Come aprire un’apicoltura

Il miele è un alimento naturale che da millenni accompagna la storia dell’uomo, e la sua produzione è un’attività che, nonostante le innovazioni tecnologiche, è rimasta tipicamente tradizionale seguendo i ritmi delle stagioni e dell’ambiente. Allevare api significa seguire una passione, ma può anche rappresentare un valido investimento dal punto di vista economico. Scopriamo in questa guida come avviare un’attività di apicoltura, i requisiti necessari e tutto quello che c’è da sapere su questa affascinante produzione.

Come avviare un’attività di apicoltura

Apicoltura: l’allevamento delle api

Sin dai tempi antichi – si parla di almeno 12.000 anni fa – il miele era considerato un prezioso alimento per l’uomo che, ai tempi di un’economia di cacciatori e raccoglitori, era strettamente legata alla possibilità di reperimento sul territorio, non sempre certa e legata agli andamenti stagionali.

Analogamente all’allevamento del bestiame, anche l’apicoltura è stata una “conquista” conseguita in tempi relativamente recenti nella storia dell’umanità. Non si conosce con esattezza il periodo storico preciso nel quale l’uomo cominciò ad allevare api, ma sembra che l’apicoltura fosse un’attività diffusamente praticata almeno 2500 anni prima di Cristo, secondo quanto testimoniato da diverse pitture murali rinvenute in Egitto.

Probabilmente il primo apiario fu semplicemente un tronco raccolto in natura e contenente una colonia di api, che venne tenuto dall’uomo a portata di mano per prelevarne periodicamente il prezioso miele. Ben presto l’uomo capì che era possibile far alloggiare uno sciame all’interno di una struttura costruita artificialmente come, ad esempio, un alveare realizzato con frammenti di legno o corteccia, oppure ceste di paglia e vimini intrecciate e ricoperte di argilla.

Via via l’uomo si impadronì delle tecniche di accasamento ed allevamento delle api, disponendo la colonizzazione di vere e proprie arnie ed organizzando la raccolta del miele in modo razionale. Da secoli le api sono dunque compagne dell’uomo, ed in tutto ciò un grande merito è da riconoscere alle comunità monastiche, depositarie di secolari tradizioni e conoscenze.

La moderna apicoltura, tuttavia, nasce solo verso la metà del XIX secolo quando venne inventato da parte dell’americano Lorenzo Lorraine Langstroth, reverendo originario di Philadelphia nonché grande appassionato di api, il favo mobile, ancora usato in tutto il mondo come strumento di base per l’apicoltura. Correva l’anno 1851 quando Langstroth inventò questo sistema di “contenitori” che permettevano alle api di depositare il miele al loro interno, e che al tempo stesso fossero facilmente estraibili dalla struttura esterna dell’alveare.

La moderna apicoltura (a volte viene detta anche apicultura)si sviluppa nel corso del ventesimo secolo, ed oggi le metodologie necessarie sono alla portata di tutti: ecco cosa c’è da sapere per avviare una propria attività che permette di ottenere grandi soddisfazioni e – perché no – potenzialmente anche un certo profitto economico.

Fare l’apicoltore richiede certamente passione, perché richiede di fornire alle api cure continue ed attente, garantendo loro la possibilità di approvvigionarsi di quanto hanno bisogno per il proprio sviluppo. In cambio si ottiene non solo miele, ma anche altri importanti prodotti come cera d’api, pappa reale, polline e propoli.

L’apicoltura non è certo un’attività che si può improvvisare, ma deve essere basata su una accurata scelta del sito e delle attrezzature da utilizzare. Per chi ad esempio ha già un lavoro e desidera iniziare un’attività part-time, essa può rappresentare un’ottima scelta, a patto che la sua pianificazione avvenga in modo attento e preciso.

Come avviare un’apicoltura

Per iniziare un’attività di apicoltura da zero” è bene innanzitutto prendere dimestichezza con questo mondo che, da fuori, può apparire inizialmente un po’ misterioso. Si può cominciare investendo una moderata somma di denaro per acquistare due o tre famiglie di api, un’arnia e l’attrezzatura di base necessaria per la raccolta del miele, nonché indumenti idonei per la protezione personale. L’investimento complessivo è di qualche centinaio di euro.

A un livello superiore dal punto di vista dell’organizzazione, ovvero per la produzione di miele strutturata in una vera e propria azienda apistica, le somme richieste come investimento sono certamente superiori, e possono aggirarsi intorno ai 30-40.000 euro.

Certamente è bene, soprattutto nei primi periodi, farsi affiancare da una figura professionale come un apicoltore esperto in grado di soddisfare le nostre curiosità e i dubbi, e di supportare la messa in attività dell’apicoltura.

Un requisito fondamentale è, senza dubbio, l’avere a disposizione un ambiente idoneo alla vita delle api, nel quale questi laboriosi insetti possano avere accesso ad acqua pulita e cibo a sufficienza. I luoghi migliori sono certamente quelli situati in prossimità di campi, coltivazioni, prati, boschi nelle quali siano presenti abbondanti e frequenti fioriture.

Una volta individuato un luogo che soddisfi questi requisiti fondamentali, altrettanto fondamentale è reperire informazioni presso le locali Aziende Sanitarie Locali riguardanti le normative a carattere sanitario, nonché tutte le disposizioni che concernono gli aspetti legati alla sicurezza come, ad esempio, le distanze minime da centri abitati, strade, e così via.

Durante questa fase di reperimento di informazioni è bene accertarsi anche riguardo all’esistenza di eventuali incentivi all’avviamento dell’attività di apicoltore: questi possono essere ad esempio finanziamenti garantiti da enti locali, oppure agevolazioni a livello fiscale.

Gli incentivi legati al mondo dell’imprenditoria agricola sono infatti un importante strumento di promozione che molte regioni, province o comuni mettono a disposizione di chi è intenzionato ad avviare una propria attività produttiva.

Un discorso a parte meritano le attrezzature necessarie per l’apicoltura, cui dedichiamo una specifica guida, così come la scelta delle api.

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Prodotti dell’apicoltura

L’attività dell’apicoltura garantisce tipicamente l’ottenimento di diversi tipi di prodotto. Fra di essi il più importante è certamente il miele, che viene ottenuto dalla trasformazione delle sostanze zuccherine che le api raccolgono in natura: nettare dei fiori e melata (un derivato della linfa delle piante).

A seconda delle essenze vegetali presso le quali le api si riforniscono si possono ottenere diversi tipi di miele come, ad esempio, miele di acacia, castagno, nespolo, agrumi, millefiori, fiori di montagna, e così via. Il miele dovrebbe essere venduto a prezzi di almeno 6 euro al chilogrammo, per ammortizzare le spese di produzione.

Altri prodotti sono rappresentati da:

  • Pappa reale
    deriva dalla secrezione di alcune ghiandole delle api operaie, e rappresenta il nutrimento delle api durante i primi giorni di vita, nonché l’unico cibo del quale si nutrono le regine nel corso dell’intera vita. Le quantità ottenibili sono decisamente ridotte: si parla di 300-500 grammi all’anno per ciascun alveare. Per questo, la pappa reale è un prodotto pregiato, che viene venduto a prezzi elevati.
  • Propoli
    si tratta di un vero e proprio “materiale da costruzione”, utilizzato dalle api per variare la grandezza dell’apertura dell’alveare, ma anche per riempire, chiudere o irrobustire i favi e per tappezzare le pareti interne.
  • Polline
    le api raccolgono il polline dai fiori mediante le zampe posteriori, dotate di setole o “spazzole da polline”. Trasportato all’alveare, questo viene utilizzato per nutrire le larve.
  • Cera d’api
    questo prodotto è una secrezione utilizzata per la costruzione dei favi.

Fare l’apicoltore: non solo miele

L’avviamento di un’attività di apicoltura può rappresentare una valida opzione dal punto di vista economico, e non solo per via della possibilità di commerciare i prodotti derivanti dalle api come miele ed altri. Infatti, l’attività apistica può anche essere indirizzata ad esempio alla produzione di sciami di api o all’allevamento di api regine.

Un’altra interessante alternativa è l’attività apistica volta a fornire servizi di impollinazione: in questo caso, gli sciami possono essere “affittati” da aziende agricole che intendono promuovere l’impollinazione, ad esempio, di coltivazioni di piante da frutto. Le api, infatti, sono insetti detti pronubi: volando di fiore in fiore alla ricerca di nettare trasportano con sé anche il polline, favorendo la riproduzione delle essenze vegetali.

Siti internet sull’apicoltura

  • Federazione Apicoltori Italiani – http://www.federapi.biz/
    Sito della Federazione Apicoltori Italiani, utile per il reperimento di informazioni riguardanti gli aspetti organizzativi, operativi, legislativi legati al mondo dell’apicoltura.
  • Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani (UNAAPI) – http://www.mieliditalia.it/
    Sito dell’Unaapi, associazione nazionali che riunisce le Associazioni apistiche di otto regioni italiane e l’Associazione italiana degli apicoltori di professione (AAPI). Sul sito è possibile trovare informazioni riguardanti l’allevamento delle api e le innovazioni tecnologiche e produttive in apicoltura.
  • Consorzio Apicoltori ed Agricoltori Biologici Italiani – http://conapi.it/
    Sito ricco di informazioni sull’apicoltura ed i relativi prodotti.
  • Apicoltore.it – http://www.apicoltore.it/
    Portale del miele e degli apicoltori italiani; contiene informazioni sia sui produttori che sui venditori di miele, nonché i prodotti apistici presenti in Italia.


2 Commenti

  1. Ennio Colletti
  2. ENRICO

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