Fondo previdenza complementare

La crisi economica sempre più incombente e la precarietà del lavoro hanno privato molti contribuenti dei requisiti per accedere alla previdenza, creando l’esigenza di crearsi una piccola rendita supplementare eventualmente ad integrazione dell’importo della pensione tradizionale.

Il fondo previdenza complementare

Il fondo previdenza complementare ha origine dal susseguirsi delle riforme al sistema pensionistico, iniziate già a partire dagli anni ‘90 con il Governo Dini, che hanno portato notevoli modificazioni nel sistema di calcolo e all’ammontare del mensile percepito dai pensionati.

Sono nati così le diverse tipologie di Fondo previdenza complementare, ovvero una forma di investimento a lungo termine accessibile volontariamente. L’adesione a questo fondo è libera e l’operato dei promotori seguito dalla Commissione di vigilanza sulle forme pensionistiche complementari, la quale mette a disposizione del cliente ogni informazione, compresi i dettagli di accesso e i costi di gestione.

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Come scegliere il fondo previdenza complementare

A regolare questa disciplina è il Decreto Legislativo n. 252 del 5 dicembre 2005, il quale detta le norme fondamentali. L’adesione a questi fondi è libera e diventa definitiva con l’accettazione del prospetto informativo proposto.

Per scegliere il fondo previdenza complementare più adatto alle nostre esigenze occorre prendere in considerazione tutte le informazioni contenute nel prospetto, compresi i rendimenti, i costi e il funzionamento generale del fondo.

Uno dei fattori più importanti da valutare è il complesso dei costi diretti e indiretti praticati sul capitale. Gli oneri sono direttamente imputati al contribuente, quindi prelevati dai versamenti effettuati, oppure prelevati dal patrimonio con la diminuzione del valore della quota.

Un altro dato importante è la solidità dell’Ente promotore del fondo, ovvero il possesso di adeguate capacità finanziarie per garantire la corretta gestione patrimoniale. Per quanto riguarda i costi del fondo, occorre dare particolare importanza alle performance del fondo e i rendimenti ottenuti nel corso degli anni. Questo dato risulta essenziale per stabilire la capacità di ottenere risultati soddisfacenti.

Tenuto conto di tutti questi elementi, compresa la possibilità di stipulare eventuali protezioni assicurative contro il rischio di sopravvivenza oltre la vita media, possiamo procedere alla scelta del fondo migliore comparando i vari elementi. Consultando più di un fondo, avremo la certezza di fare la scelta giusta e scegliere il prodotto più vantaggioso, sia sotto il profilo patrimoniale che sotto quello amministrativo.

Essenzialmente, prima di decidere quale fondo previdenza complementare scegliere, dobbiamo puntualizzare i seguenti elementi:

  • quantità di denaro che siamo disposti ad investire;
  • rapporto tra il rendimento che cerchiamo e il rischio che siamo disposti a correre;

Come funzione un fondo previdenza complementare

Aderendo ad un fondo pensione complementare si attua un regime di capitalizzazione, ovvero le somme che verranno versate nel fondo saranno restituite al termine del contratto aumentate del rendimento che avranno maturato. A differenza del sistema pensionistico tradizionale, dove i contributi di tutti diventano la fonte delle pensioni di tutti, nel sistema pensionistico complementare i singoli investimenti sono utilizzati per il singolo contribuente, maggiorati della rendita che hanno accumulato.

Gli strumenti a nostra disposizione per garantirci un sostentamento in aggiunta all’assegno mensile della pensione tradizionale sono essenzialmente due, ossia:

  • previdenza complementare collettiva
    adesione ad un fondo pensione. Essi sono fondi di categoria istituiti tramite accordi collettivi e/o aziendali e sindacali. La loro forma non presenta finalità di lucro e sono gestiti tramite un principio di democrazia rappresentativa;
  • previdenza complementare individuale
    costituzione di un piano individuale pensionistico. Essi sono frutto di accordi tra le parti sociali e vengono stipulati da operatori finanziari abilitati per legge (Banche, Assicurazioni, società di gestione del risparmio, ecc);

Le fasi dell’attività del fondo pensione complementare

Generalmente il fondo pensione attraversa le seguenti fasi:

  • contributiva
    durante la quale il contribuente versa le somme individuali sul proprio fondo;
  • di gestione
    durante la quale le risorse del fondo vengono investite perchè generino una rendita;
  • di erogazione
    durante la quale il fondo verserà al contribuente l’importo ottenuto, comprensivo di versamenti e rendimenti;

Fondo pensione complementare e dichiarazione dei redditi

Chi aderisce ad un fondo pensione complementare viene integrato in un regime fiscale agevolato, che prevede una deducibilità fino a 5.164,57 euro dei contributi versati. Per quanto riguarda il rendimento, esso viene trattato con una ritenuta del 15%, che scende al 0,3% dopo il 15esimo anno di partecipazione.



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