La verità sulla Legge Bucalossi

Se pensate che i privilegi di cui gode la Chiesa Cattolica siano confinati nella possibilità di non pagare l’Imu sugli immobili di proprietà della Santa Sede, vi sbagliate. Quando si parla di privilegi e di Santa Sede il confine pubblico e privato non è mai ben delimitato e se state pensando all’8% e alla scelta, o meno consapevole, di destinare i vostri soldi alla Chiesa, sbagliate di nuovo. Parliamo infatti di una legge che, tra mille polemiche, pecca forse di non dire in modo sufficientemente chiaro le cose come come stanno ai cittadini: chi compra o ristruttura una casa contribuisce a finanziare la costruzione o il restauro della Chiesa di quartiere.

La verità sulla legge Bucalossi

La verità sulla Legge Bucalossi: compri una casa e finanzi la Chiesa

Da sempre si parla dei diversi privilegi che la Chiesa Cattolica detiene sul suo patrimonio immobiliare; tanti immobili e nessuna tassa da pagare sugli edifici di proprietà del Vaticano che hanno funzione di culto, come chiese, oratori, luoghi per i seminari, ma anche monasteri, convitti, case di riposo, scuole e asili. Il Patrimonio della Santa Sede, a oggi, è sfuggito a qualsiasi tipo di censimento effettuato da quando il Concordato è stato firmato con la Repubblica Italiana e questo complica ulteriormente le cose perché, a conti fatti, possiamo solo supporre quanti siano gli edifici che la Santa Sede possiede a tutti gli effetti.

Questo significa che non possiamo sapere con certezza quale sia l’ammontare del patrimonio immobiliare della Chiesa. Possiamo solo fare delle stime, che si aggirano intorno al 20% dell’interno patrimonio italiano, esclusi i possedimenti all’estero. La Chiesa, quindi, di privilegi da parte dello Stato ne ha molti, con il benestare di molte persone, ma forse non tutti sanno che le agevolazioni del Vaticano vanno in qualche modo a intaccare non solo lo Stato, ma anche la sfera economica privata dei cittadini italiani, soprattutto quelli che hanno intenzione di costruirsi una casa e che per farlo versano regolarmente delle tasse allo Stato.

Chiesa Cattolica: storie di privilegi e di cittadini che pagano

Poche persone, infatti, sono a conoscenza della Legge Bucalossi, la n. 10 del 1997, e di tutte le modifiche che sono state poi successivamente introdotte con il Testo Unico e che riguardano le disposizioni legislative in materia edilizia (decreto n. 380 del giugno 2010). Ebbene, secondo queste norme i singoli Comuni destinano alla Chiesa una cifra compresa tra il 7% il 9 % proveniente da tutti gli oneri di urbanizzazione di tipo secondario.

Questo significa che chi paga per affrontare dei lavori di costruzione, o di ristrutturazione edilizia, contribuisce a finanziare gli immobili ecclesiastici del proprio Comune di competenza. Costruire una casa, quindi, significa anche finanziare la Chiesa del proprio quartiere o la sua ristrutturazione a seconda delle esigenze della parrocchia. L’ammontare della cifra esatta che viene destinata alla Chiesa è stabilita a livello locale, ma se non è l’amministrazione a pensarci, ci pensa lo Stato a fissare un paletto; la legge n.12 del 2005 della Regione Lombardia impone che tutti i Comuni debbano versare l’8% a tutti gli enti competenti in materia della Chiesa Cattolica. Lo sapevate?



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