Allattamento al seno: tutti i vantaggi

Quanto è importante che il neonato sia allattato al seno? Perché alcune mamme non riescono a fornire i giusti nutrienti al proprio bambino attraverso il latte materno? Vediamo cosa comporta e quanto è importante l’allattamento al seno.

allattamento al seno

Allattamento al seno: sì o no?

Qualsiasi medico oggi riconosce e approva l’importanza dell’allattamento al seno, per questo la scelta deliberata di una neomamma di non allattare al seno fa sempre discutere. L’Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che ogni mamma è in grado di allattare il proprio piccolo e sarebbe consigliabile farlo, perché solo il latte materno riesce a fornire al neonato quei nutrienti di cui ha bisogno, eppure non è raro oggi che molte mamme che affrontano l’allattamento al seno lo trovino particolarmente difficile e scoraggiante. Perché? Secondo uno studio pubblicato sul Journal of American Academy of Pediatrics, il 92% delle madri si preoccupa della propria capacità di allattare il neonato nei primi giorni di vita, perché non si sente all’altezza della situazione o, peggio, non sente subito stabilirsi il legame con il neonato, eppure le prime 72 ore di vita sono essenziali per il bambino. Il latte che la mamma può fornire al neonato nei primi tre giorni di vita è fondamentale perché ricco di proteine, sali minerali e anticorpi che iniziano a formare il sistema immunitario del neonato e proteggono il suo fragile tratto intestinale. Gli anticorpi presenti nel latte materno, infatti, agiscono come un vero e proprio vaccino, inoltre attraverso l’allattamento il piccolo impara a coordinare i suoi primi movimenti ovvero suzione, deglutizione e respirazione, che saranno resi ancora più semplici se il neonato non avverte tensioni  dalla madre. È proprio il saper essere pazienti e rilassate il segreto per approcciarsi nel miglior modo possibile all’allattamento al seno.  Per sentirsi più sicure in questa delicata fase, può essere utile  far pratica prima del parto frequentando i corsi prenatali, dove viene mostrata la giusta posizione da assumere per favorire l’allattamento del bambino. Anche se si dovessero riscontrare problemi al seno come l’insorgere di ragadi o difficoltà della mammella a essere succhiata dal neonato, è possibile risolverli rivolgendosi al proprio medico di fiducia. L’importante è affrontare qualsiasi tipo di problema con un atteggiamento sereno e ottimista.

Rapporto mamma e neonato

L’allattamento al seno è un’esperienza unica che crea un profondo legame emotivo con il proprio piccolo, per questo è necessario porsi con lo stato d’animo giusto. Non solo la mamma ma anche il neonato deve fare pratica nell’allattamento, per cui è necessario provare anche diverse posizioni prima di trovare quella che risulti congeniale e comoda a entrambi. I vantaggi dell’allattamento al seno sono evidenti per mamma e figlio: durante l’allattamento viene rilasciata l’ossitocina nel cervello e viene stimolato il contatto con la mammella, l’ossitocina, conosciuta anche come l’ormone dell’attaccamento,  nel neonato contrasta l’effetto del cortisolo, l’ormone dello stress, e ne migliora la memoria emozionale e la tendenza alla socializzazione, ma soprattutto favorisce quel senso di sicurezza che dura tutta la vita. Per questo le neomamme devono fare attenzione a non farsi prendere dallo sconforto o dalla delusione se non riescono subito ad allattare il neonato come si vorrebbe. L’allattamento richiede tempo e, anzi, se ci si sente in difficoltà è sempre meglio chiedere aiuto al proprio medico per capire cosa non va. Nel caso la mamma non abbia sufficiente latte, non deve rinunciare al contatto con il bambino: è essenziale stabilire un rapporto anche solo tenendolo in braccio mentre si allatta con il biberon, in questo modo gli si trasmetterà il proprio senso di serenità e la propria sicurezza.



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