Come aprire un negozio di intimo

L’abbigliamento intimo, o lingierie, è un prodotto che ha sempre esercitato un suo fascino sul pubblico femminile, e in epoche più recenti anche su quello maschile. Si tratta di prodotti di costo basso o medio, ma soggetti a un forte trend stilistico dettato dalla moda del momento. Ecco perchè aprire un negozio di intimo può essere certamente una buona idea commerciale, ma deve essere un investimento supportato da uno studio di fattibilità e dalla perfetta conoscenza del mercato e del prodotto.

negozio di intimo: come aprire

Aprire un negozio di intimo

Il settore dell’abbigliamento intimo sta conoscendo, in questi ultimi anni, una discreta diffusione. Indossare capi intimi è un’usanza abbastanza antica, che ritroviamo già nell’epoca greco-romana. Con la monarchia di Luigi XV in Francia la biancheria intima diventa simbolo di superiorità sociale, per cui indossarla significava avere uno status molto alto.

Ci sono capi intimi che hanno conosciuto la fortuna soltanto dopo la prima guerra mondiale, come per esempio il reggiseno, che è stato prodotto per la prima volta da una azienda di Buenos Aires. Oggi la lingerie, insieme ai costumi mare e alla corsetteria, costituiscono circa il 30% della spesa totale destinata all’abbigliamento.

Indossare capi intimi innovativi e trendy non è più soltanto un’esigenza femminile: anche gli uomini sono molto attenti alla biancheria intima, e lo dimostra il fatto che rappresentano 1/3 degli acquirenti presenti sul mercato.

Per potersi affermare nel settore è necessario mettere su un negozio specializzato, che preveda una vasta gamma di prodotti diversificati sia nel prezzo che nel target di riferimento. Oggi infatti sono cambiate le abitudini di consumo, per cui è importante ottimizzare i servizi offerti e i prezzi, in modo da accontentare le esigenze di clienti diversi tra loro. Un punto vendita deve essere in grado di offrire prodotti adatti sia alle teen-ager, che alle donne più mature: per intenderci, sia coordinati intimi di cotone colorati, sia pezzi di raffinata lingerie in pizzo.

Prodotti fondamentali in un negozio di intimo

Un requisito che non deve mancare e che “fa la differenza” rispetto agli altri negozi dello stesso tipo è l’assortimento. E’ necessario che i clienti trovino sempre quello che cercano tra gli scaffali del nostro negozio! Cominciamo ad elencare gli articoli da vendere.

  • Reggiseno singoli
    i modelli spaziano da quelli più pratici senza ferretto a quelli più strutturati, tipo push-up (sono quelli più richiesti, in quanto consentono di aumentare anche di due taglie il seno);
  • Coordinati per signora
    reggiseno e mutandina in pizzo, cotone, sangallo, velo trasparente, per persone esigenti e che amano ostentare anche “sotto ai vestiti”;
  • Coordinati per ragazze/i
    completi reggiseno e mutandina in cotone e microfibra, comodi e pratici per tutti i giorni;
  • Mutandine per bambini
  • Coordinati per uomo
    comprendono slip o boxer con canotta abbinata;
  • Costumi mare
    per uomo, donna e bambino.
  • Canotte, camicie da notte, pigiami
    per uomo, donna e bambino.
  • Calze e collant
    donna, uomo e bimbo.

E poi non devono mancare corsetti, bustier, baby-doll. Non è vero che sono articoli passati di moda, anzi! Sono molto richiesti e ci sono tanti modelli da poter scegliere e abbinare in base alle esigenze.

Organizzare il negozio di intimo

Organizzare l’attività di vendita in un negozio di intimo non è difficile, ma bisogna seguire una serie di accorgimenti. Per esempio, è importante curare l’immagine del negozio, che deve apparire un luogo essenziale e moderno, dotato di un ambiente soft e confortevole.

Gli spazi devono essere ben gestiti, gli articoli vanno presentati nella maniera migliore, rispettando un’idea di ordine. Naturalmente un’ attenzione particolare deve essere riservata all’allestimento delle vetrine, che dovranno sempre apparire accattivanti e ben pulite.

La localizzazione del punto vendita di intimo è importante, ma anche se non si ha la fortuna di avere un negozio al centro della città, bisogna comunque sfruttare al meglio lo spazio a disposizione e attirare clientela con pubblicità e attività promozionali distribuite nel tempo. Questa “politica” è utilizzata sia dai punti vendita in franchising che dagli altri commercianti. In tempi di crisi come questi è fondamentale trovare sempre nuove strategie per aumentare la clientela e sbaragliare la concorrenza!

L’investimento iniziale è abbastanza contenuto, soprattutto se il punto vendita è di piccole-medie dimensioni. I costi di gestione non sono molto alti, e in genere il ricarico su ogni articolo è abbastanza consistente. Se l’attività è di modeste dimensioni e i canoni di affitto non sono proibitivi si può realizzare un buon guadagno, soprattutto se non ci si avvale di personale o serve solo un addetto alle vendite.

Naturalmente ci si può avvalere anche della tecnologia e degli strumenti informatici per ampliare le vendite, allestendo una vera e propria “vetrina on-line” tramite l’e-commerce. La spesa per aprire un sito di vendita on-line si aggira mediamente sui 3 mila euro, a cui vanno aggiunti gli eventuali costi relativi alla gestione.

Come aprire un negozio di intimo

  • Kit per aprire un negozio di intimo
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Negozio di intimo in franchising

Si può aprire un negozio di intimo in maniera indipendente e autonoma, oppure affiliandosi ad una rete di negozi in franchising.

Nel primo caso, molti giovani imprenditori decidono (a giusta ragione) di aprire un negozio all’interno dei centri commerciali, in modo da avere una maggiore visibilità. Gli ingressi e le vetrine nei centri commerciali sono fondamentali per incrementare la clientela, che in genere frequenta questi luoghi anche durante la pausa pranzo e nei giorni festivi.

Se si opta per l’affiliazione ad un marchio in franchising, l’imprenditore è tenuto a distribuire la merce di quel brand e a seguire alcune regole circa la vendita e l’allestimento del punto vendita. In compenso, la scelta del franchising comporta alcuni vantaggi:

  • 1) la possibilità di usufruire della formazione aziendale per se stessi ed il personale impiegato nel punto vendita
  • 2) l’utilizzo di specifici software di gestione che facilitano il rendiconto delle vendite e le scorte di magazzino
  • 3) la fornitura del materiale: vetrofanie, insegne, cataloghi, ecc

I costi e gli oneri a carico del franchisee (affiliato) sono invece:

  • 1) il pagamento di un canone annuo (o royalties)
  • 2) il pagamento di un fee di ingresso
  • 3) un contratto vincolante tra il franchisor ed il franchisee per un determinato numero di anni
  • 4) una minore autonomia da parte dell’affiliato

Dove acquistare la merce

Nel caso di un punto vendita indipendente, sarà il titolare a decidere dove approviggionarsi, e in che modo provvedere al rifornimento del negozio. Nonostante molti grossisti, a causa della crisi economica, abbiano rivisto il proprio ruolo all’interno della rete commerciale, i più grandi sono riusciti comunque a resistere ai cambiamenti del mercato.

Esistono ancora i grandi poli di distribuzione, ma ci sono anche fornitori che, attraverso una rete di agenti e rappresentanti sul territorio nazionale distribuiscono gli articoli presso i piccoli punti vendita. E’ quindi necessario contattare le case madri, che provvederanno ad inviare cataloghi di vendita e agenti. Da non sottovalutare, poi, il mercato degli outlet e i distributori per stock, ai quali ci si può rivolgere.

Leggi, norme e burocrazia

Grazie alla riforma Bersani, entrata in vigore nel 2006, per avviare un’attività commerciale non è più necessario chiedere la c.d. “licenza” al Comune. Basta una semplice comunicazione al Sindaco, nel quale si dichiara di rispettare la normativa operante nel settore.

Questa liberalizzazione riguarda le attività commerciali ubicate in Comuni con più di 10.000 abitanti e non più grande di 250 metri quadrati, oppure di 150 metri quadrati in paesi che non contano più di 10.000 abitanti. Non c’è più bisogno di iscrivere l’attività commerciale al REC (Registro Esercenti di commercio): l’obbligo vige ancora solo per chi apre un ristorante, bar o albergo.

Quali competenze bisogna possedere

Quali sono le competenze e le attitudini che bisogna possedere per intraprendere un’attività commerciale con un negozio di intimo?

Ogni commerciante che intende avviare con successo la propria attività dovrebbe acquisire una serie di competenze professionali. Innanzitutto, è indispensabile avere una certa predisposizione ai rapporti interpersonali, perché il settore del commercio si basa prevalentemente sui contatti, sia con i fornitori che con i clienti stessi. Accogliere i clienti con un sorriso e la massima disponibilità è il primo passo da fare per assicurarsi una buona fetta di clientela sul mercato.

Ancora: chi avvia un’attività di questo tipo (sia indipendente che in franchising) dovrebbe conoscere la normativa delle tasse nel settore del commercio, come pure dovrebbe avere qualche conoscenza nel campo del marketing. Prima di affiliarsi ad un marchio, è indispensabile valutare con attenzione la scelta del franchisor e visionare scrupolosamente il contratto da stipulare, comprese le eventuali clausole.

Una buona dose di entusiasmo non deve mancare, unita alla capacità di analisi dei costi e dei ricavi dell’attività. In genere i primi due anni sono di “rodaggio”, poi si può cominciare a dare una valutazione del percorso intrapreso.

Marchi di intimo e siti internet delle aziende

Ecco i marchi di abbigliamento intimo più conosciuti.

Per informazioni sul franchising in generale visitate il sito ufficiale dell’AssoFranchising.



4 Commenti

  1. Very
  2. Rita
  3. Juliacostantino
  4. giusy

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