comuni, province, asl, università…) che assegnano incarichi in maniera occasionale. Pertanto è opportuno, prima del loro utilizzo, consultare sempre il sito dell’INPS per verificare se vi sono stati cambiamenti.

In sintesi, ciò che è fondamentale sapere su come funzionano i buoni lavoro riguarda essenzialmente la modalità di acquisto. In via telematica occorrerà fare una registrazione al sito dell’INPS (nella apposita sezione) sia per quanto riguarda l’azienda/datore di lavoro che per quanto riguarda il prestatore; tale procedura è sicuramente più complicata rispetto all’acquisto cartaceo dei buoni che, come già detto può avvenire in tabaccherie, uffici postali e banche abilitate, pagando solo la commissione di 1 euro e fino a 2,5 euro per l’operazione. L’unico obbligo per il datore di lavoro è quello di dare “comunicazione” telematica all’INPS prima dell’inizio del lavoro, che provvederà a sua volta a darne comunicazione all’INAIL. La mancata comunicazione darà vita ad una “maxisanzione” ai danni del datore di lavoro. Inoltre quest’ultimo dovrà anche preoccuparsi di non superare il limite economico previsto dalla legge e pertanto dovrà farsi firmare dal prestatore di lavoro, una dichiarazione relativa ai buoni di lavoro già percepiti per anno solare in corso.



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