Come coltivare i frutti di bosco per la vendita

I piccoli frutti di bosco, come more e lamponi, ma anche mirtilli, ribes e uva spina, sono molto conosciuti e apprezzati, ma raramente coltivati per la vendita; per questo possono diventare un ottimo business. Scopriamo come coltivarli e cos’è necessario per aprire un’attività di coltivazione di frutti di bosco.

Come coltivare i frutti di bosco

Come coltivare i frutti di bosco per la vendita

I frutti di bosco sono molto apprezzati sia come varietà di frutto, sia per la preparazione di confetture, sciroppi, liquori e gelatine; inoltre da alcuni anni vengono impiegati anche ad uso farmaceutico grazie alle loro proprietà benefiche. La coltivazione di questi deliziosi frutti è piuttosto rara, poiché sono sempre stati raccolti nella loro crescita spontanea e, anche per questo, il loro acquisto è tutt’altro che economico.

Decidere di intraprendere una coltivazione di questo genere può essere un’ottima fonte di reddito e diventare un’attività part time, da curare nel tempo libero dato che le tecniche di coltura sono piuttosto semplici e a livello di budget non implica un costo iniziale molto elevato.

Per avere successo nella coltivazione finalizzata alla vendita, è necessario produrre prodotti di qualità; in questo contesto la coltivazione biologica è il metodo ideale per offrire frutti genuini, il cui sapore sarà decisamente migliore rispetto a quello dei prodotti industriali.

La differenza di costo tra frutti di bosco biologici e quelli prodotti industrialmente deriva dal valore aggiunto della loro qualità; i prodotti industriali non possiedono le stesse qualità benefiche e tantomeno lo stesso sapore unico dei prodotti biologici e freschi: questo diverta, quindi, la chiave di successo per far crescere il business.

La coltivazione dei frutti di bosco

I frutti di sottobosco, come more, lamponi e ribes sono piante arbustive cespugliose che crescono molto e producono grandi quantità di frutti; queste varietà necessitando di strutture di sostegno per crescere bene e per evitare che si sviluppino in maniera disordinata.

Di conseguenza è necessario dotare le piante di tralicci o strutture a rete, anche per facilitare la raccolta e i lavori di manutenzione, quali la potatura. I sostegni necessari per queste piante sono di semplice realizzazione, poiché non dovranno sostenere grossi pesi, e sarà quindi possibile crearli da sé, con un minimo investimento di denaro.

Altro discorso per le fragoline di bosco e i mirtilli, che si sviluppano lungo il terreno e necessitano di un semplice spazio libero per crescere nel migliore dei modi.
Per quanto concerne l’impianto e la coltivazione vera e propria di questi squisiti frutti occorre un impegno decisamente minore rispetto a quello necessario per avviare la coltivazione di altre piante da frutto come, ad esempio, pesche, mele o pere. Un grande vantaggio della coltivazione dei frutti di bosco è che queste piante iniziano la produzione molto rapidamente; fragole, more e lamponi iniziano a produrre a partire dall’anno successivo alla piantumazione, per i mirtilli e i ribes sarà necessario aspettare poco di più.

Altro pregio, molto importante nel caso dell’avvio di una produzione destinata al mercato, è il fatto che le piante dei frutti di bosco hanno bisogno di poco spazio per crescere; lamponi, more e ribes possono essere coltivati a ridosso di una recinzione, le fragoline e i mirtilli anche in vaso o all’ombra di altre piante.
Anche la raccolta dei frutti di bosco risulta più semplice rispetto a quella di altre tipologie di frutti: non saranno necessarie scale perché i frutti sono facilmente raggiungibili e non sarà necessario portare molti carichi pesanti.

Nella coltivazione dei frutti di bosco i lavori di manutenzione saranno limitati all’irrigazione e alla potatura, che sarà scarsa per quanto riguarda more, lamponi e ribes e assolutamente inesistente per le fragole e i mirtilli. Allo stesso modo i trattamenti antiparassitari che si rendono necessari per la coltivazione dei frutti di bosco sono pochi e molto limitati nel tempo rispetto a qualsiasi altra coltura di piante da frutto.

Tutti questi fattori rendono questo genere di coltivazione alla portata di tutti e il fatto che la cura dei frutti di bosco richieda poco tempo li rende perfetti per l’avviamento di un business part time. Potremo affermare che il momento più impegnativo, se si decide di avviare una coltivazione di frutti di bosco, sia rappresentato dalla raccolta; i frutti andranno raccolti rigorosamente a mano, per non danneggiare le piante, e il fatto che siano piccoli e delicati renderà l’operazione piuttosto lunga.

Unico limite di questi deliziosi frutti è che possono essere consumati freschi per pochi giorni e la loro conservazione è possibile solo per poco tempo; per questo andranno venduti (ai mercati, ai ristoranti, su altri canali di vendita) oppure trasformati (in liquori, sciroppi, marmellate).

Cosa serve per avviare una coltivazione di frutti di bosco

Uno dei metodi migliori è quello di affidarsi a uno specifico kit per l’imprenditoria che fornisce tutte le informazioni, nozioni e dati per avviare questo tipo di attività. Altrimenti, se volete fare da soli, dovete valutare in modo specifico questi fattori:

La zona

I frutti di bosco crescono in natura a diverse altitudini, si tratta di piante rustiche che si adattano molto bene a diverse tipologie di ambiente, sia per clima che per altitudine; ad ogni modo è meglio evitare di avviare la coltivazione in zone molto alte, dove gli abbassamenti termici e le gelate tardive potrebbero compromettere la maturazione dei frutti. Avviando la coltivazione nella giusta località sarà più semplice ottenere una grande produzione e anche il livello qualitativo ne gioverà molto. Se si possiede un appezzamento di terreno tutto sarà più facile, altrimenti sarà necessario acquistarlo o decide di affittarlo, con i conseguenti costi.

Il terreno

Il terreno deve avere un’ottima esposizione solare e, al contempo, essere riparato dalle correnti d’aria e dal eventuali gelate tardive. Sarà poi necessario preparare il terreno in funzione della specie che si desidera coltivare. I lamponi, ad esempio, prediligono un suolo ricco di sostanze organiche e ben drenante, le more richiedono un terreno piuttosto acido e privo di calcare.

L’irrigazione

Come per qualsiasi coltivazione, più o meno estesa, si rende necessaria la predisposizione di un impianto di irrigazione. La tipologia di impianto più consigliata è la cosiddetta micro-irrigazione, sia dal punto di vista dei costi che comporta, sia per il suo utilizzo.



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