Ask: che cos’è e come funziona

Ask è un social network che arriva dalla Lettonia. In poco tempo ha scalato le vette del successo per la sua intuitività, per la sua facilità di utilizzo e per la possibilità offerta agli utenti di esprimersi in forma del tutto anonima. Ecco allora di cosa si tratta e come funziona questo servizio tanto in voga tra gli adolescenti.

come funziona ask?

Ask, diminutivo di Ask.fm che starebbe per “Ask for me”, è un social media basato sull’interazione tra domande e risposte degli utenti: le persone che sono iscritte a questa piattaforma hanno un proprio profilo, decidono quali domande porre ad altri e, a loro volta, scelgono se rispondere, o meno, a quelle fatte a loro.
Il servizio è stato lanciato nel 2010, arriva dalla Lettonia e sin da subito sembra avere riscosso molto successo, soprattutto tra i più giovani. L’obiettivo di questo social è quello di scrivere domande, in forma del tutto anonima, sul profilo di altri utenti che a loro volta risponderanno a quanto gli viene chiesto.
Le domande possono essere di qualsiasi genere e non è detto che chi le pone decida di palesare la propria identità. Lo scopo è ovviamente puramente ludico, con nessuna pretesa di utilità, a differenza di altri social media.
Per usare Ask è necessario registrarsi al sito e creare un account personale, in cui inserire i propri dati, compresi di nome utente e password. Per maggiore comodità è anche possibile collegare il profilo con il proprio account Twitter o Facebook.
Non appena registrati, si accede alla propria pagina iniziale, che ha un’interfaccia semplice e molto intuitiva. Sulla propria bacheca personale si possono visualizzare le domande poste da altri utenti e le eventuali risposte.
È possibile poi seguire i profili delle persone che più interessano, esattamente come si fa per Facebook o Instagram, mentre se si vuole solo fare una domanda a qualcuno, è necessario andare sul profilo desiderato e inserire la domanda nello spazio apposito. In alternativa, si può cliccare anche “fai una domanda a un amico” per coinvolgere altri utenti.
Se si sceglie di fare una domanda in forma anonima, occorre specificarlo, e per rispondere basta cliccare sulla domanda e scrivere nel box. Nessuno è obbligato a rispondere: se gli utenti non vogliono farlo, ignorano la domanda passando a quelle di loro interesse.
Le domande poste sono brevi, possono avere al massimo 300 caratteri e non sono sottoposte a nessun genere di moderazione. Non c’è nemmeno un controllo sulle domande che gli utenti pongono, anche se, come riportato nelle condizioni di servizio sottoscritte al momento dell’iscrizione, ogni utente si dichiara responsabile di quanto scrive attraverso le domande che pone.
Chi riceve le domande, d’altro canto, può tutelarsi da contenuti inopportuni e considerati aggressivi o volgare segnalando quelle determinate domande. Sul lato destro di ogni post compaiono due simboli; il primo è un cuore e viene utilizzato per le manifestazioni di apprezzamento verso i contenuti e le risposte date.
Il secondo è, invece, una bandierina ed è il simbolo che permette di segnalare un determinato contenuto, ritenuto inappropriato o offensivo. L’anonimato resterà tale, come hanno più volte sottolineato i creatori di Ask, essendo questo social network nato per permettere alle persone di esprimersi senza rivelare l’identità.
In ogni caso, lo staff è stato più volte interrogato sulla questione dell’impossibilità di segnalare gli utenti e ha tenuto a precisare che il servizio garantisce l’oscuramento della provenienza delle domande ma che Ask si riserva, d’altra parte, la facoltà di segnalare alle forze dell’ordine personaggi pericolosi e minacciosi.
I contatti personali di Ask, esattamente come per altri social media, si chiamano “amici” e possono essere cercati mediante Twitter o Facebook, oppure procedendo direttamente con una ricerca, cliccando nome utente e località.
Una volta trovata la persona che si è interessati a seguire, basta cliccare sul pulsante “segui” e il gioco e fatto. Da questo momento in poi potete fare domande e rispondere, se volete, a quelle che gli altri utenti porgeranno a voi.
L’ultima questione che è opportuno affrontare riguarda la privacy, che si può impostare solo per la modalità di ricezione delle domande. Durante gli anni sono stati molti i casi e le polemiche che Ask ha suscitato proprio per la forma anonima delle domande che gli utenti si scambiano.
Da una parte, i creatori della piattaforma rivendicano il diritto all’anonimato e, anzi, sottolineano che la possibilità di rivolgersi a qualcuno in forma anonima possa liberare dall’imbarazzo. Dall’altra ci sono i più accaniti detrattori, preoccupati per la violenza verbale e il livore di alcuni contenuti e risposte.



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