Come aprire un Home Restaurant

Una delle ultime tendenze in fatto di attività che possono rappresentare una nuova forma di business è il cosiddetto Home Restaurant; la moda è partita in Inghilterra nel 2009 e si è diffusa a macchia soprattutto grazie ai Social Network. Scopriamo di cosa si tratta e cosa serve per intraprendere questa attività casalinga dalle grandi potenzialità

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Come aprire un Home Restaurant

In un momento di crisi, come quello che il nostro Paese sta attraversando da diverso tempo, molti cercano un modo per reinventarsi, un nuovo o secondo lavoro che possa trasformarsi in una sicura fonte di reddito; anche se nel mondo del business non esistono, e non esisteranno mai, certezze assolute, è possibile orientare la propria scelta verso attività più in voga di altre.
Parlando di ultime tendenze, gli Home Restaurant possono essere considerati un fenomeno in forte ascesa; sempre più persone ricercano questo servizio e, di conseguenza, aumentando la domanda si moltiplica l’offerta.
Questo significa due cose: aprendo un Home Restaurant si andrà incontro ad una clientela sempre più ampia e quindi si potrà avere la certezza di non sbagliare “campo”, in secondo luogo significa concorrenza, ovvero necessità di sapersi differenziare.

Cos’è un Home Restaurant

Aprire un Home Restaurant significa trasformare la propria cosa in un ristornante; non si tratterà però di un locale sempre aperto, ma di una trasformazione occasionale.
Chi cerca una cena all’Home Restaurant non cerca un pasto convenzionale ma un evento social, durante il quale spesso il ristoratore partecipa alla cena. I ristoranti casalinghi offrono tavoli che possono ospitare almeno 10 persone e vige la regola “Byo” (Bring Your Own), ovvero “da bere lo potate voi”.

Il “ristorante casalingo” è in un certo senso l’evoluzione dei cosiddetti “cuochi volanti” a domicilio, quelle persone che si recano nella case dei propri clienti per preparare pranzi e cene, una moda sorta una decina di anni fa e che ha riscosso molto successo soprattutto all’estero.

Gli Home Resraurants si stanno diffondendo sempre di più anche nel nostro Paese, specialmente attraverso il passaparola e i social network; il primo è più importante punto di contatto e diffusione è l’web, sono infatti attive diverse piattaforme che permettono ai cuochi casalinghi di incontrare potenziali clienti.
Tra le piattaforme italiane a livello locale va segnalata Ceneromane, mentre la community più estesa è Gnammo.com, diffusa in ben 124 città. Sono molto utilizzate anche KitchenParty.org e anche New Gusto.

Cosa serve per aprire un Home Restautant

A livello pratico, uno dei maggiori vantaggi dell’aprire un ristorante casalingo, è che non sono richieste né licenze né autorizzazioni; il motivo di tale “semplicità” dipende dal fatto che si tratta di un’attività occasionale.

I requisiti burocratici sono minimi, con un guadagno massimo di 5mila Euro lordi annui vige l’esenzione dai contributi statali e non è richiesta la Partita IVA; per questo aprire un Home Restaurant significa intraprendere un’attività occasionale, una seconda fonte di reddito, un modo per arrotondare.
Anche per quanto riguarda le norme igienico sanitarie non servirà adempiere alla normativa vigente per tutte le altre attività di ristorazione (HACCP); e non si dovranno, quindi, fare modifiche a livello strutturale nella propria abitazione.

Ne risulta che chiunque, con una passione per la cucina, una casa di proprietà, una connessione internet, un buon gusto e un’affinata cura per i dettagli e la qualità del servizio, può aprire un Home Restaurant.

Nel caso l’attività porti ad un guadagno complessivo superiore ai 5mila Euro lordi sarà semplicemente richiesta la Partita IVA. Entro i 30mila Euro, ma anche per specifiche categorie (giovani, prima esperienza nel mondo del lavoro), esistono Partita Iva agevolate.
Anche se non è richiesta alcune autorizzazione sanitaria, è comunque consigliato munirsi di un attestato sulla sicurezza alimentare.



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