In gravidanza a tutta vitamina C

Durante la gravidanza, l’alimentazione rappresenta una fase molto delicata: se la mamma non apporta i dovuti nutrienti, il feto può incorrere in gravi carenze che, alla nascita, si trasformerebbero in gravi problemi fisiologici. Soprattutto una mancanza di vitamina C nel sangue materno sembrerebbe influire in modo negativo sullo sviluppo del feto. Vediamo come.

la vitamina c in gravidanza

Dieta e nutrienti

Per lo sviluppo del bambino durante i nove mesi di gravidanza, la futura mamma deve prestare molta attenzione alla propria alimentazione. Il regime alimentare che dovrebbe seguire per ordine di un medico specialista in nutrizione, deve poter apportare il giusto quantitativo di nutrienti a lei e al feto, che quindi non dovrebbe soffrire di nessuna carenza. La mancanza di elementi nutritivi fondamentali può causare un rallentamento nella formazione o peggio una malformazione agli organi del feto, che ne soffrirà ancora di più una volta nato. Assumere le giuste quantità di minerali e vitamine è indispensabile e rappresenta la prima regola da apprendere per una gestante. Tra i diversi principi nutritivi, la vitamina C rappresenta una sorta di “conditio sine qua non”: un suo deficit potrebbe arrecare gravi danni al feto compromettendone il sano sviluppo. È stato dimostrato, in effetti, che l’eccessiva carenza di questa vitamina può causare un ritardo nella formazione di una parte del cervello del bambino: a confermare quest’affermazione sarebbe uno studio scientifico eseguito da ricercatori danesi, che ha mostrato come l’eccessiva mancanza di vitamina C nel sangue della madre, determini un altrettanto carente sviluppo cerebrale nel bambino. L’area del cervello principalmente coinvolta è quella che riguarda l’ippocampo, ovvero quella zona del cervello legata alla memoria. Ciò dimostra il ruolo fondamentale della vitamina C durante i nove mesi di gestazione, in quanto la sua presenza permette una corretta e normale formazione dell’ippocampo.

A tutte vitamine

Arance, mandarini e altri agrumi, fragole, ortaggi e anche integratori alimentari sono ottimi alleati per sopperire all’eventuale carenza di vitamina C che dovesse presentarsi nella futura mamma. Naturalmente non c’è niente di più indicato che rivolgersi a uno specialista in nutrizione che saprà assegnare alla gestante la giusta alimentazione, avendo cura di calibrare bene e nella giusta quantità ogni apporto nutritivo. Sarà sempre il nutrizionista a indicarle anche la necessità o meno di assumere le giuste dosi di integratori alimentari di vitamine, laddove anche una corretta alimentazione dovesse non funzionare completamente. La madre quindi deve prestare molta attenzione al proprio regime alimentare seguendo una dieta bilanciata dal punto di vista sia dei minerali che delle vitamine necessarie a un corretto sviluppo del feto, altrimenti il bambino potrebbe pagarne dure conseguenze alla nascita. Inoltre la mamma deve anche imparare a gestire bene i pasti: non è solo importante la qualità del cibo che deve assumere, ma anche la quantità. Considerando che la nausea si accentua con la fame, è auspicabile consumare più pasti al giorno al posto dei classici tre, in questo modo lo stomaco evita di lavorare a vuoto. La nausea del risveglio, infatti, andrebbe combattuta prima di levarsi dal letto facendo uno spuntino a base di carboidrati, e bisogna evitare tutte quelle bevande che accrescono l’acidità di stomaco, quali il caffè e le spremute. Quindi è consigliabile consumare fibre a colazione come cereali o bastoncini di cereali, avere l’accortezza di bere molto acqua durante la giornata, non meno di due litri al giorno, portare a tavola soprattutto frutta, verdura, legumi, pasta e pane integrali. Ovviamente durante la gravidanza bisognerà necessariamente rinunciare a cibi fritti, troppo salati, troppo grassi, piccanti o speziati, e ai dolci. Questo divieto vale anche e soprattutto per le bibite: niente bevande frizzanti o alcoliche, né birra né vino né cocktail vari.

Importante anche cercare di essere regolari nell’assunzione dei pasti, ovvero mangiare più o meno sempre intorno agli stessi orari e non assumere cibo dopo le 21, affinché lo stomaco non risulti pieno nel momento del riposo notturno.

Seguendo un corretto regime alimentare non solo per il proprio benessere ma soprattutto per quello del feto, si dovrebbe anche riuscire a controllare l’aumento di peso mensile, che non dovrebbe superare gli undici chili totali: non bisogna mica mangiare davvero per due! Di solito l’incremento del peso ideale varia dai nove agli undici chili e in genere si distribuisce lungo tutto l’arco della gravidanza: nel primo trimestre si dovrebbero metter su uno o due chili, non più di quattro o cinque chili a venti settimane e al massimo otto chili a trenta settimane.



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