Che cos’è il Durc e come richiederlo

Il Durc è il Documento Unico di Regolarità Contributiva, un certificato che dimostra la regolarità di un’azienda nei confronti di tutti i pagamenti e degli oneri previdenziali e assicurativi cui un’impresa è tenuta secondo la normativa vigente. Ecco di seguito come funziona, chi è tenuto a farne ricorso e come richiedere il Durc.

Che cos'è il durc e come richiederlo

Che cos’è il Durc e come richiederlo

Il Durc, acronimo di Documento Unico di Regolarità Contributiva è un documento che alcune imprese devono sono tenute a richiedere per dimostrare di essere in regola con tutti gli adempimenti fiscali, assicurativi e previdenziali previsti dalla legge. Il Durc va richiesto e i cittadini e le imprese che sono tenuto a farlo hanno due possibilità; procedere per via telematica oppure optare per la via cartacea.

Si tratta di nient’altro che di un documento da richiedere per verificare la propria posizione e, anche se all’apparenza la richiesta e l’iter burocratico da affrontare sembra tortuoso e pieno di ostacoli, richiedere il Durc non è difficile. Basta solo seguire attentamente le istruzioni fornite dagli enti preposti e, in caso di dubbio, rivolgersi al commercialista o a qualsiasi consulente esperto in materia.

Nel frattempo, ecco tutto quello che c’è da sapere sul Durc, sul tipo di documentazione richiesta per ottenere questa certificazione e quali sono le categorie di imprese che sono tenute a richiederlo e per quali motivo. Iniziamo a capire quali sono le categorie di imprese obbligate a richiedere il Durc.

I soggetti che sono tenuti a richiedere il Durc sono:

  • Pubbliche Amministrazioni
  • Enti Privati
  • Imprese
  • Società Organismi Attestazioni

Il Durc deve essere richiesto nei seguenti casi:

  • In caso di appalti pubblici
  • Per i pagamenti di lavori e fatture
  • Per il pagamento dei saldi finali
  • In caso di partecipazione
  • Per gestire attività pubbliche in concessione
  • Per lavori privati in ambito edilizio
  • Per il rilascio dell’attestazione SOA
  • In caso di assegnazione di finanziamenti e agevolazioni

Validità del Durc

Il Durc ha validità di tre mesi, criterio che è stato soggetto a diversi cambiamenti nel corso degli ultimi anni, dalla data del rilascio per i lavori in campo edilizio, ha validità limitata alla fase per cui è richiesto in caso di appalti ed è legato al motivo della richiesta in tutti gli altri casi. 

Come richiedere il Durc 

Per richiedere il Durc è necessario compilare e spedire l’apposito modulo:

  • Per via cartacea, reperendo il modulo presso le sedi INPS, INAIL e Casse Edili
  • Per via telematica, accedendo ai servizi on line messi a disposizione dal sito INPS

Le Pubbliche Amministrazioni, così come gli enti privati e le SOA, devono inoltrare la richiesta solo per via telematica. Per i lavori edili è necessaria la richiesta cartacea, che deve essere presentata presso lo Sportello Unico delle Casse Edili.

Se si accede al portale messo a disposizione dall’INPS, o quello fornito dall’INAIL, l’azienda deve essere identificata mediante un codice d’accesso rilasciato dal rispettivo ente. Se si accede al portale “Sportello Unico Previdenziale” il modulo per la richiesta deve essere compilato mediante la procedura informatica, che rilascerà poi un codice identificativo relativo alla pratica. Il codice, che viene rilasciato solo dopo aver compilato la richiesta, e serve all’utente per verificare in qualsiasi momento lo stato di avanzamento, o meno, della pratica.

Come viene rilasciato il Durc

Il Durc viene spedito per posta, mediante una raccomandata con ricevuta di ritorno, all’indirizzo richiedente. Chi possiede una casella di Posta Elettronica Certificata può richiedere la ricezione del documento mediante questo canale. In caso di necessità è possibile chiedere una ristampa aggiuntiva presso gli uffici INPS, INAIL e Casse Edili.

Lavoratori autonomi

Per quanto riguarda i lavoratori autonomi, con o senza dipendenti, le regoli da seguire sono le seguenti:

  • Le aziende artigiane con dipendenti iscritti alla Gestione Autonoma degli Artigiani, hanno l’obbligo di dimostrare la regolarità della propria situazione relativa ai dipendenti e alla contribuzione che sono tenute a versare.
  • Le aziende artigiane che non hanno dipendenti hanno solo l’obbligo di dimostrare l’idoneità tecnica e non la regolarità contributiva
  • Le aziende artigiane con dipendenti hanno l’obbligo di dimostrare la regolarità dei contributi, sia nel caso in cui operi in modo individuale, sia che svolga il lavoro in forma societaria.

Per le aziende agricole che desiderano usufruire delle sovvenzioni comunitarie il Durc va verificato partendo dai contributi dovuti per tutte le prestazioni lavorative erogate a partire dal gennaio 2206.

Informazioni generali per la richiesta del Durc

Se un’impresa partecipa a una gara pubblica, è possibile dichiarare di aver assolto agli obblighi contributivi; in questo caso l’ente appaltante controlla la veridicità della dichiarazione e richiede il Durc per la verifica di tutte le regolarità.

Se, una volta rilasciato il Durc, dovessero emergere condizioni per le quali è necessario modificare la situazione, sarà necessario dare tempestiva comunicazione a chi ne fa richiesta e all’ente appaltante. Per i lavoratori privati che operano nel contesto edilizio, la mancata condizione di regolarità contributiva corrisponde alla sospensione del titolo di abilitazione, per cui il Durc è richiesto.

 Requisiti generali di idoneità

Tutte le regolarità sono verificate dall’INPS, dalla Cassa Edile e dall’INAIL. La verifica si attiene alla normativa vigente e in base alla data in cui la richiesta viene inoltrata oppure, se la data della richiesta è mancante, alla data in cui il certificato è stato redatto. In caso di verifica dell’autocertificazione dell’impresa, è indispensabile che la regolarità sia idonea in relazione alla data in cui l’azienda ha dichiarato la propria situazione fiscale, contributiva e assistenziale.

In base alle verifiche, un’impresa viene considerata in regola quando:

  • Ha dichiarato tutte le retribuzioni imponibile in baso alla dimensione dell’azienda e al lavoro svolto
  • Ha versato quanto dovuto per quel che riguarda accessori e premi
  • È titolare del codice cliente con PAT
  • Il rischio dell’appalto corrisponde al rischio assicurato
  • Compare regolare richiesta di rateazione accolta in modo positivo dalla struttura
  • C’è stata compensazione sul modello di pagamento F24, ossia quando la struttura afferma che l’azienda è creditrice di importi
  • Ci sono crediti iscritti a ruolo
  • In caso di crediti non iscritti a ruolo, la regolarità deve essere dichiarato se il ricorso fa riferimento a questioni di controversia
  • In caso di pendenza di contenzioso

Il Durc e il subappalto

Nell’eventualità di subappalto, l’impresa deve avere, per potersi dire in regola dal punto di vista contributivo, gli stessi requisiti previsti per l’impresa che fornisce l’appalto. In questo caso il certificato deve essere rilasciato in base all’intera situazione dell’azienda e, in caso di subappalto, l’impossibilità di dichiarare la propria regolarità fiscale dipende dal rapporto di tipo privatistico.

Cosa succede se il Durc risulta negativo

Nell’eventualità in cui il Durc sia negativo, ossia emerge una situazione irregolare dal punto di vista fiscale, contributivo e assicurativo, si procede in modo diverso in base alla situazione in cui ci si trova. Per prima cosa gli enti provvederanno ad avviare le procedure di recupero crediti e, oltre a questo, l’impresa perderà l’aggiudicazione dell’appalto, non potrà più formulare contratti di appalto e di subappalto e perderà il diritto al pagamento delle liquidazioni.

Per quel che riguarda le imprese private, invece, in caso di Durc negativo l’impresa andrà incontro alla sospensione del titolo abitativo e alla concessione edilizia. In aggiunta, l’impresa non potrà ottenere l’attestazione erogata dalle SOA.

Cambiamenti nella normativa negli ultimi anni

Come tutte le questioni fiscali ed economiche, anche il Durc, nel corso del tempo, è stato soggetto a diversi cambiamenti e si è adattato di volta in volta alla normativa vigente. In particolare, negli ultimi anni sono cambiate alcune norme che regola la richiesta del documento.

Dal 15 aprile 2005 è stata avviata su tutto il territorio dello Stato Italiano la procedura on line per la richiesta e il rilascio del Durc, anche se la compilazione del modulo cartaceo è tuttora possibile presso qualsiasi ufficio INPS, INAIL o Cassa Edile. La nuova forma unica e telematica è l’unica via possibile per richiedere il Durc ai fini del rilascio di una concessione edilizia o per l’attestazione SOA.

Il 1 gennaio 2009 è entrato in vigore un nuovo cambiamento, ossia l’obbligo della richiesta del Durc per tutte le imprese che lavorano in regime di appalto, oppure di subappalto. Rimangono esclusi artigiani lavoratori in proprio e senza dipendenti, fermo restando che l’ente è tenuto a rilasciare la certificazione qualora venisse richiesta. Dal 1 gennaio 2015, infine, la validità del Durc è passata dal 120 a 90 giorni.

L’ultima variazione riguarda invece le nuove credenziali INAIL. L’accesso, a partire dal 30 aprile 2016, si dovrà effettuare con codice fiscale e PIN personale attribuito al datore di lavoro. Secondo i suggerimenti dell’INAIL, è meglio trasferire le credenziali d’accesso al legale rappresentante dell’azienda, che poi provvederà ad abilitare anche un dipendente al ruolo di datore di lavoro.

In questo modo è possibile provvedere a tutti i provvedimenti per conto e in modo del legale rappresentante. Le aziende che hanno un’organizzazione interna molto complessa, possono ricorrere a un amministratore delle utenze digitali. In questo modo, la figura preposta viene così delegata a gestire tutti gli utenti INAIL che sono autorizzati dall’azienda. Per procedere su questa via è sufficiente che la persona designata si registri al sistema con il proprio codice fiscale.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *