Valeriana

Conosciuta sin dai tempi antichi, la valeriana è una preziosa erba officinale ad azione ipnoinducente, tranquillante e neurotonica. Essa viene impiegata con successo nel campo della fitoterapia e della medicina naturale come rimedio per ansia e stress, ma anche per migliorare il sonno e trattare alcuni tipi di manifestazioni dolorose. In questa guida sulla valeriana approfondiremo le conoscenze riguardo alle caratteristiche di questa pianta, alle sue interessanti applicazioni terapeutiche con un doveroso accenno alle precauzioni d’uso.

Identikit della Valeriana

La valeriana è una pianta perenne appartenente alla famiglia delle Valerianaceae, il cui nome scientifico è Valeriana officinalis; il genere comprende oltre 150 specie. In particolare la officinalis è nativa dell’Europa e dell’Asia occidentale, ma con il passare del tempo è stata introdotta dall’uomo anche in altre aree del pianeta come ad esempio l’America settentrionale, dove si è naturalizzata. Secondo l’etimologia, il termine valeriana deriva da valere (“avere forza”, “essere robusto”): chiara indicazione delle efficaci proprietà medicamentose della pianta.

Viene utilizzata come erba medicinale sin dai tempi degli antichi greci e romani. Ad esempio il grande medico greco Ippocrate fu il primo, cavallo del IV-V secolo a.C., a descriverne le proprietà, mentre Galeno era solito prescriverla come rimedio contro l’insonnia; altri usi erano come rimedio per le fitte addominali dolorose e la gotta. Fu tuttavia solo verso il 1860 che il medico tedesco Christoph Wilhelm Hufeland descrisse ed indicò in modo approfondito le proprietà neurotoniche e tranquillanti.

Valeriana

La valeriana è una pianta erbacea che presenta ed una radice (rizoma) fibroso e consistente, che emana un odore decisamente penetrante e sgradevole. Da esso si dipartono stoloni, ovvero fusti aerei dal portamento eretto sul quale sono portate foglie composte di colore verde brillante, ciascuna delle quali è a sua volta costituita da un numero variabile (11-19) di foglioline che presentano una lamina dentata o intera.

I fiori sono di colore che va dal bianco al rosa chiaro, e caratterizzati da un profumo lieve e gradevole; sono riuniti in infiorescenze dette corimbi, e la fioritura avviene nei mesi estivi. Il frutto è un achenio, ovvero un seme dotato di diverse setole pelose che viene facilmente disperso dal vento.

Questa pianta cresce sino a quote di circa 1500 metri sul livello del mare, e predilige habitat caratterizzati da buona umidità ed ombreggiamento: si trova quindi spesso al margine dei boschi, in zone riparate dal sole e lungo le pareti rocciose.

Una curiosità: la pianta ha ispirato il nome di un amminoacido, la valina, che proprio in questa pianta venne scoperto ed isolato per la prima volta.

Proprietà medicinali della Valeriana

Nell’ambito della fitoterapia e della medicina, sia tradizionale che moderna, è un prodotto molto apprezzato per via delle sue proprietà medicamentose. Esistono in commercio diversi tipi di prodotto, preparati con la radice della pianta sottoposta ad un processo di triturazione, macerazione e disidratazione. Fra i più frequenti si trovano capsule e compresse, ma sono piuttosto diffusi anche oli essenziali, tinture madri, tisane, succo di pianta fresca, estratti secchi o liquidi.

In particolar modo gli oli estratti dalla radice sono caratterizzati da un colore giallo brunastro o giallo verdastro, e rappresentano solo una piccola quantità (0.5-2%, ma raramente più dello 0.8%) del peso totale. La quantità di oli contenuti varia in funzione delle caratteristiche del terreno nel quale si sviluppa la radice: sono scarsi in suoli umidi e fertili, mentre abbondano quando la pianta cresce in terreni aridi e sassosi.

Questi oli presentano un odore pungente molto caratteristico, simile a quello dei formaggi stagionati; poiché sono estremamente sensibili alle temperature e volatili, non dovrebbe mai essere impiegata acqua in piena ebollizione per preparare tisane di valeriana perché ciò comporterebbe l’allontanamento di questi composti biochimici fondamentali.

Le principali sostanze metabolicamente attive contenute nella valeriana sono rappresentate da:

  • Alcaloidi (valerianina, valerina, actinidina, catinina, shyanthina, alfa-pirrilchetone, chatinina);
  • Sesquiterpeni (acido valerenico, acido valerico, acido acetossivalerenico, acido idrossivalerenico);
  • Altri oli essenziali (valerenolo, valerenale, terpinolene, cariofillene);
  • Acido gamma-amminobutirrico;
  • Acido isovalerico;
  • Iridoidi (valtrato, isovaltrato);
  • Flavononi (esperidina, linarina, 6-metilapigenina);
  • Isovalerammide

La pianta è molto apprezzata per via del suo effetto depressivo del SNC (Sistema Nervoso Centrale), che dunque è ansiolitico, anticonvulsivo, blandamente sedativo e calmante nei confronti delle emicranie e di altre manifestazioni dolorose. La ricerca scientifica a tutt’oggi non è ancora riuscita a far completa chiarezza sul meccanismo d’azione dei principi attivi della valeriana, anche se sembra che alcuni di essi agiscano sui medesimi recettori del sistema neurotrasmettitore stimolati dalle benzodiazepine.

Per intenderci, questa classe di molecole è alla base di molti farmaci tranquillanti, ansiolitici e sedativi, e la valeriana può essere quindi utilizzata come un’alternativa ai farmaci benzodiazepinici e come prodotto di transizione per “disintossicare” l’organismo in seguito alla cessazione di tali terapie.

A cosa serve

La valeriana viene impiegata per il trattamento di insonnia e disordini del sonno, palpitazioni, stress, ansia, nervosismo, eccitabilità, manifestazioni isteriche, cefalea, vertigini psicogene, ma anche spasmi gastrici e colici, sindrome dell’intestino irritabile, bolo isterico, e dolori gastrointestinali di varia natura. La sua azione conciliante il sonno, in particolare, sembra essere altrettanto efficace sia nei confronti delle persone che presentano difficoltà nell’addormentarsi, sia per combattere i risvegli notturni.

Il giorno successivo all’assunzione non lascia un senso di torpore o sonnolenza, a differenza di alcuni farmaci per la cura dell’insonnia che inducono invece narcosi; a seconda della sensibilità individuale dell’organismo, gli effetti rilassanti della valeriana possono manifestarsi sia immediatamente in seguito all’assunzione sia dopo qualche giorno (o settimana) di trattamento continuativo.

L’utilizzo può anche giovare in caso di sindrome premestruale, dei disturbi mestruali e di quelli legati alla menopausa. Il suo effetto anticonvulsivo e di abbassamento della pressione sanguigna viene sfruttato in alcuni casi anche come terapia complementare per l’epilessia. Sembra che causi anche un sensibile peggioramento del sapore del tabacco, pertanto essa può essere impiegata come aiuto per smettere di fumare.

Anche per un uso esterno può essere preziosa: viene infatti impiegata per il trattamento di foruncoli, acne, varici, ulcere, piaghe e piccole ferite in genere.

Per acquistare on line la valeriana ci sono numerosi siti, tra cui sicuramente Anastore.

Altri utilizzi

I fiori sono contraddistinti da un profumo delicato e molto gradevole, e soprattutto attorno al sedicesimo secolo erano molto popolari i profumi preparati con questo ingrediente.

Gli oli essenziali contenuti nella radice possiedono un’insolita proprietà: sono infatti in grado di attirare i gatti, come accade con la Nepeta cataria (conosciuta più frequentemente come erba gatta). Il composto responsabile di questo effetto attrattivo è l’actinidina, il cui odore è molto simile quello dell’urina dei gatti; anche i topi ed i ratti sembrano essere richiamati dalla valeriana.



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