Tutta la verità sull’olio di palma

Tutti, o quasi, ne parlano ma molte persone hanno ancora le idee parecchio confuse su questo ingrediente destinato a diventare il prossimo demone dell’industria alimentare. Parliamo dell’olio di palma e di tutte le polemiche che da qualche tempo accompagnano il consumo dei prodotti che lo contengono e la sua produzione. Ma che cos’è esattamente l’olio di palma? E perché è considerato un nemico da debellare da tutti i prodotti dolciari e da forno?

La verità sull'olio di palma

L’olio di palma fa male?

Avrete certamente notato che, da qualche tempo a questa parte, le pubblicità di prodotti da forno, biscotti e merendine ci tengono a farci sapere che il tal prodotto non contiene olio di palma. Fino a qualche tempo fa, però, la maggior parte della popolazione non aveva idea di che cosa fosse questo ingrediente e del perché sia da sempre usato dall’industria alimentare come addensante.

Per spiegarvi le polemiche che ruotano attorno a questo prodotto, però, è necessario fare un passo indietro e cercare di capire che cos’è l’olio di palma e perché oggi è considerato il nemico numero uno da estirpare dai biscotti, dalle torte, dalle merendine e da molti altri prodotti da forno che possiamo trovare tra i banchi di tutti i supermercati.

L’olio di palma è un grasso di tipo vegetale che si estrae da alcuni frutti che crescono su queste piante. Se vi siete mai chiesti come fanno dolci, torte e merendine industriali a mantenere una consistenza sempre morbida, eccovi la risposta: grazie all’olio di palma che, essendo una sostanza grassa, impedisce al prodotto di diventare secco e duro.

Questo significa che, facendo due calcoli, troviamo l’olio in buona parte dei prodotti che acquistiamo e così è sempre stato; ma allora perché è solo da qualche tempo che questa polemica ha preso vita? Le questioni sul piatto sono due: la salute e l’ambiente.

In un periodo in cui per diversi motivi è molto acceso il dibattito sulla qualità del cibo che finisce sulle nostre tavole, basti pensare al mondo degli allevamenti o al consumo della carne, molte persone sostengono che l’olio di palma faccia male alla salute. Certamente si tratta di un grasso saturo e certamente, come tutti i grassi saturi, i prodotti che lo contengono devono essere consumati con moderazione per ridurre i rischi cardiovascolari.

Quindi, in sostanza, il rischio non è il prodotto in sé ma l’abuso dei prodotti che contengono olio di palma. Del resto, al momento non ci sono evidenze scientifiche pronte a dimostrare che l’olio di palma faccia male in assoluto: gli studiosi parlano solo di rischio correlato alla quantità. Chi mangia molti biscotti, merendine e dolci, del resto, è risaputo che abbia più probabilità di avere il colesterolo più alto e di rischiare di andare in contro all’obesità più facilmente.

Risolta la questione che riguarda la salute, veniamo ora al secondo punto: l’ambiente. Animalisti e attivisti di tutto il mondo si stanno scagliando con ferocia contro l’olio di palma asserendo che la sua coltivazione intensiva metta a rischio l’habitat di alcuni animali, come l’orango. In alcuni paesi in particolare, come l’Indonesia, l’olio di palma viene infatti prodotto incendiando distese di campi agricoli per preparare il terreno alle coltivazioni di palma da cui estrarre l’olio.

La deforestazione selvaggia, ovviamente, rappresenta un grave danno per l’ambiente e per l’ecosistema tutto ma se ci guardiamo bene intorno potremmo scoprire, nostro rammarico, che alternativa non c’è, almeno per ora. Vediamo di capire bene il perché.

Se le aziende produttrici di prodotti dolciari e da forno decidessere di non utilizzare più l’olio di palma per venire incontro alle esigenze dei suoi clienti, questo non significa che smetterebbero di utilizzare grassi di tipo vegetale per lavorare i propri prodotti. Abbiamo detto prima che il grasso vegetale è molto importante per l’industria alimentare e viene usato per rendere le torte, le merendine e i biscotti più morbidi; senza olio di palma cosa succede quindi?

Succede che le aziende opterebbero per altri tipi di grassi vegetali, come l’olio di girasole o l’olio di soia, per esempio. Questo tipo di coltivazioni, però, elemento che attualmente sfugge ai più, ha una resa molto bassa e la sua produzione significherebbe consumare più porzioni di terra da coltivare.

Siamo sicuri quindi di voler mettere al bando l’olio di palma? Altri detrattori di questa sostanza sottolineano anche le condizioni disumane dei lavoratori delle piantagioni e l’impossibilità, per le popolazioni in cui l’olio di palma viene prodotto, di non coltivare altri vegetali, con enormi danni sulla qualità dell’agricoltura e della vita degli abitanti dei villaggi del Sud-est asiatico.

E allora forse il problema è proprio questo. O tutto il mondo smette di mangiare biscotti e merendine o le aziende si impegnano in modo attivo a produrre l’olio di palma in condizioni più sostenibile per l’ambiente, per gli animali e per le persone che lavorano all’interno delle piantagioni.



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