Ginseng

Il Ginseng è una pianta di origine asiatica e nordamericana, considerata dalla medicina naturale uno dei più preziosi alleati per trattare casi di debolezza, astenia, convalescenza. Si tratta di una radice conosciuta da secoli dalle medicine tradizionali dei popoli di diversi continenti, ed utilizzata per via delle sue proprietà rinforzanti, energizzanti e tonificanti. Ecco una guida sul Ginseng, prodotto che arriva da terre lontane che può rappresentare anche per noi occidentali una vera e propria fonte di energia, salute e benessere.

Ginseng

Introduzione al ginseng

Il Ginseng è una pianta appartenente alla famiglia delle Araliaceae, rappresentata da undici diverse specie tutte appartenenti al genere Panax. Si tratta di piante perenni caratterizzate dalla presenza di una radice carnosa e dalla crescita lenta, originarie di zone fredde dell’emisfero boreale quali il Nord America e soprattutto l’Asia orientale, ed in particolar modo di Vietnam, Cina del nord, penisola coreana e Siberia orientale. La specie di Ginseng più utilizzata è la Panax ginseng, o Ginseng asiatico; sono diffuse anche la Panax vietnamensis, originaria del Vietnam, la Panax japonica, originaria del Giappone, e la Panax quinquefolius, ovvero la varietà nordamericana di Ginseng.

L’origine del termine Panax è da ricercarsi nelle parole greche pan (“tutto”) ed akèia (“rimedio”, “cura”), il cui significato è, letteralmente, “cura per tutti i mali”: la medesima etimologia la ritroviamo, tanto per intenderci, anche nel comune termine panacea. Ginseng, invece, è un termine che deriva dalla parola cinese rènsh?n, che sta a significare “pianta dell’uomo”: e questo perché la radice ha in genere una forma biforcuta, che assomiglia alle gambe di un essere umano.

Il Ginseng è una pianta che, una volta giunta a contatto con l’Occidente, è stata oggetto di grande interesse ed apprezzamento per via delle sue proprietà tonificanti, rinforzanti e rinvigorenti. Negli ultimi anni è infatti in continua crescita il settore della medicina di tipo non convenzionale; basti pensare che, solo negli Stati Uniti, il Ginseng è uno dei prodotti erboristici più venduti. Ogni anno in questo Paese si spendono oltre 300 milioni di dollari per il Ginseng, che da solo rappresenta il 15-20% dell’intero mercato erboristico americano.

Probabilmente tendiamo ad associare il Ginseng alla medicina orientale, ma è doveroso ricordare che la radice era ben nota anche alle tribù di Nativi del Nord America: la Panax quinquefolius, o Ginseng Americano, era utilizzata da questi popoli esattamente come in Asia ed è stupefacente osservare questa convergenza di utilizzi in popolazioni che non avevano alcun contatto fra loro. I Nativi Americani, come ad esempio la tribù dei Cherokee, utilizzavano il Ginseng per la cura di coliche, crampi, dolori mestruali, stanchezza, debolezza e debilitazione. Particolarmente curioso è il fatto che questi popoli americani non solo usavano il Ginseng come i loro corrispettivi asiatici, ma usavano anche il medesimo appellativo per la radice, che loro definivano come… “il piccolo uomo”!

Proprietà del Ginseng

Le proprietà uniche del Ginseng vanno senza dubbio attribuite ad una classe di composti chimici che, fra l’intero patrimonio vegetale del pianeta, sono stati isolati esclusivamente in questa pianta. Si tratta dei ginsenosidi, composti metabolicamente attivi dei quali peraltro non sono ancora noti con esattezza tutti gli effetti: le ricerche mediche e farmaceutiche stanno negli ultimi anni dedicando molte risorse nello studio di questi composti poiché, come abbiamo visto, grande è l’attenzione rivolta al panorama delle medicine alternative. E, ovviamente, sono grandi i profitti in gioco.

Esistono diversi tipi di ginsenosidi, ciascuno dei quali presenta proprietà caratteristiche; tuttavia alcune ricerche svolte in Cina hanno dimostrato che ciascun ginsenoside agisce più efficacemente non allo stato puro, bensì quando si trova mescolato ad altre molecole “cugine”. Questa importante scoperta dimostra che i prodotti più efficaci a base di Ginseng devono essere ottenuti solo dalla radice intera.

Il ginseng viene utilizzato nei casi di debilitazione o affaticamento che possono essere dovuti a stress, traumi, ansia, affaticamento, disturbi di tipo stagionale o malattie. I preziosi principi attivi del Ginseng stimolano l’organismo rinvigorendolo e rinforzandolo, e sono in grado di aiutare il recupero della sana vitalità e del tono generale. In seguito all’assunzione di Ginseng sono spesso stati osservati miglioramenti dell’umore e delle performance psicofisiche dell’individui: il tutto si traduce perciò in un aumento dell’attività fisica ed intellettuale e del metabolismo basale, che possono contribuire alla riduzione del peso corporeo migliorando perciò il benessere complessivo dell’individuo.

Il Ginseng svolge un’azione cardioprotettiva, migliorando la funzionalità del muscolo cardiaco; a livello dei vasi sanguigni questa radice, grazie alla sua spiccata azione antiossidante, è in grado di facilitare la circolazione del sangue. Il miglioramento della circolazione può essere d’aiuto nel caso di disfunzioni erettili, ed è anche per questo che il Ginseng veniva considerato una radice afrodisiaca sia dalla medicina tradizionale coreana che da quella cinese. Il Ginseng contiene inoltre fitoestrogeni, ormoni vegetali chimicamente simili agli estrogeni femminili. Alcuni studi hanno dimostrato come gli estratti della radice siano in grado di stimolare la ghiandola pituitaria, incrementando la produzione di gonadotropine. In altri studi sono stati osservati, in seguito alla somministrazione di prodotti contenenti ginsenosidi a giovani topi, una accelerazione dello sviluppo dell’apparato riproduttivo, la stimolazione della produzione di sperma e l’allungamento del periodo dell’estro nelle femmine.

Alcuni ginsenosidi sono ad azione antiallergica ed antinfiammatoria, e perciò possono essere utili per ridurre le risposte allergiche dell’organismo.

Alcuni ricercatori canadesi hanno isolato alcuni tipi di ginsenosidi in grado di ridurre la proliferazione cellulare e di causare la morte (apoptosi) delle cellule della leucemia umana (THP-1). Esistono inoltre ginsenosidi in grado di abbassare il tasso di glucosio del sangue, e che possono dunque essere utili ai fini del controllo dei livelli glicemici delle persone che soffrono di diabete; questo effetto anti-iperglicemico può essere utile anche per le persone sane poiché è stato notato che, in presenza di bassi livelli di insulina dovuti ad una corretta quantità di glucosio del sangue, diminuisce notevolmente il rischio di sviluppare il cancro.

Anche le persone in salute possono giovarsi degli effetti stimolanti ed energizzanti del Ginseng. Sono infatti molti gli studi che hanno dimostrato come l’assunzione di Ginseng prima di una prestazione sportiva sia in grado di aumentare il consumo di ossigeno, il battito cardiaco, la produzione di anidride carbonica, il tasso respiratorio e la quantità di acido lattico (un metabolita dei processi energetici) nel sangue. Il Ginseng accresce l’utilizzo dell’ossigeno da parte delle masse muscolari, e in questo modo permette un miglioramento delle prestazioni fisiche soprattutto per quanto riguarda gli sport aerobici (come, ad esempio, corsa, nuoto, ciclismo…). I ginsenosidi svolgono inoltre un’azione di stimolazione del cervello, migliorando perciò le funzioni psicomotorie e cerebrali complessive: un valido aiuto, dunque, per chi studia o lavora. Le stesse molecole possono perciò essere utilizzate per la cura dei malati del morbo di Alzheimer, agendo come riattivatori della funzionalità neuronale.

Il Ginseng può essere utile anche per scopi radioprotettivi: uno studio cinese ha dimostrato che la somministrazione del Si Jun Zi Tang, un preparato tipico della medicina tradizionale cinese il cui ingrediente principale è proprio il Ginseng, è in grado di contenere l’abbassamento dell’ematocrito in pazienti sottoposti a radioterapia.

Effetti collaterali e precauzioni di assunzione

Il Ginseng è noto per essere un prodotto generalmente ben tollerato; tuttavia è bene avvalersi del consiglio del proprio medico, farmacista o erborista di fiducia in caso di contemporanea assunzione di medicinali (sia da banco che con prescrizione medica). È generalmente sconsigliato ai pazienti in cura con farmaci antidepressivi di assumere Ginseng in concomitanza con la terapia farmacologica, poiché si possono manifestare tendenze maniacali, ansia, nonché l’inefficacia dei farmaci assunti.

In caso di assunzione di dosi eccessive di Ginseng si possono manifestare effetti collaterali dovuti all’iperattività indotta: perciò si parla di insonnia, irritabilità, tremori, palpitazioni, aumento della temperatura corporea, ma anche di diarrea, mal di testa, nausea, alterazioni della pressione sanguigna, sanguinamento del naso, dolori al seno. È giusto sottolineare che, nonostante la gravità di alcuni di questi effetti collaterali, essi si manifestano solo in caso di ingestione di grosse quantità di Ginseng, perciò la loro probabilità è molto remota.

Secondo la medicina tradizionale cinese è possibile trattare i sintomi di “overdose da Ginseng” con un decotto a base di g?n cao (Glycyrrhiza uralensis), un’erba nota anche con il nome di Liquirizia Cinese. Tuttavia, il miglior metodo è certamente quello di interrompere immediatamente l’assunzione di Ginseng e adottare tutte le misure necessarie per il trattamento dei sintomi.

È bene anche evitare di assumere il Ginseng in concomitanza con bevande o cibi ad effetto stimolante come, ad esempio, o caffè. Il consumo da parte delle donne in gravidanza dovrebbe essere quanto mai parsimonioso e saltuario.

In genere si consiglia di effettuare cicli di assunzione di Ginseng, piuttosto che assumere questo prodotto continuativamente: l’ideale è, ad esempio, consumare Ginseng per 4-6 settimane interrompendo poi l’assunzione per qualche tempo, in modo tale da permettere al corpo di “riposarsi”.

Prodotti a base di Ginseng

Esistono in commercio moltissimi prodotti contenenti Ginseng come ad esempio, compresse, bevande, tisane, estratti liquidi, tinture, polveri. In genere la radice di Ginseng viene commercializzata secca, sia intera che in pezzi; esiste anche un mercato di foglie essiccate di Ginseng che tuttavia non è molto diffuso, poiché i principi attivi contenuti nella radice sono di gran lunga più abbondanti.

Accanto ai tipici formulati erboristici si è sviluppato un florido mercato di prodotti ben più commerciali contenenti Ginseng, sull’onda dell’apprezzamento di massa nei suoi confronti. Seguendo dunque le tendenze di mercato più “modaiole” sono stati introdotti in commercio energy drinks, preparati per bevande, caffè, chewing gum e caramelle contenenti Ginseng, solo per citarne alcuni. Spesso, tuttavia, questi prodotti contengono quantità di Ginseng del tutto irrilevanti o meglio, per essere precisi, “dosi subcliniche”. Ciò significa che la loro ingestione avviene a dosi talmente basse da non essere in grado di indurre effetti osservabili. Insomma, è più l’etichetta a fare il suo effetto, piuttosto che il Ginseng effettivamente contenuto.

Esistono anche prodotti non alimentari contenenti Ginseng: ad esempio quelli dell’industria cosmetica, che sull’onda della moda del Ginseng ha lanciato sul mercato diversi tipi di prodotti specifici. Tuttavia, anche in questo caso è bene non farsi abbindolare: gli studi medico-scientifici non hanno dimostrato risultati clinici significativi conseguenti all’utilizzo di lozioni, creme, shampoo al Ginseng e quant’altro.

Il modo migliore per godere dei benefici apportati da questa preziosa radice è senza dubbio quello di acquistare prodotti venduti in farmacia o erboristeria, perciò controllati e dall’efficacia testata.

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Letture consigliate per approfondire

Titolo: Ginseng. La radice della vita
Autore: Nico Valerio
Editore: Aporie
Anno: 2000
Pagine: 261

Titolo: Conoscere e curarsi con il Ginseng
Autore: Stephanie Pedersen. Tradotto da D. Ballarini
Editore: IdeaLibri S.r.l.
Anno: 2002
Pagine: 64

Due testi completi e dettagliati per conoscere il Ginseng in tutti i suoi aspetti e per comprendere le sue potenzialità energizzanti, vitalizzanti, antiossidanti, stimolanti.



Una risposta

  1. Caterina Giacoia

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