Malva

Preziosa pianta officinale molto comune in tutta Italia, la malva si fa apprezzare per le sue proprietà lenitive, calmanti ed emollienti. Sin dai tempi antichi essa è utilizzata come rimedio tradizionale nei confronti di affezioni dell’apparato respiratorio, stitichezza, infiammazioni delle mucose, ma anche per il trattamento di punture d’insetto, ipersensibilità della cute e molte altre applicazioni ancora. In questa guida approfondiremo le conoscenze sulla malva, scoprendo le sue caratteristiche distintive e le sue interessanti applicazioni terapeutiche.

Malva

Identikit della Malva

La malva, o Malva selvatica, è una pianta appartenente alla famiglia delle Malvaceae il cui nome scientifico è Malva sylvestris. Il nome Malva deriva dal latino e significa “molle”: chiaro riferimento alle proprietà emollienti che sono comuni a tutte le specie appartenenti a questo genere. Già gli antichi romani, infatti, conoscevano ed apprezzavano le proprietà della malva: Plinio il Vecchio affermava che un preparato a base di succo di malva assunto quotidianamente potesse allontanare ogni genere di malessere, sulla tavola di Cicerone non mancavano mai dei teneri germogli di malva, mentre Marziale la consigliava come rimedio ai postumi dei dissennati festini in uso all’epoca. Grazie alle sue proprietà, in Italia attorno al sedicesimo secolo la malva veniva definita “omnimorbia”, perché ritenuta in grado di curare tutti i mali.

La malva è una pianta erbacea molto diffusa ed originaria dell’Europa e dell’Asia; con il passare del tempo essa è stata introdotta anche in altri continenti come l’America settentrionale e l’Australia, dove si è perfettamente naturalizzata. La malva presenta un ciclo annuale in Africa settentrionale, biennale nelle zone affacciate sul bacino del Mediterraneo e perenne in tutte le altre aree di diffusione. La malva è caratterizzata da un fusto vigoroso dal portamento eretto, la cui altezza è di circa un metro e sul quale sono portate delle foglie di forma tondeggiante. Ogni foglia presenta un picciolo lungo 2-10 centimetri ed è composta da un numero variabile di lobi (da tre a nove), con un diametro complessivo è di 5-10 centimetri. Il fiore della malva è di colore rosato-violaceo brillante, con cinque petali bilobati dal margine seghettato che presentano venature più scure e sono leggermente corrugati nella parte inferiore. Il frutto è una piccola noce che a maturazione è di colore marrone-verdastro o marrone, con superficie è reticolata e diametro di circa 5-7 millimetri.

La malva selvatica cresce spontaneamente nei pressi dei campi coltivati e nei pascoli, lungo le strade e al margine dei boschi, dalle zone pianeggianti sino a quelle submontane (circa 1500 metri sul livello del mare). Data la sua diffusione, chiunque può raccogliere questa pianta per sfruttarne le proprietà benefiche: i fiori devono essere prelevati appena schiusi, mentre le foglie possono essere raccolte da giugno a settembre. In seguito alla raccolta è sufficiente far essiccare all’ombra le parti vegetative, conservandole poi in vasetti di vetro (o porcellana) a chiusura ermetica posti al riparo dall’umidità, dalle fonti di calore e dalla luce.

Proprietà officinali della Malva

Dal punto di vista medicinale la malva viene utilizzata soprattutto per le sue proprietà emollienti e lenitive. Esistono in commercio diversi tipi di prodotti, rappresentati principalmente da fiori e foglie essiccate, tisane, capsule, soluzioni per gargarismi e risciacqui e caramelle.

I più importanti principi attivi presenti nella malva sono rappresentati da:

  • Mucillagini;
  • Antociani;
  • Tannini;
  • Acido caffeico;
  • Acido clorogenico;
  • Flavonoidi

Il contenuto in mucillagini è particolarmente elevato nei frutti, con i quali si preparano decotti dall’azione lenitiva e diuretica. Le foglie, invece, presentano un’ottima azione emolliente e vengono solitamente impiegate per la preparazione di cataplasmi caldi da applicare sulla cute, che si impiegano anche per il trattamento di stati dolorosi di muscoli ed articolazioni. Fiori e foglie, ricchi in mucillagini, sono apprezzati per loro proprietà fluidificanti ed espettoranti e vengono impiegate per il trattamento delle forme catarrali (tosse e raffreddore) delle vie aeree superiori. Le proprietà calmanti ed emollienti della malva sono utili anche per alleviare le infiammazione delle mucose dell’apparato respiratorio.

Le tisane a base di malva, oltre ad essere bevande gradevoli e rilassanti, sono anche preziose per idratare ed ammorbidire le mucose intestinali, e grazie alla presenza delle mucillagini svolgono un’azione di benefica stimolazione della peristalsi con conseguente miglioramento del transito intestinale. L’azione lassativa è blanda e dolce, perciò la malva può essere tranquillamente impiegata anche in soggetti particolarmente sensibili come i bambini in età pediatrica, i convalescenti o gli anziani. Grazie all’effetto disintossicante, le tisane di malva possono essere impiegate per eliminare le tossine e depurare l’organismo.

Con la malva si possono preparare decotti da utilizzare per sciacqui e gargarismi, utili per combattere mal di denti, ulcere boccali, afte, gengiviti, stomatiti ed ascessi. Lo stesso effetto antinfiammatorio ed analgesico è utile anche per trattare pelli arrossate, interessate da foruncoli, pruriginose o irritate, nonché per lenire le infiammazioni vaginali. L’azione dolce della malva ne consente l’utilizzo anche per il trattamento delle parti del corpo più delicate e sensibili: un decotto preparato con questa pianta è utilissimo ad esempio per decongestionare e rinfrescare la mucosa degli occhi.

Le foglie di malva possono essere strofinate direttamente sulla pelle in seguito alle punture di insetto, permettendo così di lenire l’infiammazione, il gonfiore ed il dolore.

Una cura tradizionale è il cosiddetto “unguento della foglia santa”, preparato facendo bollire malva fresca e burro (in proporzione di tre parti a quattro) sino alla completa evaporazione dell’acqua contenuta nei frammenti vegetali. L’unguento così ottenuto si applica solitamente sulla pelle del viso e del corpo come idratante e lenitivo, ma è utile anche in caso di ferite, eruzioni cutanee, scottature, piaghe, ustioni, punture di insetti o per migliorare la cicatrizzazione e la guarigione delle ferite.

Altri utilizzi della Malva

I fiori di malva venivano utilizzati, in passato, durante le celebrazioni per le feste di primavera tipiche della tradizione dell’Europa settentrionale: questi venivano sparsi sulle soglie delle abitazioni, oppure intrecciati in ghirlande o corolle. La malva è anche una pianta ornamentale molto gradita, che coltivata in parchi e giardini garantisce una fioritura colorata ed appariscente che si prolunga anche per molti mesi. La selezione da parte dell’uomo ha permesso di ottenere molte cultivar ornamentali di malva, ed in particolare le più apprezzate sono Zebrina, Mystic Merlin, Cottenham Blue, Brave Heart e Magic Hollyhock.

Le giovani foglie ed i germogli di malva bolliti sono tradizionalmente utilizzati come verdura di contorno in diverse parti dell’Europa mentre, al contrario, la specie non è gradita al bestiame al pascolo che tende ad evitarne il consumo.

Storicamente, la malva era impiegata per la produzione di coloranti naturali impiegati in tintoria per ottenere un colore giallo, crema o verde a seconda delle diverse parti della pianta utilizzate.

Precauzioni d’uso, effetti collaterali ed interazioni con farmaci

La malva è un prodotto erboristico ben tollerato dall’organismo, che non presenta controindicazioni e può essere perciò usato anche in gravidanza ed allattamento, nonché dai bambini in età pediatrica. Non sono inoltre state individuate dosi massime di assunzione che possano innescare effetti collaterali di alcun genere.



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