Scegliere il dentifricio

La scelta del dentifricio più adatto alle nostre esigenze sembra una banalità, ma è invece un passaggio assai delicato per la salute dei nostri denti, ma anche per la loro bellezza. Non può essere influenzata dalla pubblicità. Deve invece basarsi, in primo luogo, su criteri oggettivi e sanitari, ossia sul problema che abbiamo intenzione di risolvere: denti macchiati, cariati, con la placca o con il tartaro. Ecco perchè conoscere gli ingredienti che compongono il dentifricio rappresenta il primo passo per operare la scelta migliore.

Scelta del dentifricio

La scelta del dentifricio da usare è quindi una cosa da fare con grande consapevolezza perchè, lo ripetiamo, ne va della salute dei nostri denti in primis, e della loro aspetto estetico in secondo luogo. Questo prodotto va quindi selezionato cun cura sapendo prima quali sono le nostre esigenze e le peculiarità della nostra dentatura, ossia se abbiamo problematiche di qualche genere e situazioni contingenti da risolvere; vanno poi conosciute le varie tipologie di dentifricio e quali sono gli ingredienti che li compogono, ciascuno con la sua specifica funzione.

Solo a questo punto possiamo ragionevolmente incrociare i dati, andare in un negozio e individuare il prodotto più adatto per noi.

Scegliere il dentifricio

Ingredienti del dentifricio

Deve essere usato ogni volta che ci si lava i denti, per eliminare i residui di cibo e rinforzare lo smalto: il dentifricio è un prodotto fondamentale per la cura dell’igiene orale, e pertanto deve essere scelto con la massima attenzione, a seconda delle necessità della nostra bocca e degli ingredienti che esso contiene. Scopriamo quali sono.

Sostanze abrasive e materiali lubrificanti

In un dentifricio sono presenti, innanzitutto, sostanze abrasive come il fosfato di calcio diidrato, il carbonato di calcio, i gel silicati disidratati e i silicati, che esercitano un’azione lucidante e pulente; addensanti e leganti come derivati della cellulosa e glicerina, che permettono di evitare che gli ingredienti liquidi si separino da quelli solidi; e materiali lubrificanti e umettanti come polietilenglicole e sorbitolo, il cui compito è quello di evitare che il dentifricio a contatto con l’aria si indurisca trattenendo l’umidità.

Dolcificanti e aromi

Nel dentifricio, poi, si trovano anche sostanze più specificamente funzionali come clorexidina, idrossiapatite e fluoro, e dolcificanti acariogeni come lo xilitolo (che ha anche un potere anti-placca), la saccarina e il sorbitolo (con effetti benefici sulla conservazione).

Gli aromi come

  • timolo
  • mentolo
  • cannella
  • menta piperita
  • altri oli essenziali

permettono di migliorare il profumo del prodotto, mentre

  • cocamidopropil betaina
  • sodio lauril sulfato

sono detergenti che consentono di rimuovere le sostanze asportate dallo spazzolino, che rimangono incastrate nelle bollicine prodotte dalla schiuma.

Tipologie di dentifricio

Specificati, dunque, i componenti comuni a tutti i dentifrici, vale la pena di mettere in evidenza che chi desidera contrastare le carie deve ricorrere a un prodotto al fluoro, minerale essenziale nella rimineralizzazione dello smalto, che permette anche di prevenire la carie esercitando un’importante azione anti-batterica.

Il fluoro (che viene introdotto come fluoruro sodico e sale solubile) in bocca riesce a raggiungere la superficie dello smalto, e lega gli ioni calcio unendoli in maniera da consolidare l’idrossiapatite e renderla più forte rispetto agli attacchi degli acidi della placca. È stato dimostrato che un dentifricio fluorato diminuisce di un terzo la comparsa di nuove carie.

Occorre evidenziare, però, che tale prodotto è sconsigliato per i bambini minori di sei anni: in caso di ingestione in dosi eccessive, infatti, può insorgere la fluorosi, una sorta di intossicazione che determina problemi funzionali ai denti.

Gel al fluoruro

Negli adulti, invece, al dentifricio al fluoro può essere associato l’utilizzo di gel con un elevato contenuto di fluoruro, eccellenti nel trattamento dei colletti sensibili: si tratta, tuttavia, di prodotti il cui utilizzo deve essere concordato con il dentista, e comunque non deve essere più frequente di una volta a settimana.

Dentifrici anti-placca

I dentifrici antiplacca, invece, contengono sostanze che impediscono un accumulo eccessivo di placca in virtù della loro azione anti-batterica. Il cloruro di sodio, in particolare, favorisce la produzione di saliva, che comprende sostanze anti-batteriche, mentre altrettanto utili sono lo iodio, lo stagno, lo zinco e l’alluminio, che determina la precipitazione di proteine la cui conseguenza è la comparsa di una pellicola a protezione dell’intero cavo orale.

Dentifrici anti-tartaro e a base di idrossiapatite

I dentifrici a base di idrossiapatite, invece, vengono impiegati per consolidare lo smalto dei denti: l’idrossiapatite, infatti, componente naturale di denti e ossa, crea una barriera naturale contro le carie, il tartaro e l’ipersensibilità. A proposito di tartaro, i dentifrici per contrastare tale problema sono caratterizzati dalla presenza di pirofosfati, il cui compito consiste nel contrastare la precipitazione di sali di calcio.

Dentifrici alla clorexidina

I dentifrici antisettici, invece, includono principi attivi o sostanze medicamentose ad azione diretta: ciò significa che, a differenza dei prodotti elencati in precedenza, non si trovano al supermercato, ma possono essere acquistati solo in farmacia dietro prescrizione medica. Inoltre, essi devono essere usati solo per periodi di tempo contenuti e seguendo attentamente le istruzioni riportate.

I dentifrici che contengono clorexidina (l’agente anti-placca e disinfettante per eccellenza), infatti, non devono essere utilizzati troppo a lungo per evitare alterazioni del colore dello smalto (macchie colorate sui denti). La placca batterica, comunque, può essere controllata anche da altre sostanze anti-settiche quali tibenzenio idouro e triclosan.

Dentifrici sbiancanti

Nella rassegna dedicata a scoprire qual è il prodotto più giusto per noi non possono mancare i dentifrici sbiancanti, contraddistinti dalla presenza di microsfere ad abrasività ridotta e detergenti che attraverso il contatto e il conseguente strofinamento rimuovono le pigmentazioni dei denti provocate dal tartaro, dalla placca, dal fumo, dalle bevande o dagli alimenti.

Anche questi dentifrici devono essere usati con moderazione, proprio a causa dell’abrasività.

Dentifrici per gengive sensibili

Infine, occorre citare i dentifrici finalizzati a salvaguardare gengive e denti sensibili: essi includono cloruro di stronzio e sali di fluoro, e hanno lo scopo di rimineralizzare la dentina e lo smalto, al fine di rendere i denti più resistenti al freddo o agli acidi.

Tali dentifrici devono essere posizionati in piccole quantità nei pressi delle gengive, schiacciandoli con le dita, in modo che possano agire sulla parte interna dei denti sensibili.

Ricapitolando

Chi deve fare i conti con la placca (causata dall’accumulo di batteri e residui alimentari sui denti che aggrediscono lo smalto e danno origine alle carie) deve scegliere un dentifricio con un’alta concentrazione di clorexedina, anti-batterico che disinfetta la bocca e contrasta le gengiviti.

Chi, invece, ha bisogno di consolidare lo smalto (e di conseguenze rinforzare la tenuta dei denti) dovrà puntare su un dentifricio caratterizzato da perossido di calcio, molecola con un’azione sbiancante e in grado di rimineralizzare lo smalto.

Infine, chi deve gestire il problema dei denti sensibili (agli acidi, al freddo, al caldo, al dolce o al semplice contatto con lo spazzolino) deve prediligere un dentifricio al fluorinolo poco abrasivo, che si fissi sulla dentina costituendo uno strato protettivo in superficie e contenendo la proliferazione dei batteri.



Tags:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *