Ticket One: una truffa legalizzata?

Chi è appassionato di musica e ama andare ai concerti, ma anche a teatro e a qualunque spettacolo live, almeno una volta si sarà imbattuto nell’acquisto dei biglietti su Ticket One, il celebre servizio di vendita on line che consente di acquistare in modo semplice, anche se non sempre veloce, di stampare il codice per ritirare i biglietti o di farseli recapitare direttamente a casa. Qualcosa, però, in questo servizio non funziona come dovrebbe e il lato oscuro della faccenda è emerso in occasione di uno degli eventi più attesi dell’anno 2016.

Ticket one

Da appassionati di musica e del genere ne avrete sicuramente sentito parlare: il concerto dei Coldplay del tour 2016 in Italia ha suscitato non poche polemiche e ha scoperchiato un sistema di rete di vendita dei biglietti non proprio cristallino. Al centro delle polemiche è finito il servizio di vendita dei biglietti on line Ticket One, che consente di acquistare i biglietti per diversi eventi, scegliendo tra l’opzione del recapito a casa e quella dell’invio del codice per ritirare i biglietti sul luogo dell’evento.

Ma veniamo al dunque. Non appena le date di un concerto vengono comunicate, e chi partecipa a questi eventi molto spesso lo sa bene, la febbre da acquisto del biglietto migliore è un fenomeno incontrollabile che molte volte intasa i server e non consente di portare a buon fine la transazione.

Purtroppo, però, non si tratta solo di questo. Su Ticket One succede spesso che, a poca distanza dall’uscita dei biglietti, questi siano praticamente introvabili fino a prossima comunicazione. Ma perché succede questo? E che cosa c’entra il concerto dei Coldplay con questo losco sistema?

Il concerto di questa band c’entra perché questo evento musicale negli ultimi mesi è stato uno dei più chiacchierati proprio in virtù del fatto che in molti casi i prezzi superavano di gran lunga non solo le aspettative, ma la cifra indicata sul sito di Ticket One.

Secondo questo sistema, con molta probabilità, i biglietti spariscono perché qualcun altro li compra prima di voi. Altrimenti non si spiegherebbe come, poche ore dopo, questi biglietti compaiono miracolosamente su altri siti che li vendono a prezzi raddoppiati. Questo fenomeno si chiama “secondary ticking” ed è una sorta di strategia messa in atto dai più potenti promoter musicali che, a conti fatti, monopolizzano il mercato musicale e assicurano ai propri artisti grandi fette di introiti.

Spesso si tratta di multinazionali, che hanno sede fiscale all’estero, che senza giri di parole mettono in atto una vera e propria truffa legalizzata ai danni di chi un biglietto sarebbe disposto a pagarlo al doppio del suo prezzo effettivo. E se prima il bagarinaggio era considerato l’ultima frontiera della speculazione, qui la faccenda sembra essere molto più grave; non si tratta, infatti, della singola volontà di privati, ma di una vera e propria associazione.

Le proteste sono state molti, così come tante sono state le segnalazioni a diversi giornalisti che hanno dato risalto alla notizia sui giornali. Anche l’Antitrust sta cercando di fare chiarezza sulla questione? Ma la domanda rimane: cosa ci guadagna Ticket One a mettere in pratica queste strategie?



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