Che cos’è il Buddhismo

Deriva dalla parola “budhi”, che significa svegliare, ed è considerata una filosofia spesso equiparata a una religione vera e proprio. Il Buddhismo è oggi praticato da molte persone in tutto il mondo e le sue origini attingono dall’esperienza di un uomo, conosciuto come Siddhartha Gotama, meglio noto come Buddha. Ma vediamo più da vicino quali sono le caratteristiche del Buddhismo, qual è la sua storia e le festività osservate dai praticanti di questa religione.

Che cos'è il Buddhismo?

Che cos’è il Buddhismo

Il Buddhismo, nonostante le sue origini orientali, da tempo affascina l’Occidente con la sua storia, le sue origini e la filosofia che ne sta alla base. Spesso, infatti, anche nel linguaggio quotidiano, ricorriamo a espressioni che attingono proprio al contesto culturale in cui il Buddhismo si è sviluppato, senza contare che questa religione, grazie alle sue fondamenta di pace interiore e ricongiungimento universale, attirano da sempre appassionati di meditazione, di tecniche di rilassamento orientale e di qualsiasi pratica che aiuti corpo e mente a rigenerarsi.

Secondo la tradizione buddista Siddhartha Gotama, meglio conosciuto come Budda, fu un uomo che raggiunse l’illuminazione all’età di 35 anni e la sua filosofia è, a oggi, cardine di una religione che ha circa 300 milioni di seguaci in tutto il mondo, non solo in Asia, ma anche in Europa e in America. In base agli insegnamenti del Buddhismo tutti gli esseri umani devono sviluppare determinate capacità della mente che portano alla conoscenza, oltre a coltivare il rispetto e l’amore per tutti gli essere viventi.

La tradizione ci racconta che Buddha nasce in una famiglia reale in India e, dopo anni passati tra il lusso e ricchezza, si trova a essere molto colpito dalla sofferenza che invece regnava nel resto del paese al punto tale da fare una scelta davvero radicale. A 29 lascia moglie e figlio per intraprendere un lungo viaggio fatto di ricerca costante verso il sapere e la conoscenza e, dopo sei anni di studio, secondo la tradizione, ebbe una sorta d’illuminazione, per la quale è ancora oggi conosciuto con il nome di Buddha.

La storia narra che Buddha diventa maestro di vari discepoli, con l’obiettivo di insegnare loro la via migliore per raggiungere l’illuminazione. Ancora oggi, il Buddhismo si configura come l’insieme degli insegnamenti necessari agli uomini per raggiungere l’illuminazione e la pace interiore. La mente deve essere controllata e insieme a lei anche tutte le azioni umane; questo è possibile grazie alla meditazione e al costante esercizio della mente che si allena a diventare più forte.

Gli insegnamenti, per i Buddhisti, sono stati direttamente impartiti da Buddha a Sarnat nel Parco delle Gazzelle ed è per questo che, ancora oggi, nei paesi a religione buddhista non è raro trovarsi davanti a simboli come le gazzelle accovacciate ai lati della ruota del Dharma che ricordano i celebri insegnamenti all’interno del parco.

Né lui, né altri, proclamarono Buddha un dio e nemmeno un messaggero. Per i buddhisti rimane un essere umano che ha migliorato il mondo e dal quale tutti dovrebbero trarre ispirazione. A questo punto la domanda è: se Buddha non è un dio, e nemmeno lo è paragonato anche lontanamente, perché gente da tutto il mondo lo venera?

Il tipo di preghiera cui si affidano i buddhisti è una preghiera fatta di rispetto e venerazione, verso le persone e le cose, proprio secondo gli insegnamenti di Buddha. La sua statua, raffigurata mentre poggia le mani sul grembo con viso pieno di compassione, è un monito a sviluppare la pace interiore e la felicità.

La meditazione è molto importante per la venerazione buddhista, così come sono importanti l’incenso, che richiama l’influenza della virtù, la lampada, simbolo della luce della conoscenza e i fiori che appassiscono fino a morire e sono simbolo di qualcosa che non permane in eterno. Queste pratiche, per i buddhisti, rappresentano la venerazione; una sorta di rito che esprime gratitudine al Buddha per tutti gli insegnamenti che ha lasciato la sua esperienza di uomo.

Filosofia o religione?

Per molto tempo, e tutt’oggi il dibattito è ancora aperto, ci si chiede se il Buddhismo sia una religione a tutti gli effetti o vada semplicemente considerato come una filosofia di vita.
Partendo dal fatto che gli insegnamenti buddhisti si basano su insegnamenti logici, si potrebbe definire il Buddhismo come una filosofia. I concetti che spiega, però, traslati sul piano formale e in grado di trasformare in qualche modo le persone che li mettono in pratica, potrebbe essere sufficiente per definire il Buddhismo come una sorta di psicologia.
Molto più semplicemente, si definisce il Buddhismo una religione dal momento che, come tutti i culti, è definito in una serie di pratiche che, anche se non con la preghiera direttamente, si rifanno a una dimensione fatta di meditazione, di preghiera e quindi di culto al pari delle altre religioni.

I cardini fondamentali del Buddhismo

Il Buddhismo ruota attorno a quattro pensieri cardine.
Il primo riguarda la gratitudine, ossia la capacità di saper apprezzare gli insegnamenti che vengono trasmessi e la possibilità di partire da questi per migliorare se stessi. L’obiettivo di tutti questi insegnamenti è condurre l’uomo alla felicità, nell’ottica che tutti gli esseri umani ambiscono alla felicità duratura e cercano il modo di raggiungerla sempre.
Il secondo punto fermo del Buddhismo muove dal fatto ogni cosa della vita e del mondo nasce e muore, che il tempo sulla terra è limitato e che non è dato sapere quando la vita finirà. È importante, quindi, cogliere le possibilità che il presente offre intese nel senso più prezioso che possa esserci.

Il terzo pilastro del Buddismo riguarda il rapporto di causa ed effetto. Le nostre azioni, qualunque esse siano, trasformeranno il nostro futuro. Qualunque cosa si faccia, si dica o si pensi in un dato momento, si manifesteranno in qualche modo nel futuro e solo la meditazione, in questo senso, è in grado di dissolvere i pensieri negativi.
L’ultimo insegnamento buddhista riguarda gli insegnamenti e la capacità di metterli in pratica. L’obiettivo è raggiungere l’illuminazione, attraverso l’unione di tutte le cose, del tempo e degli esseri viventi. Per fare del bene agli altri, inoltre, è necessario essere in pace con sé stessi, senza essere sofferenti o confusi.

Il Nirvana

Per i Buddhisti la reincarnazione è possibile e la vita può essere costellata di pene se il karma è particolarmente negativo, mentre può essere premiata se si conduce un’esistenza fatta di rispetto e di azioni buone. La liberazione finale è, invece, rappresentata dal Nirvana. Con il Nirvana, in particolare, ci si libera dall’odio, dalla cupidigia e dall’illusione, mentre con la morte tutto viene annientato in attesa di un nuovo ordine cosmico. Secondo i principi del Nirvana, quindi, l’uomo ha un posto nel mondo che non vale nulla perché relativo e perché sopraffatto da gioie effimere e non durature. I Buddhisti descrivono il Nirvana come una sorta di lampada che si spegne, liberando così l’uomo dall’ignoranza, dalla sensazione di superiorità nei confronti del mondo e dal dolore.
Per i buddhisti non può esistere una liberazione universale, ma solo individuale. Ogni uomo, ha la facoltà di raggiungere la salvezza nel corso di più vite ed esistenze e ha la possibilità di liberarsi di tutti i suoi peccati e di tutto ciò che è considerato impulso e condizione umana effimera.

Le festività nel Buddhismo

Per i buddhisti il sabato è il giorno santo dedicato al riposo, mentre le festività maggiormente sentite dal mondo buddhista sono tre; il Capodanno, il Giorno di Buddha e la Quaresima.
Per quanto riguarda il Capodanno, si festeggiano i primi due giorni del nuovo anno, che corrispondono alla Festa dell’Acqua. In questi due giorni i fedeli offrono agli anziani brocche di acqua fresca e li omaggia con diversi doni in segno di rispetto. In cambio, gli anziani offrono protezione ed elargiscono le quattro grazie; l’energia, la tranquillità, il bell’aspetto e la lunga vita.
L’acqua, inoltre, nella tradizione buddhista è di buon auspicio e, oltre a rappresentare una sorta di rituale di purificazione, è anche un modo per invocare un raccolto abbondante durante la stagione della semina del riso. Durante questa festa si commemorano anche i defunti e vengono elargite delle offerte ai monasteri.
La Festa di Buddha è il giorno dell’anno in cui i fedeli celebrano la sua nascita, il momento che lo ha portato all’illuminazione e la sua morte. Secondo la tradizione, Buddha nacque in un giorno di maggio, sotto il buon auspicio della luna piena, sempre nel mese di maggio ebbe l’illuminazione, durante un giorno di luna piena e, ancora, morì nel mese di maggio.
La Quaresima, invece, ha una durata di tre mesi e va dalla luna piena del mese di luglio alla luna piena del mese di ottobre. Questo, per i monaci, è un periodo molto particolare; durante questa festività è proibito loro di viaggiare in nessun luogo e di dormire al di fuori del monastero, se non per gravi motivi. Durante questo periodo di festa, inoltre, non è possibile assistere a eventi ludici pubblici, come giochi e manifestazioni, non è possibile sposarsi e il sabato va obbligatoriamente onorato come giorno di festa.



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