Archiviare le foto digitali

Con il diffondersi della fotografia digitale ci troviamo di fronte al problema di come archiviare le immagini, spesso di dimensioni sempre maggiori man mano che aumentano le risoluzioni delle fotocamere, nel modo più comodo e sicuro e soprattutto facilmente recuperabile in tempi brevi. In più, nasce anche l’esigenza di poter trasportare queste immagini ovunque andiamo per poterle visualizzare da qualsiasi computer.

Archiviare le foto digitali

Il mercato della moderna tecnologia per lo storage di file ci viene quindi incontro proponendoci tutta una gamma di soluzioni sia hardware che software per un’archiviazione intelligente delle nostre fotografie digitali… ma spesso proprio la vastità di questa offerta ci porta a confrontare le varie proposte per individuare quella che meglio si adatta alle nostre esigenze e anche alle nostre possibilità economiche.

Tendenzialmente, a parte dover distinguere tra il materiale professionale da ufficio e Soho (Small Office Home Office), è necessario operare una prima distinzione tra soluzioni hardware e soluzioni software, ossia i ‘contenitori’ veri e propri dove andremo a salvare i nostri file, e i programmi che ci consentono di gestirli nel modo più comodo.

Sistemi hardware per archiviare le foto digitali

Il settore di soluzioni per lo storage di informazioni digitali ci propone due tipi di device elettronici per l’immagazzinamento, ossia i hard disk e i supporti ottici, cioè Cd e DVD. In entrambi i casi parliamo di dischi, nel primo caso atti a raccogliere tracce magnetiche, nel secondo caso tracce ottiche incise sulla superficie del disco da un laser.

Per quel che riguarda i vantaggi e le criticità di questi sistemi, nel caso degli hard disk il vantaggio sta sicuramente nella loro velocità, nei tempi di accesso piuttosto ridotti, nella possibilità di sovrascrivere i file e nella facilità di creazione di grandi banche dati che permettono di individuare facilmente il file desiderato.

Dall’altra parte, sono considerevolmente più costosi rispetto ai CD o ai DVD e sono anche molto più fragili: basta una vibrazione decisa, un urto, uno sbalzo di tensione o una forte sollecitazione magnetica, ad esempio quella esercitata da un woofer, per mettere a rischio i dati salvati al suo interno. E visto che in quando a capacità di storage ormai si parla non più di gigabyte ma addirittura di terabyte, è evidente che danneggiare irreparabilmente un hard disk porta alla perdita di una grandissima quantità di dati.

Supporti ottici come CD e DVD invece hanno il vantaggio di essere economicamente molto accessibili e molto duraturi, nonostante siano sensibili ai graffi, ma hanno una capacità di immagazzinamento ridotta e potrebbero portare a incompatibilità: soprattutto nel caso dei modelli con maggiore densità, potrebbe capitare che non siano letti facilmente da tutti i lettori.

Per quel che riguarda il costo, a parità di capienza il sistema più economico è rappresentato dai DVD; i CD in proporzione costano circa il doppio mentre gli hard disk arrivano a costare tre volte tanto.

RAID: Redundant Array of Indipendent Disks

Ovviamente anche la tecnologia relativa alla produzione dei dischi rigidi ha fatto i suoi progressi che si sono concretizzati nel sistema (Redundant Array of Indipendent Disks), un sistema che offre grandi capacità di immagazzinamento e velocità di accesso impressionanti.

Questi modernissimi sistemi vengono impiegati attualmente nei settori professionali, ad esempio nel montaggio televisivo non lineare o installati nei server, in quanto offrono una grandissima quantità di dischi che lavorano simultaneamente assicurando la massima integrità e sicurezza dei dati, che vengono scritti in più dischi allo stesso tempo e prestazioni molto migliorate rispetto ai ‘normali’ hard disk: i file infatti vengono suddivisi in diverse parti, a loro volta scritte su diversi dischi, rendendo decisamente più veloce l’accesso alle informazioni.

Sempre per ridurre il tempo necessario all’accesso ai dati sono state create speciali testine di lettura di dimensioni e peso ancora più ridotti, mentre lo stesso disco o gli stessi dischi che ruotano attorno al medesimo asse motore hanno una velocità di rotazione sempre più elevata.

Per fare un paragone, basti pensare che un ‘normale’ hard disk scelto tra quelli più economici ha una velocità di circa 5400 giri al minuto e tempi di accesso alle informazioni abbastanza elevati; un disco di media qualità ha una velocità 7200 giri al minuto e velocità di accesso di 9 millisecondi, che scendono a 4 millisecondi nel caso dei dischi che girano a 15.00 giri al minuto.

Archiviare immagini digitali

Flash card e HD stato solido

Questi particolari “dischi rigid”i non si possono definire dei veri e propri hard disk in quanto impiegano delle cosiddette ‘memorie flash’ Nand (ossia la stessa tecnologia che viene impiegata per le ‘pen’ USB che tutti ben conosciamo) e non da dischi ferromagnetici che ruotano. Gli hard disk con memoria allo stato solido offrono però innumerevoli vantaggi rispetto agli hard disk ferromagnetici, in quanto sono più resistenti, robusti, sicuri e dai consumi ridotti.

Oltre a questo, offrono l’accesso alle informazioni anche in caso non siano connessi a una conte di alimentazione e hanno una velocità elevatissima, con un tempo di accesso di circa un cinquantesimo rispetto agli hard disk magnetici.

Gli svantaggi sono ovviamente il loro prezzo ancora piuttosto elevato e ancora troppo poco capienti per essere utilizzati su larga scala come device per lo storage di informazioni digitali. Per il momento infatti vengono utilizzati principalmente come memorie di massa interne in quanto possono incrementare la velocità di avvio del sistema operativo, della maggior parte dei programmi e anche della stessa elaborazione, soprattutto nel caso di programmi come Photoshop, che impiegano grandi quantità di memoria virtuale.

Se vi state chiedendo quali tra le soluzioni sopraccitate sia quella migliore per il vostro archivio di immagini e di dati, la risposta ovviamente dipende dalla quantità dei dati che volete immagazzinare e da come desiderate organizzarli.

La cosa migliore sarebbe ovviamente quella di appoggiarsi a entrambi i sistemi, dotandosi di un paio di sistemi magnetici e un paio ottici. In questo modo vi assicurerete la totale sicurezza dei vostri dati, in quanto è praticamente impossibile che entrambi i sistemi si danneggino irreparabilmente, che una maggiore facilità di accesso e di reperimento.

Servizi di archiviazione immagini online

Le società che offrono servizi di archiviazione online non sono assolutamente da scartare in quanto consentono, previo il pagamento di un abbonamento o di una quota associativa, di poter immagazzinare i dati nei loro server, che sicuramente offrono sistemi di sicurezza e di salvaguardia dei dati superiori rispetto a quelli di un computer casalingo, per quanto possiate essere attrezzati con i migliori prodotti.

C’è da dire però che se queste soluzioni possono essere ideali per un’azienda commerciale, lo stesso non di può dire per chi lavora con le immagini o con la grafica, in quanto la possibilità di accedere velocemente ai dati dipende dalla qualità della connessione che si ha a disposizione. Nonostante tutto però questo sistema rimane comunque uno dei sistemi più validi per l’immagazzinamento delle informazioni, una volta che siano stati adeguatamente organizzati, realizzando il back up sui server della società che offre il servizio invece che su supporti ottici.

Per quel che riguarda le immagini, invece, ci sono molti diti web che offrono un servizio gratuito di immagazzinamento e di condivisione delle immagini, come ad esempio

  • Flickr
  • Picasa
  • Shutterfly
  • Webshots
  • Photobucket
  • Snapfish
  • Phanfare 
  • SmugMug

quest’ultimo a pagamento ma con maggiori funzioni, ad esempio l’upload dei file raw.

A questi vanno ad aggiungersi quelli messi a disposizione dalle più celebri case fotografiche, come ad esempio

  • Canon iMage Gateway
  • Nital Community
  • Kodak Easy Share Gallery

Per quanto possano essere utili come spazi per l’archiviazione di immagini però, la loro funzione principale resta quella della condivisione infatti vengono vissuti dagli utenti come delle vere e proprie vetrine dove esporre le proprie fotografie, e nella maggior parte dei casi le immagini che possono essere caricate non devono superare una data dimensione e spesso ogni utente ha a disposizione un tot di megabyte oltre il quale non può più caricare immagini.

Come gestire un archivio di fotografie digitali

La gestione software di un archivio digitale è un argomento molto delicato in quanto la sua ottimizzazione dipende soprattutto dalla quantità di immagini che si possiede e dal modo in cui si desidera organizzarle. Esistono in ogni modo tantissime soluzioni che spesso prevedono un lavoro iniziale molto lungo.

Se vogliamo generalizzare, possiamo dividere i tipi di archiviazione di immagini in due categorie: la prima riguarda i professionisti che operano in modo autonomo, la seconda riguarda le grandi banche immagini.

Nel caso del professionista che lavora in proprio, nella maggior parte dei casi dispone di parecchie immagini che presentano contenuti simili e che possono quindi essere collegate a un cliente predefinito. Quindi invece di archiviare le foto una per una può archiviare un intero gruppo di immagini, ad esempio dotando tutte le immagini, nel loro titolo, di un’unica parola chiave che sarà poi utilizzata per la ricerca.

Le banche di immagini e le agenzie più conosciute spesso utilizzano software molto complessi creati ad hoc e che utilizzano protocolli internazionali, dove ogni immagine dispone di tantissime parole chiave, di data, ora e autore dello scatto, di soggetto o evento ripreso e di localizzazione geografica. Interessante notare che questi sistemi sarebbero ideali anche per un semplice fotoamatore che vuole archiviare le sue foto, caratterizzate dalla massima discontinuità di soggetti, temi, eventi, etc.

Software per gestire archivi di immagini digitali

In ogni modo, i professionisti che desiderano organizzare le proprie immagini in comodi archivi digitali hanno a disposizione diversi sistemi di organizzazione. Il primo sistema è costituito dai database relazionali come FileMaker Pro 10 e Pro 10 Advanced, che permettono di redigere una scheda con le parole chiave che possono poi essere utilizzate in un secondo tempo per recuperare le immagini.

Altrimenti esistono una categoria di programmi che funzionano come browser professionali, tra cui citiamo Aperture di Apple o Lightroom di Adobe, e che permettono di selezionare, comparare, organizzare ed ‘editare’ le fotografie digitali.

Anche se non sono software di archiviazione a tutti gli effetti, permettono comunque di creare librerie organizzate in modo intelligente, facilmente e rapidamente accessibili. Un altro punto di forza di questi programmi è il fatto che spesso possono essere utilizzati anche come programmi per la rielaborazione digitale delle immagini, al posto del più costoso e complesso Photoshop.

In ogni caso, indipendentemente dal programma che si utilizza per creare un archivio digitale di immagini, una delle prime cose da tenere presente è l’importanza della parola chiave che si assegna alle immagini, che devono essere brevi ma allo stesso tempo descrittive, per permettere un facile recupero del file o dei file desiderati.

A questo proposito è sconsigliabile anche utilizzare abbreviazioni che nel tempo possono perdere di significato e diventare incomprensibili, parole troppo comuni che possono essere dimenticate, come invece è consigliabile al contrario creare un indice digitale per rendere più rapida la ricerca e l’archiviazione delle immagini.

Da non dimenticare l’ottimo ACDsee, formidabile anche nelle vecchissime versione.

Sistemi portatili per archiviare immagini digitali

Tutte le soluzioni di catalogazione, archivio e condivisione di immagini offerte dalla rete non preclude il fatto che a volte possiamo aver bisogno di portare ‘materialmente’ le nostre immagini con noi.

Se prima a questo scopo venivano utilizzati principalmente supporti ottici, oggi i CD e i DVD vengono sempre più spesso rimpiazzati da dispositivi elettronici come le chiavette USB, chiamate anche flash pen o pen drive, le memorie sempre più capienti dei telefoni cellulari, dotati anche di appositi ingressi per micro card, gli stessi PC portatili o palmari o i PhotoVIewer, ossia apposite console dotate di un piccolo monitor per la visualizzazione delle fotografie digitali.

I prodotti sul mercato

Ecco una breve panoramica su quello che ci mette a disposizione il mercato in fatto di prodotti per l’archiviazione e lo storage di immagini digitali, in ordine alfabetico.

  • Apacer
  • Apple
  • Canon
  • Emtec
  • Epson
  • Estron
  • Fuji Magnetics
  • Hewlett-Packard
  • Imation
  • Kingston
  • LaCie
  • LG
  • Panasonic
  • PNY
  • Sandisk
  • Seagate
  • Sony
  • Toshiba
  • Transcend
  • Traxdata
  • Verbatim


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