Contratti telefonia mobile

Guida alla distinzione, conoscenza e valutazione per la scelta dei contratti di telefonia mobile, con approfondimento sui principali tipi di tariffazione applicati dagli operatori nazionali. Per informarsi, capire e rimanere più soddisfatti delle proprie scelte nel campo dei contratti ma anche delle offerte su piani tariffari, di cui pullulano i mezzi di comunicazione, e di cui non sempre si riesce ad avere un quadro chiaro che evidenzi pregi e difetti.

Fiumi di offerte e promozioni per la telefonia mobile, propinateci tramite spot televisivi, quasi senza soluzione di continuità in qualsiasi fascia oraria. Volantini disseminati in giro, nei negozi di telefonia e in quelli della GDO (ossia la grande distribuzione), sms di offerte provenienti dal gestore telefonico. Una crescente confusione, dettata dal ritmo sfrenato con cui gli operatori di telefonia mobile propongono nuovi piani e nuove offerte per ciascun contratto.

Contratti telefonia mobile

Scegliere i contratti di telefonia mobile

Uno smarrimento che procede anche consultando siti web dedicati a ciascun gestore, cliccando tra immagini sgargianti di cellulari molto promettenti, banner lampeggianti che richiedono continuamente la nostra attenzione su un’offerta imperdibile, e così via.

La clientela, disorientata (forse volontariamente) più che coadiuvata dalla réclame, sovente si affida a quanto promesso dalle offerte dei gestori, che utilizzano spesso la parola-esca “gratis”. In questo modo, però, non si riesce sempre a rimanere soddisfatti, così come non sempre i consigli per gli acquisti propongono i servizi più adatti rispetto alla quantità di traffico telefonico personalmente consumato.

Occorre individuare che cosa sta alla base di tutte le migliaia di offerte e piani tariffari presenti sul mercato della telefonia mobile per poter effettuare poi tutte le scelte giuste in seguito. La struttura portante su cui si fonda l’uso del servizio di telefonia mobile sono i contratti.

Contratti cellulari: tipologie in commercio

Le categorie principali di contratto attualmente predisposte dai gestori nazionali, su cui vengono poi attuati i piani tariffari specificamente scelti dal cliente, sono tre, e si rivolgono a due diversi target:

  • Privati:
    Ricaricabile
    Abbonamento
  • Clienti con partita IVA:
    Business

Generalmente, la tipologia di contratto viene scelta in sede di acquisto di una SIM (sigla che sta per subscriber’s identity module – modulo d’identità del sottoscrittore), ossia il piccolo chip programmabile che viene inserito negli apparecchi radiomobili (per ulteriori informazioni cerca su wikipedia.it). E’ comunque possibile passare da un contratto all’altro, recandosi preferibilmente presso uno dei punti vendita del gestore telefonico qualora si desiderasse cambiarne la tipologia.

I piani tariffari applicati possono essere “a consumo” oppure “flat”; quelli a consumo prevedono uno scatto alla risposta e una tariffa al minuto (che può essere conteggiata al secondo o a scatti anticipati di 30 o di 60 secondi), mentre i piani “flat” prevedono il pagamento di una somma mensile a fronte del consumo di un determinato ammontare di traffico voce, smsmms, internet ed eventualmente TV (per i tivùfonini), oppure in alcuni casi consentono un traffico illimitato.

Le tariffazioni a consumo solitamente coincidono con le carte ricaricabili (prepagate), mentre quelle flat stanno alla base dei contratti abbonamento, anche se alcuni gestori oggi prevedono tariffe flat per i piani tariffari delle prepagate.

Ricaricabile

Il contratto di carta prepagata o ricaricabile è forse quello noto ai più, e anche quello in cui confluisce la maggioranza della clientela dei gestori di telefonia mobile. Con una prepagata è possibile, infatti, gestire l’uso del cellulare in modo totalmente libero da tasse statali e da obblighi di contribuzione mensili, a meno che non si scelga un piano tariffario che li preveda; la SIM conterrà un minimo di traffico all’acquisto, potrà essere ricaricata nei modi e nei tempi (nonché per la quantità di traffico) desiderati. Infatti, l’importo di ciascuna ricarica è completamente a libera scelta del cliente.

Reperire le carte ricarica è oggi molto semplice, in quanto non sono solo disponibili presso i punti vendita del gestore cui è associata la SIM, ma anche in tabacchini, distributori di benzina, autogrill, GDO, e così via. Questo rende ancora più semplice e flessibile l’utilizzo di una prepagata.

Quest’ultima si può ottenere recandosi presso un qualsiasi punto vendita del gestore desiderato, e al momento dell’attivazione il cliente dovrà fornire i propri documenti d’identità (carta d’identità e codice fiscale) che sono indispensabili per la stipula del contratto.

Non vi sono vincoli particolari che limitano le modalità di fruizione dei servizi del gestore, se non la quantità di credito posseduto; quando e se lo si desidera, si può recedere dal contratto, senza l’applicazione di alcuna penale economica, chiedendo la disattivazione della propria SIM. Ciò corrisponderà alla cessazione di ogni servizio da parte del gestore, e quindi all’impossibilità di utilizzare oltremodo la scheda prepagata.

In realtà, un vincolo che concerne i contratti delle ricaricabili esiste, e consiste nella scadenza della SIM card passati 13 mesi dall’ultima ricarica effettuata. Questo significa che è necessario effettuare almeno una ricarica credito destinata al numero della prepagata entro i 13 mesi dall’attivazione della SIM, e in ogni caso entro 13 mesi dall’ultima ricarica; in caso contrario, al tredicesimo mese sarà possibile solo la ricezione di chiamate e messaggi, e al quattordicesimo mese la scheda verrà disattivata.

Al momento dell’acquisto la prepagata possiede un determinato piano tariffario; se esso non è di gradimento, può essere cambiato con uno degli altri previsti e offerti dal gestore.

Il passaggio da un piano tariffario ad un altro può essere soggetto a pagamento, che avverrà addebitando la somma sul vostro traffico telefonico, oppure al momento dell’acquisto di una carta servizi del gestore. Il costo varia, ovviamente, a seconda dell’operatore di telefonia mobile. Non sono da escludere periodi di promozioni in cui il passaggio da un piano tariffario ad un altro è completamente gratuito.

Pregi e difetti dei contratti ricaricabili

  • PREGI
    flessibilità del contratto, ampia scelta di piani tariffari che possono soddisfare diverse esigenze, scelta libera nell’ammontare del credito al momento della ricarica, nessun obbligo di ricarica al mese (eccetto se si è scelto un piano tariffario che prevede questa o altre condizioni simili per usufruire dei servizi richiesti), facilità di reperimento di carte per la ricarica del credito.
  • DIFETTI
    obbligo di ricaricare almeno una volta in 12 mesi, pena la disattivazione della SIM; costo per il cambio piano tariffario (salvo se diversamente specificato dal gestore di telefonia mobile, il quale può indire periodi di “promozione” e annullare i costi per il passaggio da un piano telefonico all’altro).

Abbonamento con “bolletta”

Il contratto in abbonamento si comporta come un piano tariffario “flat”, ed è sottoscrivibile all’acquisto di una SIM di un qualsiasi gestore telefonico, oppure si può ottenere effettuando il passaggio da un contratto ricaricabile.

Ciò che offre l’abbonamento è un pacchetto di servizi previo pagamento di una somma mensile, e tale pacchetto varia a seconda del piano tariffario scelto. Le offerte di solito prevedono un limite massimo per traffico voce, testo e dati (internet), espresso in minuti (chiamatevideochiamate), in unità (per smsmms) o in kb (kilobyte), Mb (megabyte) o Gb (gigabyte) per la connessione internet.

Il pagamento viene addebitato su conto corrente o su carta di credito, e il contratto ha una sua specifica durata, che varia solitamente dai 12 ai 24 mesi; prima della scadenza stabilita, il recedere da parte del cliente comporta dei costi ad onere di quest’ultimo.

Tali costi possono essere calcolati in base al numero di mesi di durata del contratto e in base al prezzo dell’eventuale cellulare (videofonino, tivù fonino, ecc.) ottenuto unitamente all’abbonamento, al momento della sottoscrizione del contratto stesso. Solitamente, il cliente che decide di recedere da quest’ultimo si trova a dovere una somma pari alle “rate” mensili mancanti al raggiungimento dei mesi totali della durata prevista dall’abbonamento, più un’altra somma corrispondente al prezzo totale o parziale – a seconda del momento in cui si recede – del telefono mobile eventualmente scelto e incluso nell’offerta dell’abbonamento.

La penale economica sussiste anche nel caso in cui il cliente effettua il passaggio ad un piano tariffario che non prevede un contributo mensile, o che ne prevede uno di importo inferiore rispetto a quello già sottoscritto in corso di validità.

Il canone mensile dovuto, comunque, dovrebbe rispecchiare un vantaggio economico nell’usufrutto del traffico voce, smsmms e dati, consentendo ai clienti più esigenti la soddisfazione delle loro necessità d’uso dei servizi che la tecnologia mobile oggi offre.

Ogni piano abbonamento prevede però anche il pagamento di una imposta, detta tassa di concessione governativa, e che grava non solo sui contratti sottoscritti dai privati, ma anche su coloro che possiedono una partita IVA e che sottoscrivono contratti Business (di cui si tratterà più avanti). Tale tassa corrisponde attualmente a 5,16 euro per i clienti privati, a cadenza mensile. Un importo che, sebbene non eccessivo, ha suscitato polemiche, in quanto si tratta di un corrispettivo introdotto agli inizi degli anni ’90, quando ancora i cellulari non erano molto diffusi e costituivano quasi un bene di lusso. Nonostante nel 2007 siano entrate in vigore nuove norme che hanno visto l’eliminazione degli oneri aggiuntivi nel mondo delle ricariche per la telefonia mobile, questo contributo economico mensile continua a persistere, ed è per questo motivo che le utenze sono andate a concentrarsi sui contratti prepagati.

Oggi il telefonino non costituisce più un bene di lusso, e di conseguenza la tassa di concessione governativa grava anche su coloro che percepiscono un introito medio-basso, clienti che possono permettersi un piano abbonamento ma che non costituiscono la fascia più alta di reddito della popolazione italiana.

Pregi e difetti della tariffa ad abbonamento

  • PREGI
    non è necessario preoccuparsi di ricaricare periodicamente il credito telefonico; comodità mezzo di pagamento; offerte interessanti da parte dei gestori telefonici, che permettono un risparmio economico per coloro che fanno abbondante uso dei servizi di telefonia mobile; possibilità di scelta di cellulari unitamente all’attivazione dei piani tariffari, pagandolo “a rate” in aggiunta all’importo mensile dovuto.
  • DIFETTI
    tassa di concessione governativa mensile; recessione dal contratto onerosa se prima della scadenza stabilita nello stesso; onerosità aggiuntiva per l’acquisto di alcuni tipi di cellulari.

Contratti e tariffe Business affari

L’offerta Business è rivolta a tutti coloro che posseggono la partita IVA e che necessitano del cellulare per uso aziendale. Attualmente, tutti i principali operatori di telefonia mobile italiani prevedono, per il target sopra citato, la possibilità di stipulare contratti Business, rivolgendosi al gestore desiderato e, solitamente, ottenendo la disponibilità di un “assistente personale”, che dovrebbe essere il punto di riferimento per il cliente business.

Anche in questo caso, sono disponibili differenti piani tariffari che prevedono diversi privilegi, con costi chiaramente differenti. Ciascuna offerta si concentra su specifici servizi, questo per garantire la massima copertura del quadro di esigenze del target, sicuramente abbastanza composito.

Il contratto Business si comporta come un abbonamento, e anch’esso prevede una tassa di concessione governativa mensile, attualmente pari a 12,91 euro.
Per chi intendesse sottoscrivere un contratto simile, è opportuno rivolgersi al gestore telefonico prescelto, ai numeri e agli indirizzi preposti all’assistenza clienti o per lo specifico servizio.

Tipi di tariffazione dei piani telefonici (prepagate e abbonamento)

Sarà sovente capitato di aspettarsi una detrazione inferiore dal credito residuo rispetto a quella applicata dal gestore; e spesso, questo genera confusione, sfiducia nel cliente, il quale è portato a pensare di essere stato “truffato” o “derubato” in qualche modo dall’operatore di telefonia mobile che ha scelto.

Questo può succedere essenzialmente per due motivi:

  • il gestore comunica in maniera più diretta e approfondita determinate condizioni del servizio e degli oneri, segnando le ulteriori chiarificazioni con i famosi asterischi o numeri, i quali rimandano a fondo pagina dei volantini, a piè di pagina dei siti internet, in basso allo schermo e quasi illeggibili durante gli spot pubblicitari televisivi. Solitamente, tali note, scritte in caratteri di dimensioni notevolmente minori rispetto al resto del testo dell’offerta, sono alcune delle più importanti per la piena comprensione dei costi che verranno a gravare sul cliente, una volta usufruito del servizio proposto.
  • il cliente non è a conoscenza (per negligenza sua od omissione del gestore stesso) delle modalità di tariffazione applicate al proprio piano tariffario, specie per quanto concerne il traffico voce e dati.

Di seguito, ecco riassunti i principali (se non gli unici attualmente applicati) tipi di tariffazione utilizzati:

Tariffazione a scatti anticipati (30 secondi)

Prevede lo scatto alla risposta e una tariffazione a scatti anticipati di 30 secondi. Lo scatto alla risposta è una somma, generalmente (ma non universalmente) compresa tra i 15 o i 16 cent. di euro tra i vari operatori telefonici, che viene sottratta immediatamente al chiamante quando viene “alzata la cornetta”, e solo ed esclusivamente in quel momento. Oltre a questo costo, viene aggiunto un importo che corrisponde alla metà della somma dovuta al minuto, diversa a seconda del piano tariffario prescelto, e ciò viene scalato anticipatamente ogni 30 secondi. Ecco un esempio pratico (le somme non fanno riferimento a nessun gestore particolare):

scatto alla risposta = 15 centesimi di euro

centesimi di euro al minuto = 19

Ai primi 59 secondi di chiamata, in questo caso, l’importo sottratto dal credito sarà pari a:
15 cent. + 19 cent. = 34 centesimi di euro.

I 19 centesimi sono suddivisi in detrazioni di 9,5 centesimi ogni 30 secondi, anticipatamente. Questo significa che, se si effettua una chiamata da 20 secondi, i centesimi addebitati sul credito telefonico non corrispondono all’uso effettivo dei secondi di conversazione, in quanto il pagamento avviene anticipatamente.

Tariffazione al minuto (60 secondi)

In questo caso, si paga lo scatto alla risposta e, insieme, tutto l’importo previsto per un minuto di chiamata, sempre anticipatamente. Ogni 60 secondi viene sottratta tutta la somma che il piano tariffario stabilisce per un minuto di traffico voce; quindi, riutilizzando le cifre nell’esempio sopra citato, questo significa che alla risposta il cliente pagherà i 15 centesimi più i 19 centesimi, indipendentemente dal fatto che la conversazione duri 2, 10, 30, o 60 secondi. Se l’utente effettua 80 secondi di chiamata, pagherà i 15 centesimi di scatto alla risposta, più i 19 centesimi per i primi 60 secondi (quindi per il primo minuto risultano scalati alla risposta) più 19 centesimi all’inizio del secondo minuto di conversazione. E’ evidente che, a seconda degli effettivi secondi di traffico voce, potrebbe non risultare poi così conveniente, in quanto non si paga ciò che effettivamente si consuma.

Tariffazione al secondo

Questa tariffazione è forse la più conveniente rispetto alle altre, perché permette di spendere solo quanto si “parla”. L’importo, che viene sempre quantificato al minuto per comodità, viene in realtà addebitato in piccole unità ogni secondo, consentendo di non perdere centesimi in secondi non utilizzati. Lo scatto alla risposta può non essere presente. Esempio:

importo al minuto = 19 cent. di euro

1 secondo di chiamata = 0,0032 cent. di euro circa

Se il cliente dovesse effettuare 35 secondi di chiamata, pagherebbe circa 11 centesimi.

Tariffe per il traffico dati via cellulare

per quanto riguarda il traffico dati (internet), la tariffazione può essere:

  • a tempo
    L’unità principale di misura per la determinazione dell’importo da pagare è il tempo, che solitamente viene conteggiato in centesimi di euro al minuto. Viene quindi sottratta dal proprio credito telefonico la somma prevista per ciascun minuto di connessione internet, che può prevedere anche una sorta di “scatto alla risposta” al momento della connessione.
  • a volume
    Determinante per l’addebitamento della somma prevista dal piano tariffario, in questo caso, è la quantità di dati trasmessa, inviata o ricevuta, indipendentemente dal tempo che si rimane connessi a internet. Funziona come una sorta di tariffazione al consumo, come accade per la tariffazione al secondo.

Consigli per la scelta del miglior contratto di telefonia mobile per cellulari

D – Che cosa valutare quando si sceglie un contratto?
R – Alla scelta del contratto, per una soluzione ottimale, bisognerebbe aver valutato la spesa corrispondente all’uso effettivo dei servizi di telefonia mobile, e quale tipologia di traffico pesa di più sull’importo. Questo in modo da discriminare non solo tra i tipi principali di contratto base, ma anche tra le varie offerte di piani tariffari previsti per ciascun contratto. Inoltre, com’ è noto, è sempre bene leggere attentamente tutte le condizioni contrattuali, specie nel caso di quei piani tariffari o di quei contratti (come l’abbonamento) che prevedono un costo in caso di recesso anticipato da parte del cliente.

D – Che cosa valutare nella scelta di un piano tariffario?
R – Oltre all’utilizzo personale dei servizi (per scegliere il piano più adatto alle esigenze e ai consumi effettuati mediamente), è bene fare attenzione a tutte le note a piè di pagina di cui si accennava in sede dei tipi di tariffazione: esse contengono preziose informazioni non solo su questi ultimi, ma consentono anche di valutare quelli che si possono definire i “difetti” di ciascun piano tariffario, e decidere prevalgono i pregi, oppure se non è un’offerta conveniente per la propria situazione di utilizzo del traffico voce dati tramite il cellulare.

D – Volantini parzialmente incomprensibili. Informazioni mancanti. A chi rivolgersi?
R – Se le note esplicative non sembrano essere chiare, è possibile oggi appoggiarsi al sito internet di ciascun gestore di telefonia mobile, oppure (meglio ancora), chiamare il servizio clienti e ottenere assistenza gratuita a voce tramite un operatore.
La telefonata potrebbe chiarire ulteriori dubbi o fraintendimenti avvenuti in fase di lettura delle offerte, ed evitare delle spiacevoli sorprese.

Conclusioni
Oltre al confronto tra piani e contratti all’interno dello stesso gestore, è opportuno operare una comparazione tra le offerte dei diversi gestori, cercando di evidenziare per ciascuna i pregi e i difetti, rapportati sempre all’utilizzo effettivo del cellulare e del traffico; il confronto dei costi tra le varie opportunità offerte permette un ulteriore risparmio economico. Il connubio tra i tipi di confronto sopra citati dovrebbe consentire un rapporto qualità prezzo ottimale. L’aver posto le proprie effettive esigenze al centro di tutto sarà una maggior garanzia di rimanere (quasi) completamente soddisfatti delle scelte operate.

Siti internet sulle tariffe mobile

  • Tim
    Area clienti, informazioni su tutte le offerte tim, area servizi e molto altro
  • Vodafone
    Area privati e Business, varie e numerose sezioni dedicate ad un’ampia gamma di servizi, offerte e informazioni.
  • Tre
    Possibilità di ricarica online, informazioni utili su offerte, piani tariffari, contratti e molto altro.
  • Wind
    Tutte le novità, le offerte, le informazioni relative al mondo Wind.


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Questo articolo ha 16 commenti

  • sergio scrive:

    quello che vorrei sapere è l’effettiva differenza fra ricaricabile e business(partita iva) o meglio …. SE attivo una partita iva sono obbligato ad avere un contratto business ?
    quali benefici otterrei da un contratto business visto che devo pagare anche la tassa governativa ?
    Con i piani tariffari in vigore al giorno d’oggi la tassa governativa equivale quasi alla tariffa mensile di un contratto ricaricabile.
    Grazie in anticipo se vorrete rispondermi

  • Luigi Scuro scrive:

    intorno ad aprile-maggio 2012 ho acquisato una ricaricabile 3 con l’offerta All inn small che prometteva per 4 euro al mese 120 minuti di telefonate, 120 sms e 1 Gb di traffico internet, il tutto suddiviso a settimana quindi 30 min, 30 sms e 250 Mb a settimana con addebito di 1 euro ogni venerdi.
    L’offerta una volta sottoscritta diceva “PER SEMPRE” quindi non era un’offerta limitata ad una durata specifica, tanto è che in famiglia abbiamo acquistato 4 sim con la stessa offerta.
    Tutto bene sino a settembre 2014 quando prima le figlie poi la moglie ed infine io ad ottobre ci siamo visti cambiare, anzi “rimodulare” il piano tariffario a 1,5 euro alla settimana raddoppiando il traffico internet senza che nessuno lo chiedesse, anzi mia moglie a cui era stato proposto da un operatore della 3 alcuni mesi fa l, lo aveva espressamente rifiutato.
    Oggi ad una mia richiesta spiegazioni al servizio clienti 3 mi è stato risposto educatamente in poche parole che l’offerta che io avevo acquitato allora non esiste più, perciò prendere o lasciare. Inutile discutere con un call center in Albania per cui non ho ringraziato ed ho messo giu.
    domanda è legale tutto questo?

  • andrea scrive:

    buongiorno
    il 5 settembre 2014 ho stipulato un contratto tramite telefono con BTitalia gestore di telefonia fissa e mobile, il06/09 ho ricevuto copia di contratto via mail vedendo bene le proposte ho visto che non erano vantaggiose per la nostra società quindi il giorno 08/09/2014 ho spedito la racomandata con ricevuta di ritorno, la ricevuta e tornata firmata da loro il giorno 11/09 dopo 6 giorni dalla stipula.In bt italia mi dicono che la pratica é andata comunque avanti e che ormai devo aspettare il loro codice migrazione quindi passare con loro per poi tornare dal mio vecchio gestore.E’ legale tutto cio ho posso avvalermi di qualche diritto?
    codiali saluti Andrea

  • Roberto scrive:

    qualche mese fa circa febbraio, ho rinnovato un contratto business con vodafone, mi era stato detto che avrei pagato meno del contratto precedente ma alla prima bolletta non solo non era inferiore ma superiore. alla prima occasione sono passato in un negozio wind ed ho fatto un contratto con loro. adesso mi arriva la fattura di vodafone che per recesso anticipato mi chiede € 732,00 ma a quanto equivale la penale? in base a cosa considerano le spese sostenute? adesso cerco di mettermi in contatto con loro ma non riesco piu’ a farlo.
    saluti grazie
    Roberto

  • anna maria liguori scrive:

    Salve! questa mattina, stanca di pagare bollette eccessive sul contratto tim, ho fatto un passaggio a ricaricabile presso un centro tim, pagando 54 euro di cui 9 di attivazione, 15 di offerta per un mese e 30 di credito residuo. Mi sono pentita nel pomeriggio vista l’impossibilità di avere a che fare con una persona fisica che risponda al 119.
    Mi sn recata al centro tim dove mi è stato detto che per passare di nuovo a contratto devo pagare 51 euro di anticipo conversazione. Possibile che non si possa annullare in giornata un contratto? E come faccio a sapere quanto mi devono restituire di anticipo conversaz.del contratto di 15 anni fa, visto che non so con chi parlare?
    Scusi la lunghezza della richiesta. Grazie se vorrà rispondermi.

  • miro scrive:

    Nella pubblicazione di questi articoli sarebbe meglio mettere sempre la data, visti i cambiamenti rapidi che ci sono in questo genere di argomenti.

  • Giulia scrive:

    Si può passare da vodafone a tim o wind anche se uno ha una fattura in sospeso/nonrisolto con vodafone?

  • Antonella scrive:

    Ho ricevuto dall’ag.delle Entrate la richiesta di pagamento della tassa governativa di 3 cellulari /abbonamento vodafone con part.Iva.
    Il contratto e’ andato avanti 6 mesi circa, in quanto abbiamo pagato 3 o 4 fatture, che adesso ho dal commercialista, il venditore aveva fatto un contratto …….che non corrispondeva al vero.
    Abbiamo rescisso il contratto documentato la”truffa” del promotore…
    …..ora dobbiamo pagare la tassa governativa?
    Resto in attesa di una gentile vs. risposta-

  • Marco scrive:

    Buongiorno sono di fronte ad una scelta: se acquistare una sim col contratto “individuale” con costi inferiori rispetto ad una sim “businnes” con costi leggermente superiori di circa 10 euro( compresa maggiorazione tassa di concessione) ma scaricabile per la mia attivita’.
    Qual’è è la quota su un contratto businnes che posso scaricare?
    grazie mille

  • Giovanni Lattanzi scrive:

    Per Maria Ausilia. No, non può farlo senza il suo consenso.

  • Ponzo Maria Ausilia scrive:

    Salve Avrei bisogno di sapere se il gestore di telefonia mobile può permettersi il lusso di cambiare il mio piano tariffario senza il mio consenso infatti ho ricevuto un sms di avviso con una proposta di un nuovo piano che alla data indicata da loro sarà variato credo sia una cosa assurda visto che ancora esistono piani tariffari dei tempi della lira riconvertiti in euro senza aver variato le condizioni, loro parlano di leggi del governo Monti che permettono questo vi risulta grazie Saluti

  • filippo pintus scrive:

    ho stipulato un contratto con la 3G il 27/05/2010 e ho fatto la portabilita con un altro gestore il 10/03/2011 non portando a termine l’anno di contratto, ora la 3G mi chiede le ricariche obbligatorie di aprile e maggio 2011 (fine contratto) volevo sapere se devo pagare pur non avendo usufruito di tali mesi grazie

  • Umberto leonini scrive:

    Faccio riferimento alla mia nota del 5 marzo 2012 per integrare con quanto segue: i minuti di conversazione previsti sono 2500 ( duemila500 ) a settimana ( sette giorni ) . Per. Errore ho indicato come costo verso telefoni mobili di altri gestori la somma di centesimi 0,19. Anziche’. Euro 0,19. Non e’ previsto lo scatto alla risposta. Costo. Sms. Centesimi. 13. mms. Centesimi 60. Mi scuso e Vi saluto cordialmente. Umberto. Leonini

  • Umberto leonini scrive:

    Mi permetto di dare un modesto parere sull’argomento.RItengo che con tutte le informazioni che ci arrivano dai vari gestori di telefonia mobile ( Tim,Vodafone,Wind,etc) difficilmente paragonabili tra loro, per. La Estrema diversita’ delle offerte,la cosa migliore sia quella di utilizzare in maniera piu’ telegrafica possibile il proprio cellulare ( di qualunque gestore).questo. Ci portera” sia il famoso risparmio economico ( che tutti cerchiamo) sia un maggior. Benessere fisico ( la ricerca scientifica sta dimostrando la pericolosità,delle onde magnetiche del telefonino per il ns cervello al protrarsi della conversazione.tutti sentiamo ,infatti,il famoso calore alle orecchie).personalmente ho sospeso gli ascolti della pubblicita’ e mi sono, almeno per il momento, fermato alle condizioni di un Tim ricaricabile.pago 4 euro alla settimana,, in maniera automatica sul saldo presente,e posso telefonare senza altre spese a tutti i fissi ed ai Tim. Costo a telefoni mobili di altri gestori cent. 0,19 al minuto,frazionabile secondo il reale tempo della conversazione. Mi scuso della punteggiatura, ma ho qualche problema con il computer.VI saluto cordialmente e VI ringrazio di questa rubrica. Umberto leonini . 5 marzo 2012

  • Roberto scrive:

    Dal sito Vodafone:

    L’offerta ha una durata contrattuale di 24 mesi e prevede un costo di disattivazione di 40€ in caso di recesso anticipato.Inoltre, in caso di recesso anticipato, Vodafone

    ” si riserva la possibilità di richiedere un contributo di 129€ ”

    commisurato al valore della Vodafone Station ceduta in sconto merce al momento della sottoscrizione dell’offerta.

    DOMANDA

    Volevo chiedere: ma cosa vuol dire che un’azienda si riserva? Non ho capito se ciò è obbligatorio o meno. Se recedo dal contratto anticipatamente in base a cosa dovrei o non dovrei pagare i 129 euro? La Vodafone in base a cosa si riserva di farmi pagare o no? Il consumatore quando verrebbe a conoscenza del verdetto della riserva?
    Grazie
    Roberto

  • Antonio Celeghin scrive:

    L’anno scorso ho sottoscritto con la 3 un abbonamento 3Power, in data 26/03/2010 ho ricevuto un sms del gestore stesso che mi comunicava che dal 26/04/2010 il mio piano sarebbe stato cambiato in “Tua9″ – si paga a consumo – a causa di alcune soglie da me non rispettate – pago con il RID, quindi sempre puntuale, ma devi avere dietro la calcolatrice, non mi avevano detto che il 60 % massimo verso un gestore, il 5 % devi riceverlo da altri gestori. E che palle ….. Faccio presente che nella pubblicità che fanno ai loro piani tariffari non parlano mai di soglie di traffico in uscita o entrata, e che il gestore, presso il quale ho sottoscritto il contratto, non mi ha “assolutamente” fatto parola di ciò. Premetto che avevo deciso di sottoscrivere l’ abbonamento per non crearmi un problema o complicarmi la vita ad ogni telefonata anche con altri gestori. Mi sono lamentato e mi hanno dimostrato che non gliene frega nulla delle rimostranze dei loro clienti.
    Ringrazio anticipatamente e buon lavoro.

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