Fucus

Il fucus è un’alga che cresce nei mari freddi di tutto l’emisfero boreale, e che viene ampiamente impiegata dall’uomo da moltissimo tempo. Essa viene coltivata e raccolta come una qualsiasi coltura agraria, seppur con metodi ovviamente differenti.

Trova un ampio utilizzo nel campo dell’industria alimentare come addensante, ma anche come integratore di iodio e rimedio naturale nei confronti di obesità, stitichezza, cellulite. In questa guida sul fucus scopriremo le sue origini, quali sono le sue caratteristiche e quali effetti benefici la sua assunzione è in grado di determinare a livello dell’organismo.

Fucus

Identikit del Fucus

Con il termine Fucus si identifica un genere di alghe, appartenenti all’ordine delle Fucales, particolarmente comuni in tutte le acque fredde del pianeta: dal mare del Nord al Baltico, dall’Oceano Pacifico a quello Atlantico. Le alghe del genere Fucus si rinvengono presso le coste entro certi limiti di profondità, e sono caratterizzate dalla presenza di un particolare pigmento di colore bruno, la fucoxantina, che “copre” il verde della clorofilla. Per questo le alghe appaiono di un caratteristico colore marrone, e sono pertanto dette alghe brune. Esistono al mondo oltre novecento diverse specie di fucus, a prevalenza marina (solo tre sono tipiche delle acque dolci); la specie di cui ci occuperemo è, in particolare, il Fucus vesiculosus.

Il fucus si presenta come un’alga dalle lunghe fronde (sino a due metri di lunghezza), caratterizzate da un venatura pronunciata e dalla presenza di vescicole contenenti aria disposte appaiate lungo la foglia. Le vescicole spesso non sono presenti nelle propaggini più giovani, e svolgono la funzione di galleggianti. Il Fucus vesiculosus è particolarmente comune lungo le coste riparate, e si trova sino ad un profondità di diversi metri; questa alga tende a formare foreste sommerse, creando quindi una zona di rifugio per diversi altri organismi marini come molluschi, specie ittiche e crostacei; la sua presenza tende inoltre a diminuire la sospensione di materiale dal fondo e l’erosione grazie alla presenza di un efficiente sistema radicale.

Talvolta, erroneamente, il fucus viene chiamato anche kelp: questi due termini non sono però sinonimi, poiché dal punto di vista biologico il kelp comprende alghe brune di un altro ordine, quello delle Laminariales.

Il Fucus vesiculosus è un’alga che ben si presta ad essere coltivata, poiché la sua riproduzione è veloce ed avviene soprattutto per via vegetativa: dai frammenti del tallo (cioè delle “foglie”) si possono infatti originare nuove alghe. La coltivazione avviene in tratti di mare caratterizzati da profondità non troppo elevate, in presenza di substrati ruvidi e resistenti all’azione del moto ondoso. La propagazione del fucus è garantita dai moti ondosi e dalle correnti, e la raccolta avviene mediante particolari attrezzature montate su barche. In genere, le alghe del genere fucus sono pronte alla raccolta a partire dal secondo anno di età. In alcune aree costiere il fucus viene raccolto e destinato all’alimentazione del bestiame, oppure impiegato come fertilizzante organico per le colture.

Una curiosità: la legislazione francese fu la prima a regolamentare, nel 1681, la raccolta delle alghe sulle proprie coste. Secondo un’ordinanza dell’epoca, infatti, veniva concesso a tutti di raccogliere il “goémon” (termine francese che identifica il fucus) che il mare naturalmente portava a riva, senza alcun diritto di proprietà. Leggi successive stabilirono inoltre le precise regole dell’attività di coltivazione e raccolta del goémon: sulle coste bretoni nacque così ufficialmente il mestiere di goémonier, ovvero “pescatore di goémon”.

Utilizzi alimentari e salutistici del Fucus

Dal punto di vista strettamente alimentare, il fucus viene commercializzato come un integratore spesso sotto forma di polveri, tavolette, compresse, estratto fluido o estratto secco; a livello industriale questo prodotto viene utilizzato come insaporitore ed additivo alimentare (addensante). Il suo utilizzo in cucina è soprattutto legato alla tradizione culinaria dell’Est asiatico e, in particolar modo, a quella del Giappone. A livello industriale si sfruttano le proprietà addensanti del fucus per la produzione di prodotti dolciari, sughi ed alimenti pronti all’uso, budini, caramelle, formaggi, gelati e come ingrediente di gomme alimentari.

Le principali componenti nutrizionali del fucus sono, in particolare:

  • Mucopolisaccaridi (acido alginico, fucoidano, laminarano);
  • Polifenoli (floroglucinolo, floroglucinolici, florotannini, fenilfloroglucinolo, fucoli);
  • Steroli (fucosterolo);
  • Mannitolo;
  • Proteine;
  • Lipidi (pirenoidi, galattolipidi, digliceridi solfati, mono– e poliesteri glicosilsolfati);
  • Pigmenti vegetali (fucoxantina, betacarotene…);
  • Vitamine (soprattutto B1, C, E e piccole quantità di vitamina B12);
  • Sali minerali (iodio, bromo, potassio, sodio, magnesio, ferro).

Questa alga marina fu riconosciuta come una importante fonte di iodio già nella metà del XIX secolo e venne largamente impiegata per la cura dello struma, una malattia anche grave caratterizzata dall’ingrossamento patologico della ghiandola tiroidea e causata proprio da una carenza di iodio.

Grazie all’elevato contenuto in iodio, il fucus viene impiegato come integratore alimentare e come coadiuvante nelle terapie per la cura di ipotiroidismo e struma. Poiché lo iodio agisce come stimolante tiroideo, già verso il 1860 si scoprì che la somministrazione di fucus era in grado di incrementare il metabolismo basale e, conseguentemente, di aiutare nella riduzione del peso corporeo. Per questo, il fucus venne aggregato alla categoria dei rimedi utilizzati per il dimagrimento, e svolge anche un’azione anticellulite.

Il fucus viene utilizzato per il trattamento del sovrappeso e dell’obesità anche perché le mucillagini di cui si compongono, una volta raggiunto lo stomaco, tendono ad assorbire acqua sino a cinque volte il proprio peso. Si forma dunque una massa gelificata il cui volume contribuisce al senso di sazietà, diminuendo quindi lo stimolo della fame e permettendo un minore apporto calorico. Inoltre la massa creatasi agisce come uno stimolante della peristalsi, ovvero favorisce il transito intestinale: si tratta infatti di un lassativo meccanico che può essere utilizzato in caso di stitichezza.

La creazione dei gel vischiosi a livello dello stomaco svolge inoltre un’azione protettiva nei confronti della mucosa gastrica, ed è utile per contrastare il reflusso gastroesofageo.

Sembra che il fucus sia in grado di influenzare l’andamento dei cicli mestruali femminili grazie alla presenza dei fitoestrogeni, sostanze metabolicamente attive e simili agli estrogeni femminili umani. Due studi recentemente pubblicati (2004 e 2005) e svolti in California hanno evidenziato, rispettivamente, come il fucus sia in grado di normalizzare i cicli irregolari e di incrementare la durata dei cicli stessi, diminuendo i giorni effettivi di mestruo.

La ricerca ha evidenziato che il Fucus vesiculosus è in grado di ridurre il contenuto di trigliceridi e colesterolo “cattivo” (LDL) nel sangue; inoltre questo integratore può determinare una significativa riduzione della glicemia sanguigna, fattore particolarmente importante nelle persone che soffrono di diabete.

Precauzioni d’uso ed effetti collaterali del Fucus

Poiché il fucus è una fonte rilevante di iodio, questa alga non deve essere utilizzata in pazienti che soffrono di ipertiroidismo. Se ne sconsiglia l’uso anche alle persone che soffrono di malattie cardiache, aritmie ed ipertensione, così come alle donne in gravidanza ed allattamento ed ai bambini di età inferiore ai 12 anni. A causa della sua peculiare azione a livello del sistema digerente, il fucus non deve essere utilizzato da persone che soffrono di disturbi cronici del tratto gastrointestinale come, ad esempio, coliti ulcerose, diverticolosi, reflusso
esofageo o ulcera duodenale o gastrica.

Gli effetti collaterali legati ad un dosaggio eccessivo di fucus sono rappresentati in genere da tremori, palpitazioni, irritabilità, tachicardia, aumento delle pulsazioni cardiache e dei valori di pressione, insonnia; in caso di prolungati e significativi superamenti della dose consigliata, si possono anche registrare casi si ipertiroidismo.

In genere si consiglia di effettuare cicli di trattamento a base di fucus della durata di non oltre 6-8 settimane, per poi osservare un periodo di pausa di qualche settimana prima di riprenderne l’assunzione. Il fucus è comunque ben tollerato dall’organismo, e non presenta tossicità; sono stati segnalati solo rari casi di reazioni di tipo allergico.

È bene consultare il proprio medico qualora si assumessero farmaci di qualunque genere (con obbligo di ricetta medica o da banco) e, soprattutto, antiacidi, lassativi, acido acetilsalicilico (aspirina), integratori alimentari (di vitamine, minerali o combinati), farmaci per il trattamento di tosse e raffreddore.



Una risposta

  1. luisa

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