Artiglio del diavolo

Originaria dell’Africa meridionale, l’artiglio del diavolo è una pianta ben conosciuta dalla medicina tradizionale del continente nero per via della sua capacità curativa delle affezioni reumatiche e dolorose, nonché come coadiuvante dei processi digestivi. Da circa un secolo questa pianta è arrivata in occidente entrando di diritto nella lista di prodotti erboristici dalla riconosciuta efficacia, con il vantaggio di presentare effetti collaterali praticamente nulli. Ecco una guida sull’artiglio del diavolo, prezioso alleato naturale per la salute umana.

L’Artiglio del Diavolo o Harpagophytum

L’artiglio del diavolo è una specie erbacea perenne originaria dell’Africa meridionale, il cui nome scientifico è Harpagophytum procumbens e che appartiene alla famiglia delle Pedaliaceae che, per intenderci, è la stessa del sesamo.

Questa pianta è particolarmente adattata ai climi aridi e desertici della Namibia, del Botswana meridionale (Ovamboland) e del deserto del Kalahari, arrivando ad estendersi sino alla Provincia del Capo Settentrionale, regione del Sudafrica settentrionale. Esiste anche una specie simile, l’Harpagophytumzeyheri, che cresce nella Namibia settentrionale e nell’Angola del sud.

Il curioso nome di questa pianta è dovuto all’aspetto del frutto, ovoidale e che presenta numerosi bracci coronati da una serie di uncini. Proprio da questa particolarità prende origine il nome Harpagophytum, che deriva da termine greco harpago che significa “uncino da arrembaggio”: i frutti di questa pianta tendono infatti ad appiccicarsi alle zampe ed al pelo degli animali selvatici, determinando spesso il fatto che i piccoli mammiferi ed i roditori non possano più liberarsi dalla presa.

Questi frutti causano spesso, con i loro duri uncini, ferimenti e sanguinamenti anche gravi, che talvolta portano alla morte dell’animale rimasto impigliato: ecco che quindi, nella terminologia volgare, la pianta è stata definita “artiglio del diavolo”.

Artiglio del diavolo

Tuttavia la parte più consistente della pianta si trova sottoterra, ben al riparo dal calore e dalla siccità. Superficialmente, infatti, l’artiglio del diavolo appare come una piantina di aspetto insignificante e di piccole dimensioni, mentre sotto il suolo è presente una grossa radice centrale dalla quale si dipartono alla ricerca di acqua radici laterali molto lunghe e ramificate, recanti piccoli tuberi nei quali viene immagazzinata l’acqua. Sono proprio queste radici laterali tuberizzate ad essere impiegate nella medicina tradizionale per via delle loro spiccate proprietà digestive, antiinfiammatorie, antiartritiche ed antidolorifiche.

I più importanti principi attivi che caratterizzano l’artiglio del diavolo sono l’arpagoside, un glucoside iridoide il cui contenuto varia dall’1 al 3.3% in entrambe le specie di Harpagophytum, il procumbide e il beta-sitosterolo, appartenente alla classe dei fitosteroli (ovvero degli steroli vegetali).

In commercio si trovano preparazioni farmaceutiche principalmente rappresentate da estratto secco titolato di artiglio del diavolo, tinture e capsule. Il sapore di questi prodotti è decisamente amaro; per questo l’assunzione non è per tutti gradevole.

Artiglio del diavolo

Artiglio del diavolo in erboristeria

L’artiglio del diavolo è una pianta che da sempre è conosciuta dalle popolazioni indigene del Sudafrica e dalla medicina tradizionale africana per via dei suoi effetti curativi e benefici sulla salute. Le tribù Boscimani, i Khoikhoin ed i Bantu lo utilizzano da sempre per combattere varie problematiche infiammatorie, come rimedio per la febbre e per curare le diverse problematiche legate al parto.

I colonizzatori europei rimasero colpiti dalle proprietà benefiche dell’artiglio del diavolo, e lo trasportarono in Europa verso i primi anni del ’900 per utilizzarlo come cura per l’artrite ed altre affezioni infiammatorie. A tutt’oggi questa pianta viene utilizzata per alleviare i dolori dovuti a reumatismi infiammatori ed artrite reumatoide, poiché la sua efficacia è stata dimostrata da studi approfonditi svoltisi soprattutto dopo gli anni ’50. Le ricerche hanno evidenziato l’efficacia dell’artiglio del diavolo come analgesico nei confronti di dolori dell’anca e del ginocchio in pazienti affetti da artrite.

Secondo la farmacopea, all’artiglio del diavolo sono riconosciute proprietà diuretiche, sedative, antispasmodiche ed analgesiche. Gli studi sono soprattutto focalizzati alla ricerca dell’efficacia nel trattamento del dolore cronico, piuttosto che di quello acuto. Uno studio pubblicato nel 2003 sulla rivista medico-scientifica Rheumatology e svoltosi in Germania dimostrò come pazienti sofferenti di mal di schiena e lombalgie cronici sottoposti a trattamenti a base di artiglio del diavolo o di Vioxx (un farmaco antiinfiammatorio non steroideo) non fossero in grado di distinguere quale medicinale fosse stato loro somministrato. In parole povere, l’effetto antiinfiammatorio ed antidolorifico dei prodotti contenenti artiglio del diavolo è paragonabile a quello dei medicinali della farmacologia moderna.

Alcuni studi effettuati sull’uomo dimostrano come l’estratto secco di Harpagophytum procumbens possa ridurre i dolori dovuti all’artrosi con un tasso di efficacia compreso fra il 42 e l’85%, percentuale che varia naturalmente a seconda del tipo di artrosi e della gravità dei suoi sintomi. In seguito all’inizio della terapia a base di artiglio del diavolo il cosiddetto periodo di latenza, ovvero l’intervallo di tempo necessario affinchè l’effetto si manifesti, è di circa 7-8 giorni. Il massimo dell’efficacia della cura si raggiunge all’incirca attorno al trentesimo giorno, e successivamente rimane costante.

Non si conosce ancora con esattezza quale sia lo specifico meccanismo d’azione dell’artiglio del diavolo; l’unica certezza è che esso agisce in modo differente rispetto ai farmaci antinfiammatori di sintesi. È questo il motivo, probabilmente, per il quale l’artiglio del diavolo non causa gli effetti collaterali (soprattutto a livello gastrico) che spesso si associano ai medicinali “ufficiali”.

L’artiglio del diavolo, a differenza di alcuni analgesici sintetici, è ben tollerato anche in caso di assunzioni continuative nel tempo: uno studio cita addirittura un periodo di trattamento di ben quattro anni consecutivi senza riscontro di alcun effetto collaterale. Secondo ricerche comparate, alcuni autori suggeriscono che l’utilizzo di prodotti contenenti un minimo di 50 milligrammi per dose di estratto standardizzato di artiglio del diavolo rappresenti l’equivalente di un dose di medicinale analgesico di sintesi.

In sostanza, la cura a base di artiglio del diavolo ha effetti analgesici identici, ma con il beneficio di presentare effetti collaterali pressoché inesistenti, e con una elevata tollerabilità da parte dell’organismo. A conferma di ciò, uno studio successivo dimostra come una dose giornaliera compresa fra 50 e 100 milligrammi di arpagoside abbia effetti ben superiori a quelli di un placebo, mentre risulta essere l’equivalente di 12.5 milligrammi al giorno di un farmaco analgesico sintetico (il succitato Vioxx). L’artiglio del diavolo rappresenta un valido sostituto alle terapie a base di farmaci di sintesi, e permette di ridurre il ricorso a prodotti a base cortisonica.

L’artiglio del diavolo viene utilizzato anche per la cura di disturbi ai reni, al fegato, alla cistifellea ed alla vescica. Il suo utilizzo stimola l’appetito e migliora i processi digestivi, ed è in grado di combattere il mal di stomaco e diversi disturbi gastrointestinali. L’artiglio del diavolo viene inoltre raccomandato come trattamento dei più diversi tipi di dolori come, ad esempio, lombalgie, dolori mestruali, emicranie, nevralgie, tendiniti, contusioni, torcicollo, sciatica ed altre infiammazioni muscolari.

L’estratto di radice di artiglio del diavolo rappresenta un efficace trattamento persino nei confronti della gotta, e questo perché i principi attivi in esso contenuti sono in grado di stimolare l’eliminazione dell’acido urico. La pianta è in grado anche di esercitare una blanda attività ipocolesterolemizzante grazie al contenuto di beta-sitosteroli, perciò può essere anche d’aiuto per chi soffre di elevata colesterolemia sanguigna. L’artiglio del diavolo svolge inoltre una discreta azione rilassante nei confronti della muscolatura liscia dell’intestino.

L’artiglio del diavolo viene inoltre impiegato per uso esterno, ed in particolar modo per la cura di ulcere, lesioni della pelle, piaghe e vesciche.

L’Artiglio del diavolo, o Harpagophytum, si può trovare in rete presso numerosi siti; uno dei migliori, e più affidabili, è Anastore.

Effetti collaterali e precauzioni d’impiego dell’artiglio del diavolo

L’artiglio del diavolo è una pianta praticamente atossica, che viene ben tollerata dall’organismo anche ad alte dosi di principio attivo senza alcun effetto collaterale evidente.

L’assunzione di prodotti a base di artiglio del diavolo deve tuttavia essere estremamente cauta in pazienti già in trattamento con altri prodotti farmacologici: è indispensabile, in questo caso, consultare preventivamente il proprio medico. In particolare, è stato evidenziato come l’artiglio del diavolo sia in grado di interferire con l’efficacia di preparati contenenti Warfarina (farmaci anticoagulanti) e Ticlopidina (antiaggreganti piastrinici), nonché coi farmaci anti-aritmici.

L’utilizzo di estratti a base di artiglio del diavolo deve inoltre essere valutato da un medico nel caso il paziente soffra di calcoli biliari. Lo stesso vale per persone che soffrono di diabete, o che siano in cura con medicinali che interferiscono con la quantità di zuccheri nel sangue (farmaci per il diabete o insulina): l’artiglio del diavolo può infatti abbassare i livelli di zucchero nel sangue. In questo caso l’assunzione di preparati a base di questa pianta sono da effettuarsi esclusivamente dopo un consulto medico.

L’artiglio del diavolo induce, a livello dello stomaco, un aumento delle secrezioni gastriche: per questo è necessario assumerlo a stomaco pieno, dopo i pasti principali. Per il medesimo motivo il suo utilizzo deve essere quanto mai cautelare in soggetti che soffrono di ulcere gastriche o duodenali, iperacidità di stomaco o gastrite. In alcuni, rari casi, sono stati registrati aritmia, nausee, mal di stomaco, crampi addominali, gonfiore e diarrea associati all’utilizzo di artiglio del diavolo.

È consigliabile non somministrare prodotti contenenti artiglio del diavolo a bambini di età inferiore ai dodici anni, nonché alle donne in allattamento o in gravidanza, poiché i principi attivi contenuti potrebbero innescare pericolose contrazioni uterine in grado di causare l’aborto. In genere si consiglia di seguire cicli terapeutici a base di artiglio del diavolo della durata di due mesi, alternandoli ad uno di pausa.

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Una risposta

  1. Paola Gariggio

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