Guida ai termini dell’economia: BTP, Spred, default, Bund

Le famiglie italiane sono tempestate quotidianamente dalle notizie economico-finanziare che giungono dalla televisione e attraverso tutti gli altri strumenti di informazione; anche nei social network si aggirano termini economico-finanziari che ormai ci risultano famigliari, ma più che altro a livello uditivo piuttosto che a livello comprensivo. Come capire quindi cosa significhino davvero parole come spread, bund, default o BTP? Ecco un facile vocabolario per capire i termini di borsa ed economia.

Capire i termini dell'economia

I termini dell’economia e della borsa

Ovviamente non sfugge nulla ai competenti ed esperti del settore; il Sole24ore ogni giorno riporta una tabella utile per comprendere i valori di Borsa, i valori dei titoli di stato e delle altre obbligazioni ai movimenti del tasso. Nella colonna “volatilità” indica la percentuale di variazione del prezzo dei bond a fronte della variazione del rendimento dell’1%.

Già in relazione a questa ultima definizione se un risparmiatore non è più che impegnato nella materia potrebbe avere difficoltà di comprensione, pertanto ci cimentiamo in una mini guida ai termini più utilizzati ad oggi al fine di chiarirne il significato nel contesto economico. Si tratta di concetti come

  • spread
  • default
  • BTP
  • Bund
  • rischio paese

che vengono proposti sinteticamente in modo che un classico risparmiatore, sia esso cassettista o investitore esperto, possa interagire con l’attuale mercato in maniera più consapevole e mirata.

Cos’è lo Spread

La terminologia “spread” indica una differenza tra due valori, in generale si tratta di un differenziale tra due cifre. Ad oggi il differenziale che viene sempre messo in primo piano è quello esistente tra il rendimento dei titoli di Stato di Paesi differenti della medesima scadenza.

Per esempio lo spread tra i BTP ed i Bund indica chiaramente quanto i titoli di Stato italiani devono pagare in più rispetto ai Bund per trovare acquirenti, più la differenza sale, ossia sale lo spread, più l’Italia viene percepita come poco affidabile o addirittura pericolosa.

Se lo spread sale si tratta di un problema che tocca l’intero Paese perchè innanzitutto l’immagine di inaffidabilità causa influenze negative alla capacità di finanziarsi di banche e imprese.

Anche per le banche quindi sarà maggiormente oneroso reperire denaro sui mercati e questo di conseguenza avrà un riflesso molto negativo sul costo dei mutui e dei finanziamenti da concedere alle famiflie ed alle imprese per lavorare.

Cos’è il Default

Il termine default indica la concreta insolvenza di un paese o di un qualsivoglia istituto finanziario che non è più in grado di rispettare le clausole presenti in un accordo di prestito preventivamente sottoscritto, quindi che non sia più capace di rimborsare evidentemente le rate o comunque gli importi dovuti.

Ad oggi questo termine è associati a paesi, vedi il caso della Grecia, che non sono materialmente nella capacità di fare fronte ai debiti contratti.

Sono da prendere in considerazione differenti voci che fanno sempre a capo al termine default e che in effetti non sono che particolarità della stessa situazione.

Esiste il default selettivo, proprio di questi tempi, quando il debitore in crisi di difficoltà non riesce ad onorare un particolare aspetto dell’impegno preso o l’impossibilità è relativa solo ad alcune specifiche classi di obbligazioni.

In alcuni casi, per le famose agenzie di rating, anche il solo rinnovo dei titoli in scadenza da parte degli investitori è da considerarsi un default se prevede condizioni peggiorative.

Altro specifico caso è il default tecnico, come capitato negli Stati Uniti, quando il Congresso tardava ad innalzare il tetto del debito pubblico, fortunatamente scongiurato poi dall’avvenuto intervento, seppur tardivo, ma avvenuto.

Cosa sono i BTP

Trattasi dei BTP (Buoni del Tesoro poliennali), sono dei titoli a medio e lungo termine emessi dallo stato italiano e caratterizzati da cedole fisse semestrali, esiste la possibilità per il risparmiatore di acquistarne a durate differenti che vanno dai 3 ai 5,10,15 e 30 anni.

Ne esiste poi una specie adatta agli investitori che ricercano un rendimento costante nell’arco della vita del titolo e sono i BTP indicizzati all’inflazione europea e prevedono capitale a scadenza e cedole rivalutate in base all’andamento dell’ Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo nell’area dell’euro con esplicita esclusione del tabacco.

La crisi che ultimamente ha fatto spavento ai titolari di questi prodotti è dovuta ad un attacco al nostro paese che ha provocato una svendita dei BTP facendone calare di molto il prezzo, perciò è naturale che i risparmiatori “impauriti” si siano dedicati subito a vendere ottenendo una reale perdita in conto capitale, chi invece riuscirà a valutare che in questo momento è meglio non vendere per spuntare addirittura un prezzo piu basso di quello di acquisto, ma resistere con l’ottica di chi investe come cassettista, riceverà alla scadenza le cedole previste e l’intero ammontare del capitale investito a scadenza, tranne il solo caso assolutamente poco probabile, che l’ Italia sia costretta a dichiarare il default.

Cosa sono i Bund

Si parla di Bund per indicare i titoli di Stato tedeschi a medio e lungo termine, ossia il corrispettivo dei nostri buoni poliennalidel tesoro. La differenza forse più sottile risiede nel fatto che in Germania essi rappresentano la massima tranquillità ed affidabilità nei momenti di maggiore tensione in Borsa.

Ultimamente si è verificata uanvera e propria fuga verso i Bund, la quale però può presentare un conto da pagare. In pratica infatti tutti si rifugiano volentieri in questo prodotto appunto per la massima affidabilità, acquistando anche a dei prezzi molto elevati, tuttavia questa pratica non esonera da rischi perchè se le tensioni dei mercati dovessero andare migliorando, è probabile che gli investitori decidano per l’ azione contraria e quindi di vendere i Bund e gettarsi in attività più rischiose al fine di incrementare i guadagni.

Perciò i possessori di titoli tedeschi avrebbero un rapidissimo deprezzamento, non inusuale in Borsa negli utlimi decenni.

Che significa “Rischio del paese”

Come presumibile il significato della definizione : “rischio paese” consiste nella possibilità che uno Stato vada nel cosiddetto default, cioè non possa più pagare puntualmente gli interessi che maturano sui titoli. I rating delle Agenzie preposte sono gli indici che danno i riferimenti dei vari Stati in particolari momenti storico-economici, ma il rischi paese viene misurato anche dai Cds e dallo spread.

Il rischio paese logicamente è la condizione maggiormente da tenere sotto controllo da parte dei risparmiatori titolari di titoli di Stato, come ben sanno quelle migliaia di risparmiatori coinvolti nel default dell’Argentina nel 2002, attratti inizialmente dalla promessa di enormi introiti e poi ancora oggi intenti ad ammortizzare le enormi perdite.

Siti internt per capire i termini di borsa ed economia



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